Come Indicizzare un Sito su Google Passo Passo [VIDEO]

Come indicizzare un sito su Google

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Come indicizzare un sito su Google:

  1. Metti online il tuo sito web
  2. Assicurati che il sito sia scansionabile da Googlebot
  3. Crea un account Google
  4. Aggiungi nella Search Console la proprietà del sito web

Hai un sito web o vorresti crearne uno, e vuoi farti trovare dai tuoi clienti su Google?

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Ciao, sono Filippo Jatta, posiziono siti web da 8 anni.

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Ecco alcuni dei miei lavori:

  1. JFactor.it (blog), il mio sito, in prima pagina per "prima pagina su google", "posizionamento su google" ecc
  2. NutrizioneSuperiore.it (blog): prima pagina per "dieta vegana", "alimentazione vegana", ecc
  3. SanteNaturels.it (e-commerce): prima pagina per "argento colloidale" e termini correlati
  4. SindyBomboniere.it (e-commerce): prima pagina per "bomboniere online", "bomboniere economiche", ecc
  5. DentistaBari.org (business locale): prima pagina con sito e mappe per "dentista bari", "dentista low cost bari", "implantologia bari" ecc
  6. Italia-Film.gratis (portale): sito streaming da 200mila visite al giorno, in prima pagina per qualunque ricerca sullo streaming.

Ecco cosa troverai nei 4 video:

  • Video 1: Scegli le migliori parole chiave per le quali apparire in prima pagina
  • Video 2: Ottimizza il tuo sito web per renderlo perfetto agli occhi di Google
  • Video 3: Inizia subito a rendere il tuo sito autorevole con la link building
  • Video 4: Scopri il mio Metodo Completo

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Sei su Internet e non riesci a trovare sui motori di ricerca il tuo sito web? Bene, probabilmente il tuo sito potrebbe non essere stato indicizzato. Ma che significa “indicizzazione su Google”? Come si indicizza un sito web? E che differenza c’è tra posizionamento e indicizzazione su Google?

Nelle prossime righe risponderò a tutte queste domande, facendo un po’ di chiarezza sull’argomento e soprattutto indicandoti come indicizzare un sito su Google.

Per riuscire ad aggiornare quotidianamente l’enorme bacino di siti internet disponibili sul web, Google si avvale di software chiamati crawler, tra i quali avrai probabilmente sentito nominare il Googlebot, ovvero il crawler più conosciuto al momento. I software in questione scansionano il web periodicamente, seguendo i link e arrivando alle pagine ad essi correlati.

Le pagine che vengono effettivamente ritenute di qualità da Google, vengono inserite nel suo indice e, di conseguenza, compaiono nella lista dei risultati. Al contrario i siti che non rispettano le linee guida del motore di ricerca non passano “l’esame” e non rientrano nella SERP. Il motore di ricerca, infatti, desidera offrire ai propri utenti il miglior risultato possibile e questa è la ragione per cui alcuni siti e pagine vengono indicizzati e altri no.

Un sito web non indicizzato è più o meno il corrispettivo di un telefono di cui nessuno conosce il numero. Se il tuo sito web non compare nei risultati di ricerca, dunque, non disperare. Non sei l’unico.

Una possibile ragione potrebbe risiedere nel tag meta robots noindex. Questo comando, infatti, richiede esplicitamente ai motori di ricerca di non indicizzare la pagina web in questione.  Sebbene questa possa essere una possibile e molto probabile motivazione, non è l’unica.

Ma prima di analizzare le cause che impediscono al tuo sito di essere indicizzato, occorre fare un’accurata distinzione tra indicizzazione e posizionamento, due termini molto diversi tra loro che, tuttavia, possono essere spesso confusi.

Un sito indicizzato, infatti, non è assolutamente un sito che si trova in prima pagina su Google, ma semplicemente uno che rientra nell’indice del motore di ricerca a prescindere dal ranking (e dunque a prescindere se si trovi alla prima o all’ultima pagina di risultati inerenti ad una data parola chiave).

Quindi indicizzare un sito su Google è diverso da posizionarlo.

