Filippo | JFactor.it

Oggi ti mostro il case study riguardante il sito Livingo.it

Questo sito, con il passare dei mesi, ha perso sempre più traffico.

Man mano che Google sfornava aggiornamenti algoritmici e introduceva altre novità, il sito perdeva sempre più posizionamento e visibilità.

Nel contempo, il suo principale rivale, LionsHome.it, continuava a guadagnare posizioni e traffico.

L’obiettivo dell’analisi SEO è stata l’individuazione dei motivi di questo trend negativo, e delle modalità per risollevarne le sorti.

Ora quindi ti mostro cosa ho scoperto con il mio studio, e i rimedi che ho proposto.

Vuoi apparire su Google per 2 parole chiave piuttosto simili, ma non sai se creare un solo contenuto per entrambe, o creare 2 contenuti differenti?

Questo è uno dei dubbi SEO che mi vengono posti più di frequente.

In questo articolo ho deciso di mostrarti il mio metodo.

Inoltre, ti offrirò un bonus: lo strumento gratuito che ho creato per l’occasione, che potrai usare per risolvere questo dubbio!

Bene. Iniziamo, allora.

In questo SEO case study scoprirai se, infarcendo un articolo di parole chiave in maniera poco naturale, si viene premiati da Google o meno.

Uno dei più noti miti sulla SEO (anzi, forse il più noto di tutti) è quello della keyword density.

C’è infatti chi sostiene che, ripetendo un numero superiore di volte una determinata parola chiave all’interno di una pagina web, si ottengano migliori risultati a livello di posizionamento SEO su Google del sito internet.

Chi conosce un minimo la SEO sa che si tratta di un mito, però personalmente non avevo ancora svolto un test a riguardo.

Cos’è Yoast SEO

Molto spesso mi vien chiesto come usare Yoast, noto polivalente plugin WordPress.

Molte volte chi si affaccia alla SEO inizia a usare tale plugin in maniera errata. Con questo articolo voglio quindi far chiarezza sul modo corretto di utilizzarlo, e soprattutto su come non va utilizzato.

Chiariamo un concetto fondamentale: Yoast è (sto scrivendo a febbraio 2017) uno strumento stupido, che non può, in quanto stupido, dare indicazioni e consigli per l’ottimizzazione SEO on page di un contenuto per un algoritmo come quello di Google (che ha certamente dei limiti, ma è estremamente più intelligente di quello di Yoast).

cosa sono i dati strutturati e come usarli su wordpress

La marcatutura con dati strutturati (markup) permette ai motori di ricerca di capire meglio il contenuto e le informazioni presenti sulle pagine del sito web e fornire così all’utente i migliori risultati di ricerca nelle SERP, (pagine dei risultati delle ricerche effettuate con Google o con altro motore di ricerca) aiutando i crawler dei motori di ricerca (sistemi automatizzati che scansionano periodicamente i contenuti di un sito web ) ad analizzare i contenuti per ottenere informazione quali nome, indirizzo, luogo, nonché informazioni più specifiche nel caso di eventi, prodotti, ricette, migliorando così i rich snippet, ossia le informazioni disponibili direttamente dalla pagina dei risultati di ricerca, ad esempio, se siete alla ricerca di un ristorante, vi verranno mostrati non solo il nome del ristorante, ma anche informazioni aggiuntive quali orari, i prezzi e le stelle delle recensioni positive.

In questo articolo trovi una breve guida per aggiungere e inserire un sito web su Google e sui motori di ricerca.

L’obiettivo è quello di mostrarti come registrare e pubblicizzare un sito su Google senza spender soldi con Google Ads.

Questo obiettivo è raggiungibile grazie alla SEO, cioè all’ottimizzazione sui motori di ricerca.

Nella guida che trovi qui sotto ti dò indicazioni pratiche per ottenere i primi risultati.

matt-cutts-nofollow

Cos’è il nofollow

Google sta invitando sempre più spesso ad utilizzare il comando “nofollow” per i link in uscita. Parlo di questo argomento nel mio corso SEO online, ma ho deciso di approfondirlo anche qui sul blog. Nella prima parte dell’articolo c’è un riassunto della situazione, mentre nella seconda parte le mie considerazioni personali su come questo influisce il lavoro di posizionamento dei siti web su Google. buona lettura! 🙂

Per quanto riguarda il posizionamento su Google, il motore di ricerca considera ogni link proveniente da un sito web A e diretto a un sito web B come un voto. A parità di altre condizioni (struttura, velocità, contenuto, ottimizzazione, ecc) un sito con più link di qualità (quindi più voti) ottiene maggiore visibilità sulla rete.

intervista Davide Marciano

Oggi presento ai lettori i JFactor.it il progetto online di un mio amico blogger, che con impegno e dedizione ha creato un business di successo. Si chiama Davide Marciano, è il founder di www.affarimiei.biz.

Ciao Davide, benvenuto benvenuto su JFactor. Puoi presentarti brevemente ai lettori del blog?

Ciao Filippo, grazie per lo spazio che mi concedi. Mi chiamo Davide Marciano, sono nato nel sempre più lontano 1990 ed ho vissuto per un quarto di secolo nella magnifica Costiera Amalfitana, prima di trasferirmi a Torino nella seconda metà del 2015. Mi occupo di blogging a tempo pieno, curo il mio portale Affari Miei e seguo altri progetti in rampa di lancio.

 

Esperienza utente e SEO: come soddisfo entrambi con il mio menu di navigazione?

Oggi, con un case study, voglio mostrare i risultati ottenuti in pochi giorni su un sito al quale ho lavorato, grazie alla modifica della struttura del menu di navigazione.

Parliamo di un aumento del 416,5% ottenuto in 4 mesi.

