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Google è utilizzato ogni giorno, come motore di ricerca, da milioni di utenti. È il principale mezzo, infatti, attraverso il quale le persone cercano di entrare in possesso di informazioni di loro interesse o acquistano beni di varia natura.

Un buon posizionamento su Google, dunque, equivale ad avere un posto privilegiato in una sorta di vetrina sul mondo. Ma qual è il costo del posizionamento di un sito su Google? E quanto rende alla fine dei conti?

Quanto Può Rendere il Posizionamento su Google?

Se hai un attività di qualsiasi genere ti sarà sicuramente capitato di aver sentito la fatidica frase “ti offriamo posizionamento su Google” probabilmente ripetuta da operatrici di call center, amici, agenti, etc. etc. In realtà, però, il posizionamento su Google è solo uno dei passi da compiere per raggiungere una buona visibilità sul web.

L’attività di SEO, infatti, è molto complessa e articolata ed investire in questo campo può realmente portare ottimi risultati per la tua azienda. Non basta, dunque, avere un buon posizionamento su Google per ottenere clienti ed incrementare le proprie vendite. È necessario, infatti, che i visitatori del tuo sito web si trasformino in clienti (e le due cose sono molto diverse tra di loro).

Questo tipo di operazioni, tra cui il raggiungimento delle prime posizioni su Google, sono, ad ogni modo, complesse e perché queste riescano è necessario affidarsi ad un gruppo di professionisti che abbiano le doti e le competenze necessarie per raggiungere questo scopo. È un lavoro complesso, che ha bisogno di tempo e di correzioni continue, così da raggiungere la prima posizione su Google e, al tempo stesso, mantenerla.

Un’altra frase che avrai probabilmente sentito è “ti garantiamo il posizionamento su tutti i motori di ricerca”. Ecco, su questo c’è molta confusione. Un posizionamento in più motori di ricerca, infatti, non determina necessariamente maggiori clienti.

Ti basta pensare che in Italia il 95% delle ricerche avviene su Google e che il restante 5% se lo dividono circa 15 motori di ricerca. Questo significa che concentrare i propri sforzi nel comparire in quel 5% molto difficilmente genererà delle vendite.

Al contrario risulta decisamente importante, invece, posizionarsi su quel motore di ricerca che occupa quel restante 95%, ovvero su Google.

Ma quanto costa il posizionamento di un sito su Google?

Posizionamento su Google: Costi della SEO

costo posizionamento sito su google

Come ti ho già accennato il marketing sul web e la branca della SEO, in generale, sono degli ambiti molto complessi.

Proprio in ragione di questo, dunque, i prezzi sono commisurati al tempo e allo sforzo che il professionista al quale ti sei rivolto impiegherà per posizionarti per le principali parole chiave di tuo interesse, battendo così la tua concorrenza.

Un altro fattore determinante, dunque, per quanto riguarda il costo del posizionamento di un sito su Google è quanto siano competitive le parole chiave per le quali desideri posizionare il tuo sito web.

Parole chiave più competitive, infatti, richiederanno un lavoro più lungo e articolato e per questa ragione il costo sarà maggiore.

Al contrario, parole chiave con una competitività minore renderanno più facile il compito al posizionatore SEO che, per questa ragione, potrebbe richiedere per il lavoro una cifra più esigua.

Questo ragionamento è decisamente logico: più difficile sarà l’obbiettivo da raggiungere, maggiore sarà il prezzo che dovrai pagare.

 

In poche parole, dunque, i fattori che influenzano il costo del posizionamento su Google sono:

  • Il numero di parole chiave per le quali si desidera posizionarsi;
  • La competitività che ciascuna di esse ha su Google.

Ho pensato di creare dei video gratuiti, che possano aiutarti a ottenere dei buoni risultati di posizionamento anche facendo da te, senza bisogno di pagare costosi consulenti esterni.

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Quanto Vale un Buon Posizionamento su Google?

Ma vale la pena di investire un’ingente somma di denaro per posizionare un sito su Google?

Per rispondere a questa domanda ti invito a prendere in esame alcuni fattori.

Il primo è il numero di persone che effettuano ricerche mensilmente sulla parola chiave di tuo interesse, il secondo, invece, dipende dalla posizione che occupa attualmente il tuo sito web in relazione alla stessa.

Ma come faccio a capire quante persone cercano le parole chiave di mio interesse?

Le varie agenzie di SEO, solitamente, utilizzano dei programmi per determinare questo fattore. Il più famoso di questi è il servizio offerto da Google Adwords, ma sul web se ne trovano parecchi.

Infine, un altro fattore da considerare è la posizione per la quale si va a lavorare. Perché, ovviamente, tra l’apparire in prima o in seconda pagina c’è una bella differenza e lo stesso tra la prima e la sesta posizione.

Secondo una ricerca recente, infatti, circa il 71,33% dei clic viene generato solo ed esclusivamente dalla prima pagina, il 3,99% dalla seconda, l’1,60% dalla terza in poi. Inoltre le prime 5 posizioni generano il 67,6% delle visite, mentre quelle dalla sesta alla decima solo il 3,73%.

Il primo posto su Google, dunque, genera da solo il 31,24% dei clic, circa la metà delle posizioni che vanno, invece, dalla seconda alla quinta.

Possiamo affermare, dunque, che il valore di un posizionamento su Google possa essere determinato dal numero di persone che ricercano la parola chiave di nostro interesse e dalla posizione che il tuo sito occupa nelle pagine dei risultati di ricerca.

Ma quanto rende, invece, un buon posizionamento?

Supponiamo che la parola chiave di nostro interesse sia “ristoranti pesce Roma” e che questa generi una media di circa 1000 richieste al mese. Se il vostro sito web, in questo caso, è posizionato al primo posto avrà una media di 300 visite al mese.

Anche se solo il 10% di questi utenti decidesse di visitare il ristorante in questione, questo avrebbe ben 30 nuovi clienti al mese.

Calcolando, dunque, un conto di circa 40 euro per due persone per ogni nuovo cliente, moltiplicandolo per un numero medio di volte in cui questi tornerà nel tuo ristorante, per ciascun nuovo cliente si avrà un guadagno annuo di circa 240 euro.

Se moltiplichiamo questi 240 euro per i 30 nuovi clienti al mese, parliamo di circa 79.000 euro in più di guadagno all’anno. Laddove, dunque, un’agenzia ti chiedesse 1.000 euro al mese per raggiungere la prima posizione per la parola chiave desiderata per te si tratterebbe, comunque, di una grossa rendita e, di conseguenza, di un ottimo investimento.

I conti cambiano radicalmente se la posizione che andrete ad occupare si trova tra la sesta e la decima.

In questo caso, infatti, le visite mensili sarebbero circa 37, per una media di 4 nuovi clienti all’anno, per un guadagno di 10.560 euro all’anno che, ovviamente, sarebbero un risultato ridicolo a fronte del pagamento di una cifra di 12.000 euro per il servizio in questione.

Credo che a questo punto tu abbia un’idea decisamente più chiara della situazione e ti starai, probabilmente, chiedendo quali certezze puoi avere riguardo al posizionamento che il tuo sito web andrà ad ottenere.

Nessuna agenzia di SEO realmente seria potrà mai decretare con certezza quale posizione andrà ad occupare il tuo sito web. Ovviamente, infatti, queste lavorano su più parole chiave e queste vanno a generare comunque traffico sul tuo sito web.

Supponiamo di scegliere 10 parole chiave (ad esempio: ristorante pesci Roma, Ristorante pesce Roma, ristorante pesce Roma centro, etc.) per un totale, quindi, di circa 5.000 richieste mensili. Difficilmente il posizionatore SEO riuscirà a guadagnare la prima posizione per tutte queste parole.

Al contrario, sarà più probabile che occupiate varie posizioni, che andranno dalla terza alla ventesima, magari con una o due parole per le quali potresti anche esserti posizionato in prima o seconda posizione.

Ma come determiniamo il valore in questo caso?

Se consideriamo che le posizioni dalla terza alla ventesima rappresentano circa il 30% di accessi su 5.000 richieste, parliamo di 1500 visite. Tra queste 900 visiteranno i siti che occuperanno le posizioni che vanno dalla terza alla quinta e solo 600 visiteranno quelle dalla quinta alla ventesima.

Se suddividiamo per il numero di posizioni alle quali facciamo riferimento, dunque, otterremo una media di 300 visite per le prime tre posizioni (900/3) e di 40 per le altre (600/15).

Se il tuo posizionamento, dunque, sarà tra la sesta e la ventesima posizione per tutte le dieci parole chiave in questione, il tuo rientro sarà di 4 clienti al mese, per un incasso mensile stimato di 960 euro.

Al contrario se, invece, il tuo sito riuscirà ad occupare le posizioni che vanno dalla terza alla quinta, si parlerà di 30 nuovi clienti al mese per un incasso stimato di circa 7200 euro mensili.

Un lavoro di questo genere, dunque, potrà portare un guadagno che andrà da un minimo di 10.000 euro ad un massimo di 80.000 euro. Sarà su queste cifre che dovrai decidere quanto investire, valutando, ovviamente, anche i fattori di rischio.

Alcuni importanti consigli

posizionamento google costo

Ti consiglio, inoltre, di tenere sempre a mente che:

  • Non devi fidarti di chi ti promette le prime posizioni (nessuno può avere la certezza al 100% di raggiungerla);
  • Devi sempre informarti, anche quando ti affidi ad un’agenzia, assicurandoti di conoscere i dati delle parole chiave, il numero di richieste e la concorrenza;
  • Per fare SEO bisogna essere professionisti e non ci si può improvvisare tali dalla mattina alla sera;
  • Devi calcolare sempre l’eventuale rientro del tuo investimento (se vuoi puoi seguire l’esempio fatto nel paragrafo precedente);
  • E' importante chiedere i report con costanza, così da tenere traccia della media di posizionamento nei risultati;
  • Investire un 20% in marketing è un tipo di investimento che ogni azienda seria deve valutare;
  • Il posizionamento su Google può sortire ottimi risultati, a patto, però, che tu affidi la tua azienda ed i tuoi soldi ad un professionista e non al primo che capita;
  • Il posizionamento non è tutto ma nell’era di internet è decisamente molto importante.

