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Chi E' Filippo Jatta

Filippo Jatta opera dal 2008 come specialista SEO.

Nel 2007 si è laureato presso l'Università Bocconi di Milano in Organizzazione e Sistemi Informativi.

In questi anni ha aiutato decine di business locali e nazionali ad acquisire notorietà e clienti grazie al posizionamento dei siti web su Google.

E' fondatore di JFactor.it e della Filippo Jatta Co. Ltd.

Se vuoi aumentare il ranking di Google per il sito e ti stai chiedendo cosa sia il Google PageRank e in che modo aumentare quello del tuo sito, sei capitato sull’articolo giusto. Nelle prossime righe, infatti, ti spiegherò esattamente di che si tratta, come monitorarlo e le tecniche con cui aumentarlo.

Sebbene in molti, infatti, affermino che “il PageRank è morto”, non è esattamente così. Non si può negare, infatti, che il PageRank abbia perso importanza rispetto a qualche anno fa: si pensi che dal 2011 in poi gli aggiornamenti sono diventati sempre più rari e nel 2013 Matt Cutts di Google aveva affermato che a causa di un guasto tecnico non sarebbe stato più aggiornato. Eppure, inaspettatamente, nel mese di dicembre del 2013 c’è stato un nuovo aggiornamento e questo fattore ha iniziato a riacquisire lentamente importanza.

Andiamo, dunque, a vedere cos’è il PageRank e come monitorarlo e aumentarlo.

Che cos’è il Ranking di Google e il PageRank

Google, ogni giorno, raccoglie e classifica dati su una quantità enorme di siti web. Le informazioni raccolte, tuttavia, non sono accessibili da tutti e i parametri utilizzati da Google per stabilirne il posizionamento Google all’interno dei risultati di ricerca non possono essere determinati con certezza.

Il Google PageRank è uno dei fattori dell’algoritmo di Google che, sebbene un tempo fosse pubblico e visibile, adesso non viene più mostrato. Il nome deriva da Larry Page, uno dei fondatori di Google, che lo ha ideato nel ’96 per poi lanciarlo ufficialmente nel ’98. Ma in cosa consiste?

Il PageRank di Google non è altro che un algoritmo grazie al quale il motore di ricerca elabora una sorta di classifica, in base all’importanza nel mondo del web, delle pagine dei siti inseriti nel suo indice. Questo può variare da 0 a 10: più è alto il punteggio, maggiore è l’importanza della pagina in questione nel web.

I fattori analizzati da Google per stabilire questa “rilevanza” sono soprattutto la quantità e la qualità dei link in entrata (è naturale, infatti, che un sito importante venga citato da più fonti e in molti casi da siti qualitativamente alti).

Questo algoritmo, dunque, attribuisce un valore numerico alle pagine dei vari siti presenti sul web, che ne determina sia la popolarità (in generale), che la relativa importanza rispetto a determinate keywords. Questa popolarità, tuttavia, riguarda le singole pagine e non l’intero sito web.

In poche parole, grazie a questa formula, maggiore è il numero dei link che rimandano ad una determinata pagina, maggiore è il PageRank della stessa, e questo ti aiuterà ad aumentare il ranking di Google per il sito.

Il PageRank di Google e l’algoritmo usato per il calcolo

L’algoritmo utilizzato per il calcolo del PageRank sfrutta la teoria dei processi di Markov. PR[A], dunque, è il valore della pagina A che desideriamo calcolare, N è il numero totale delle pagine, PR[Pk] il valore di ogni pagina presente all’interno del sito in questione e C[Pk], infine, corrisponde al numero di link contenuti nella pagina. A questo va aggiunto il damping factor (d), un fattore che viene stabilito da Google (il cui valore è 0,85) che determina la percentuale di PageRank che transita da una pagina all’altra dello stesso sito.

È importante considerare che il PR è solo uno dei tanti parametri che aiuta Google a determinare il posizionamento di una pagina. È possibile, ad esempio, che un sito che sia correlato ad una keyword molto rara compaia comunque nei risultati di ricerca tra le prime posizioni, nonostante abbia un PageRank basso. Per un buon lavoro di ottimizzazione e per aumentare il ranking di Google per il sito, dunque, il lavoro sul PR deve essere abbinato anche ad altri strumenti e tecniche di web marketing.

Il significato letterario del termine è “rango di pagina” e questo aiuta meglio a comprendere che questo altro non sia che un indice di popolarità che “classifica” i siti e le pagine web in base all’importanza generale e a quella relativa a determinate parole chiave. Un PageRank basso, dunque, indica una scarsa rilevanza, al contrario uno alto, è indice di qualità e attendibilità della pagina.

È come se questo algoritmo desse potere elettorale a tutti coloro che possono pubblicare una pagina web, che esprimono il proprio “voto” attraverso i link: quelli che provengono da pagine più autorevoli e importanti hanno un peso maggiore (in poche parole se un link proviene dal NewYork Times e uno da un blog amatoriale appena pubblicato il potere trasmesso alla pagina linkata è molto differente).

Il valore definitivo si ottiene “contando i voti”, ovvero i link che una pagina riceve da siti più o meno importanti.

Che cosa è la Link Juice

Quando si parla di PageRank e di aumentare il ranking di Google per il sito non si può prescindere dal concetto di Link juice. Come ti ho già anticipato, infatti, il valore di una pagina è determinato dal numero di link in entrata e dalla loro qualità. Il Link Juice è la porzione di PageRank che si può trasferire ad una pagina attraverso un link.