Per riuscire ad ottenere traffico organico, infatti, un sito deve seguire tre step:

  1. La scansione, ovvero l’analisi effettuata dai crawler;
  2. L’indicizzazione, ovvero l’immissione da parte del motore di ricerca all’interno della SERP;
  3. Il ranking, ovvero il valore e l’attinenza a determinate keywords che viene attribuito al sito in questione da parte di Google.

In aggiunta a questo è importante che tu sappia che l’indicizzazione riguarda ogni singola pagina. In poche parole non è detto che nel momento in cui la homepage del tuo sito sia stata indicizzata valga lo stesso per le altre.  L’indicizzazione riguarda ogni singolo URL.

Al contrario il posizionamento è decretato da un algoritmo che ordina le varie pagine in relazione all’attinenza alle parole chiave cercate dagli utenti e alla qualità dei contenuti presenti al loro interno.

In poche parole l’indicizzazione rappresenta la base, il primo passo senza il quale il posizionamento non sarebbe nemmeno possibile. Quest’ultimo, invece, riguarda l’abilità di far arrivare il proprio sito web in cima ai risultati di ricerca inerenti alle parole chiave di proprio interesse su Google o altri motori di ricerca.

Bene, ma adesso torniamo a far chiarezza su come indicizzare un sito su Google. Ti parlerò solo in un secondo momento di alcune tecniche di posizionamento utili per migliorare la tua visibilità sul web. Supponiamo che il tuo sito rientri in quella parte consistente di siti o pagine che non sono stati indicizzati da Google. Cosa fare? Ma soprattutto quanto costa far indicizzare un sito web?

Molti clienti mi pongono questa domanda e si stupiscono ogni volta che fornisco la risposta, ovvero: assolutamente nulla. L’indicizzazione, infatti, non viene operata dagli esperti SEO, ma viene effettuata dai motori di ricerca, ovviamente in maniera totalmente gratuita.

Se il tuo sito, dunque, ha la necessità di essere indicizzato, ecco il procedimento da seguire.

Come funziona l’indicizzazione su Google

Come ti ho già anticipato, indicizzare un sito significa far sì che rientri tra i risultati nei motori di ricerca. Ma come funziona l’indicizzazione da un punto di vista tecnico?

Cercherò di spiegartelo con un esempio. Immagina un’enorme biblioteca nel quale, ogni giorno, persone portino nuovi libri. Il capo della biblioteca vuole che nei suoi scaffali rientrino solo libri di qualità e, per questa ragione, ogni volta che arriva una nuova proposta, la valuta con attenzione, verificando che abbia i requisiti che desidera. Sarà questo il criterio secondo il quale il bibliotecario deciderà di inserire il nuovo libro nei suoi scaffali o meno.

Accade esattamente la stessa cosa con i siti web. Google, in questo caso, è il bibliotecario e i siti internet, i nuovi libri che vengono portati quotidianamente nella libreria. L’analisi della qualità dei siti web viene, quindi, effettuata grazie agli spider o crawler, che sono programmi automatici che individuano dati per comprenderne la qualità e inviano i dati raccolti per organizzarli in base all’attinenza alle parole chiave e per attribuirgli un rank, ovvero una sorta di punteggio che ne determina la posizione.

Il risultato derivante da queste operazioni è la SERP di Google come ci appare quando effettuiamo una qualsiasi ricerca.

Come indicizzare un sito su Google: i prerequisiti che deve avere un sito web per essere indicizzato

Come ti ho già accennato, Google non indicizza tutti i siti presenti nell’enorme bacino del web, ma opera una selezione basata su alcuni criteri. Prima, dunque, di mettere in pratica i passaggi che ti separano dall’indicizzazione del tuo sito web su Google è necessario verificare alcuni requisiti.

  1. Affinché i crawler possano scansionare il tuo sito web, è necessario che il file robots.txt non gli impedisca l’accesso. Verifica, dunque, che la direttiva User-agent non sia in modalità “Disallow”. Se, infatti, il file robots.txt contiene un codice di questo tipo “User-agent: * Disallow: /” dovrai eliminare il blocco andando su Yoast Seo, cliccando su “Strumenti” e poi su “Modifica file”. Il Robots.txt va sostituito con User-agent: *Disallow: /wp-admin/.