Il Costo del Posizionamento di un Sito su Google

Adesso che hai un’idea più chiara della SEO, in generale, ma anche del rendimento effettivo di questo tipo di operazioni, andiamo ad analizzare insieme i costi delle varie operazioni.

Partiamo, dunque, dal presupposto che un buon SEO deve saper gestire l’ottimizzazione SEO di un nuovo sito web, volto alla sua indicizzazione, migliorare la visibilità di siti web già online, implementare un network di siti e uscire da una penalizzazione Google Penguin 2.0. Ognuna di queste operazioni, ovviamente, avrà diversi tempi di realizzazione e, dunque, costi diversi.

Ecco alcuni esempi di operazioni e relativi costi del posizionamento di un sito su Google:

Quanto Costa la Consulenza SEO

La consulenza non è un'attività operativa, ma è volta a studiare il sito web, il suo business e i concorrenti, al fine di individuare e indicarei migliori obiettivi da perseguire.

Cosa include? Include l'analisi e lo studio dei seguenti elementi:

  • Attività di scrupolosa valutazione del codice e della struttura dei link all’interno del sito web, così da correggere gli eventuali errori che impediscono una corretta indicizzazione;
  • Scelta accurata delle parole chiave più indicate per un buon posizionamento organico su Google;
  • Analisi della situazione di ottimizzazione on site, per individuare come ottimizzare la struttura del sito web e la sua leggibilità per il motore di ricerca;
  • Attività della situazione di ottimizzazione SEO on page, per rendere le singole pagine del sito perfette e rilevanti per gli argomenti (e le parole chiave) scelte;
  • Indicazioni riguardo la SEO off page, come la creazione di link esterni (Link Building);
  • Suggerimenti per evitare penalizzazioni manuali o filtri algoritmici di Google;
  • Assistenza per il periodo di 2 mesi;
  • PDF di circa 40 pagine + allegati, redatto specificatamente per il sito web in esame;
  • Video chiamata di 2 ore circa per spiegare tutta l'analisi effettuata;
  • 2 mesi di assistenza via mail

Quanto costa?

Il costo è di 990€
Se non è necessaria la ricerca delle parole chiave perchè si vuol essere posizionati per parole chiave già scelte e selezionate, si procede con l'analisi del sito e della concorrenza. Il prezzo è di 650€.

 Costi di Ottimizzazione SEO On Site

Cosa include?

L’ottimizzazione SEO on site riguarda modifiche al codice del sito web e altre attività come:

  • L’ottimizzazione del codice e della struttura del sito web per rimuovere errori che causano un’indicizzazione non corretta;
  • Ottimizzazione della struttura, navigabilità e velocità di caricamento del sito web e inserimento delle parole chiave all'interno dei contenuti testuali, titoli, sottotitoli, meta description, etc
  • Ottimizzazione on page di 20 pagine selezionate

Al termine si avrà un sito web perfettamente ottimizzato per il motore di ricerca.

Quanto dura?

La sola attività di ottimizzazione SEO on page dura all’incirca 14 giorni lavorativi.

Il costo è di 650€ per siti vetrina, 990€ per blog, e di 1490€ per e-commerce e portali.

Ps: l'ottimizzazione non la scrittura di contenuti, che possono essere eseguiti a parte.

Pps: il costo dell'ottimizzazione può essere risparmiato se disponi di un programmatore che possa effettuare le modifiche al sito suggerite da me in fase di analisi.

Costi di Ottimizzazione Off Page e Link Building

Come ti ho già accennato nei paragrafi precedenti l’ottimizzazione SEO on page, in molti casi, non è sufficiente per riuscire a raggiungere la prima pagina su Google.

Al contrario può essere necessario un accurato lavoro di Link Building per far accrescere la popolarità del sito web in questione e, di conseguenza, il suo ranking agli occhi di Google.

L'obiettivo è quello di ottenere dunque link da siti web di qualità, che siano coerenti con il sito da posizionare.

Collaboro con redattori di testate giornalistiche, di blog di qualità e portali autorevoli.

Non utilizzo link di scarsa qualità, che sono inutili se non dannosi. Preferisco privilegiare la qualità alla quantità.

Quanto dura?

Non c'è un tempo minimo, ma i primi risultati arrivano generalmente dopo i 3 mesi.

Quanto costa la link building?

Il prezzo di partenza per tale servizio è di 290€ al mese.

 

 

Quanto Costa la Prima Pagina su Google?

In linea di massima, dunque, come abbiamo visto anche nei paragrafi precedenti, pare evidente che la pagina alla quale dobbiamo puntare è la prima dei risultati di ricerca per la parola chiave di nostro interesse e che, invece, finire in seconda o in terza pagina non aumenterà in maniera significativa la nostra visibilità.

La prima domanda che dovete porvi, dunque, è “chi visita il mio sito web?” o “come arrivano gli utenti sulle pagine che propongo?”. Se il tuo sito, nonostante abbia una grafica ineccepibile o una struttura perfetta, ha visite pari a zero, allora è necessario lavorare sul posizionamento perché il segreto di una buona visibilità risiede nella prima pagina di Google.

La chiave di un buon lavoro di posizionamento risiede nel codice sorgente del sito, nella velocità di apertura delle pagine, nella stesura di contenuti e utilizzo di foto, nell’integrazione di pagine social, nell’interazione con i clienti e nella visione d’insieme, nella navigabilità e in una grafica sobria e che renda più facile la navigazione.

È fondamentale, per riuscire a raggiungere la prima pagina su Google, che il cliente si senta a proprio agio sul sito, che i testi siano chiari ed esaustivi e che il sito risponda esattamente alle esigenze di ricerca del cliente. Sì, ma quanto costa raggiungere la tanto agognata prima pagina di Google?

Riuscire ad arrivare in prima pagina su Google ha, ovviamente, costi elevati perché per riuscire a raggiungere questo risultato bisogna prima di tutto partire da un sito performante nel suo insieme. Poi, per determinare il prezzo con esattezza, bisogna capire con che tipo di argomento abbiamo a che fare, quanto questo sia inflazionato sul web e da quale tipo di ricerca, eseguita dal visitatore medio, può essere trovato il sito in questione.

In realtà è molto importante che queste domande vengano poste anche in fase di costruzione dello stesso sito web, così da risparmiare denaro e tempo. Nei casi in cui si debba intervenire sul sito per risolvere eventuali errori ed ottimizzarne la struttura comunque va considerato un costo aggiuntivo dedicato a questa operazione che servirà a farci arrivare in prima pagina su Google.

I costi per arrivare in prima pagina, dunque, si dividono in costi tecnici, costi strategici e costi pubblicitari. Se nell’analisi iniziale emerge che il prodotto che vendiamo non è molto approfondito nel web, allora converrà avviare uno studio di marketing per riuscire ad inserire nei contenuti argomenti interessanti e relative foto, in caso contrario la strategia dovrà essere differente.

Ciò che influenza il costo del posizionamento su Google, dunque, sono i seguenti fattori:

  • La parte tecnica del sito;
  • Il settore nel quale si deve operare;
  • La concorrenza riscontrata all’interno del settore stesso.

Una grande concorrenza, però, non deve essere sempre vista negativamente, dato che nessuna azienda sarà esattamente identica alla nostra e anche in un settore saturo potremo comunque farci spazio e guadagnarci nuovi clienti.

L’analisi di settore è, dunque, necessaria per individuare potenziali sbocchi per riuscire a far conoscere il nostro prodotto e il nostro lavoro. La concorrenza, dunque, non deve farci assolutamente paura, dato che il nostro prodotto avrà sicuramente caratteristiche che lo differenzieranno dai diretti concorrenti.

 

Arrivare in prima pagina su Google è il risultato di un analisi teorica nella quale si individuano le possibili finestre lasciate aperte dalla concorrenza.

Ovviamente questa analisi dettagliata ha un suo costo e, quando si decide di risparmiare sul posizionamento su Google, si rinuncia a questo aspetto, facendo scendere di molto le probabilità di riuscire ad arrivare in prima pagina su Google (se non conosci il tuo avversario, infatti, come puoi batterlo?).

Inoltre non va dimenticata la fase successiva al raggiungimento della prima pagina.

Il sito, infatti, deve essere curato costantemente, grazie all’inserimento di nuovi testi, immagini ed argomenti, sempre aggiornati, o all'aumento della popolarità del sito, tramite tecniche di link building. Per arrivare in prima pagina su Google, e mantenere questa posizione, è necessario investire nel proprio sito.

Come Calcolare i Costi per una Campagna di Posizionamento SEO

Ti ho appena fornito, dunque, una panoramica dei costi per riuscire a raggiungere la prima pagina su Google. Ma come possiamo, in linea di massima, determinare i costi per una campagna di posizionamento SEO su Google? Come facciamo a capire quanto costa il raggiungimento di un obbiettivo e il suo mantenimento?

Innanzitutto, come abbiamo già accennato nei paragrafi precedenti, bisogna tenere conto delle seguenti variabili:

  • CPC medio della parola chiave;
  • Volume delle ricerche mensili;
  • CTR medio per le prime posizioni.

Facendo un esempio concreto, dunque, ipotizziamo di avere un blog di cucina che desideriamo arrivi tra le prime quattro posizioni quando digitiamo la keyword “blog di cucina”. A questo punto cerchiamo la parola chiave sul keywords tool di Google Adwords che mi fornisce le seguenti informazioni:

  • Il volume di ricerche mensili globali è di 2900 euro;
  • Il CPC medio è di 0,56 euro.

L’unico valore che ci manca è il click trough rate (CTR) medio di una posizione al vertice, che ci viene fornito gratuitamente dalla società Chitika Insight che ha effettuato uno studio sull’argomento, constatando che il 34,45% dei clic va a finire sul primo risultato, il 16,96% dei clic sul secondo risultato e così via. La percentuale di utenti che cliccano sui primi 4 risultati è del circa 73,46%. A questo punto, dunque, ambisco a piazzare il mio sito tra la seconda e la quarta posizione e, di conseguenza, alla percentuale del 73,46% sottraggo la prima posizione (34,35%), ottenendo così una percentuale del 39,11% che per comodità approssimo al 39%. Il CTR medio, dunque, del nostro obbiettivo è del 39%.

