Algoritmi e penalizzazioni: entrambi determinano e condizionano il posizionamento dei siti web, ma non sono la stessa cosa.

E’ importante comprendere quali differenze intercorrono tra i due per evitare inutili fraintendimenti.

Molto spesso l’industria SEO parla di Google algoritmic penalties per designare in modo generico i problemi di posizionamento nella SERP.

Peccato che l’espressione usata sia quanto mai fuori luogo e imprecisa. Gli algoritmi di Google non prevedono alcuna forma di penalizzazione. Mai.

Le penalizzazioni di Google sono assai diverse rispetto all’azione degli algoritmi e quando questi vengono aggiornati.

E’ bene sapere che gli aggiornamenti degli algoritmi spesso determinano un variazione di posizionamento dei siti, ma mai agiscono col fine di penalizzarli.

In altre parole, gli algoritmi non sono pensati per affondare i siti web. Le penalizzazioni sì.

Gli Algoritmi Sono (Ri)Calcoli

Per lo più Google fa riferimento ai propri algoritmi. Quanto al mondo SEO, pochissimi dei suoi algoritmi sono ufficialmente considerati da Google.

Google Panda (che si focalizza sulla qualità dei contenuti in-page) e Google Penguin (progettato per i segnali off-page) sono i due algoritmi più citati, ma anche i due più temuti.

Poi c’è il gran numero di aggiornamenti degli algoritmi, effettuati durante tutto l’arco dell’anno quasi ogni giorno.

Il settore SEO, così come gli utenti in genere, troppo poco spesso prendono in considerazione l’azione degli aggiornamenti degli algoritmi.

Invece dovrebbero farlo perchè capirebbero che quando in seguito a un aggiornamento varia il posizionamento di un sito non occorre preoccuparsi più di tanto; non si tratta di un tentativo di spingerlo verso il basso nella SERP.

I processi di aggiornamento sono un mistero. Un segreto se vogliamo! Nel senso che vengono effettuati a discrezione di Google. Trattasi di procedure strettamente sorvegliate.

Tutti gli algoritmi si perfezionano col tempo, si evolvono, ergo prevedono costanti aggiornamenti.

SEO e marketer devono capire una volta per tutte che gli algoritmi non nascono con l’intento recondito di creare liste nere di siti da affondare e liste bianche di siti privilegiati cui elargire favoritismi.

Questa tendenza al favore o alla penalizzazione non appartiene affatto al funzionamento degli algoritmi di Google.

Nessun sito viene influenzato al 100% dall’azione dell’algoritmo o di un insieme di algoritmi, men che meno quando questi si aggiornano.

I siti web vengono influenzati dagli algoritmi in modo molto leggero e senza ricevere alcun danno significativo in termini di posizionamento sulla SERP.

Al contrario delle penalizzazioni di Google e degli interventi manuali, che mirano esclusivamente a danneggiare un sito.

Ciò non vuol dire che l’impatto di un algoritmo sia sempre minimo. Talvolta sarà rilaevante. Bisogna accettare il ruolo che rivestono, nel bene e nel male.

Google ha la necessità di scansionare i dati recenti, sia on-page che off-page, per comprendere e valutare quelli che sono i segnali importanti. E questo è possibile solo quando si effettua un audit SEO sul sito.

Poniamo adesso una domanda cruciale, ovvero quanto tempo impiegherà Google a raccogliere dei nuovi segnali positivi prima che il posizionamento di un sito migliori nuovamente?

A questa domanda si può rispondere considerando i casi nella loro specificità.  Per ogni sito è prevista una risposta differente.

Inoltre tutto dipende molto dalla frequenza con cui un sito viene sottoposto a scansione e indicizzazione.

I siti in genere, assieme ai siti di piccole dimensioni che gestiscono attivamente il budget di ricerca per indicizzazione tendono a trarre benefici più rapidamente.

Mentre per i siti più “ingombranti”, con alto budget di scansione per indicizzazione possono impiegare mesi o addirittura anni prima che vengano riprogrammati!