Se non utilizzi WordPress potrai fare la stessa cosa ma manualmente, accedendo alle cartelle del tuo sito tramite FTP, aprendo il file robots.txt e modificandone il testo. Per mettere in atto questa operazione ti consiglio di utilizzare il software Filezilla, che ti permette, dopo aver scaricato il programma e aver inserito i dati per accedere, di aprire la cartella principale del tuo sito, individuando il file robots.txt e sovrascrivendolo con la nuova dicitura.

 

  1. Lo stesso vale per la meta tag robots noindex. Come ti ho già anticipato, infatti, questo è l’errore più comune che impedisce ad un sito web di essere scansionato. Per verificare questo dato ti basterà analizzare il codice HTML delle pagine del tuo sito web e cercare, premendo sulla tua tastiera la combinazione ctrl+f, la parola chiave “noindex”.

 

  1. Le pagine del tuo sito per essere scansionate non devono avere un’intestazione HTTP X Robot Tag noindex. Questa caratteristica può essere verificata grazie all’ausilio di software gratuiti come URLs Match e HTTP Header Reader.

 

 

  1. Lo status code delle pagine del tuo sito deve essere 200. Per verificarlo puoi ricorrere a Screaming Frog o Visual SEO. In alternativa puoi ricorrere ad estensioni di Chrome come Redirect Path e Link Redirect Trace.

 

  1. Il contenuto delle tue pagine deve essere originale, altrimenti durante il processo di verifica di Google, se questo contiene testo duplicato per una percentuale maggiore al 30% il motore di ricerca ne bloccherà la scansione impedendone così l’indicizzazione. Il mio consiglio, dunque, è quello di far scendere la percentuale di contenuti duplicati a 0! Ricorda che Google si impegna per offrire contenuti di qualità agli utenti del web.

Indicizzazione su Google: gli step da seguire

Come indicizzare un sito su Google dopo aver eseguito queste verifiche? Bene, ora potrai passare direttamente alle operazioni che ti permetteranno di indicizzare il tuo sito, permettendoti così di iniziare ad ottenere traffico organico, aumentare la tua visibilità e acquistare nuovi clienti.

Come prima cosa, dunque, dovrai creare un account Gmail, che ti permetterà di registrare il tuo sito web nella Google Search Console, ma anche di accedere ad altri servizi che ti potranno tornare utili. L’operazione è molto semplice e del tutto gratuita.

Dopodiché potrai dedicarti alla creazione della Sitemap, un documento in formato XML contenente una lista con tutte le pagine del tuo sito web. La Sitemap è particolarmente utile nel processo di indicizzazione, affinché il motore di ricerca abbia un’idea chiara di tutte le pagine presenti all’interno del tuo sito web e non trascuri la scansione di nessuna di queste (che potrebbe succedere soprattutto per immagini, video, etc.).

Se utilizzi WordPress, dunque, il mio consiglio è di utilizzare il plugin di Google XML Sitemaps. Una volta scaricato e attivato il plugin, troverai sulla bacheca di WordPress la voce XML Sitemap. Questo strumento ti permetterà di generare in maniera automatica la Sitemap del tuo sito web e di inviare aggiornamenti a Google, qualora vengano create nuove pagine.

In alternativa puoi creare la tua sitemap sul sito https://www.xml-sitemaps.com/ e puoi inserirla manualmente.

Una volta creata la sitemap, seguendo uno dei due procedimenti che ti ho esposto, potrai passare, grazie al tuo Google account, a sfruttare la Search Console che potrai trovare al seguente link: https://www.google.com/webmasters/tools/home?hl=IT

Clicca su Scansione, poi su Sitemap e poi su AGGIUNGI/TESTA SITEMAP. A questo punto inserisci l’URL della tua sitemap e clicca “Invia”.