Una volta, quindi, stabiliti i valori di nostro interesse andiamo ad applicare la seguente formula:

COSTO SEO = 12 x Volume_Ricerca x CRT_medio/100 x CPC_medio

Laddove il valore 12 è relativo al mantenimento del risultato per un periodo di 12 mesi, ovvero di un anno. Applicando questa formula ai nostri dati, dunque, avremo:

Lavoro_SEO = 12 x 2900 x 0,39 x 0,56 = 7.600 euro (per un anno di lavoro)

Ovviamente questo risultato è solo una stima che non tiene conto di alcuni fattori, ma che comunque può risultare estremamente comodo per avere un idea orientativi dei costi rispetto al risultato di posizionamento su Google che vogliamo ottenere. Ritengo personalmente questa formula molto utile, una sorta di bussola per orientarsi tra le mille offerte di posizionamento SEO, con altrettanti costi diversi, presenti sul web.

 

Come Posizionare un Sito su Google con un Budget Ridotto

Adesso che la panoramica è completa, ti sarà sicuramente chiaro che i costi del posizionamento sono abbastanza alti. Ma cosa fare se non si dispone di un budget del genere? È possibile posizionare un sito a prezzi “da barbone”?

Non ti nascondo che spesso ricevo richieste di consulenza per il posizionamento di siti web e la prima domanda che mi viene posta è: “Quanto costa posizionare il mio sito su Google?”.

Spesso e volentieri non mi forniscono ulteriori dettagli, nemmeno l’indirizzo del sito, ma si limitano a pormi questa fatidica domanda, senza sapere, evidentemente, che, come ti ho già illustrato nei paragrafi precedenti, è indispensabile essere in possesso di una serie di informazione per elaborare un preventivo.

Il motivo di questo genere di atteggiamento risiede, a mio parere, nel fatto che ci sia ancora scarsa conoscenza dell’argomento SEO e che l’utente medio sia convinto che posizionare un sito su Google sia qualcosa di veloce, economico e a prezzo fisso.

Come sappiamo, invece, ci sono diverse variabili che influenzano il costo, quali la difficoltà e il numero delle parole chiave (ovviamente arrivare in prima pagina per parole con alta concorrenza è davvero difficile e richiede molto lavoro).

Se un cliente con un piccolo albergo mi chiede di posizionarsi in prima pagina per la parola chiave “hotel” ovviamente l’impresa è abbastanza difficile e oserei dire anche inutile, dato che gli utenti interessati al suo tipo di hotel non si limiteranno mai ad inserire questa parola chiave nella barra di ricerca, ma inseriranno magari la zona e la tipologia di struttura alberghiera ricercata.

Altro fattore fondamentale è la competitività di settore, dato che presumibilmente più alta sarà, più alto sarà il costo (anche se ci sono settori pochi competitivi dove è comunque difficile emergere dato che le prime posizioni vengono occupate sempre dai soliti siti noti), e tanti altri ancora (come abbiamo visto nei paragrafi precedenti).

Cosa possiamo fare, dunque, quando abbiamo un budget ridotto?

Prima di tutto possiamo agire sulle parole limitrofe a quella principale (che quindi richiederanno un lavoro meno complesso, che avrà per questo un prezzo più abbordabile).

Dopodiché potete abbattere i costi, occupandovi di svolgere in prima persona, quelle operazioni che sono comunque fondamentali ma che, con un po’ di applicazione possono essere svolte anche non da un professionista (come ad esempio il copywriting).

Un’altra opzione potrebbe essere rappresentata dal mio corso SEO online, che potrebbero essere decisamente risolutivi in casi di questo genere, e si è rivelato una scelta vincente in molti casi.

Vuoi apparire su Google per 2 parole chiave piuttosto simili, ma non sai se creare un solo contenuto per entrambe, o creare 2 contenuti differenti?

Questo è uno dei dubbi SEO che mi vengono posti più di frequente.

In questo articolo ho deciso di mostrarti il mio metodo.

Inoltre, ti offrirò un bonus: lo strumento gratuito che ho creato per l’occasione, che potrai usare per risolvere questo dubbio!

Bene. Iniziamo, allora.

In questo SEO case study scoprirai se, infarcendo un articolo di parole chiave in maniera poco naturale, si viene premiati da Google o meno.

Uno dei più noti miti sulla SEO (anzi, forse il più noto di tutti) è quello della keyword density.

C’è infatti chi sostiene che, ripetendo un numero superiore di volte una determinata parola chiave all’interno di una pagina web, si ottengano migliori risultati a livello di ìposizionamento su Google.

Chi conosce un minimo la SEO sa che si tratta di un mito, però personalmente non avevo ancora svolto un test a riguardo.

Cos’è Yoast SEO

Molto spesso mi vien chiesto come usare Yoast, noto polivalente plugin WordPress.

Molte volte chi si affaccia alla SEO inizia a usare tale plugin in maniera errata. Con questo articolo voglio quindi far chiarezza sul modo corretto di utilizzarlo, e soprattutto su come non va utilizzato.

Chiariamo un concetto fondamentale: Yoast è (sto scrivendo a febbraio 2017) uno strumento stupido, che non può, in quanto stupido, dare indicazioni e consigli per l’ottimizzazione SEO on page di un contenuto per un algoritmo come quello di Google (che ha certamente dei limiti, ma è estremamente più intelligente di quello di Yoast).

Avere un sito web, al giorno d’oggi, è estremamente importante. Rappresenta, infatti, un fondamentale punto di contatto con milioni di potenziali clienti, ma anche una vetrina sul mondo che ci permette di raggiungere persone di varia provenienza. Proprio per questa ragione, dunque, ormai quasi tutte le attività, commerciali e non, avendo compreso le grandi potenzialità del web, hanno realizzato un sito internet di riferimento. Eppure tutto questo non basta.

Il modo attraverso il quale i clienti entrano in contatto con il bene che desiderano, infatti, è in realtà il motore di ricerca e non essere indicizzati su Google o su altri motori equivale ad avere una sorta di cattedrale nel deserto: bellissima, ma al tempo stesso irraggiungibile. I potenziali clienti, infatti, per approdare su un sito, piuttosto che su un altro, cercano un insieme di parole chiave su Google, che restituisce un elenco di risultati in base all’attinenza e all’importanza dei siti in questione. È, dunque, questo che porta l’utente a scegliere su quale sito cliccare ed aggiungere il proprio sito su Google è, per questa ragione, fondamentale.

Ma come si fa ad aggiungere un sito su Google? Nelle prossime righe ti fornirò una vera e propria guida all’inserimento sui motori di ricerca, analizzando tutti i procedimenti possibili.

Il mio sito è su Google?

Ovviamente la prima cosa che dovrai verificare è se il tuo sito sia stato già indicizzato da Google o meno.  L’inclusione nei risultati di questi motori di ricerca, infatti, può avvenire in maniera automatica grazie ai “crawler web”, programmi utilizzati da Google per scansionare la rete periodicamente e per aggiungere automaticamente nuovi siti al proprio indice.

Per effettuare questa verifica bisogna recarsi sulla pagina di ricerca di Google e inserire nella barra l’URL del tuo sito web utilizzando la seguente formula:

“site:ilmiosito.it”

Laddove, ovviamente, alla formula “ilmiosito” dovrai indicare il tuo sito web. Se il tuo sito compare nella ricerca e tutte le pagine sono indicizzate, allora sei a buon punto per raggiungere l’enorme bacino di potenziali clienti del web.

Ma se il mio sito non compare nella ricerca? Non allarmarti perché è molto frequente che Google, nelle sue scansioni, “si perda” qualche sito. Solitamente le motivazioni possibili sono le seguenti:

  1. Il tuo sito web non è ben collegato ad altri siti;
  2. Il sito è stato pubblicato da poco e il motore di ricerca non ha ancora avuto il tempo di scansionarlo;
  3. La struttura del sito rende agli spider difficile la scansione dei contenuti;
  4. Il motore di ricerca ha riscontrato un errore durante la scansione.

Queste sono alcune delle motivazioni più frequenti per cui il tuo sito potrebbe non essere ancora presente su Google. Di seguito, inoltre, altre domande che dovresti porti:

  • I contenuti che pubblico sono davvero di qualità?

Google tiene molto alla soddisfazione dei propri utenti e desidera garantire loro la migliore esperienza possibile. Se il tuo sito pubblica contenuti copiati da altre fonti sul web, notizie false o informazioni non affidabili, Google potrebbe aver deciso intenzionalmente di non includerlo all’interno del proprio indice.

Ricorda che, per piacere a Google, la tua priorità assoluta devono essere gli utenti e, per questa ragione, devi pubblicare contenuti interessanti, unici e coinvolgenti.

  • La mia attività viene visualizzata su Google Maps?

Se possiedi un’attività locale è fondamentale sapere come apparire su Google e nelle ricerche legate a Maps. Queste, infatti, sono le prime a comparire nei risultati legati a questa tipologia. Per inserire la tua attività locale puoi usare lo strumento Google My Business, del tutto gratuito e facile da utilizzare. Per effettuare questa operazione visita l’indirizzo google.com/business.

  • Il mio sito è accessibile da tutti i dispositivi?

Un altro fattore discriminante per Google risiede nell’accessibilità da ogni tipo di dispositivo. Per il motore di ricerca, infatti, è importante che i contenuti siano accessibili, in maniera veloce, sia da dispositivi fissi che da dispositivi mobili (in poche parole per schermi di ogni dimensione).

  • Il mio sito web è sicuro?

Questo è un elemento che Google considera davvero fondamentale. La navigazione deve essere sicura e per questa ragione il protocollo deve essere HTTPS (e non solo http). Se non l’hai ancora fatto, dunque, provvedi ad acquistare dal tuo provider di servizi questo tipo di protocollo.

Ho pensato di creare dei video gratuiti, che possano aiutarti a ottenere dei buoni risultati di posizionamento anche facendo da te, senza bisogno di pagare costosi consulenti esterni.

Dà un’occhiata al video qui sotto e, se vuoi iniziare a posizionare il tuo sito, clicca sul bottone subito sotto.