Se una pagina, infatti, linka a più pagine, il Link Juice viene diviso equamente tra queste. La quantità di Link Juice che può essere trasferita, inoltre, può essere equivalente e non superiore al proprio PageRank. Facendo un esempio, dunque, una link che proviene da una pagina con PR 8, avrà più valore di una con PR 1. Solitamente le pagine con PageRank superiore a 6 sono pagine “importanti” e danno a Google il segnale che il link in entrata è qualitativamente alto.

Molto probabilmente ti sarà capitato di inserire svariati link all’interno delle tue pagine. In questo caso il Link Juice viene suddiviso e trasferito ai link inseriti. Questo effetto non è sempre ideale, soprattutto nei casi in cui i link inseriti siano molti e per questa ragione si può optare per una soluzione volta a bloccare il trasferimento del Link Juice ad una data pagina grazie al tag rel=”nofollow”.

Supponiamo che tu abbia un articolo con 5 link: in questo caso il Link Juice viene suddiviso e trasferito in maniera equa tra le pagine, che ricevono la stessa quantità di PageRank. Se, invece, uno dei link è inserito in modalità “no follow” il link juice viene suddiviso e trasferito solo alle altre 4 pagine.

Un altro concetto fondamentale che bisogna tenere a mente quando si parla di Link Juice, è che la qualità conta più della quantità. Si può controllare il trasferimento del Link Juice, ma bisogna comunque considerare che Google è in grado di verificare la qualità dei link in questione. E se questi non sono naturali e il motore di ricerca se ne accorge si rischia di essere penalizzati e rimossi dall’indice di Google. Per questa ragione ti sconsiglio vivamente di esagerare nella creazione di link artificiali che puntino ad accrescere il PageRank e ad aumentare il ranking di Google del sito web e ti consiglio, al tempo stesso, di utilizzare l’espediente del tag “no follow” per non disperdere eccessivamente il Link Juice.

 

Google, il PageRank e il tuo sito web

A questo punto, dunque, ti starai domandando quale sia la soluzione migliore per aumentare il PageRank di Google. Sicuramente l’accorgimento del tag no follow è fondamentale ma, al tempo stesso, bisogna lavorare per riuscire ad ottenere link in entrata che siano il più possibile naturali e di qualità.

Un espediente per riuscire a raggiungere questo obbiettivo, ad esempio, è il guest blogging, grazie al quale puoi scrivere articoli su altri portali, inserendo un link che rimandi alla tua homepage. Un’altra possibilità consiste nell’aumentare la tua cerchia di contatti sul web, magari attraverso i social network, cercando di stringere contatti con altri blogger e web master.

Una buona attività social, magari di condivisione sui loro profili, potrebbe portarli a condividere un link che rimandi al tuo sito, aumentando così il tuo PageRank. Ma ricorda che per mettere in pratica questa strategia è assolutamente fondamentale puntare su contenuti che siano realmente di qualità.

Ovviamente non dimenticare che il tuo sito per aumentare il proprio PageRank deve essere ovviamente indicizzato e, se non lo è ancora, dedica del tempo all’inserimento manuale su motori di ricerca come Google, Yahoo e Bing.

Come ottenere link da altri siti

Il nostro scopo, dunque, è principalmente quello di aumentare il ranking di Google per il sito e quindi ottenere link provenienti da altri siti, che siano, possibilmente, qualitativamente alti. Prima di lavorare su questo, però, ti consiglio di collegare le tue pagine tra loro, in maniera che ogni pagina linki ad un’altra del tuo sito (questo è un ottimo modo per passare l’autorevolezza da una pagina ad un'altra all’interno del tuo stesso sito web).

Dopodiché ti dovrai concentrare nel cercare di ottenere link da siti di buona qualità, in primis, e che parlino di argomenti affini al tuo. Questo perché Google tiene molto in considerazione anche l’attinenza delle pagine linkate a quella linkante (se ci pensi, infatti, è abbastanza improbabile che un sito che si occupa di occhiali da sole, linki al sito di un dentista o viceversa).

Riuscire ad ottenere i link giusti farà acquistare alla nostra pagina autorevolezza, accrescendone il PageRank e, dunque, il suo valore agli occhi di Google. Al tempo stesso devi fare attenzione a non linkare in outbound a troppi siti dalla pagina del tuo sito che ha maggiore autorevolezza, perché in questo modo trasferiresti una parte consistente del tuo PR all’esterno.

La qualità dei contenuti presenti all’interno delle tue pagine, come ti ho già anticipato, deve essere molto alta. Contenuti ottimizzati e di qualità, infatti, aumentano le possibilità che il tuo PR cresca esponenzialmente. Dovrai, dunque, aggiornarli spesso e inserire parole chiave specifiche per ciascuna pagina, cercando di individuare quelle con una buona media di ricerca, con bassa competitività e con una buona attinenza ai servizi offerti o ai prodotti da te venduti.

I link esterni, invece, vanno inseriti sempre in siti che abbiano preferibilmente un PR alto perché l’inserimento in siti con PR basso non aumentano in maniera consistente la tua autorevolezza agli occhi di Google: mira, dunque, alla qualità e non alla quantità!

