Di recente è stata posta a John Mueller una domanda relativa alla capacità dei link a pagamento di aiutare il posizionamento dei siti. Nel rispondere a questo quesito, Mueller ha insistito sul fatto che in tutti i casi, nono sono stati di certo i siti ad aiutare a questo proposito: una risposta sicuramente molto esaustiva, e che fa anche riflettere.

La persona che ha posto la domanda ha affermato che l’80-90% dei siti nella propria nicchia utilizza link a pagamento. Questa è una situazione non necessariamente insolita.

La domanda che è stata posta suona più o meno in questo modo: quando si esaminano i vari fattori relativi al posizionamento di un sito, i backlink possono giocare un ruolo positivo in questo caso? La domanda è stata posta anche perché in genere, pare che l’80-90% dei siti web acquisti backlink poco etici.

Ma questi siti web si trovano anche nella prima pagina. Perché?

John Mueller conferma innanzitutto che Google utilizza ancora i link come fattore da esaminare riguardo il posizionamento. Tuttavia, aggiunge anche che ci sono altri fattori importanti, perché i link non devono essere visti come l’unico fattore decisivo, ma piuttosto, come uno dei fattori.

In particolare, Mueller ha spiegato che i link sono utilizzati negli algoritmi per il posizionamento, ma come essi, allo stesso modo anche altri fattori, e per questo non è affatto il caso dire che i link siano l’unica cosa che farà apparire il sito web tra i risultati di ricerca, indipendentemente da quello che fanno gli altri.

Ciò ha senso perché, in definitiva, ciò che conta è se un risultato di ricerca risponde alle intenzioni di ricerca degli utenti: i link possono contribuire a comprendere di cosa tratta la pagina ma alla fine la pagina web deve comunicare efficacemente la risposta richiesta da una query di ricerca.

Mueller osserva quindi quanto spesso i siti web partecipano alle tattiche SEO che non influiscono sul posizionamento: quel che spesso accade, anche in una vasta gamma di settori, è che in tanti tendono ad imitarsi l’uno con l’altro,  questo significa che nessuno riesce a seguire la mentalità da leader e nessuno è in grado di dominare i risultati della ricerca. Tutti appaiono uguali a tutti.

I link a Pagamento Aiutano il Posizionamento SEO dei Siti Web?

Secondo Mueller, molti siti hanno anche un comportamento particolare: essi spesso fanno cose che non sono realmente utili e necessarie per il sito web e la ricerca. Pertanto, andranno a comprare un sacco di link e quindi saremo portati ad ignorare tutti quei link.

Il fatto che le persone facciano qualcosa che ci sembra strano, non significa necessariamente che ne stiano traendo per forza profitto, e ci sono diversi motivi per cui i siti possono essere posizionati i nei risultati di ricerca. Questo può non avere niente a che fare con qualcosa di subdolo che stanno facendo.

La qualità dei link trasmessi potrebbe essere diminuita e non solo relativamente ai link a pagamento, e questo vale parlando nel complesso.

Potrebbero a questo punto sorgere domande, come:

  • Cosa si può fare per far capire che quel dato sito è ciò che gli utenti vogliono vedere?
  • Come posso rendere questi contenuti migliori della concorrenza?

Secondo Mueller, i link, le parole chiave, sono tutti aspetti ugualmente importanti e che vanno ovviamente eaminati.

Credo che il SEO medio e l’editore non siano in grado di capire perché un sito si stia posizionando. Il SEO medio tende a cogliere l’indizio più ovvio, convinto che l’indizio più visibile sia la spiegazione, e questo ovviamente si traduce in una falsa diagnosi.

Questo è quanto spiegato nell’esperienza di Mueller.

Le persone con più esperienza capiscono che i link a pagamento possono funzionare per aiutare a posizionare meglio un sito. Il problema è che la qualità dei link in vendita è generalmente abbastanza scarsa: pertanto, anche qualora un sito riceve un vantaggio, tutto ciò che può accadere è che questo vantaggio sia comunque di breve durata, perché anche se inizialmente (ma non sempre) i link a pagamento possono essere di aiuto, alla fine essi comunque smettono di esserlo.

È possibile che le persone che chiedono a Mueller si autoselezionino per essere il tipo di persona incapace di condurre un’analisi competitiva. Ciò potrebbe comportare la prospettiva di Google secondo cui i link a pagamento non funzionano, ma al di fuori degli uffici di Google le realtà dei link a pagamento potrebbe raccontare storie diverse.

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Maria Pia Fracchiolla

About Maria Pia Fracchiolla

Maria Pia Fracchiolla è una web writer. Scrive e parla troppo (in quattro lingue diverse, tra queste il giapponese). Custodisce e sostiene una cura maniacale per le fonti, le migliori possibilmente. Prima di iniziare l’attività professionale di scrittura ha conseguito la maturità classica e studiato inglese, tedesco e spagnolo presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università Aldo Moro di Bari, dove si è laureata. Maria Pia scrive per blog, siti e social. Ama la cultura in genere, soprattutto nelle sue declinazioni artistiche, musicali, letterarie e antropologiche, senza disdegnare il piglio cool&smart delle tendenze attuali.