Dopodiché, sempre sulla Search Console, seleziona nella barra laterale a sinistra l’opzione “Scansione” e poi “Visualizza come Google”. A questo punto inserisci singolarmente le pagine che desideri indicizzare, partendo dalla homepage, clicca su RECUPERA E VISUALIZZA e, una volta terminato il caricamento, sull’url inviato per vedere il risultato della scansione. Una volta terminato l’inserimento procedi con l’invio della richiesta di indicizzazione su Google, ricordandoti di spuntare la casella “Non sono un robot” e selezionando la voce “Esegui la scansione di questo URL e dei relativi link diretti”. Ti consiglio, inoltre, di partire in questo modo con la scansione della home page e di effettuare la stessa operazione per ogni singola pagina, cliccando per queste su “Esegui la scansione solo di questo URL”.

Come capire se l’indicizzazione è stata eseguita correttamente

A questo punto dovreste essere ad un passo dal vedere il vostro sito web indicizzato su Google. Ma come fare a capire se l’indicizzazione su Google è stata eseguita correttamente?

In teoria se il tuo robots.txt non ha bloccato la scansione e se hai sia inviato la scansione che segnalato le pagine a Google dovresti vedere il tuo sito indicizzato nel giro di 24, massimo 48 ore.

Trascorso questo intervallo di tempo puoi andare su Google e digitare la seguente formula:

site:ilmiodominio.it

Inutile dirti che al posto di “ilmiodominio.it” dovrai inserire l’URL principale del tuo sito web. Se questo è  tra i risultati allora significa che finalmente il tuo sito web è stato indicizzato da Google. Per di più, se hai impostato correttamente la Search Console, inizierai a ricevere notizie e aggiornamenti (ulteriore indizio che l’indicizzazione sia andata a buon fine).

Quali sono i tempi di indicizzazione di un sito web?

Come indicizzare un sito su Google rapidamente? I tempi di indicizzazione di un sito web su Google variano in base alle operazioni che si mettono in pratica per conseguire questo obbiettivo. Se ti affidi il caso (perché come ti ho già anticipato spesso e volentieri Google scansiona e indicizza i siti in maniera automatica) potrebbe volerci una settimana o poco più.

Se, invece, hai seguito il procedimento che ti ho indicato in relazione al caricamento della sitemap ci vogliono alcuni giorni o, persino, una settimana.

Se hai seguito anche lo step aggiuntivo relativo alla Google Search Console e allo strumento “visualizza come Google” in alcuni casi ci vogliono addirittura poche ore.

Infine se ti affidi ai servizi di aggiornamento di Wordopress come Yoast Seo, anche in questo caso potrebbero volerci poche ore.

Indicizzazione su Google: i metodi alternativi

Ti ho già prospettato svariate opzioni per “aiutare” Google ad indicizzare il tuo sito. Eppure esistono anche altri metodi, di cui ti parlerò in questo paragrafo, ovvero l’utilizzo dei link e la condivisione sui social network.

Lo spider di Google, infatti, utilizza i link per esplorare il web e trovare nuovi siti internet. Di conseguenza essere linkati da altri siti web, ovviamente possibilmente di valore, può aiutare ad accelerare l’indicizzazione, ma anche a migliorare il posizionamento del tuo sito web (in seguito ti spiegherò meglio perché).

Come indicizzare un sito su Google tramite le citazioni e i link da altri siti. Il mio consiglio, quindi, è di iniziare sin da subito a fare attività di guest blogging, ospitando link di altri siti web e assicurandoti che facciano lo stesso con il tuo. Google, infatti, considera più attendibili i siti che ricevono link da siti esterni e ne migliora il posizionamento all’interno dei risultati di ricerca.

N.B. È importante che il sito dal quale proviene il link sia prima di tutto indicizzato (altrimenti l’operazione risulterebbe nulla sia ai fini dell’indicizzazione che del posizionamento), ma anche di buona qualità.

Per quanto riguarda i social network vale, più o meno, la stessa logica dei link. Condividere il tuo sito web sui social, infatti, aprirà una sorta di canale preferenziale per la scansione da parte dei crawler di Google.

Il mio consiglio in questo caso, dunque, è di sfruttare al meglio le possibilità offerte dai social e di creare account su Facebook, Instagram, Twitter, Google +, etc. Sebbene, infatti, i social network non vengano considerati da Google per il posizionamento, tuttavia possono essere utili per velocizzare l’indicizzazione e compaiono, comunque, tra i primi risultati di ricerca (il che può aiutare l’utente reale ad acquisire maggiori informazioni su voi e sulla vostra attività).