Come il Page Rank influenza la SERP

L’influenza del PageRank sulla SERP è diretta e aiuta ad aumentare il ranking di Google dei siti, dato che il motore di ricerca dirotta verso l’alto le pagine che ritiene qualitativamente alte in relazione alle parole chiave cercate. Se un sito è ritenuto affidabile, interessante o efficiente dagli utenti, questo influenza i risultati di ricerca, in combinazione con la distanza tematica tra la keyword cercata e il contenuto del sito.

Il Web Ranking on page, infatti, si basa principalmente sulla densità di parole chiave inserite in un testo, un fattore che viene chiamato “Keyword density”. Ovviamente a questo va aggiunto anche una corretta formattazione della pagina Html e un server efficace e che risponda ad una buona velocità. All’inserimento delle parole chiave può essere affiancato anche il lavoro sui campi meta tag title e description, che aiutano a definire al meglio il testo inserito.

Il Web Ranking off page, invece, si basa sulla “link popularity”, ovvero sui link che riceve una data pagina da altri siti web, e sulla “link structure analysis”, ovvero sull’analisi dei link in questione che aiutano a classificare il sito. Grazie a questi strumenti Google riesce ad ottenere un quadro completo del sito analizzato e dei collegamenti che rimandino allo stesso (tra cui anche quelli che vanno da una pagina ad un’altra).

Gli errori da evitare assolutamente se si vuole aumentare il ranking e il proprio PR

Nelle righe precedenti ti ho illustrato le operazioni che risultano utili per aumentare il PageRank di un sito. Nella messa in pratica di queste, però, bisogna tenere bene a mente, al tempo stesso, ciò che, invece, bisogna assolutamente evitare.

Uno degli errori in questione è quello di utilizzare contenuti duplicati. L’algoritmo del PR di Google, infatti, riesce ad individuare i contenuti testuali copiati e “punisce” le pagine in questione non indicizzandole. Un altro errore molto ricorrente è quello di dedicarsi all’ottimizzazione solo ed esclusivamente della homepage, tralasciando, magari, il fatto che siano molto frequentemente le pagine secondarie ad attirare maggiormente l’attenzione degli utenti. Infine evitate di linkare siti che utilizzano trucchetti di posizionamento, altrimenti potreste essere assimilati agli stessi dal motore di ricerca che, in tutta risposta, potrebbe penalizzarvi.

Il PR, dunque, è un elemento fondamentale nel posizionamento SEO, ma il lavoro di Link Building non può assolutamente prescindere dalla qualità dei contenuti e dell’ottimizzazione delle pagine presenti all’interno del tuo sito. Questa è la ragione per cui un valore alto non corrisponde necessariamente ad una posizione alta all’interno della SERP dei motori di ricerca.

Le directory: come riconoscere quelle utili ai fini del PR?

Un buon metodo per aumentare il ranking di Google del sito e accrescere il proprio PR è quello di inserire il tuo sito web sulle numerose directory presenti sul web.  Ma non tutte le directory sono uguali e bisogna scegliere attentamente quelle più affini ai tuoi contenuti e che non vengano considerate spam dai motori di ricerca.

Le directory gratuite, ad ogni modo, sono davvero tante e, anche in questo caso, ti consiglio di optare più per la qualità che per la quantità e, ad ogni modo, di non esagerare, ovvero di iscrivere il tuo sito al massimo in 7-8 directory al giorno.

Per riuscire ad individuare le directory che possano essere attinenti al tuo sito web ti consiglio di elaborare una lista che elenchi tutti gli argomenti affrontati dal tuo sito e di iscriverlo solo ed esclusivamente in quelle che affrontino tematiche perlomeno simili.

Trust Rank: Che cos’è e come influenza l’indicizzazione?

Ma veniamo adesso ad un altro argomento estremamente importante: il Trust Rank di Google. Questo motore di ricerca, infatti, ha elaborato, nel corso degli anni, tecniche molto accurate per riuscire a differenziare le pagine che possano risultare davvero utili agli utenti dallo spam. Lo scopo di questo tipo di algoritmo è stato elaborato per fornire agli utenti contenuti realmente interessanti e per evitare, invece, che approdino in siti web poco attinenti o di scarsa qualità.

Lo strumento con il quale viene misurata l’attendibilità di un sito web è proprio il “Trust Rank”. Inizialmente questo termine veniva utilizzato da Google come una sorta di marchio per combattere il pishing. Nel corso degli anni ha, invece, assunto il significato, che ricopre tuttora, correlato ad una tecnica volta a combattere il web spam.

Il marchio è stato registrato da Google il 15 Marzo 2005 e ormai è associato ad uno specifico filtro d’analisi che attribuisce un valore ai link mediante l’affidabilità degli stessi. Questo viene applicato durante l’analisi, stabilendo l’attendibilità delle informazioni e i link presenti all’interno di un dato sito web.

In poche parole il funzionamento di questo filtro è il seguente:

  1. L’algoritmo seleziona una serie di pagine delle quali non ha ancora analizzato lo stato di Spam (queste pagine prendono il nome di “seed”, ovvero semi);
  2. Un esperto del campo analizza le pagine e segnala all’algoritmo quali potrebbero essere potenzialmente spam e quali no, fornendo così una sorta di classificazione tra pagine “potenzialmente buone” e “potenzialmente cattive”;
  3. In base alla classifica stilata dall’esperto in carne ed ossa, l’algoritmo identifica le altre pagine su questa base.