Se invece vuoi proseguire con la lettura dell’articolo, passa oltre 🙂

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Come aggiungere manualmente un sito su Google

Una volta risolte tutte queste possibili problematiche possiamo passare ad aggiungere il tuo sito su Google. La prima cosa da fare, dunque, è iniziare ad utilizzare importanti strumenti come la Google Search Console, che ti consentirà di inviare il tuo sito a Google, ma anche di monitorare il suo andamento o di risolvere possibili problematiche.

Iniziamo, dunque, con la creazione di un account utente Google (qualora non ne possediate uno). Vai su www.google.it e seleziona l’opzione “Accedi”. Dopodiché clicca su “Crea un account” e inizia il processo di registrazione (Google ti guiderà passaggio dopo passaggio).

Una volta creato l’account, accedi alla Google Search Console visitando il seguente link:

www.google.it/intl/it/add_url.html

Se la registrazione è avvenuta con successo dovresti riuscire ad accedere senza nessun problema. Clicca su “Aggiungi proprietà” e inserisci l’URL come viene visualizzato all’interno della barra del tuo browser (fai attenzione a non commettere errori e ad inserire anche la barra finale).

A questo punto clicca su Continua e si aprirà la pagina di Verifica del sito, ovvero quella attraverso la quale dovrai dimostrare di esserne effettivamente il proprietario (se il tuo sito è ospitato da Google come per le pagine di Blogger e Sites la verifica avverrà in maniera automatica e puoi saltare questo passaggio).

Se il tuo sito supporta sia il protocollo http://, che quello https://, devi aggiungere entrambe le versioni. La stessa cosa se supporti vari domini, come ilmiosito.com, ilmiosito.org, ilmiosito.it etc. etc: ogni dominio andrà aggiunto separatamente. Se, inoltre, il tuo sito supporta sia la versione www, che quella senza, potrai specificare in questa fase quale sia la tua preferita per l’indicizzazione.

Quale URL devo utilizzare in questa fase?

Ho riscontrato che c’è molta confusione sull’argomento e, per questa ragione, in questa sezione affronterò questo problema dettagliatamente.

L’URL che devi inserire in questa fase è quello che corrisponde al tuo dominio, al sottodominio o, più semplicemente, al percorso che vuoi aggiornare.

Se aggiungi un URL del tipo http://www.example.com/ verranno indicizzati tutti i dati relativi alla versione http del sito. Nel caso, invece, di un URL del tipo http://www.example.com/foo/ verranno inseriti i dati che riguardano il percorso secondario. Se li aggiungi entrambi, verranno inseriti sia i dati della directory principale, che quelli del percorso secondario.

Per un inserimento del tipo ftp://ftp.example.com/ verranno inseriti solo i dati relativi al sottodominio ftp del sito, invece per uno  https://www.example.com/ verrà registrata solo la versione https e dovrai aggiungere, in seguito, anche la http.

Il mio consiglio, in questo caso, è di creare una proprietà su Search Console per ogni dominio, sottodominio o cartella che desideri monitorare in maniera separata (come ti ho già anticipato, infatti, Search Console è molto utile anche per le attività di monitoraggio). Se, per esempio, il tuo sito si occupa di viaggi, dunque, sarà utile creare proprietà per le sottocartelle inerenti alle varie destinazioni (come ad esempio: http://www.example.com/francia, http://www.example.com/irlanda, http://www.example.com/spagna, etc. etc.), ovviamente senza dimenticare di registrare la proprietà per il tuo dominio principale (che in questo caso sarà http://www.example.com/) .

La raccolta dei dati avviene, inoltre, prima dell’indicizzazione, quindi appena terminato il caricamento e ancor prima della verifica della proprietà. Potrai, dunque, verificare il rendimento del tuo sito sin da subito (ricorda, però, che i dati vengono conservati solo per un limitato intervallo di tempo).

Questo procedimento per l’indicizzazione ottiene risultati, solitamente, dopo alcuni giorni. Ovviamente a patto che il vostro sito abbia superato “l’esame” da parte di Google, e che ne soddisfi, dunque, tutti i requisiti. Per verificare il successo dell’operazione dovrai inserire nella barra di ricerca la formula site:www.ilmiodominio.it, con le modalità che ti ho esposto nel paragrafo precedente.

Altri metodi per aggiungere un sito web su Google

Abbiamo visto, dunque, tutto quello che bisogna fare per indicizzare un sito web su Google in maniera manuale, ma esistono molti altri sistemi. Uno di questi è offerto dal sito Submit Express.

Recandoti su questo sito, dunque, dovrai digitare l’URL d’interesse nel riquadro apposito e fornire altri dettagli (email, nome, numero di telefono, etc.). Dopodiché bisogna trascrivere le lettere che trovi nell’area testo, per dimostrare che sei un utente in carne e ossa, e spuntare la casella inerente alla newsletter, qualora desideri ricevere news su come promuovere il tuo sito web (la scelta è opzionale, dunque in caso contrario non spuntare questa casella). A questo punto clicca su Submit Now e, da questo momento in poi, potrai controllare l’avanzamento della tua richiesta di indicizzazione su Google, ma anche su altri motori di ricerca.

È possibile effettuare un’operazione dello stesso genere anche sul sito My Submitter. Qui dovrai inserire l’URL nel campo apposito e il tuo indirizzo email, spuntare le caselle corrispondenti ai motori di ricerca per cui chiedere l’indicizzazione (quindi non solo Google, ma anche Yahoo, Bing, etc.), risolvere il problema matematico per confermare che sei un umano e accettare le condizioni del sito web. Dopodichè dovrai cliccare su “Submit My Site” e il tuo URL verrà indicizzato nei motori di ricerca per i quali hai fatto richiesta.

Come aggiungere un sito su Bing e Yahoo

Sebbene Google sia il vero e proprio leader nel settore dei motori di ricerca, una minoranza in Italia (circa il 4%), ma una percentuale invece, seppure inferiore ma comunque rilevante, nel resto del mondo e soprattutto negli USA (circa il 13%) si affida anche ad altri motori di ricerca.

Nell’ottica, dunque, di raggiungere il maggior numero di utenti possibili, risulta estremamente conveniente richiedere l’indicizzazione anche per questi, in particolar modo per Bing e Yahoo (i rivali di Google più rilevanti).

Sebbene sia possibile richiedere l’inserimento attraverso i sistemi per l’indicizzazione in più motori di ricerca, un’alternativa è l’inserimento manuale che, in realtà, per Bing e Yahoo è estremamente facile, dato che si sono fusi in un’unica rete ed è necessario, dunque, un unico inserimento per entrambi.

Analizziamo, dunque, gli step da seguire:

1.      Crea un account Microsoft

Come per Google, anche per Bing e Yahoo, è necessario avere un account che permetta di accedere ai servizi di indicizzazione e di monitoraggio di un sito web. Accedi, dunque, all’homepage di Bing, clicca su “Accedi” e seleziona la voce “Account Microsoft”. Qui dovrai aggiungere tutti i dati relativi alla registrazione.

2.      Indicizzazione

Una volta creato l’account Microsoft, operazione del tutto gratuita come per Google, accedi al Bing Webmaster Tool (corrispondente della Google Search Console). Inserisci l’URL nella barra, verificatene la proprietà e inserite la sitemap (ovvero una mappa del vostro sito generabile grazie a moltissimi tools gratuiti disponibili sul web).

Nel giro di pochi giorni dovresti visualizzare il tuo sito web nei risultati di questo motore di ricerca. Ovviamente, anche in questo caso il sito dovrà rispettare le linee guida per essere indicizzato correttamente (le direttive in merito sono presenti sulla pagina del centro di assistenza di Bing).

Come aggiungere un sito su Google Analytics

A questo punto ti ho illustrato tutti i procedimenti possibili per indicizzare il tuo sito web su Google, ma anche su altri motori di ricerca, per essere così rintracciato facilmente dai tuoi potenziali clienti e vedere la tua attività crescere di giorno in giorno.

Ma cosa fare una volta che il proprio sito è regolarmente indicizzato su Google? Ovviamente essere nell’indice di Google non corrisponde ad avere un buon posizionamento su Google, ovvero a comparire nei primi risultati di ricerca in relazione ad una precisa parola chiave. Questo risultato, infatti, è ottenibile solo grazie ad un buon lavoro di SEO (sigla che sta per Search Engine Optimization).

Prima, però, di ottimizzare il vostro sito migliorandone il posizionamento dovrai conoscere la tua situazione di partenza, operazione che si può compiere facilmente grazie a Google Analytics.

Vediamo quindi ora come aggiungere un sito su Google Analytics.

La versione base di Analytics è del tutto gratuita e nelle prossime righe ti indicherò, passo passo, come iniziare ad usarla.

Dovrai, innanzitutto, creare un account analytics recandoti al seguente indirizzo: www.google.com/analytics/ .Qui dovrai inserire le credenziali inerenti al tuo account, oppure potrai crearne uno nuovo, magari utilizzando anche un indirizzo email aziendale (non è necessario che sia un indirizzo google). Una volta entrato clicca su “Aggiungere sito ad account Google Analytics” e inserisci le informazioni richieste, ovvero: se desideri monitorare un sito o un App, il nome account (ti consiglio di inserire qui quello della tua azienda), il nome del sito web o dell’app, l’URL del sito, la categoria dello stesso (dovrai scegliere tra le varie opzioni disponibili) e il fuso orario.

A questo punto Google ti chiederà la tua preferenza rispetto alla condivisione dei dati raccolti. Io ti consiglio di selezionare l’opzione Benchmarking perché ti permette di confrontare il tuo sito con altri dello stesso ambito e di visualizzare, dunque, analisi comparative.

Clicca, quindi, su “Ottieni l’ID monitoraggio” e accetta le condizioni generali.

Se desideri aggiungere un account al tuo Analytics dovrai, innanzitutto, dimostrare di avere l’autorizzazione di modifica, dopodiché potrai creare un nuovo livello cliccando su “Amministratore” e selezionando dal menu “Account” la voce “Crea un nuovo account dal menu”. A questo punto clicca su “Sito web o App per dispositivi mobili” e in “Configurazione account” inserisci un nome account, specifico e inerente al fine con il quale stai creando il livello. Dopodiché vai su “Impostazione della proprietà” e inserisci il nome del tuo sito.

