Il divieto di pubblicizzare le mascherine per il viso deriva da un aumento delle false affermazioni sulla prevenzione del coronavirus e dei prezzi.

Google sta reprimendo la pubblicità per le mascherine facciali durante l’epidemia di coronavirus: la società ha iniziato a vietare le pubblicità per le maschere per il viso lunedì.

Il divieto si applica a tutta la pubblicità delle mascherine e chiaramente anche a tutti gli inserzionisti, compresi quelli che potrebbero aver avuto campagne di lunga durata che promuovono mascherine antipolvere, ad esempio.

Gli inserzionisti visualizzeranno un messaggio nei loro account in cui si afferma che non si è autorizzati a mostrare annunci nella posizione di destinazione, come mostrato nel tweet da Lane Rissardini di Marion Relationship Marketing con sede a Dallas.

Rientra nella sezione degli eventi sensibili delle linee guida di Google su contenuti pubblicitari idonei. In genere sono necessari alcuni giorni affinché questo tipo di modifica abbia effetto completo sui sistemi di annunci di Google e la rimozione degli annunci esistenti.

La mossa arriva dopo che la società ha iniziato a notare un recente aumento delle pubblicità di mascherine per il viso che si scontrano con parole chiave correlate al coronavirus, molte delle quali con indicazioni sanitarie fuorvianti.

Questa è l’ultima azione che Google ha intrapreso per bloccare la pubblicità ingannevole sul coronavirus, ed è stato fatto perché Google, Facebook e altre piattaforme pubblicitarie hanno visto un aumento dei truffatori che cercavano di trarre profitto dall’epidemia globale.

Google ha dichiarato di aver bloccato centinaia di migliaia di annunci pubblicitari da quando ha iniziato a vedere un aumento degli annunci fuorvianti che promuovono la prevenzione del coronavirus a metà gennaio.

Secondo quanto è stato dichiarato, Google si impegna in modo attivo per proteggere gli utenti e a fornire informazioni utili e autorevoli man mano che la situazione del coronavirus continua a evolversi.

Il portavoce di Google in una dichiarazione rilasciata a Search Engine Land, ha anche aggiunto che a partire dal mese di gennaio sono stati bloccati centinaia di migliaia di annunci pubblicitari per prodotti o servizi fuorvianti legati al coronavirus.

Per un’abbondanza di cautela, è stato infine deciso di vietare temporaneamente tutte le pubblicità di mascherine mediche, e c’è un monitoraggio attento ed attivo della situazione per continuare a proteggere gli utenti.

Venerdì, Sundar Pichai, CEO di Google e Alphabet, ha pubblicato un post sul blog che illustra gli sforzi della società per affrontare COVID-19, compresa l’istituzione di un team di risposta. La società ha lanciato un SOS Alert per COVID-19 nei risultati di ricerca per collegare le persone alle ultime notizie e fonti autorevoli di informazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Su YouTube, ha inoltre aggiunto un callout sulla home page che collega a OMS od altre organizzazioni localmente rilevanti.

Questo è un esempio di come le grandi piattaforme pubblicitarie digitali devono costantemente monitorare e adattarsi alle nuove truffe di cattivi attori.

Le azioni di chi ha approfittato di questa situazione saranno purtroppo pagate anche dagli inserzionisti legittimi in tutto l’ecosistema digitale.

Il divieto di Google per le mascherine è globale e sarà in vigore fino a quando il coronavirus non sarà più un grave problema di salute.

Microsoft sembra aver bloccato la pubblicità delle mascherine su Bing, ma non ne abbiamo ancora ricevuto la conferma. Facebook ha annunciato un divieto temporaneo di pubblicità per le mascherine il venerdì.

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    Rosilda Sergi

    About Rosilda Sergi

    Mi chiamo Rosilda Sergi. Dal 2009 è iniziata la mia scalata verso la conoscenza della scrittura digitale e di tutte le sue sfumature. Nel corso degli anni, ho avuto modo di trasformare la mia passione per la scrittura e la comunicazione in qualcosa di più concreto, orientandomi verso l'espansione delle mie skills e focalizzando la mia attenzione su aspetti come l'ottimizzazione SEO e la comunicazione persuasiva.