In poche parole, in un’era in cui essere visibili all’interno del web è diventato di vitale importanza, l’utilizzo del Trust Rank è davvero fondamentale per il motore di ricerca, così da fornire all’utente un risultato realmente soddisfacente ed evitando di essere “ingannato” da coloro che utilizzano alcuni trucchetti per arrivare alle prime posizioni all’interno dei risultati di ricerca.

Dato che i link sono così importanti nell’operazione di posizionamento da parte del sito web, questo algoritmo viene aggiornato costantemente. Ad oggi, dunque, il Trust Rank prende in considerazione le hub, la frequenza di aggiornamento, la qualità dei link in entrata e la qualità e l’attinenza dei link in uscita.

L’algoritmo che calcola il ranking cambia continuamente, circa 500 volte ogni anno, e a molti può sembrare quasi un enigma, ma puntando sulla qualità e, soprattutto, sulla soddisfazione dell’utente in carne ed ossa, si possono ottenere davvero ottimi risultati.

10 Strategie per aumentare il PR su Google

Abbiamo visto, dunque, ciò che dobbiamo e che non dobbiamo fare per aumentare il ranking di Google del nostro sito web. Ma esistono delle vere e proprie strategie? Ebbene sì, e te le illustrerò nelle prossime righe. Ovviamente nessuna di queste presuppone trucchetti o comportamenti che potrebbero essere penalizzati da Google, ma sono semplicemente dei metodi chiari e lineari per aumentare l’attendibilità del tuo sito.

  1. Riunisci i tuoi URL

Un errore molto comune e commesso da molti webmaster è quello di non considerare che URL come www.tuosito.it e http://tuosito.it sono visti dal motore di ricerca come pagine differenti. Questo “diluisce i voti”, ovvero fa sì che i link provenienti da altri siti web vengano indirizzati in due pagine separate. Per evitare che questo accada, comunica a Google, che desideri che tutti i link indirizzati, per esempio, a www.tuosito.it vengano trasferiti a http://tuosito.it, o viceversa, a seconda della versione del dominio che preferisci.

  1. Lavora sugli scambi

Le aziende sono connesse tra loro grazie ai prodotti e ai servizi offerti. Elabora una lista di siti web con i quali hai relazioni commerciali e proponi loro di creare sul tuo sito una pagina che raccomandi i loro prodotti e servizi. Le aziende in questione approfitteranno sicuramente di questa occasione e ricambieranno facendo lo stesso con il tuo sito web attraverso un utilissimo scambio di link. Grazie a questo tipo di soluzione risulterete entrambi “vincitori” e ne trarrete beneficio reciprocamente, aumentando la vostra autorevolezza agli occhi di Google.

  1. Offri sconti

Chi di noi non è felice di usufruire di una buona offerta o di uno sconto? Proponi ad altre organizzazioni di offrire loro costi e promozioni riservate, così da ottenere in cambio pubblicità e link al tuo sito web.

  1. Dona in beneficienza

Fare beneficienza è sicuramente un bellissimo gesto, che può aiutare i meno fortunati. Al tempo stesso, le ONLUS inseriscono nei propri siti i loghi e i link di coloro che elargiscono donazioni. Una donazione, dunque, potrà rappresentare al tempo stesso una buona azione ed una buona occasione per ottenere link da siti ritenuti da Google qualitativamente alti. Se hai un rapporto continuativo di donazione con un’associazione NO PROFIT, chiedi di essere inserito nella pagina dei “supporters”.

  1. Offri servizi a titolo gratuito

Se non ti trovi, invece, nella situazione di poter elargire donazioni, puoi offrire servizi gratuitamente sempre a scopo di beneficienza. In questo modo verrete ringraziati attraverso una buona pubblicità e un link o una sponsorizzazione.

  1. Cerca sul web chi fa riferimento ai tuoi servizi

Se qualcuno parla di te, del tuo prodotto o dei servizi che offri sul web, ma senza un link che rimandi al tuo sito, cogli l’occasione per domandare al webmaster un inserimento di questo genere. Google, infatti, non considera la semplice citazione come un fattore per aumentare l’autorevolezza del tuo sito web e chiedere ad un sito che ha già parlato di te che inserisca un link di rimando ha ottime probabilità di successo. Ti consiglio, quindi, di attivare il servizio di Google Alerts, così da ricevere una notifica ogni qualvolta un tuo prodotto, il tuo brand o il tuo sito viene nominato.

  1. Impara ad utilizzare i social

Per un’azienda essere sui social è fondamentale, tuttavia sono davvero in pochi coloro che sfruttano questa possibilità in maniera realmente intelligente. Inviti di massa e pagine non aggiornate sono solo alcuni esempi di come non intraprendere una strategia social. Questo mezzo, infatti, deve essere utilizzato con intelligenza, puntando su un target ben preciso e che possa realmente essere interessato a quello che offri. Creare video virali, ad esempio, può essere un ottimo inizio e produrre ottimi risultati.

  1. Proponi un contest di foto

L’aspetto visivo è estremamente importante sul web, soprattutto in social network come instagram, facebook o pinterest. Chiedi ai tuoi clienti di inviarti foto mentre utilizzano i tuoi prodotti, magari mettendo in palio un premio interessante per la foto più riuscita o più divertente. In questo modo i tuoi clienti inizieranno a postare foto, pubblicizzando, così, il tuo sito e i tuoi prodotti. Un’altra strategia molto importante è quella di cercare sul web le foto presenti all’interno del tuo sito grazie a “Image Search” e, nel caso in cui siano state utilizzate da altri siti web, chiedere loro di inserire il link di rimando alla fonte originale.