È molto importante eseguire correttamente la formattazione del tuo nome di dominio, perché in caso contrario l’aggiunta di proprietà non andrà a buon fine. Seleziona, dunque, il nome del dominio (facendo attenzione a non compiere errori di battitura), seleziona una categoria e imposta il fuso orario dei rapporti.

Adesso che abbiamo aggiunto i nostri vari account, dobbiamo ottenere il codice di Google Analytics per inserirlo sulle pagine del nostro sito. Andiamo, dunque, su “Amministrazione”, selezioniamo “Proprietà” e clicchiamo su “Informazioni sul monitoraggio” e “Codice Monitoraggio”.Copia il codice e incollalo su tutte le pagine che desideri monitorare prima della chiusura del tag head.

In alternativa puoi aggiungerlo attraverso l’implementazione PHP. Crea, dunque, il file analyticstracking.php, che conterrà il codice di monitoraggio, e includilo in ogni pagina con la seguente formula:

< ?php include_once("analyticstracking.php") ?>

Un altro modo per aggiungere un dominio a Google Analytics è quello di utilizzare il Sistema di gestione tag gratuito Google Tag Manager, soluzione decisamente comoda e facile. Crea, dunque, un nuovo tag andando sul menu Tag e cliccando su “Nuovo”, nominalo e clicca su “Configurazione Tag”, scegliendo come tipologia il Tag Universal Analytics.

Inserisci l’ID monitoraggio nella configurazione, clicca su “Attivazione” e seleziona l’opzione “All Pages”, copiando così il codice su ogni pagina del tuo sito web. Clicca, poi, su “Pubblica” e nomina il contenitore, inserendo una piccola descrizione.

A questo punto il gioco è fatto e, qualunque sia il procedimento che hai preferito mettere in atto, potrai analizzare i dati relativi alla rua attività per elaborare una buona strategia di ottimizzazione SEO e guadagnare la prima pagina dei risultati di ricerca correlati alla tua parola chiave di riferimento.

Conclusione

Essere presenti e visibili sui motori di ricerca e, in particolare su Google, è di fondamentale importanza per un sito web. Nonostante l’inserimento può avvenire spesso in maniera automatica, questo può richiedere del tempo. Per questa ragione è preferibile impiegare qualche minuto del proprio tempo nelle operazioni di inserimento manuale su Google, Bing e Yahoo, magari inserendo anche la sitemap relativa, per aiutare il motore di ricerca ad avere un’idea chiara della struttura del tuo sito.

Non ti resta, dunque, che metterti all’opera e compiere il primo passo per sfruttare la potentissima vetrina del web!

Sei su Internet e non riesci a trovare sui motori di ricerca il tuo sito web? Bene, probabilmente il tuo sito potrebbe non essere stato indicizzato. Ma che significa “indicizzazione su Google”? Come si indicizza un sito web? E che differenza c’è tra posizionamento e indicizzazione su Google?

Nelle prossime righe risponderò a tutte queste domande, facendo un po’ di chiarezza sull’argomento e soprattutto indicandoti come indicizzare un sito su Google.

Per riuscire ad aggiornare quotidianamente l’enorme bacino di siti internet disponibili sul web, Google si avvale di software chiamati crawler, tra i quali avrai probabilmente sentito nominare il Googlebot, ovvero il crawler più conosciuto al momento. I software in questione scansionano il web periodicamente, seguendo i link e arrivando alle pagine ad essi correlati.

Le pagine che vengono effettivamente ritenute di qualità da Google, vengono inserite nel suo indice e, di conseguenza, compaiono nella lista dei risultati. Al contrario i siti che non rispettano le linee guida del motore di ricerca non passano “l’esame” e non rientrano nella SERP. Il motore di ricerca, infatti, desidera offrire ai propri utenti il miglior risultato possibile e questa è la ragione per cui alcuni siti e pagine vengono indicizzati e altri no.

Un sito web non indicizzato è più o meno il corrispettivo di un telefono di cui nessuno conosce il numero. Se il tuo sito web non compare nei risultati di ricerca, dunque, non disperare. Non sei l’unico.

Una possibile ragione potrebbe risiedere nel tag meta robots noindex. Questo comando, infatti, richiede esplicitamente ai motori di ricerca di non indicizzare la pagina web in questione.  Sebbene questa possa essere una possibile e molto probabile motivazione, non è l’unica.

Ma prima di analizzare le cause che impediscono al tuo sito di essere indicizzato, occorre fare un’accurata distinzione tra indicizzazione e posizionamento, due termini molto diversi tra loro che, tuttavia, possono essere spesso confusi.

Un sito indicizzato, infatti, non è assolutamente un sito che si trova in prima pagina su Google, ma semplicemente uno che rientra nell’indice del motore di ricerca a prescindere dal ranking (e dunque a prescindere se si trovi alla prima o all’ultima pagina di risultati inerenti ad una data parola chiave).

Quindi indicizzare un sito su Google è diverso da posizionarlo.

Per riuscire ad ottenere traffico organico, infatti, un sito deve seguire tre step:

  1. La scansione, ovvero l’analisi effettuata dai crawler;
  2. L’indicizzazione, ovvero l’immissione da parte del motore di ricerca all’interno della SERP;
  3. Il ranking, ovvero il valore e l’attinenza a determinate keywords che viene attribuito al sito in questione da parte di Google.

In aggiunta a questo è importante che tu sappia che l’indicizzazione riguarda ogni singola pagina. In poche parole non è detto che nel momento in cui la homepage del tuo sito sia stata indicizzata valga lo stesso per le altre.  L’indicizzazione riguarda ogni singolo URL.

Al contrario il posizionamento è decretato da un algoritmo che ordina le varie pagine in relazione all’attinenza alle parole chiave cercate dagli utenti e alla qualità dei contenuti presenti al loro interno.

In poche parole l’indicizzazione rappresenta la base, il primo passo senza il quale il posizionamento non sarebbe nemmeno possibile. Quest’ultimo, invece, riguarda l’abilità di far arrivare il proprio sito web in cima ai risultati di ricerca inerenti alle parole chiave di proprio interesse su Google o altri motori di ricerca.

Bene, ma adesso torniamo a far chiarezza su come indicizzare un sito su Google. Ti parlerò solo in un secondo momento di alcune tecniche di posizionamento utili per migliorare la tua visibilità sul web. Supponiamo che il tuo sito rientri in quella parte consistente di siti o pagine che non sono stati indicizzati da Google. Cosa fare? Ma soprattutto quanto costa far indicizzare un sito web?

Molti clienti mi pongono questa domanda e si stupiscono ogni volta che fornisco la risposta, ovvero: assolutamente nulla. L’indicizzazione, infatti, non viene operata dagli esperti SEO, ma viene effettuata dai motori di ricerca, ovviamente in maniera totalmente gratuita.

Se il tuo sito, dunque, ha la necessità di essere indicizzato, ecco il procedimento da seguire.

Come funziona l’indicizzazione su Google

Come ti ho già anticipato, indicizzare un sito significa far sì che rientri tra i risultati nei motori di ricerca. Ma come funziona l’indicizzazione da un punto di vista tecnico?

Cercherò di spiegartelo con un esempio. Immagina un’enorme biblioteca nel quale, ogni giorno, persone portino nuovi libri. Il capo della biblioteca vuole che nei suoi scaffali rientrino solo libri di qualità e, per questa ragione, ogni volta che arriva una nuova proposta, la valuta con attenzione, verificando che abbia i requisiti che desidera. Sarà questo il criterio secondo il quale il bibliotecario deciderà di inserire il nuovo libro nei suoi scaffali o meno.

Accade esattamente la stessa cosa con i siti web. Google, in questo caso, è il bibliotecario e i siti internet, i nuovi libri che vengono portati quotidianamente nella libreria. L’analisi della qualità dei siti web viene, quindi, effettuata grazie agli spider o crawler, che sono programmi automatici che individuano dati per comprenderne la qualità e inviano i dati raccolti per organizzarli in base all’attinenza alle parole chiave e per attribuirgli un rank, ovvero una sorta di punteggio che ne determina la posizione.

Il risultato derivante da queste operazioni è la SERP di Google come ci appare quando effettuiamo una qualsiasi ricerca.

Ho pensato di creare dei video gratuiti, che possano aiutarti a ottenere dei buoni risultati di posizionamento anche facendo da te, senza bisogno di pagare costosi consulenti esterni.

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Come indicizzare un sito su Google: i prerequisiti che deve avere un sito web per essere indicizzato

Come ti ho già accennato, Google non indicizza tutti i siti presenti nell’enorme bacino del web, ma opera una selezione basata su alcuni criteri. Prima, dunque, di mettere in pratica i passaggi che ti separano dall’indicizzazione del tuo sito web su Google è necessario verificare alcuni requisiti.

  1. Affinché i crawler possano scansionare il tuo sito web, è necessario che il file robots.txt non gli impedisca l’accesso. Verifica, dunque, che la direttiva User-agent non sia in modalità “Disallow”. Se, infatti, il file robots.txt contiene un codice di questo tipo “User-agent: * Disallow: /” dovrai eliminare il blocco andando su Yoast Seo, cliccando su “Strumenti” e poi su “Modifica file”. Il Robots.txt va sostituito con User-agent: *Disallow: /wp-admin/.

Se non utilizzi WordPress potrai fare la stessa cosa ma manualmente, accedendo alle cartelle del tuo sito tramite FTP, aprendo il file robots.txt e modificandone il testo. Per mettere in atto questa operazione ti consiglio di utilizzare il software Filezilla, che ti permette, dopo aver scaricato il programma e aver inserito i dati per accedere, di aprire la cartella principale del tuo sito, individuando il file robots.txt e sovrascrivendolo con la nuova dicitura.

 

  1. Lo stesso vale per la meta tag robots noindex. Come ti ho già anticipato, infatti, questo è l’errore più comune che impedisce ad un sito web di essere scansionato. Per verificare questo dato ti basterà analizzare il codice HTML delle pagine del tuo sito web e cercare, premendo sulla tua tastiera la combinazione ctrl+f, la parola chiave “noindex”.

