Google ha incoraggiato gli editori ed i proprietari di siti web a velocizzare i siti web per almeno una decina di anni: quindi, il colosso di Google ha creato delle risorse per aiutare gli editori a rendere i loro siti più veloci.

Tuttavia, un confronto tra i parametri che sono stati registrati di anno in anno mostra che le pagine web stanno rallentando.

Esistono diversi parametri e programmi sulla velocità della pagina. Ogni parametro descrive una parte diversa che la riguarda: insieme essi mettono in relazione la velocità di un sito e l’esperienza dell’utente in quel determinato sito.

First Contentful Paint

First Contentful Paint è una programma che misura il tempo necessario affinché un visitatore del sito possa vedere il primo contenuto testuale o visivo sulla pagina web: attenzione, però, perché esso non descrive la velocità con cui un utente può interagire con la pagina, ma solo quanto tempo potrebbe essere necessario per visualizzare completamente la pagina.

La cosa importante di questo parametro è che indica la velocità con cui un utente può vedere il contenuto.

I dati mostrano che la velocità media per dispositivi mobili all’inizio del 2019 è stata di 6,3 secondi, e questo significa che sono stati necessari in media 6,3 secondi affinché un visitatore del sito vedesse i contenuti durante la visualizzazione su un dispositivo mobile.

Perché i Risultati dei Dispositivi Mobili Sono Meno Veloci?

Occorre fare una precisazione su questo. Secondo un rapporto di Speedtest.net, un confronto tra la velocità di Internet mobile per i primi due trimestri del 2019 e lo stesso periodo del 2018 mostra che la velocità di internet mobile è, al contrario, aumentata.

I Siti Web mobili Sono Diventati Più Lenti?

Se i principali fornitori di servizi Internet mobile hanno una velocità maggiore, come è stato possibile dimostrare, ci si chiede allora quale possa essere il problema: analizzando la questione, emerge quindi che è probabile che le pagine web mobili sono diventate più lente.

Secondo la pagina degli sviluppatori di Google, vi sono alcuni elementi che possono influire su questi parametri: pensiamo, ad esempio, al script esterni e altri fattori relativi alla riduzione delle dimensioni dei file.

Questo è ciò che dice la pagina degli sviluppatori: https://developers.google.com/web/tools/lighthouse/audits/first-contentful-paint

In sostanza, è necessario ridurre al minimo la presenza di questi elementi, ma è anche necessario effettuare altre azioni. Pertanto:

  • Utilizzare HTTP Caching per accelerare le visite ripetute;
  • Minimizzare e comprimere le risorse basate su testo per accelerare i tempi di download;
  • Ottimizzare l’avvio di JavaScript e ridurre i payload JavaScript.

Time to Interactive Troppo Elevato

Time to Interactive è una metrica che misura il tempo necessario affinché una pagina web diventi interattiva, e cioè quindi il tempo in cui un utente può fare clic per interagire con essa.

La pagina degli sviluppatori di Google per migliorare questo parametro consiglia di rinviare o rimuovere il JavaScript non necessario, poiché ciò potrebbe influire in maniera importante.

Le statistiche dell’archivio da gennaio 2019 a maggio dello stesso anno mostrano che il tempo per l’interattività tra l’utente ed il sito si è stabilizzato a 12,3 secondi.

In questo momento, con questi risultati, vi sono due elementi da considerare: da un lato, è fantastico che questo elemento non sia peggiorato, mentre dall’altro lato è deludente che non sia migliorato.

Dodici secondi è un’eternità se confrontata con il mondo del web, e può essere pertanto indicativa della presenza di un’esperienza utente scadente che può influire sulle entrate, indipendentemente dal fatto che provengano da impressioni degli annunci, vendite di affiliati o vendite di prodotti reali o lead.

Per quel che riguarda l’analisi effettuata sui computer fissi, è stato registrato un modesto aumento da 2,7 a 3,3 secondi: vi sono stati quindi dei notevoli miglioramenti e crescite nell’ultimo anno, in quanto ad aprile 2018 si parlava di un record di 18,8 secondi.

DOMContentLoaded

Si tratta di un metodo di analisi che misura il tempo necessario al caricamento del documento HTML, esclusi fogli di stile e immagini.

La documentazione di Mozilla afferma che l’evento viene generato nel momento in cui il documento HTML iniziale è stato completamente caricato e analizzato, senza ulteriori attese per il completamento del caricamento di fogli di stile, immagini e sottoframe.

Secondo HTTPArchive, questo parametro è peggiorato di quasi due secondi, passando quindi nello specifico  da 8,6 secondi in versione mobile a 10,1 secondi.

Slow Page Speed per Drupal

Questo non è solo un problema di WordPress, perché lo si può vedere anche nei siti web creati con Drupal.

Questa sembra essere una tendenza specifica, e indica che non è necessariamente dovuta al sistema di gestione dei contenuti ma a qualcos’altro, elementi diversi quindi come il monitoraggio degli annunci e gli script pubblicitari.

Si potrebbe pensare che ciò avviene a causa dell’aumento dell’uso delle reti di distribuzione dei contenuti e di tutti i vantaggi che promettono che la velocità della pagina migliorerebbe, ma non è così.

Google Perde la Battaglia sulla Velocità dei Siti Web?

Google ha sollecitato gli editori web ad aumentare la velocità per molti anni, ma sembra che gli editori non siano disposti ad ascoltare i consigli del colosso.

È stata di recente pubblicata una istantanea pubblicata da Archive.org di una pagina del 2009 dedicata a incoraggiare gli editori ad aumentare i download di pagine web.

Ed è emerso che, dopo una decina di anni, mentre internet ha fatto qualche progresso, per molti aspetti il ​​web sta ancora diventando più lento.

Chi Perde di più Sono gli Editori

La comunità SEO è adeguatamente formata ed informata in merito alla velocità della pagina, probabilmente perché è un fattore di classificazione (seppur molto piccolo) ed anche perché essa permette di ottenere dei vantaggi ben noti come l’aumento delle entrate.

Tuttavia, sappiamo che mentre Google sta perdendo la battaglia per aumentare la velocità di internet, sono gli editori web che stanno perdendo la guerra delle entrate non provando a fare abbastanza cose per concentrarsi sulla velocità della pagina.

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Simona Mastromarino

About Simona Mastromarino

Sono una webwriter freelance laureata in comunicazione e specializzata in Luxury Hotel Management. Dall’animo un pizzico wild, ho da sempre una passione non troppo segreta per la scrittura artistica e per la cultura giapponese.