In sintesi Google non garantisce che un sito web sia necessariamente indicizzato, ma le strategie che ti ho indicato, ovvero l’invio della sitemap, l’inserimento dell’URL e la creazione di backlink o profili social, può aumentare le tue probabilità che questo avvenga e accorciarne le tempistiche.

Ricorda, però, che è fondamentale che i contenuti del tuo sito web siano di qualità e che non siano copiati da altri siti. Questi requisiti sono fondamentali e non si può assolutamente prescindere da questi.

Aiutare l’indicizzazione: alcune attività consigliate

Ricapitoliamo, dunque, insieme le azioni che aiutano Googlebot a trovare un sito web:

  1. Registrazione alla Search Console di Google (nel caso di Bing e Yahoo varrà la registrazione ai Webmasters Tool di questi motori di ricerca);
  2. Creazione della sitemap su Yoast SEO o su Google XML Sitemaps e invio della stessa su Google Search Console;
  3. Utilizzo della funzione “Visualizza come Google”, tramite la quale procedere all’invito a Googlebot a visitare le varie pagine del proprio sito web;
  4. Creazione di backlink, anche tramite l’iscrizione a directory tematiche come Yelp, Foursquare, Hotfrog, etc.
  5. Condivisione del proprio sito web sui principali social network e pubblicazione di video relativi alla propria attività su Google.

In aggiunta a queste indicazioni già fornite nei capitoli precedenti è utile anche:

  1. Compilare il form di segnalazione di un sito a Google;
  2. Richiedere a parenti o amici, link al tuo sito web, accompagnati da articoli originali e di qualità;
  3. Partecipare a forum tematici dove inserire contributi utili nelle discussioni, accompagnandoli con link al tuo sito web (senza spammare).

Indicizzare un sito su Bing e Yahoo

Abbiamo visto come fare per indicizzare un sito su Google. Ma vale la stessa logica per gli altri motori di ricerca? Sebbene Google, infatti, sia il leader del settore, l’indicizzazione su Bing e Yahoo può comunque ritenersi utile, soprattutto per coloro che si rivolgono al mercato oltreoceano, dove questi motori di ricerca hanno una buona percentuale di utilizzo, seppure comunque minore rispetto al colosso.

Ogni motore di ricerca, come Google, ha una pagina dedicata alla richiesta di indicizzazione su Google.

Ecco il link per la richiesta di indicizzazione su Yahoo e Bing: http://www.bing.com/toolbox/submit-site-url

Recentemente, infatti, i motori di ricerca hanno fuso il loro indice e si può accedere ai loro servizi con un unico account. Sulla pagina in questione, dunque, per prima cosa va inserito l’URL del tuo sito e bisogna inviare la richiesta.  Ovviamente, prima di farlo, dovrai creare un account Microsoft se non ne sei ancora in possesso.

Vai, dunque, sotto il tuo sito su Bing Webmaster Tools e clicca in “Dashboard” e poi su “Submit URL”. Dopodiché inserisci il tuo URL e clicca su invia.

Per quanto riguarda Bing e Yahoo considera che si può inviare l’URL un massimo di 50 volte al mese e solo 10 volte al giorno. Per questa ragione ti consiglio di evitare, per quanto possibile, invii sequenziali ma, piuttosto, di inviare il sito a Yahoo e a Bing una volta modificata la struttura del sito in maniera più o meno definitiva.

Indicizzazione gratuita in 1000 motori di ricerca: cos’è? Serve davvero?

Navigando sul web ho notato l’attività di svariate agenzie che propongono ai clienti l’indicizzazione in 1000 motori di ricerca. Ma a cosa serve realmente?

Onestamente non riesco a dare una risposta nel concreto a questa domanda, dato che ritengo che ognuno di noi non effettui le sue ricerche su 1000 motori di ricerca, ma si limiti ad utilizzare quelli più apprezzati e diffusi.

Solitamente questo servizio viene offerto in maniera gratuita o poco più semplicemente per raccogliere email, che nel giro di poco tempo vengono riempite di messaggi spam.