 

  1. Le pagine del tuo sito per essere scansionate non devono avere un’intestazione HTTP X Robot Tag noindex. Questa caratteristica può essere verificata grazie all’ausilio di software gratuiti come URLs Match e HTTP Header Reader.

 

 

  1. Lo status code delle pagine del tuo sito deve essere 200. Per verificarlo puoi ricorrere a Screaming Frog o Visual SEO. In alternativa puoi ricorrere ad estensioni di Chrome come Redirect Path e Link Redirect Trace.

 

  1. Il contenuto delle tue pagine deve essere originale, altrimenti durante il processo di verifica di Google, se questo contiene testo duplicato per una percentuale maggiore al 30% il motore di ricerca ne bloccherà la scansione impedendone così l’indicizzazione. Il mio consiglio, dunque, è quello di far scendere la percentuale di contenuti duplicati a 0! Ricorda che Google si impegna per offrire contenuti di qualità agli utenti del web.

Indicizzazione su Google: gli step da seguire

Come indicizzare un sito su Google dopo aver eseguito queste verifiche? Bene, ora potrai passare direttamente alle operazioni che ti permetteranno di indicizzare il tuo sito, permettendoti così di iniziare ad ottenere traffico organico, aumentare la tua visibilità e acquistare nuovi clienti.

Come prima cosa, dunque, dovrai creare un account Gmail, che ti permetterà di registrare il tuo sito web nella Google Search Console, ma anche di accedere ad altri servizi che ti potranno tornare utili. L’operazione è molto semplice e del tutto gratuita.

Dopodiché potrai dedicarti alla creazione della Sitemap, un documento in formato XML contenente una lista con tutte le pagine del tuo sito web. La Sitemap è particolarmente utile nel processo di indicizzazione, affinché il motore di ricerca abbia un’idea chiara di tutte le pagine presenti all’interno del tuo sito web e non trascuri la scansione di nessuna di queste (che potrebbe succedere soprattutto per immagini, video, etc.).

Se utilizzi WordPress, dunque, il mio consiglio è di utilizzare il plugin di Google XML Sitemaps. Una volta scaricato e attivato il plugin, troverai sulla bacheca di WordPress la voce XML Sitemap. Questo strumento ti permetterà di generare in maniera automatica la Sitemap del tuo sito web e di inviare aggiornamenti a Google, qualora vengano create nuove pagine.

In alternativa puoi creare la tua sitemap sul sito https://www.xml-sitemaps.com/ e puoi inserirla manualmente.

Una volta creata la sitemap, seguendo uno dei due procedimenti che ti ho esposto, potrai passare, grazie al tuo Google account, a sfruttare la Search Console che potrai trovare al seguente link: https://www.google.com/webmasters/tools/home?hl=IT

Clicca su Scansione, poi su Sitemap e poi su AGGIUNGI/TESTA SITEMAP. A questo punto inserisci l’URL della tua sitemap e clicca “Invia”.

Dopodiché, sempre sulla Search Console, seleziona nella barra laterale a sinistra l’opzione “Scansione” e poi “Visualizza come Google”. A questo punto inserisci singolarmente le pagine che desideri indicizzare, partendo dalla homepage, clicca su RECUPERA E VISUALIZZA e, una volta terminato il caricamento, sull’url inviato per vedere il risultato della scansione. Una volta terminato l’inserimento procedi con l’invio della richiesta di indicizzazione su Google, ricordandoti di spuntare la casella “Non sono un robot” e selezionando la voce “Esegui la scansione di questo URL e dei relativi link diretti”. Ti consiglio, inoltre, di partire in questo modo con la scansione della home page e di effettuare la stessa operazione per ogni singola pagina, cliccando per queste su “Esegui la scansione solo di questo URL”.

Come capire se l’indicizzazione è stata eseguita correttamente

A questo punto dovreste essere ad un passo dal vedere il vostro sito web indicizzato su Google. Ma come fare a capire se l’indicizzazione su Google è stata eseguita correttamente?

In teoria se il tuo robots.txt non ha bloccato la scansione e se hai sia inviato la scansione che segnalato le pagine a Google dovresti vedere il tuo sito indicizzato nel giro di 24, massimo 48 ore.

Trascorso questo intervallo di tempo puoi andare su Google e digitare la seguente formula:

site:ilmiodominio.it

Inutile dirti che al posto di “ilmiodominio.it” dovrai inserire l’URL principale del tuo sito web. Se questo è  tra i risultati allora significa che finalmente il tuo sito web è stato indicizzato da Google. Per di più, se hai impostato correttamente la Search Console, inizierai a ricevere notizie e aggiornamenti (ulteriore indizio che l’indicizzazione sia andata a buon fine).

Quali sono i tempi di indicizzazione di un sito web?

Come indicizzare un sito su Google rapidamente? I tempi di indicizzazione di un sito web su Google variano in base alle operazioni che si mettono in pratica per conseguire questo obbiettivo. Se ti affidi il caso (perché come ti ho già anticipato spesso e volentieri Google scansiona e indicizza i siti in maniera automatica) potrebbe volerci una settimana o poco più.

Se, invece, hai seguito il procedimento che ti ho indicato in relazione al caricamento della sitemap ci vogliono alcuni giorni o, persino, una settimana.

Se hai seguito anche lo step aggiuntivo relativo alla Google Search Console e allo strumento “visualizza come Google” in alcuni casi ci vogliono addirittura poche ore.

Infine se ti affidi ai servizi di aggiornamento di Wordopress come Yoast Seo, anche in questo caso potrebbero volerci poche ore.

Indicizzazione su Google: i metodi alternativi

Ti ho già prospettato svariate opzioni per “aiutare” Google ad indicizzare il tuo sito. Eppure esistono anche altri metodi, di cui ti parlerò in questo paragrafo, ovvero l’utilizzo dei link e la condivisione sui social network.

Lo spider di Google, infatti, utilizza i link per esplorare il web e trovare nuovi siti internet. Di conseguenza essere linkati da altri siti web, ovviamente possibilmente di valore, può aiutare ad accelerare l’indicizzazione, ma anche a migliorare il posizionamento del tuo sito web (in seguito ti spiegherò meglio perché).

Come indicizzare un sito su Google tramite le citazioni e i link da altri siti. Il mio consiglio, quindi, è di iniziare sin da subito a fare attività di guest blogging, ospitando link di altri siti web e assicurandoti che facciano lo stesso con il tuo. Google, infatti, considera più attendibili i siti che ricevono link da siti esterni e ne migliora il posizionamento all’interno dei risultati di ricerca.

N.B. È importante che il sito dal quale proviene il link sia prima di tutto indicizzato (altrimenti l’operazione risulterebbe nulla sia ai fini dell’indicizzazione che del posizionamento), ma anche di buona qualità.

Per quanto riguarda i social network vale, più o meno, la stessa logica dei link. Condividere il tuo sito web sui social, infatti, aprirà una sorta di canale preferenziale per la scansione da parte dei crawler di Google.

Il mio consiglio in questo caso, dunque, è di sfruttare al meglio le possibilità offerte dai social e di creare account su Facebook, Instagram, Twitter, Google +, etc. Sebbene, infatti, i social network non vengano considerati da Google per il posizionamento, tuttavia possono essere utili per velocizzare l’indicizzazione e compaiono, comunque, tra i primi risultati di ricerca (il che può aiutare l’utente reale ad acquisire maggiori informazioni su voi e sulla vostra attività).

In sintesi Google non garantisce che un sito web sia necessariamente indicizzato, ma le strategie che ti ho indicato, ovvero l’invio della sitemap, l’inserimento dell’URL e la creazione di backlink o profili social, può aumentare le tue probabilità che questo avvenga e accorciarne le tempistiche.

Ricorda, però, che è fondamentale che i contenuti del tuo sito web siano di qualità e che non siano copiati da altri siti. Questi requisiti sono fondamentali e non si può assolutamente prescindere da questi.

Aiutare l’indicizzazione: alcune attività consigliate

Ricapitoliamo, dunque, insieme le azioni che aiutano Googlebot a trovare un sito web:

  1. Registrazione alla Search Console di Google (nel caso di Bing e Yahoo varrà la registrazione ai Webmasters Tool di questi motori di ricerca);
  2. Creazione della sitemap su Yoast SEO o su Google XML Sitemaps e invio della stessa su Google Search Console;
  3. Utilizzo della funzione “Visualizza come Google”, tramite la quale procedere all’invito a Googlebot a visitare le varie pagine del proprio sito web;
  4. Creazione di backlink, anche tramite l’iscrizione a directory tematiche come Yelp, Foursquare, Hotfrog, etc.
  5. Condivisione del proprio sito web sui principali social network e pubblicazione di video relativi alla propria attività su Google.

In aggiunta a queste indicazioni già fornite nei capitoli precedenti è utile anche:

  1. Compilare il form di segnalazione di un sito a Google;
  2. Richiedere a parenti o amici, link al tuo sito web, accompagnati da articoli originali e di qualità;
  3. Partecipare a forum tematici dove inserire contributi utili nelle discussioni, accompagnandoli con link al tuo sito web (senza spammare).

Indicizzare un sito su Bing e Yahoo

Abbiamo visto come fare per indicizzare un sito su Google. Ma vale la stessa logica per gli altri motori di ricerca? Sebbene Google, infatti, sia il leader del settore, l’indicizzazione su Bing e Yahoo può comunque ritenersi utile, soprattutto per coloro che si rivolgono al mercato oltreoceano, dove questi motori di ricerca hanno una buona percentuale di utilizzo, seppure comunque minore rispetto al colosso.

Ogni motore di ricerca, come Google, ha una pagina dedicata alla richiesta di indicizzazione su Google.

Ecco il link per la richiesta di indicizzazione su Yahoo e Bing: http://www.bing.com/toolbox/submit-site-url

Recentemente, infatti, i motori di ricerca hanno fuso il loro indice e si può accedere ai loro servizi con un unico account. Sulla pagina in questione, dunque, per prima cosa va inserito l’URL del tuo sito e bisogna inviare la richiesta.  Ovviamente, prima di farlo, dovrai creare un account Microsoft se non ne sei ancora in possesso.