  1. Scegli le parole chiave con attenzione

Ti ho già parlato di quanto sia importante scegliere le giuste parole chiave per aumentare il ranking di Google del sito web. Purtroppo in molti perdono tempo con keyword sbagliate invece di elaborare un’analisi approfondita, che possa portare ad alte conversioni e ricavi. Per effettuare questo tipo di analisi usa lo strumento Google Analytics e cerca di capire cosa cercano gli utenti del web e in che modo potrebbero cercare i servizi o i prodotti che offri.

  1. Tieni la situazione sotto controllo grazie a Google Webmaster

Monitorare i propri progressi è importante, anche per capire se si sta procedendo nella giusta direzione o se, invece, bisogna aggiustare il tiro. Utilizza Google Webmaster per capire come il tuo sito sia visto dal motore di ricerca, ma anche per individuare i link che rimandano alle tue pagine.

  1. Crea contenuti di qualità

Amo definirla la “regola d’oro”: per aumentare il tuo PageRank è fondamentale concentrarsi sull’aggiornamento dei contenuti e sulla scrittura degli stessi, che devono essere interessanti, contenere informazioni veritiere ed essere di buona qualità. A nessuno piacciono articoli scritti male o troppo spammosi. Ricorda che il tuo destinatario finale non è il motore di ricerca ma l’utente in carne ed ossa. Se piacerai a quest’ultimo, verrai apprezzato maggiormente anche dal primo.

I passaggi da seguire per migliorare il ranking di un sito web

Fino ad ora abbiamo parlato del PageRank e di come aumentarlo. Ma questo lavoro non è l’unico da mettere in pratica per migliorare il posizionamento del tuo sito web.  Bisogna, infatti, mettere in pratica alcuni passaggi che ti illustrerò nelle prossime righe.

  1. Il lavoro sulle parole chiave

Avrai già intuito che la scelta delle parole chiave è fondamentale ai fini del posizionamento di un sito web. È questo che determina i risultati di ricerca nei quali comparirai e l’effettivo raggiungimento di potenziali clienti interessati. Per individuare le parole chiave migliori per cui posizionare il tuo sito potrai ricorrere a diversi strumenti messi a disposizione da Google, Overture e altri sviluppatori di software di terze parti. Le parole chiave che dovrai scegliere sono quelle con poca concorrenza (fattore che, invece, potrai verificare grazie a Google Adwords), ma al tempo stesso con un buon numero di ricerche. In molti casi scegliere parole chiave attinenti e che abbiano queste caratteristiche può essere sufficiente per portare in prima pagina il tuo sito web.

In questo tipo di ricerca cerca di pensare fuori dagli schemi e di non limitarti alle parole chiave più ovvie e principali. Non è importante che le tue parole chiave siano necessariamente le più popolari, bensì che siano attinenti alla tua attività o al tuo prodotto. Pensare in maniera alternativa ti porterà ad ottenere risultati davvero sorprendenti.

Cerca di individuare anche le così dette frasi chiave o long tail keyword: queste ti permetteranno di raggiungere un rank di nicchia, dove la competizione è più bassa, assecondano la tendenza di quel tipo di utenti che son soliti cercare frasi colloquiali nei motori di ricerca e non termini singoli.

  1. L’inserimento delle keywords

Una volta scelte le parole chiave, queste vanno inserite in alcuni punti strategici come il nome del dominio, il titolo della pagina, il titolo del testo (detto anche h1), il nome del file e la description nei meta tags. Ovviamente queste vanno inserite anche nei contenuti testuali, senza dimenticare, però, che questi devono essere di valore, significativi e originali. Non copiare assolutamente da altri siti perché Google ti penalizzerebbe. Devi essere originale!

Le parole chiave, inoltre, devono essere contenute anche nelle immagini, che devono avere titoli e descrizioni appropriate, così che possano comparire nella sezione Images di Google. Cerca, dunque, di aprire il tuo articolo con una bella immagine, che ti aiuterà anche ad attirare l’attenzione del lettore. Allo stesso scopo puoi allegare alcuni media come pdf, audio e video. Questi, infatti, fanno sì che i lettori si soffermino maggiormente sul sito, riducendo il tasso di rimbalzo.

In questo processo d’inserimento non devi mai dimenticare l’utente finale, quindi non perdere tempo a compiacere gli spider eventualmente a discapito della sua esperienza. Il contenuto è fondamentale e deve essere di qualità e competitivo.

Per quanto riguarda gli articoli, dunque, ti consiglio una lunghezza di circa 300 parole, nella quale dovrai ripetere la stessa keyword non più di tre volte (una all’inizio, una in mezzo e una alla fine). L’inserimento deve sembrare molto naturale e poco “spammoso” onde evitare di annoiare l’utente (i contenuti colmi di parole chiave, infatti, sono difficili da leggere e rischiano di essere penalizzati da Google). Calcola, dunque, la keyword density (dovrebbe aggirarsi intorno al 2/3 per cento) e qualora sia eccessiva utilizza sinonimi, che comunque aiutano a posizionare il tuo sito per le parole chiave secondarie. Cerca di pubblicare contenuti costantemente e di aggiornare il tuo sito con una buona frequenza.

