Come era stato annunciato alcuni mesi fa, a partire dal 1 marzo 2020, Google ha iniziato a considerare l’attributo nofollow dei link come un suggerimento. L’avevo segnalato in questo articolo.

In precedenza, infatti, i link nofollow non erano considerati dall’algoritmo di Google per il ranking, ma adesso le cose sono cambiate. Vediamo in che modo.

Esistono Due Nuovi Attributi

Quando Google ha introdotto l’attributo nofollow circa 15 anni fa, esso aveva un motivo ben preciso per esistere perché rappresentava un mezzo molto valido ed interessante per combattere lo spam, e prendere le distanze da alcuni link presenti sorprattutto nei commenti e nei forum.

Inoltre, l’attributo nofollow è stato utilizzato anche per contrassegnare i link sponsorizzati.

Poiché il mondo della rete si è evoluto, Google ha introdotto due nuovi attributi di link per contenuti sponsorizzati e contenuti generati dagli utenti.

L’Attributo rel = “sponsored”

Rel = “sponsored” dovrebbe essere usato per identificare tutti quei link presenti sul tuo sito che sono stati creati come parte di pubblicità, sponsorizzazioni o altri accordi di compensazione.

L’Attributo rel = “ugc”

UGC sta per User Generated Content, ovvero contenuto generato dall’utente.

Il valore dell’attributo ugc è consigliato per i link che si trovano all’interno del contenuto generato dall’utente, come commenti e post del forum.

L’Attributo rel = “nofollow”

Utilizza questo attributo per i casi in cui desideri collegarti a una pagina ma non vuoi implicare alcun tipo di approvazione, voto o suggerimento, incluso il passaggio di link juice.

Questi Attributi Sono Suggerimenti

In precedenza, Google non contava alcun link nofollow come segnale da utilizzare all’interno degli algoritmi di ricerca, ma adesso le cose sono decisamente cambiate.

Google tratta tutti gli attributi dei link (sponsorizzati, UGC e nofollow) come suggerimenti su quali link considerare o escludere all’interno della ricerca.

Google non ignora completamente questi link poiché in ogni caso essi contengono informazioni preziose che possono aiutarlo a migliorare la ricerca.

Per fare un esempio, sappiamo che le parole che si trovano all’interno dei link descrivono il contenuto a cui puntano.

Martin Splitt di Google ha recentemente confermato su Twitter che i link nofollow non saranno associati al tuo sito web, ma possono essere comunque ancora utilizzati per il rilevamento.

Non Devi Cambiare Nulla

Sebbene non sia necessario modificare i link nofollow esistenti, è possibile che si desideri utilizzare i nuovi attributi per quel che riguarda i link in futuro.

Se al momento stai utilizzando l’attributo nofollow come modo per bloccare i link sponsorizzati o per indicare che non garantisci una pagina a cui ti colleghi, esso continuerà a essere supportato.

Non è assolutamente necessario modificare i link nofollow che già possiedi, andando a implementare gli attributi ugc e sponsored.

Puoi utilizzare più di un attributo, ad esempio rel = “ugc sponsored” o rel = “nofollow ugc”.

Se invece desideri evitare una possibile azione di schema di link, puoi usare rel = “sponsored” o rel = “nofollow” per contrassegnare questi link.

Secondo Google, il passaggio a un modello di suggerimento non cambierà la natura di come Google tratta tali link, ma li tratterà come prima con nofollow e non li considererà ai fini della classifica.

Tutti gli attributi dei link, sponsored, ugc e nofollow, ora funzionano come suggerimenti per Google da incorporare ai fini del posizionamento.

John Mueller di Google ha affermato che la modifica, attiva dal 1 marzo 2020, probabilmente non avrà alcun effetto visibile sulla maggior parte dei siti.

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Rosilda Sergi

About Rosilda Sergi

Mi chiamo Rosilda Sergi. Dal 2009 è iniziata la mia scalata verso la conoscenza della scrittura digitale e di tutte le sue sfumature. Nel corso degli anni, ho avuto modo di trasformare la mia passione per la scrittura e la comunicazione in qualcosa di più concreto, orientandomi verso l'espansione delle mie skills e focalizzando la mia attenzione su aspetti come l'ottimizzazione SEO e la comunicazione persuasiva.