Tra l’altro, se dovesse bastare questo tipo di inserimento per aumentare la visibilità di un sito perché gli onorari di un posizionatore SEO varierebbero da 1000 a 10000 euro?

La verità è che c’è molta confusione in questo campo e tanti confondono l’indicizzazione con il posizionamento su Google. La prima consiste solo nell’inserimento nell’indice dei motori di ricerca, che certo è un passo importante ma solo preliminare.

È attraverso il posizionamento che si riesce a guadagnare la prima posizione sui risultati di ricerca correlati alle keyword di proprio interesse. Ammesso, ovviamente, che vi affidiate ad un SEO esperto ed onesto.

In alcuni casi, infatti, accade che il sito del cliente arrivi al primo posto molto velocemente in relazione alle keyword desiderate, ma che poi precipiti irrimediabilmente quando si decide di smettere di pagare l’agenzia o il posizionatore in questione.

Come mai?

Alcuni SEO utilizzano la “link popularity” per aumentare l’autorevolezza del sito web del cliente, inserendolo su moltissimi siti web di propria proprietà che trattino un argomento affine, il che decreta il raggiungimento delle prime posizioni in poco tempo.

In questo caso il sito in questione perde posizione quando si smette di pagare il canone perché i link in questione vengono eliminati.

Ovviamente e per fortuna questo modo di agire non è la regola e io ti consiglio, piuttosto, di affidarti ad un SEO che lavori in maniera approfondita sul tuo posizionamento per farti raggiungere risultati in maniera progressiva e mantenerli a lungo nel tempo.

Posizionamento SEO: come funziona?

Abbiamo, dunque, affrontato in maniera completa l’argomento indicizzazione e non ci resta che passare a capire come posizionare un sito su Google. Nelle prossime righe ti spiegherò come funziona e ti stupirà sapere che alcune delle tecniche in questione possono essere messe in pratica anche seguendo la logica del “Fai da te”.

Se dopo aver indicizzato il tuo sito web, infatti, questo compare solo nella terza o quarta pagina dei risultati di ricerca significa che hai bisogno di una spinta, ovvero di un accurato lavoro di posizionamento.

 

Lavorare sulle singole pagine e non sul sito nel suo insieme

L’indicizzazione, ma anche il posizionamento sui motori di ricerca, avviene sulle singole pagine e non nel sito nel suo insieme. Non occorre, infatti, avere siti di 100 pagine che parlino dello stesso argomento per essere primi su Google, ma al contrario si possono avere 100 pagine che parlino, invece, di argomenti diversi o che siano posizionate per keywords diverse tra loro.

Supponiamo che un sito abbia 100 pagine che trattino tutti argomenti diversi tra loro, senza un filo conduttore. Sarà possibile trovarlo in prima pagina cercando parole chiave molto diverse tra loro.

Questo significa che per ogni pagina andrà fatto un lavoro di ricerca sulle parole chiave diverso. La ricerca delle keyword, infatti, è al primo posto delle operazioni di posizionamento e ti spiegherò come.

Ricerca delle parole chiave

Come indicizzare un sito su Google e portarlo in prima pagina? Per posizionarsi su Google o sugli altri motori di ricerca devi prima di tutto chiarirti per quali parole chiave desideri farlo. L’utente del web, infatti, arriva ai vari siti web digitando nella barra di ricerca un insieme di parole che prende il nome di parole chiave o keywords.

La scelta delle giuste parole chiave è al primo posto tra le operazioni che bisogna mettere in pratica per migliorare il posizionamento di un sito web. Le regole da seguire in questo caso sono le seguenti:

  • Evitare parole chiave troppo generiche (tipo “occhiali” o “fiori” perché sarà molto difficile posizionarsi per queste dato che avranno una competitività molto alta);
  • Scegliere parole chiave attinenti (dovrai, in poche parole, individuare esattamente le parole chiave che potrebbero portare il cliente potenzialmente interessato sul tuo sito web);
  • Scegliere parole chiave con bassa competitività e un alto tasso di ricerca (ovvero quelle parole che non hanno molta concorrenza ma che vengono cercate frequentemente sul web).