Ricordati di inserire le parole chiave anche nei titoli in formato H2 e nei sottotitoli in formato H3 E H4. Questo tipo di formattazione non solo è gradevole per il lettore, che può così apprendere in maniera veloce il contenuto del paragrafo, comprendendo così se sia di proprio interesse o no, ma migliora anche il posizionamento del tuo sito web perché aiuta il motore di ricerca a “catalogare” il contenuto.

  1. Il lavoro sui tag e sui titoli

È importante che le descrizioni e i titoli di tutte le pagine del tuo sito siano personalizzati. Questo significa che devi evitare di utilizzare gli stessi tag per tutte le pagine perché in questo modo non aiuteresti Google e gli altri motori di ricerca a capire esattamente di cosa parlano e rispetto a quali ricerche sono pertinenti.

Lavora accuratamente sul Title Tag e sulla Meta Description Tag. Il Title Tag è il tag SEO in assoluto più importante: è il link in blu che viene mostrato all’interno dei motori di ricerca e che invita il potenziale utente a cliccarci sopra. Consente una descrizione di un massimo di 60 caratteri nel titolo su Google e di 110 su Yahoo. Ogni pagina deve avere un titolo a sé, così da indirizzare al meglio il motore di ricerca nel suo lavoro di classificazione. Inoltre il titolo deve essere accattivante e significativo e utilizzare la parola chiave in maniera intelligente, senza ripeterla troppe volte. Un buon modo per formulare un buon titolo è utilizzare il Google Adwords Keyword Planner, così da avere ben chiaro il target che si desidera raggiungere.

La Meta Description Tag, invece, corrisponde alla descrizione di ciò che contiene la pagina. Un tempo questo tipo di tag era decisamente molto importante, anche se adesso ha perso d’importanza (basti pensare che Google, MSN e Yahoo non attribuiscono quasi nessun peso a questi tag). Ad ogni modo, per lavorare in maniera corretta sulla Metadescription devi indicare in circa 150 caratteri quello di cui parla la pagina. Per verificare se hai lavorato in maniera corretta su tutti i tag o se hai magari danneggiato qualche link durante questa procedura, puoi utilizzare uno dei tanti strumenti di verifica disponibili gratuitamente sul web.

  1. Lavora sulla struttura

Il tuo sito deve essere facile da navigare ed essere semplice nella sua composizione e nella struttura dell’URL, affinché i motori di ricerca non riscontrino difficoltà. Questo può succedere, ad esempio, se utilizzi Flash o Javascript, quindi cerca di rimanere vicino all’HTML standard e di evitare URL con parametri dinamici. È estremamente importante utilizzare indirizzi URL SEO-friendly, nei quali compaiano le parole chiave di interesse, così da aiutare sia il lettore ad individuare i contenuti, che i motori di ricerca a posizionarli nelle giuste ricerche.

Per aiutare il motore di ricerca a scansionare il tuo sito web, inoltre, ti consiglio di creare una sitemap, che potrai caricare al momento dell’indicizzazione su Google in formato XML e rendere pubblica (in formato HTML) per spiegare all’utente come muoversi al suo interno. Questo aumenterà senza ombra di dubbio il suo “indice di gradimento”.

Per semplificare la lettura del tuo sito web, inoltre, crea categorie, così da semplificare la catalogazione da parte di Google e degli altri motori di ricerca. Le categorie e le sottocategorie rendono il sito più navigabile e verranno molto apprezzate dagli utenti che visiteranno il tuo sito.

  1. Lavora sulla tua popolarità

Ti ho già illustrato quanto sia importante ottenere link da altri siti web. Questi, infatti, non solo accrescono il tuo PR, ma, al tempo stesso, accrescono la tua popolarità agli occhi di potenziali utenti reali che potrebbero seguire i link in questione. Fai attenzione, al tempo stesso, a possibili broken link (collegamenti che portano a pagine inesistenti o semplicemente sbagliati) perché questo potrebbe portare Google a penalizzarti. Per effettuare questa verifica potrai utilizzare uno dei tanti strumenti disponibili sul web.

Un altro ottimo modo per far crescere la tua popolarità e la fidelizzazione dei tuoi clienti è quello di utilizzare le newsletter: cerca di incentivarle grazie a pulsanti o banner call to action, che aiutino gli utenti ad acquistare dal tuo sito, ad eseguire il download di un file, a richiedere informazioni o ad iscriversi, per l’appunto, alla tua newsletter.

Inutile dire, infine, che i social media oggi sono importantissimi per aumentare la popolarità di un’azienda. Utilizza Facebook, Twitter, Google+, Linkedin, etc. : questo aiuterà gli utenti ad avere un’idea più chiara della tua attività e avrà un’influenza non indifferente sul posizionamento del tuo sito web.

  1. Ottimizza al massimo le prestazioni del tuo sito web

Il tuo sito deve essere perfettamente funzionante per piacere all’utente e, di conseguenza, al motore di ricerca. Crea il codice struttura utilizzando in maniera corretta gli elementi semantici e lavora su header, content, navigation, sidebar, footer, p, alt, title, h1, h2, h3 ecc.