Vai, dunque, sotto il tuo sito su Bing Webmaster Tools e clicca in “Dashboard” e poi su “Submit URL”. Dopodiché inserisci il tuo URL e clicca su invia.

Per quanto riguarda Bing e Yahoo considera che si può inviare l’URL un massimo di 50 volte al mese e solo 10 volte al giorno. Per questa ragione ti consiglio di evitare, per quanto possibile, invii sequenziali ma, piuttosto, di inviare il sito a Yahoo e a Bing una volta modificata la struttura del sito in maniera più o meno definitiva.

Indicizzazione gratuita in 1000 motori di ricerca: cos’è? Serve davvero?

Navigando sul web ho notato l’attività di svariate agenzie che propongono ai clienti l’indicizzazione in 1000 motori di ricerca. Ma a cosa serve realmente?

Onestamente non riesco a dare una risposta nel concreto a questa domanda, dato che ritengo che ognuno di noi non effettui le sue ricerche su 1000 motori di ricerca, ma si limiti ad utilizzare quelli più apprezzati e diffusi.

Solitamente questo servizio viene offerto in maniera gratuita o poco più semplicemente per raccogliere email, che nel giro di poco tempo vengono riempite di messaggi spam.

Tra l’altro, se dovesse bastare questo tipo di inserimento per aumentare la visibilità di un sito perché gli onorari di un posizionatore SEO varierebbero da 1000 a 10000 euro?

La verità è che c’è molta confusione in questo campo e tanti confondono l’indicizzazione con il posizionamento su Google. La prima consiste solo nell’inserimento nell’indice dei motori di ricerca, che certo è un passo importante ma solo preliminare.

È attraverso il posizionamento che si riesce a guadagnare la prima posizione sui risultati di ricerca correlati alle keyword di proprio interesse. Ammesso, ovviamente, che vi affidiate ad un SEO esperto ed onesto.

In alcuni casi, infatti, accade che il sito del cliente arrivi al primo posto molto velocemente in relazione alle keyword desiderate, ma che poi precipiti irrimediabilmente quando si decide di smettere di pagare l’agenzia o il posizionatore in questione.

Come mai?

Alcuni SEO utilizzano la “link popularity” per aumentare l’autorevolezza del sito web del cliente, inserendolo su moltissimi siti web di propria proprietà che trattino un argomento affine, il che decreta il raggiungimento delle prime posizioni in poco tempo.

In questo caso il sito in questione perde posizione quando si smette di pagare il canone perché i link in questione vengono eliminati.

Ovviamente e per fortuna questo modo di agire non è la regola e io ti consiglio, piuttosto, di affidarti ad un SEO che lavori in maniera approfondita sul tuo posizionamento per farti raggiungere risultati in maniera progressiva e mantenerli a lungo nel tempo.

Posizionamento SEO: come funziona?

Abbiamo, dunque, affrontato in maniera completa l’argomento indicizzazione e non ci resta che passare a capire come posizionare un sito su Google. Nelle prossime righe ti spiegherò come funziona e ti stupirà sapere che alcune delle tecniche in questione possono essere messe in pratica anche seguendo la logica del “Fai da te”.

Se dopo aver indicizzato il tuo sito web, infatti, questo compare solo nella terza o quarta pagina dei risultati di ricerca significa che hai bisogno di una spinta, ovvero di un accurato lavoro di posizionamento.

 

Lavorare sulle singole pagine e non sul sito nel suo insieme

L’indicizzazione, ma anche il posizionamento sui motori di ricerca, avviene sulle singole pagine e non nel sito nel suo insieme. Non occorre, infatti, avere siti di 100 pagine che parlino dello stesso argomento per essere primi su Google, ma al contrario si possono avere 100 pagine che parlino, invece, di argomenti diversi o che siano posizionate per keywords diverse tra loro.

Supponiamo che un sito abbia 100 pagine che trattino tutti argomenti diversi tra loro, senza un filo conduttore. Sarà possibile trovarlo in prima pagina cercando parole chiave molto diverse tra loro.

Questo significa che per ogni pagina andrà fatto un lavoro di ricerca sulle parole chiave diverso. La ricerca delle keyword, infatti, è al primo posto delle operazioni di posizionamento e ti spiegherò come.

Ricerca delle parole chiave

Come indicizzare un sito su Google e portarlo in prima pagina? Per posizionarsi su Google o sugli altri motori di ricerca devi prima di tutto chiarirti per quali parole chiave desideri farlo. L’utente del web, infatti, arriva ai vari siti web digitando nella barra di ricerca un insieme di parole che prende il nome di parole chiave o keywords.

La scelta delle giuste parole chiave è al primo posto tra le operazioni che bisogna mettere in pratica per migliorare il posizionamento di un sito web. Le regole da seguire in questo caso sono le seguenti:

  • Evitare parole chiave troppo generiche (tipo “occhiali” o “fiori” perché sarà molto difficile posizionarsi per queste dato che avranno una competitività molto alta);
  • Scegliere parole chiave attinenti (dovrai, in poche parole, individuare esattamente le parole chiave che potrebbero portare il cliente potenzialmente interessato sul tuo sito web);
  • Scegliere parole chiave con bassa competitività e un alto tasso di ricerca (ovvero quelle parole che non hanno molta concorrenza ma che vengono cercate frequentemente sul web).

Ottimizzazione SEO on-page

Una volta stabilite le parole chiave su cui lavorare dovrai passare alla fase dell’ottimizzazione on-page, ovvero a quelle operazioni da eseguire direttamente sul tuo sito web. Scrivi articoli che, prima di tutto, siano originali e interessino all’utente in carne ed ossa.

Ovviamente questi dovranno contenere le keywords che hai scelto nella prima fase, ma in che modo?

Ecco sfatati alcuni miti sull’utilizzo delle keywords nei contenuti testuali, ma anche sul posizionamento in genere:

Bisogna ripetere il maggior numero di volte possibile le parole chiave nel corpo del testo per posizionarsi bene nei motori di ricerca;

Solo gli ingegneri informatici sono in grado di migliorare il posizionamento di un sito web;

Bisogna riempire il meta tag keywords di parole chiave;

I siti per posizionarsi bene devono avere almeno 100 pagine.

Ecco, tutte queste informazioni sono assolutamente errate. Per migliorare il posizionamento del tuo sito tramite l’ottimizzazione on-page, infatti, è essenziale saper scrivere. L’inserimento delle keywords, infatti, deve avvenire, ovviamente, ma basta ripetere la parola chiave tre volte all’interno del corpo dell’articolo, una volta nel titolo e una nel sottotitolo.

Inserire troppe parole chiave, infatti, non fa altro che aumentare le possibilità che il tuo sito web venga penalizzato da Google. Quindi sì all’utilizzo delle parole chiave ma in maniera sensata, fluida e soprattutto tenendo bene a mente che il destinatario finale rimane sempre l’utente in carne ed ossa e non il motore di ricerca.

Se piacerai all’utente reale piacerai anche a Google e agli altri motori di ricerca. Tienilo bene a mente! Cerca, quindi, di scrivere sempre ciò che i tuoi potenziali clienti potrebbero voler leggere e non aver paura di scrivere troppo: Google apprezza gli articoli di molte parole.

È difficile sfuggire alla tentazione di utilizzare “trucchetti” per piacere al motore di ricerca, ma ormai questi sono diventati esperti quasi come gli utenti in carne ed ossa e per questa ragione è fondamentale dedicare del tempo alla realizzazione di contenuti di qualità e realmente interessanti.

Ottimizzazione SEO Off-page

Una volta terminata l’ottimizzazione on-page potrete dedicarvi a quella off-page, grazie soprattutto alla link building, ovvero alla creazione di link esterni, che rimandino al tuo sito web.

Come ti ho già anticipato, infatti, uno dei criteri che Google prende in considerazione per attribuire le posizioni nei risultati di ricerca è l’autorevolezza di un sito web. E come?

Per il motore di ricerca essere citato da molti siti che trattano lo stesso argomento è indice di autorevolezza nel campo e, per questa ragione, il sito in questione merita una posizione migliore rispetto ad altri.

Il sito linkante, però, deve essere attinente, altrimenti il link non verrà preso in considerazione da Google, inoltre deve provenire da un sito di buona qualità. È ovvio che Google non metterà mai alla stessa stregua un link proveniente dal New York Times e uno proveniente, invece, da un blog amatoriale.

Una buona strategia per creare link è l’inserimento nelle directory. Ma qui dobbiamo sfatare un altro falso mito: non bisogna inserire il proprio sito in tutte le directory possibili, ma solo in quelle attinenti al proprio settore.

Un'altra ottima strategia è la creazione di articoli, simili a quelli inseriti sul vostro sito durante la fase dell’ottimizzazione on-page, ma da inserire sui siti di comunicati stampa con al loro interno link di rimando al vostro.

Infine, come ti ho già accennato, il guest blogging, rimane tra le varie soluzioni quella che preferisco, verificando ovviamente che il link non venga inserito in modalità “no-follow”, il che renderebbe totalmente vano l’inserimento in questione e prediligendo siti attendibili e di qualità.

Conclusioni

Siamo, dunque, giunti alla fine della nostra guida su come indicizzare un sito su Google. Nelle righe precedenti abbiamo visto come svolgere questa operazione, ma anche come procedere all’indicizzazione su Bing e Yahoo e alcune nozioni preliminari sul posizionamento.