Ottimizzazione SEO on-page

Una volta stabilite le parole chiave su cui lavorare dovrai passare alla fase dell’ottimizzazione on-page, ovvero a quelle operazioni da eseguire direttamente sul tuo sito web. Scrivi articoli che, prima di tutto, siano originali e interessino all’utente in carne ed ossa.

Ovviamente questi dovranno contenere le keywords che hai scelto nella prima fase, ma in che modo?

Ecco sfatati alcuni miti sull’utilizzo delle keywords nei contenuti testuali, ma anche sul posizionamento in genere:

Bisogna ripetere il maggior numero di volte possibile le parole chiave nel corpo del testo per posizionarsi bene nei motori di ricerca;

Solo gli ingegneri informatici sono in grado di migliorare il posizionamento di un sito web;

Bisogna riempire il meta tag keywords di parole chiave;

I siti per posizionarsi bene devono avere almeno 100 pagine.

Ecco, tutte queste informazioni sono assolutamente errate. Per migliorare il posizionamento del tuo sito tramite l’ottimizzazione on-page, infatti, è essenziale saper scrivere. L’inserimento delle keywords, infatti, deve avvenire, ovviamente, ma basta ripetere la parola chiave tre volte all’interno del corpo dell’articolo, una volta nel titolo e una nel sottotitolo.

Inserire troppe parole chiave, infatti, non fa altro che aumentare le possibilità che il tuo sito web venga penalizzato da Google. Quindi sì all’utilizzo delle parole chiave ma in maniera sensata, fluida e soprattutto tenendo bene a mente che il destinatario finale rimane sempre l’utente in carne ed ossa e non il motore di ricerca.

Se piacerai all’utente reale piacerai anche a Google e agli altri motori di ricerca. Tienilo bene a mente! Cerca, quindi, di scrivere sempre ciò che i tuoi potenziali clienti potrebbero voler leggere e non aver paura di scrivere troppo: Google apprezza gli articoli di molte parole.

È difficile sfuggire alla tentazione di utilizzare “trucchetti” per piacere al motore di ricerca, ma ormai questi sono diventati esperti quasi come gli utenti in carne ed ossa e per questa ragione è fondamentale dedicare del tempo alla realizzazione di contenuti di qualità e realmente interessanti.

Ottimizzazione SEO Off-page

Una volta terminata l’ottimizzazione on-page potrete dedicarvi a quella off-page, grazie soprattutto alla link building, ovvero alla creazione di link esterni, che rimandino al tuo sito web.

Come ti ho già anticipato, infatti, uno dei criteri che Google prende in considerazione per attribuire le posizioni nei risultati di ricerca è l’autorevolezza di un sito web. E come?

Per il motore di ricerca essere citato da molti siti che trattano lo stesso argomento è indice di autorevolezza nel campo e, per questa ragione, il sito in questione merita una posizione migliore rispetto ad altri.

Il sito linkante, però, deve essere attinente, altrimenti il link non verrà preso in considerazione da Google, inoltre deve provenire da un sito di buona qualità. È ovvio che Google non metterà mai alla stessa stregua un link proveniente dal New York Times e uno proveniente, invece, da un blog amatoriale.

Una buona strategia per creare link è l’inserimento nelle directory. Ma qui dobbiamo sfatare un altro falso mito: non bisogna inserire il proprio sito in tutte le directory possibili, ma solo in quelle attinenti al proprio settore.

Un'altra ottima strategia è la creazione di articoli, simili a quelli inseriti sul vostro sito durante la fase dell’ottimizzazione on-page, ma da inserire sui siti di comunicati stampa con al loro interno link di rimando al vostro.

Infine, come ti ho già accennato, il guest blogging, rimane tra le varie soluzioni quella che preferisco, verificando ovviamente che il link non venga inserito in modalità “no-follow”, il che renderebbe totalmente vano l’inserimento in questione e prediligendo siti attendibili e di qualità.

Conclusioni

Siamo, dunque, giunti alla fine della nostra guida su come indicizzare un sito su Google. Nelle righe precedenti abbiamo visto come svolgere questa operazione, ma anche come procedere all’indicizzazione su Bing e Yahoo e alcune nozioni preliminari sul posizionamento.

Come puoi vedere c’è molta confusione sul web su questi argomenti e bisogna stare molto attenti a non cadere in alcuni fastidiosi trabocchetti. Per questa ragione ho ritenuto importante fornirti un piccolo riepilogo:

  1. Indicizzare un sito è del tutto gratuito e non occorre un esperto per farlo (non pagare nessuno solo per l’indicizzazione del tuo sito web!);
  2. L’indicizzazione su Google è diversa dal posizionamento. La prima si occupa di far rientrare un sito web nell’indice di Google e degli altri motori di ricerca. La seconda di migliorare la posizione di un sito all’interno dei risultati di ricerca in relazione ad una data parola chiave (ovviamente non ci può essere posizionamento senza indicizzazione);
  3. L’indicizzazione non è immediata, ma bisogna attendere da alcune ore a settimane, a seconda delle operazioni messe in pratica (indicizzazione manuale, inserimento dell’URL su Google, Link building, Creazione di Social, Yoast Seo, etc.);
  4. Se hai seguito tutte le operazioni indicate in questa guida ma il tuo sito non è ancora stato indicizzato ti consiglio di tornare a verificare i prerequisiti per l’indicizzazione di un sito o di controllare le linee guida di Google perché il tuo sito web potrebbe non rientrarvi;
  5. Indicizzare il proprio sito web su 1000 motori di ricerca diversi grazie all’utilizzo di costosi software non serve assolutamente a nulla;
  6. Per migliorare il posizionamento di un sito web non bisogna esagerare con le parole chiave ma bisogna, invece, concentrarsi sulla loro scelta e sulla scrittura di contenuti freschi, originali e interessanti;
  7. Non bisogna mai copiare da altri siti web, perché Google potrebbe non indicizzare il vostro sito o penalizzare il vostro posizionamento;
  8. Non bisogna mai perdere di vista l’utente in carne ed ossa come destinatario del sito web;
  9. La link building deve essere effettuata su siti che trattino argomenti simili al sito web in questione. Link non attinenti non vengono presi in considerazione da Google.

Ecco, dunque, una breve sintesi dei concetti principali che dovrai tenere a mente durante l’indicizzazione su Google e il posizionamento del tuo sito web. Ricorda che il lavoro sul testo è assolutamente fondamentale e che Google, ormai, è diventato particolarmente abile nel riconoscere i siti di qualità e quelli, invece, costruiti solo per ingannare il motore di ricerca.

Con la dovuta attenzione e provando e riprovando potrai, non solo indicizzare il tuo sito web, ma migliorarne il posizionamento in maniera significativa grazie a questi consigli. In alternativa potrai affidarti ad un esperto SEO per quanto riguarda il posizionamento, verificandone, però, con attenzione le competenze e sincerandoti che il suo lavoro si basi sulle tre fasi che ti ho esposto (ovvero scelta delle parole chiave, ottimizzazione on-page e ottimizzazione off-page) e non su trucchetti alternativi che potrebbero addirittura penalizzare il tuo sito web agli occhi di Google o degli altri motori di ricerca.

Ricorda che la qualità paga in ogni campo e, dato che Google vuole offrire ai propri utenti una buona esperienza, lavorare in maniera attenta e cercando di offrire standard qualitativamente alti ai tuoi clienti attraverso la scrittura e la selezione dei contenuti, sarà il primo passo che ti porterà ad avere successo sul web e a raggiungere una buona fetta di potenziali clienti.


filippo.jatta@jfactor.it

Filippo Jatta è consulente SEO per liberi professionisti e imprenditori. Dottore magistrale in Organizzazione e Sistemi Informativi presso l'Università Luigi Bocconi di Milano. Dal 2008 aumenta traffico e visibilità online di blog e ecommerce, posizionando siti web in prima pagina su Google. Offre servizi di posizionamento sui motori di ricerca e corsi SEO, sia base che avanzati.

2 Commenti
  • pasquale
    dicembre 15, 2017 at 7:59 pm

    Ciao,ti ringrazio per la disponibilità. Sarei interessato a visionare i 4 video. Grazie a presto

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