Quando gli Algoritmi Falliscono

In teoria gli algoritmi di Google rileverebbero e filtrerebbero il 100% delle violazioni delle Google Webmaster Guidelines . Ma è una mera utopia.

La ricerca è una questione assai complessa e fino ad ora nessuno è stato in grado di elaborare un algoritmo capace di stare al passo dell’intelletto umano.

Nonostante gli enormi sforzi compiuti per combattere lo spam con gli algoritmi, molti siti riescono ancora a raggirare gli ostacoli e infischiarsene delle regole di Google, con lo scopo di affondare i siti dei loro competitors, oppure usano ancora lo spam a loro vantaggio, per posizionarsi bene.

Ed è in questo segmento che si inscrive la penalizzazione di Google messa in atto tramite provvedimenti manuali e algoritmici.

Nel corso degli anni Google ha penalizzato parecchi siti del genere.

Entriamo nel dettaglio della penalizzazione da parte di Google.

Le penalizzazioni manuali attivano un messaggio nella Google Search Console, mettendo in evidenza il problema rilevato.

Google dal canto suo non fornisce delle informazioni trasparenti in merito al tipo di violazione identificata, ma condivide spesso dei suggerimenti preziosi su come risolvere il problema.

In altre parole, quando si tratta di penalizzazione con intervento manuale se ne ha subito la conferma. La penalizzazione è una cosa certa.

Inoltre le penalizzazioni manuali hanno di solito una scadenza.  Ancora oggi non si sa con precisione quanto tempo ci voglia per rimuovere un intervento manuale di penalizzazione; Google non l’ha mai rivelato chiaramente.

Ha sempre ammesso che ci vuole molto tempo. Sta di fatto che le penalizzazioni manuali hanno un impatto devastante sui siti poiché portano un drastico calo del posizionamento sulla SERP.

Non è dunque un’azione da compiere con leggerezza. Merita le dovute valutazioni prima di essere applicata.

Però, è anche vero che il proprietario di un sito penalizzato può chiedere a Google di revocare la penalizzazione.

Il processo attraverso cui ciò accade prende il nome di Reconsideration Request da cui l’omonima dicitura nella sezione ad esso dedicata.

Anche la Reconsideration Request non si sa di quanto tempo necessiti prima che Google la metta in atto.

Si tratta di un processo laborioso che prevede un intervento manuale importante e che coinvolge lo staff di Google Search che, un po’ come gli algoritmi, andranno a scansionare il sito web interessato, cercando e analizzando nel dettaglio tutto ciò che lo riguarda.

Algoritmi e Penalizzazioni di Google

Algoritmi e penalizzazioni sono capaci entrambi di influenzare un sito web in termini di posizionamento.

Il modo in cui si innescano potrebbe anche sembrare lo stesso.

Di sicuro un sito per potersi dire posizionato e per riscuotere un certo successo deve conoscere il peso rilevante che hanno gli algoritmi e le penalizzazioni e saperne gestire al meglio i pro e i contro.

Per evitarle è utile seguire le Google Guidelines.

Ad ogni modo, né gli algoritmi, né le penalizzazioni vanno temuti.

Soprattutto in caso di aggiornamento degli algoritmi è del tutto normale notare qualche variazione di posizionamento. Niente paura.

Piuttosto, si può approfittare dell’occasione per apportare al proprio sito delle modifiche funzionali e poi, una volta dissipatasi la (breve) parentesi di “confusione”, tutto tornerà come prima, magari anche meglio di prima.

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Rosilda Sergi

About Rosilda Sergi

Mi chiamo Rosilda Sergi. Dal 2009 è iniziata la mia scalata verso la conoscenza della scrittura digitale e di tutte le sue sfumature. Nel corso degli anni, ho avuto modo di trasformare la mia passione per la scrittura e la comunicazione in qualcosa di più concreto, orientandomi verso l'espansione delle mie skills e focalizzando la mia attenzione su aspetti come l'ottimizzazione SEO e la comunicazione persuasiva.