Ora ti mostrerò come ho ottenuto questo risultato agendo sulla struttura di un sito: in particolare sul suo menu di navigazione.

Quando si progetta un sito bisogna tener conto di 2 fattori, che devono andare a braccetto: ottimizzazione SEO ed esperienza dell’utente (la cosiddetta UX).

intervista

Oggi ti presento l’intervista a Francesca Galasso, mia collega e fondatrice di Web-Assistant.it

Ciao Francesca, grazie per aver accettato l’intervista. Puoi presentarti per gli amici di JFactor?
Ciao Filippo, mi chiamo Francesca Galasso sono la fondatrice di Web-Assistant.it.

Quando hai iniziato a fare la web master e consulente SEO?
La mia passione per la realizzazione di siti web e seo inizia da quando ero alla scuole superiori, anche se il mio percorso di studi era differente. Questo percorso l’ho iniziato ad approfondire diversi anni fa, ma la realizzazione di Web-Assistant è iniziata circa 3 anni fa.

tavola periodica seo

La tavola periodica 2015

Search Engine Land ha pubblicato la tavola periodica dei fattori SEO 2015.

Si tratta di un tentativo (piuttosto riuscito e apprezzabile) di sintetizzare i principali elementi che permettono di posizionarsi bene su Google. Trovi qui sopra la tavola (per scaricarne il pdf clicca qui).

In questo articolo voglio mostrarti come leggere la tavola, e dare una panoramica sui principali fattori che Google usa per posizionare i siti web.

Come leggere la tavola

Ecco come leggere la tavola, più una breve disamina degli elementi costituenti.

Innanzitutto la tavola è divisa in due parti, On the page SEO (riguardante quindi gli elementi propri del sito web) e Off the page Seo (riguardante gli elementi esterni al sito)

Gli elementi, ovvero i fattori SEO, sono inoltre suddivisi in 7 categorie, 3 delle quali relative all’On Page e 4 all’Off Page.

Perchè alcuni link non ci aiutano con la SEO su Google?

Oggi prendo spunto da un articolo di Moz.com. L’argomento è la link building, una delle tematiche mie preferite, oltre che una delle più apprezzate su JFactor 🙂

I link come sappiamo sono uno dei fattori di ranking più determinanti per la SEO, secondi per importanza solo all’ottimizzazione SEO OnPage.

E’ quindi importante fare una link building di qualità, che portino al nostro blog una maggiore visibilità. I fattori da considerare come già visto qui sono numerosi, e oggi voglio soffermarmi sui fattori che potrebbero renderli poco efficaci.

Vediamo quindi perchè alcuni link potrebbero non aiutare il nostro sito a posizionarsi su Google, e impariamo come valutare i link migliori, dato che sono molto importanti nella SEO.

Mobile Friendly Update

Negli ultimi anni la quantità di traffico che i siti ricevono da smartphone e tablet sta aumentando a vista d’occhio.

Per questo ogni buon webmaster che si rispetti deve avere un occhio di riguardo alla resa mobile del proprio blog. Ora anche Google ci ricorda questo aspetto: negli USA infatti è già diventata realtà l’etichetta per siti “mobile friendly”.

Questa è attiva quando effettuiamo una ricerca dal nostro cellulare, e mostra chiaramente all’utente quali dei siti web presenti nelle pagine di ricerca sono ottimizzati per dispositivi portatili, in maniera tale da offrire una migliore user experience.

long tail keywords per generare più traffico

Effetto long tail keywords: la maggior parte del traffico proviene da qui

In questo articolo parlo di un argomento molto pratico, su cui mi soffermo nella pagna sul posizionamento su Google di JFactor.it: come sfruttare parole chiave con concorrenza bassissima per ottenere un gran numero di visite da Google!

Come usare il Keyword Planner

Quando vogliamo aumentare il traffico dai motori di ricerca possiamo utilizzare il Keyword Planner per individuare parole chiave che hanno un numero di ricerche mensili adeguato.

Per esempio, stiamo lavorando a un sito di giocattoli. Con il suddetto strumento scopriamo che la parola, appunto, “giocattoli” ha 12100 ricerche mensili.

Ascoltare le voci ufficiali di Google non è sempre un bene

John Mueller, voce ufficiale e Webmaster Trends Analyst di Google, ha rilasciato pochi giorni fa una dichiarazione di quelle che hanno colpito il mondo del posizionamento su Google e della SEO.

Gli è stato chiesto: “is link building in anyway way good?”. In pratica gli è stato domandato se la link building possa essere una cosa buona, se c’è un modo approvato da Google per crearsi i link per il proprio sito. La risposta è quella che ben possiamo immaginare: “In genere la eviterei. Assicurati che i tuoi contenuti siano semplici da condividere per gli altri utenti. Google usa moltissimi fattori oltre ai link per posizionare siti web, e creare link da sè può portare più problemi che altro al tuo sito”.

Questa è la risposta, tradotta più o meno liberamente, che ci è stata offerta.

google penguin update

Google Penguin update: attento ai tuoi link

Ogni SEO navigato conosce bene il Google Penguin Update: si tratta di un filtro di Google che ha l’obiettivo di individuare i siti web spammosi e appioppar loro spesso pesanti penalizzazioni Google. Insieme a Panda è certamente il più famoso dei filtri applicati dal motore di ricerca.

Mentre Panda si concentra maggiormente sulle caratteristiche onpage del nostro blog (qui un esempio di sito depenalizzato), però, l’attenzione di Penguin è concentrata prevalentemente sui link in entrata del nostro sito. Ecco perchè nel mio corso SEO online mi soffermo su entrambi questi importanti aspetti.

A tal proposito sono principalmente due le variabili da tenere in considerazione: