È stata di recente effettuata una videochiamata per i webmaster con John Mueller di Google, al quale sono state poste alcune domande, nello specifico sulle preferenze di Google in merito ai fattori di classificazione e di posizionamento SEO.

Quali sono, quindi, i fattori SEO di ranking più importanti per Google? È giusto fare una classifica?

Sicuramente lo è, ma è anche fondamentale (e questa è stata una specifica indicazione di Mueller) puntare su alcuni aspetti non solo per una questone di classificazione o di raggiungimento degli obiettivi di ranking, ma anche per altri motivi differenti che potrebbero soddisfare gli utenti.

Pensiamo, ad esempio, ad un fattore necessario, che è quello relativo alla velocità: in questo contesto, è chiaro che la velocità di un sito e un download veloce vengono considerati come fattori di ranking SEO e componenti critici anche per quel che riguarda le conversioni, ma la soddisfazione finale dell’utente che visita il sito web dovrebbe essere di primaria importanza per un webmaster.

Fattori SEO, Ranking e Posizionamento su Google

In passato, la classificazione nei motori di ricerca era incentrata su alcuni fattori, per cui era necessaria l’attesa di un mese circa perché Google prendesse in mano le redini e posizionasse il sito sul motore di ricerca.

Era fondamentale, a questo proposito, che venissero rispettati alcuni punti, tra cui ad esempio quelli relativi alle parole chiave, che dovevano essere presenti un po’ ovunque (title tag, all’interno della navigazione, in H1 e H2, nei contenuti, e utilizzate anche come anchor text per i link da altre pagine o siti web).

Con l’avvento di Hummingbird, poi, alcuni SEO avevano dichiarato che per mantenersi al passo con l’evoluzione dell’algoritmo fosse necessario aggiungere sinonimi a title tag, intestazioni, e contenuto. Sembra stupido, vero?

Sembra sciocco perché essa rappresenta comunque una continuazione del vecchio metodo di etichettare i fattori di classificazione, sfruttarli, e poi passare al fattore di ranking successivo.

Il problema di questo approccio è che esso tende a concentrarsi sui fattori SEO di posizionamento su Google invece di concentrarsi sulle persone, sui visitatori.

Se per esempio si dà uno sguardo alle pagine dei risultati dei motori di ricerca, si può notare come i siti che hanno il posizionamento più elevato non sempre hanno il maggior numero di link o sono i più veloci.

Questo significa che il posizionamento SEO, per Google, non è solo questione di somma di fattori di ranking.

Perché Siti Non Veloci Si Posizionano Bene su Google

Alla domanda “Che dire della velocità per la versione mobile?  Perché molti dei migliori siti sono ancora così lenti? “, Mueller ha dato la sua risposta, sostenendo che i fattori di posizionamento sono tanti, e non è quindi necessario soffermarsi solo su uno di essi.

Non serve che tutto sia perfetto, anche perché ciò che per noi potrebbe essere importante (come la velocità) potrebbe non esserlo per Google: del resto, non è forse vero che i migliori siti qui non sono così veloci come ci si aspetta?

Questo, chiaramente, spiega anche un’altra cosa: un sito lento può benissimo classificarsi nella parte superiore delle SERP, infatti velocizzare un sito web è un fattore SEO secondario.

Pensiamo, ad esempio, al fatto che una pagina vuota è sicuramente una pagina veloce, perché appunto priva di tutto ciò che la appesantisce: ma questo è davvero un metodo risolutivo? Assolutamente no!

Perché una pagina vuota rischierebbe di essere un risultato di ricerca inutile (oltre che una presa in giro) per chi sta cercando una cosa specifica. Certo, è veloce, ma non è interessante perché non offre uno specifico contenuto.

Dopo aver spiegato ciò, Mueller ha deciso quindi di soffermarsi sul tema dei fattori di ranking SEO includendo anche link e contenuti. Nel suo hangout, egli ha quindi ammesso che tutti i fattori (contenuti, link ed altri fattori) devono essere adeguatamente bilanciati e mixati per ottenere il risultato desiderato.

Questo aspetto è molto interessante e merita quindi di essere discusso, perché ci fa capire che per Google non è solo questione di analizzare i fattori di posizionamento su Google e di conseguenza premiare il sito-

Non sono solo i link, non sono solo i contenuti, ma è il contesto a fare la differenza.

Dalle parole di Mueller si legge, quindi, che è proprio il mix che cambia le cose e che fa la differenza, ma che questo stesso mix non deve essere fisso, ma anch’esso dovrebbe cambiare a seconda delle esigenze del momento. Essere sempre aggiornati è fondamentale.

I Fattori SEO Sono Cambiati nel Tempo?

Mueller sostiene che non è detto che una pagina veloce sia in grado di soddisfare davvero la query di ricerca dell’utente: “L’utente non sarebbe felice.” , appunto, se la pagina fosse solo veloce ma anche non utile alla soddisfazione delle sue domande, dei suoi dubbi o semplicemente delle sue ricerche.

Certo, con questo non vogliamo affatto dire che i fattori di ranking non siano importanti, ma vogliamo soffermarci sul punto fondamentale, che gli utenti devono essere in grado di ottenere delle risposte soddisfacenti alle loro richieste, e questo significa che è importante pensare alle parole chiave dal punto di vista degli utenti e quindi creare contenuti che si concentrino sulle loro esigenze prima ancora che sui fattori di classificazione.

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Simona Mastromarino

About Simona Mastromarino

Sono una webwriter freelance laureata in comunicazione e specializzata in Luxury Hotel Management. Dall’animo un pizzico wild, ho da sempre una passione non troppo segreta per la scrittura artistica e per la cultura giapponese.