Secondo il parere di Danny Sullivan per posizionare bene i tuoi contenuti occorre tener presenti due fattori SEO importanti quali pertinenza all’argomento e autorevolezza

I sistemi di Google secondo lui si fondano praticamente su questi due imprescindibili protagonisti.

E’ ormai noto che i sistemi di Google non sono in grado di verificare l’accuratezza dei contenuti, ma al contempo è pur vero che riconoscono perfettamente i fattori di pertinenza ed autorevolezza (senza dei quali non ci può posizionare bene sulla SERP).

Perciò tutti quei contenuti di una pagina che dimostrano di esser attinenti e competenti rispetto a un dato argomento, si presentano anche come una voce autorevole cui tener fede.

Vien da sé che il motore di ricerca sceglierà proprio quei siti per piazzarli in cima ai risultati di ricerca.

E’ quanto sostiene il referente di ricerca di Google, Danny Sullivan, in un tweet del 9 settembre, pubblicato sul suo account personale.

Ovviamente tutto ciò ha attirato l’attenzione dei SEO, dando il via ad una conversazione interessante. Vediamo cosa ne è venuto fuori.

La domanda che ho scelto di prendere in considerazione, in risposta al tweet di Sullivan, è stata quella di un SEO che ha ammesso di esser molto curioso di sapere in che modo Google si occupi di accuratezza dei contenuti.

E se questo processo in qualche modo abbia a che fare col posizionamento su Google delle keywords.

Non Si Tratta di Popolarità

Quando Bill Slawski, direttore della ricerca SEO per Go Fish Digital, ha ammesso che gli algoritmi di Google funzionano tenendo conto della popolarità, Sullivan ha risposto che non stanno le cose. “No. Non è popolarità.”, ha detto proprio così. Lapidario e chiarissimo.

La popolarità sarebbe, a suo avviso, un fattore troppo semplice e scontato e probabilmente inapplicabile alle nuove query, che costituiscono da sole il 15% del volume di ricerca giornaliera su Google.

Un po’ di Storia

Per migliorare la qualità dei risultati di ricerca, Google ha annunciato nell’aprile di due anni fa il Project Owl. Di cosa si tratta?

Di un progetto che ha posto l’accento sui contenuti autorevoli ed ha permesso così agli utenti di fornire un feedback per i suggerimenti di autocompletamento e dei featured snippets.

Nel novembre 2017, Google ha anche collaborato con The Trust Project per offrire maggiore trasparenza ai contenuti delle notizie e combattere la disinformazione.

Uno dei suoi primi traguardi è stato quello di consentire agli editori di aggiungere fino ad otto “indicatori di fiducia” (trust indicators) per divulgare informazioni del tipo: chi finanzia il punto vendita, qual è la missione del punto vendita, quali sono le competenze dell’autore, qual è il tipo di scrittura e così via, il tutto attraverso un attento markup dei dati strutturati.

Settembre 2019: la società ha aggiornato le Linee guida per le search quality raters con lo scopo di porre maggior accento sulle fonti delle notizie, sui i contenuti YMYL e i loro creatori.

Ha inoltre ampliato la base su cui un rater decide di applicare delle le sue scarse valutazioni al fine di arginare le pagine pericolose.

La Reazione

Rand Fishkin, fondatore di Sparktoro, non è d’accordo con la spiegazione di Sullivan, e ribadisce che anche le macchine possono assegnare ai contenuti dei livelli di accuratezza, citando come esempi le calcolatrici, le filmografie e le informazioni di viaggio fornite da Google.

Judith Lewis, fondatrice di DeCabbit Consultancy, ha sottolineato invece la complessità del problema, aggiungendo che l’apprendimento automatico consente sì un grado di valutazione dell’accuratezza, ma di tutto ciò che non è legato all’esperienza personale.

Lewis ha suggerito inoltre che la risposta data da  Sullivan potrebbe conferire a Google un certo margine di manovra sulla questione.

Infine Jenny Halasz, presidente di JLH Marketing, ha fatto eco a un sentimento che potrebbe essere condiviso da molti SEO quando ha twittato : “SÌ, mille volte SÌ! Grazie @dannysullivan. Questo è un mito che non morirà.”

La Halasz ha anche ammesso quanto sia ironico che lo stesso Google fornisca dei risultati di ricerca con contenuti che affermano che l’accuratezza sia un fattore di posizionamento SEO.

Per Concludere

L’accuratezza dei contenuti è importante per gli utenti, ma, come ha spiegato Sullivan, non è un fattore SEO di ranking per Google.

Sono invece la pertinenza e l’autorevolezza dell’argomento – da non confondere con la popolarità (che invece può derivare dai due fattori SEO suddetti) – i segnali su cui i sistemi di Google si affidano per posizionare i contenuti.

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Filippo Jatta

About Filippo Jatta

Filippo Jatta è consulente SEO per liberi professionisti e imprenditori. Dottore magistrale in Organizzazione e Sistemi Informativi presso l'Università Luigi Bocconi di Milano, dal 2008 è SEO specialist. Aumenta traffico e visibilità online di blog, e-commerce e portali, posizionando siti web su Google. Offre servizi di posizionamento sui motori di ricerca e corsi SEO, sia base che avanzati.