Google può indicizzare le parti di una pagina separatamente? Pare di no. E’ quello che è emerso durante un Hangout di Google, dopo che alcuni hanno ipotizzato che il più grande motore di ricerca al mondo non solo indicizzi una URL, con contenuti annessi, ma anche le parti di una pagina in modo separato.

Mueller a questa critica ha immediatamente risposto che si tratta di una diceria infondata, dichiarando che Google indicizza le pagine nel loro insieme e di conseguenza tenta di capire quale sia il senso del contenuto.

Come si è arrivati a pensare che Google indicizzi anche le parti di una pagina distintamente?

Possiamo ben dire che si è trattato di un fraintendimento, a causa di una vecchia affermazione dello stesso Mueller, in passato, che ammetteva la remota possibilità da parte di Google di indicizzare la URL con un hash.

Probabilmente ad alcuni è scappata l’espressione “super rare” con cui Mueller aveva qualificato questa eventualità.

A detta di Mueller, Google ignora i parametri della URL che seguono l’hash.

In linea di massima ignora un po’ tutto ciò che segue l’hash, ad eccezion fatta per due casi:

  1. In presenza di hash bang e del punto esclamativo (così come avveniva nel vecchio schema di scansione di AJAX) Google li separa considerandoli alla stregua di due URL a se stanti, univoche;
  2. Per quel numero molto ristretto di siti i cui contenuti sono ritenuti da Google come “unici”.

Ecco, sono questi gli unici casi in cui Google raramente indicizza le URL assieme agli hash.

Considerata la sporadicità di questi casi Mueller ha suggerito di non fossilizzarsi, né di fare affidamento alle dicerie di cui sopra.

Perciò se stai usando l’hash per modificare il contenuto della tua pagina, Google eseguirà la scansione e l’indicizzazione della URL senza l’hash per la maggior parte dei casi.

Se invece ti stai servendo dell’hash per saltare su giù nel contenuto della tua pagina allora va benissimo.

Google tenderà ad ignorare, come suddetto, tutto ciò che sta dopo l’hash.

Quindi, per cose come link presenti sul sito e indicizzazione, Google farà riferimento alla URL e non all’hash. E se vi fossero dei link legati alla URL con hash, Google considererà la URL senza l’hash.

Ricapitolando, occorre tenere a mente due eccezioni.

La prima che si riferisce al vecchio schema di scansione di AJAX (che a quanto pare è ancora vigente)  secondo il quale hash bang e punti esclamativi vengono considerati come due URL a sè stanti.

La seconda che invece fa riferimento al numero ristretto di siti che Google riconosce come URL ed hash aventi contenuti unici.

In conclusione, Mueller ha rassicurato i webmaster affermando che Google non indicizza le pagine separatamente.

Se per caso Google dovesse mostrare delle URL indicizzate non si tratterebbe di qualcosa che ha messo all’indice, ma potrebbe sottintendere qualcosa a cui Google è collegato.

E’ consuetudine di Google ancorare gli utenti a delle porzioni di contenuto.

Questo però non significa che indicizza quelle parti di contenuto in modo separato, al contrario l’intento di Google è quello di comprendere l’intero contenuto della pagina.

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Simona Mastromarino

About Simona Mastromarino

Sono una webwriter freelance laureata in comunicazione e specializzata in Luxury Hotel Management. Dall’animo un pizzico wild, ho da sempre una passione non troppo segreta per la scrittura artistica e per la cultura giapponese.