La velocità di caricamento di un sito web, inoltre, è fondamentale. Se si carica troppo lentamente l’utente potrebbe essere facilmente portato ad abbandonarlo, inviando un segnale negativo al motore di ricerca che ne penalizzerebbe il posizionamento. A questo scopo evita di esagerare con immagini o sfondi troppo pesanti e scegli un buon servizio di hosting.

Altri utili consigli per il ranking

I fattori da valutare quando si cerca di migliorare il posizionamento di un sito web e aumentare il ranking di Google sono davvero tantissimi. Tra questi, quindi, devi sempre tenere a mente l’importanza della scelta delle parole chiave su cui desideri lavorare. Non fare spamming utilizzando la stessa keyword un numero infinito di volte, ma concentrati su parole chiave specifiche e che siano realmente corrispondenti ai contenuti.

I link interni, inoltre, sono fondamentali, sia in termini di PR, che di esperienza finale dell’utente, che riuscirà in questo caso a muoversi con facilità da una pagina all’altra del tuo sito. L’internal linking, infatti, è una pratica compresa da pochi ma che, se applicata correttamente, può far acquisire grande autorità al tuo sito e dare un grande aiuto alle pagine con basso ranking. Inoltre permette all’utente di approfondire gli argomenti che desidera all’interno del sito.

Utilizza il buon senso e domandati quali parole potrebbe digitare un utente per arrivare al tuo sito e ai servizi che offre e accompagna questo lavoro consultando le ricerche che vengono effettuate con maggiore frequenza dagli utenti. Per farlo puoi utilizzare GTrends di Wordtracker, uno strumento che ti fornirà esattamente un quadro della concorrenza e della media di ricerche effettuate in relazione alle keywords di tuo interesse. Questo è un ottimo mezzo per riuscire a comprendere anche le eventuali tendenze e la loro evoluzione.

Per rendere i tuoi contenuti più leggibili, ma anche perché le parole chiave siano più visibili per i motori di ricerca, utilizza il corsivo e il grassetto nei tuoi contenuti testuali. Non dimenticare, inoltre, l’importanza della ricerca locale (in un paragrafo a parte ti spiegherò esattamente come riuscire a comparire in questo genere di risultati forniti da Google).

Infine fai molta attenzione a:

  • Non scambiare link con siti di dubbia qualità e professionalità (potresti essere bannato dal motore di ricerca).
  • Non copiare contenuti e non creare siti duplicati.
  • Se ti affidi a dei copywriting verifica sempre che il testo da loro utilizzato non sia duplicato effettuando una semplice ricerca su Google, Yahoo e MSN.
  • Evita assolutamente i collegamenti ipertestuali con la dicitura “Clicca qui” e utilizza, invece, delle parole chiave.
  • Non utilizzare tecniche SEO black hat perché potresti essere rimosso in maniera permanente dall’indice dei motori di ricerca.

Ricorda, infine, che la link building è fondamentale ma deve essere utilizzata in maniera corretta. Non devi esagerare e, soprattutto, non devi inserire link a caso che non siano attinenti con l’argomento trattato. I link devono essere un’occasione di approfondimento e devono essere utilizzati in maniera naturale e intelligente. Vale lo stesso per il guest posting.

La ricerca locale su Google

Alcune attività vengono mostrate da Google agli utenti in base alla distanza dal luogo in cui viene effettuata la ricerca. Se, per esempio, dovessi cercare adesso su Google “ristorante indiano”, il motore di ricerca di mostrerebbe per primi i risultati inerenti alla sezione Maps, ovvero quelli situati in prossimità della tua posizione o comunque della città in cui viene effettuata la ricerca.

Credo sia facile, dunque, intuire le grandi potenzialità dell’inserimento di una qualsiasi attività all’interno dell’indice delle ricerche locali. Ma come ottenere questo risultato?

La risposta è molto semplice ed è legata all’utilizzo di Google My Business, facile da utilizzare e gratuito. Se, infatti, la tua attività non compare nelle ricerche locali devi procedere a questo semplice inserimento e nelle prossime righe ti spiegherò come farlo.

Accedi, dunque, a Google My Business e inserisci in maniera completa i dati relativi alla tua attività. Ricorda, infatti, che nelle ricerche locali la completezza dei dati costituisce un aspetto estremamente positivo per il posizionamento. Inoltre inserire tutte le informazioni possibili aiuterà i tuoi clienti a trovarti facilmente e a conoscere tutti i dettagli della tua attività, come ad esempio gli orari e i giorni di apertura, il numero di telefono, etc. Inserisci anche la categoria della tua attività: i risultati vengono mostrati suddivisi in base a queste. Assicurati, infine di mantenere le informazioni sempre aggiornate, dato che gli utenti ritengono le informazioni presenti su Google decisamente affidabili e un eventuale cambio di sede non comunicato potrebbe portarti a perdere potenziali clienti.

Una volta inserite queste informazioni dovrai verificare le sedi, così da avere maggiori possibilità di comparire nelle ricerche locali con un buon posizionamento. Non trascurare, inoltre, gli orari di apertura e mantienili aggiornati, indicando eventuali orari speciali nei giorni festivi: per i tuoi clienti è importante sapere quando possono recarsi nel tuo punto vendita!

Google dà ai tuoi clienti la possibilità di inserire recensioni. Cerca di fornire sempre risposte e dimostra interesse nei confronti delle opinioni e dei commenti lasciati dagli utenti. Le buone recensioni renderanno la tua attività più visibile e faranno sì che altri clienti siano portati a recarsi presso il tuo negozio. Incoraggia, dunque, gli utenti a lasciarti un feedback su Google, grazie eventualmente ad appositi pulsanti sul tuo sito web.