Come puoi vedere c’è molta confusione sul web su questi argomenti e bisogna stare molto attenti a non cadere in alcuni fastidiosi trabocchetti. Per questa ragione ho ritenuto importante fornirti un piccolo riepilogo:

  1. Indicizzare un sito è del tutto gratuito e non occorre un esperto per farlo (non pagare nessuno solo per l’indicizzazione del tuo sito web!);
  2. L’indicizzazione su Google è diversa dal posizionamento. La prima si occupa di far rientrare un sito web nell’indice di Google e degli altri motori di ricerca. La seconda di migliorare la posizione di un sito all’interno dei risultati di ricerca in relazione ad una data parola chiave (ovviamente non ci può essere posizionamento senza indicizzazione);
  3. L’indicizzazione non è immediata, ma bisogna attendere da alcune ore a settimane, a seconda delle operazioni messe in pratica (indicizzazione manuale, inserimento dell’URL su Google, Link building, Creazione di Social, Yoast Seo, etc.);
  4. Se hai seguito tutte le operazioni indicate in questa guida ma il tuo sito non è ancora stato indicizzato ti consiglio di tornare a verificare i prerequisiti per l’indicizzazione di un sito o di controllare le linee guida di Google perché il tuo sito web potrebbe non rientrarvi;
  5. Indicizzare il proprio sito web su 1000 motori di ricerca diversi grazie all’utilizzo di costosi software non serve assolutamente a nulla;
  6. Per migliorare il posizionamento di un sito web non bisogna esagerare con le parole chiave ma bisogna, invece, concentrarsi sulla loro scelta e sulla scrittura di contenuti freschi, originali e interessanti;
  7. Non bisogna mai copiare da altri siti web, perché Google potrebbe non indicizzare il vostro sito o penalizzare il vostro posizionamento;
  8. Non bisogna mai perdere di vista l’utente in carne ed ossa come destinatario del sito web;
  9. La link building deve essere effettuata su siti che trattino argomenti simili al sito web in questione. Link non attinenti non vengono presi in considerazione da Google.

Ecco, dunque, una breve sintesi dei concetti principali che dovrai tenere a mente durante l’indicizzazione su Google e il posizionamento del tuo sito web. Ricorda che il lavoro sul testo è assolutamente fondamentale e che Google, ormai, è diventato particolarmente abile nel riconoscere i siti di qualità e quelli, invece, costruiti solo per ingannare il motore di ricerca.

Con la dovuta attenzione e provando e riprovando potrai, non solo indicizzare il tuo sito web, ma migliorarne il posizionamento in maniera significativa grazie a questi consigli. In alternativa potrai affidarti ad un esperto SEO per quanto riguarda il posizionamento, verificandone, però, con attenzione le competenze e sincerandoti che il suo lavoro si basi sulle tre fasi che ti ho esposto (ovvero scelta delle parole chiave, ottimizzazione on-page e ottimizzazione off-page) e non su trucchetti alternativi che potrebbero addirittura penalizzare il tuo sito web agli occhi di Google o degli altri motori di ricerca.

Ricorda che la qualità paga in ogni campo e, dato che Google vuole offrire ai propri utenti una buona esperienza, lavorare in maniera attenta e cercando di offrire standard qualitativamente alti ai tuoi clienti attraverso la scrittura e la selezione dei contenuti, sarà il primo passo che ti porterà ad avere successo sul web e a raggiungere una buona fetta di potenziali clienti.

matt-cutts-nofollow

Cos’è il Nofollow

Google sta invitando sempre più spesso ad utilizzare il comando “nofollow” per i link in uscita. Parlo di questo argomento nel mio corso SEO online, ma ho deciso di approfondirlo anche qui sul blog. Nella prima parte dell’articolo c’è un riassunto della situazione, mentre nella seconda parte le mie considerazioni personali su come questo influisce il lavoro di posizionamento dei siti web. buona lettura! 🙂

Per quanto riguarda il posizionamento su Google, il motore di ricerca considera ogni link proveniente da un sito web A e diretto a un sito web B come un voto. A parità di altre condizioni (struttura, velocità, contenuto, ottimizzazione, ecc) un sito con più link di qualità (quindi più voti) ottiene maggiore visibilità sulla rete.

Esperienza Utente e SEO: Come Soddisfo Entrambi con il Mio Menu di Navigazione?

Oggi, con un case study, voglio mostrare i risultati ottenuti in pochi giorni su un sito al quale ho lavorato, grazie alla modifica della struttura del menu di navigazione.

Parliamo di un aumento del 416,5% ottenuto in 4 mesi.

Ora ti mostrerò come ho ottenuto questo risultato agendo sulla struttura di un sito: in particolare sul suo menu di navigazione.

Quando si progetta un sito bisogna tener conto di 2 fattori, che devono andare a braccetto: ottimizzazione SEO ed esperienza dell’utente (la cosiddetta UX).

velocizzare sito wordpress lento

La Guida Completa per Velocizzare al Massimo il tuo Sito WordPress

In questo articolo ti spiegherò come velocizzare WordPress, per renderlo superveloce, con una guida completa passo-passo completa di case study.

Sto infatti per mostrarti i risultati che ho ottenuto su questo blog eseguendo proprio le istruzioni che sto per darti.

Migliorare un sito WordPress lentissimo sarà semplice con questa guida.

Come spiego nelle mie lezioni sul posizionamento su Google, Google conosce bene le performance di velocità dei siti, ed è pertanto opportuno tenere questo fattore in considerazione, soprattutto se il tuo è sito lento.

Velocizzare un sito web WordPress (anche Woocommerce) porta a un piccolo miglioramento del ranking e dele posizionamento, in quanto è un fattore di ranking per Google.

Pertanto, come spiegato anche nel mio corso SEO online, è importante ottimizzare il sito web rendendolo quanto più veloce possibile.

Velocizzare un sito WordPress è un passaggio che implemento per ogni progetto al quale collaboro. Oggi voglio quindi proporti un case study che ha come oggetto di studio JFactor.it stesso: ti mostro come aumentare la velocità di un sito passo dopo passo.

Il blog che stai leggendo utilizza il CMS WordPress, di gran lunga il più diffuso e utilizzato della rete.

Abbiamo preparato un dettagliato corso wordpress, e in questa guida ti mostra tutti i passi da seguire per aumentare al massimo la velocità del tuo sito wordpress.

tavola periodica seo

La Tavola Periodica 2015

Search Engine Land ha pubblicato la tavola periodica dei fattori SEO 2015.

Si tratta di un tentativo (piuttosto riuscito e apprezzabile) di sintetizzare i principali elementi che permettono di posizionarsi bene su Google. Trovi qui sopra la tavola (per scaricarne il pdf clicca qui).

In questo articolo voglio mostrarti come leggere la tavola, e dare una panoramica sui principali fattori che Google usa per posizionare i siti web.

Come Leggere la Tavola

Ecco come leggere la tavola, più una breve disamina degli elementi costituenti.

Innanzitutto la tavola è divisa in due parti, On the page SEO (riguardante quindi gli elementi propri del sito web) e Off the page Seo (riguardante gli elementi esterni al sito)

Gli elementi, ovvero i fattori SEO, sono inoltre suddivisi in 7 categorie, 3 delle quali relative all’On Page e 4 all’Off Page.

Perchè Alcuni Link Non Ci Aiutano con la SEO su Google?

Oggi prendo spunto da un articolo di Moz.com. L’argomento è la link building, una delle tematiche mie preferite, oltre che una delle più apprezzate su JFactor 🙂

I link come sappiamo sono uno dei fattori di ranking più determinanti per la SEO, secondi per importanza solo all’ottimizzazione SEO OnPage.

E’ quindi importante fare una link building di qualità, che portino al nostro blog una maggiore visibilità. I fattori da considerare come già visto qui sono numerosi, e oggi voglio soffermarmi sui fattori che potrebbero renderli poco efficaci.

Vediamo quindi perchè alcuni link potrebbero non aiutare il nostro sito a posizionarsi su Google, e impariamo come valutare i link migliori, dato che sono molto importanti nella SEO.

Mobile Friendly Update

Negli ultimi anni la quantità di traffico che i siti ricevono da smartphone e tablet sta aumentando a vista d’occhio.

Per questo ogni buon webmaster che si rispetti deve avere un occhio di riguardo alla resa mobile del proprio blog. Ora anche Google ci ricorda questo aspetto: negli USA infatti è già diventata realtà l’etichetta per siti “mobile friendly”.

Questa è attiva quando effettuiamo una ricerca dal nostro cellulare, e mostra chiaramente all’utente quali dei siti web presenti nelle pagine di ricerca sono ottimizzati per dispositivi portatili, in maniera tale da offrire una migliore user experience.

long tail keywords per generare più traffico

Effetto Long Tail Keywords: la Maggior Parte del Traffico Proviene da Qui

In questo articolo parlo di un argomento molto pratico, su cui mi soffermo nella pagna sul posizionamento su Google di JFactor.it: come sfruttare parole chiave con concorrenza bassissima per ottenere un gran numero di visite da Google!

Come Usare il Keyword Planner

Quando vogliamo aumentare il traffico dai motori di ricerca possiamo utilizzare il Keyword Planner per individuare parole chiave che hanno un numero di ricerche mensili adeguato.

Per esempio, stiamo lavorando a un sito di giocattoli. Con il suddetto strumento scopriamo che la parola, appunto, “giocattoli” ha 12100 ricerche mensili.

Ascoltare le Voci Ufficiali di Google Non E’ Sempre un Bene

John Mueller, voce ufficiale e Webmaster Trends Analyst di Google, ha rilasciato pochi giorni fa una dichiarazione di quelle che hanno colpito il mondo del posizionamento su Google e della SEO.

Gli è stato chiesto: “is link building in anyway way good?”. In pratica gli è stato domandato se la link building possa essere una cosa buona, se c’è un modo approvato da Google per crearsi i link per il proprio sito. La risposta è quella che ben possiamo immaginare: “In genere la eviterei. Assicurati che i tuoi contenuti siano semplici da condividere per gli altri utenti. Google usa moltissimi fattori oltre ai link per posizionare siti web, e creare link da sè può portare più problemi che altro al tuo sito”.

Questa è la risposta, tradotta più o meno liberamente, che ci è stata offerta.

google penguin update

Google Penguin Update: Attento ai Tuoi Link

Ogni SEO navigato conosce bene il Google Penguin Update: si tratta di un filtro di Google che ha l’obiettivo di individuare i siti web spammosi e appioppar loro spesso pesanti penalizzazioni Google. Insieme a Panda è certamente il più famoso dei filtri applicati dal motore di ricerca.

Mentre Panda si concentra maggiormente sulle caratteristiche onpage del nostro blog (qui un esempio di sito depenalizzato), però, l’attenzione di Penguin è concentrata prevalentemente sui link in entrata del nostro sito. Ecco perchè nel mio corso SEO online mi soffermo su entrambi questi importanti aspetti.

A tal proposito sono principalmente due le variabili da tenere in considerazione: