Nell’ultima edizione di AskGoogleWebmasters l’analista di Google, John Mueller, ha spiegato ai webmaster che Google non consente agli editori di attivare e disattivare a loro piacimento l’indicizzazione mobile first.

L’indicizzazione di un sito web su Google con il mobile first è esclusivamente prerogativa di Google.

La questione è sorta in seguito ad una domanda specifica, relativa alla presenza o no di un piano d’inclusione nell’indice mobile first.

In altre parole, hanno chiesto a Mueller se attualmente esiste un piano che consente ai webmaster di essere inclusi nell’indice mobile first o almeno se è possibile rientrare nella rosa dei siti considerati idonei all’inclusione.

Questo perchè alcuni siti non-responsive ritengono che la propria formula mobile sia più SEO-friendly rispetto al sito deskotp.

Mueller ha risposto che certamente resta l’obbiettivo a lungo termine di portare tutti i siti all’indicizzazione mobile first, tuttavia Google non prevede di fornire un opt-in e un opt-out.

Come ben sappiamo l’indicizzazione mobile first è stata annunciata a partire da novembre 2016. Al momento non ha raggiunto tutti i siti e per questo Google porta avanti i suoi test algoritmici per controllare il momento in cui saranno pronti alla formula mobile.

Per determinare se un sito è pronto, Google confronta le versioni mobile e desktop. Quando è sicuro di ritrovare tutto il contenuto, inclusi i dati strutturati e le immagini, allora procede con l’indicizzazione mobile first per quel sito.

Mueller ha voluto chiarire un’altra cosa: quando parliamo di indicizzazione mobile first non dobbiamo confonderla con la mobile friendliness.

Sono due formule distinte. In altre parole, anche i siti che non dispongono di una versione mobile possono essere indicizzati benissimo col Googlebot mobile.

Ad ogni modo, l’obbiettivo di Google, come ha detto Mueller, è quello di utilizzare l’indicizzazione mobile first per tutti i siti web che compaiono nei risultati di ricerca.

Ora, vediamo quali sono gli aspetti critici di questa condizione. Il fatto di non poter attivare o disattivare l’indicizzazione mobile first significa che non è possibile dettare le condizioni con cui il proprio sito o i propri siti vengono sottoposti a scansione e indicizzati.

Tutto questo riflette un altro problema, ovvero l’impossibilità di scegliere i dispositivi che i visitatori utilizzeranno per accedere ai propri siti.

Poiché l’obiettivo di Google è utilizzare l’indicizzazione mobile first su tutta la linea, i publisher devono garantire agli utenti un’esperienza mobile dei siti che sia fluida e permetta di accedere ad ogni attività che in genere gli utenti dei siti desktop effettuano.

E’ un aspetto molto importante, questo, che Google deve considerare, non tanto perchè ha promesso di dare la priorità all’indicizzazione mobile first, quanto perchè oggi la maggior parte degli utenti naviga utilizzando gli smartphone, dunque avere un sito ottimizzato per dispositivi mobili significa soddisfare la maggior parte dell’utenza.

E il primo dovere di un motore di ricerca, si sa, è quello di essere utile a tutti.

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Simona Mastromarino

About Simona Mastromarino

Sono una webwriter freelance laureata in comunicazione e specializzata in Luxury Hotel Management. Dall’animo un pizzico wild, ho da sempre una passione non troppo segreta per la scrittura artistica e per la cultura giapponese.