Non dimenticare di aggiornare sempre le informazioni sulla tua attività e di inserire eventuali foto. Queste devono essere ben scattate e accattivanti, affinché il cliente sia invogliato a recarsi nel tuo punto di vendita. Fotografa anche i tuoi eventuali prodotti, così che gli utenti del web conoscano esattamente di cosa si occupa la tua attività e quali articoli vi troveranno.

Cosa determina il posizionamento dei risultati di ricerca locali

Il posizionamento dei risultati di ricerca locali si basa fondamentalmente su pertinenza, distanza ed evidenza. Google, infatti, valuta questi fattori per individuare la migliore corrispondenza per ricerca possibile. Se, per esempio, un attività è più distante dalla tua per l’utente, ma secondo il motore di ricerca ha maggiori possibilità di offrire all’utente esattamente quello che cerca, allora nel posizionamento questa verrà privilegiata.

Quando si parla di pertinenza, dunque, si fa riferimento alla corrispondenza tra la scheda della tua attività e la ricerca dell’utente. Per questa ragione è importante che l’inserimento di tutti i dati sia completo, così da permettere al motore di ricerca di comprendere se questa sia effettivamente pertinente o meno a quello che cerca l’utente.

Il fattore della distanza, invece, si può basare o sulla città in cui viene effettuata la ricerca (se l’utente non consente a Google di localizzarlo) o sulla posizione precisa (motivo per cui è fondamentale aggiornare eventuali cambi di sede).

L’evidenza, infine, fa riferimento alla notorietà di un attività. Google cerca, infatti, di rispecchiare nei suoi risultati la popolarità che ha un luogo nel mondo reale e questa è la ragione per cui, se possiedi un’attività da tempo e che gode di un buon riscontro tra i clienti, potrebbe essere che questa sia già stata inserita nei risultati locali del motore di ricerca.

Per stabilire questo fattore, Google ricava le informazioni dal web (attraverso link, articoli e directory) e considera il numero di recensioni ricevute dall’attività e il punteggio ad essa attribuito. Ovviamente maggiori saranno le recensioni e le valutazioni positive, migliore sarà il posizionamento nella sezione della ricerca locale.

Considerazioni finali

Siamo, dunque, arrivati alla fine della nostra guida per aumentare il ranking di Google del sito web. Se hai seguito attentamente ogni sezione avrai imparato non solo ad accrescere il PageRank del tuo sito web, ma anche a mettere in pratica alcune importanti operazioni di ottimizzazione SEO, anche per quanto riguarda le ricerche locali.

Una volta dedicata la giusta attenzione a tutti questi passaggi il tuo sito sarà pronto per raggiungere la prima pagina nei più importanti motori di ricerca. Ma il tuo lavoro non finisce qui. Ecco alcuni aspetti che dovrai continuare a monitorare:

  • Aggiornamento

Il tuo sito deve essere aggiornato con frequenza. Rinnova i contenuti costantemente e mantienili sempre qualitativamente alti. Non copiare e incollare, ma concentrati sulla scrittura e sull’inserimento delle parole chiave in maniera fluida, naturale e non eccessiva. Devi mantenere sempre vivo il tuo sito, anche dopo la pubblicazione online.

  • Feedback

Cerca di dialogare con i tuoi lettori, coccolali e falli sentire importanti. Leggi le recensioni dei tuoi clienti, rispondi ad eventuali commenti e chiedi suggerimenti rispetto a quello che desidererebbero trovare sul tuo sito web. Incentiva tutte queste attività grazie alle call-to-action. Ricevere dei buoni commenti, inoltre, migliorerà il tuo posizionamento nei motori di ricerca.

  • No spam

Con il passare del tempo si può cadere nella trappola del ricorrere allo spam attraverso tecniche di trolling o spamming. Evitate questo atteggiamento nella maniera più assoluta e rimanete sempre fedeli ad un obbiettivo generale di buona qualità.

  • Diversificazione

Nel corso degli aggiornamenti punta molto sulla diversificazione. Cerca di trattare più tematiche, il che non significa parlare di una molteplicità di argomenti che non hanno nulla a che vedere con il tuo sito web, bensì trattare più aspetti dello stesso argomento. Una buona diversificazione dei contenuti ti renderà unico rispetto ai tuoi concorrenti diretti, così che i potenziali clienti si rivolgano a te piuttosto che a loro.

Come avrai intuito, dunque, riuscire ad ottenere un buon posizionamento nei motori di ricerca, ma soprattutto mantenerlo nel tempo, richiede sforzi, sacrificio e ingegno, ma con il giusto impegno è un risultato ottenibile da tutti, anche da coloro che non si occupano di SEO in maniera professionale.

Non ti resta, quindi, che metterti all’opera. Buon lavoro!

filippo.jatta@jfactor.it

<p>Filippo Jatta è consulente SEO per liberi professionisti e imprenditori. Dottore magistrale in Organizzazione e Sistemi Informativi presso l’Università Luigi Bocconi di Milano. Dal 2008 aumenta traffico e visibilità online di blog e ecommerce, posizionando siti web in prima pagina su Google. Offre servizi di posizionamento sui motori di ricerca e corsi SEO, sia base che avanzati.</p>

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