Un giudice della High Court del Regno Unito ha proposto a Google un ultimatum molto difficile: lasciare che un SEO visualizzi i documenti dell’algoritmo o in alternativa mostrare delle evidenze che il motore di ricerca non abbia penalizzato ingiustamente il sito Foundem.

La causa è iniziata sette anni fa. Presentato nel 2013, il caso è Foundem vs. Google. Foundem è un motore di shopping comparativo che i querelanti sostengono sia stato punito e penalizzato nei risultati di ricerca mentre Google spingeva i propri risultati di Google Shopping.

Foundem è stato anche attivo nelle indagini antitrust della Commissione Europea contro Big G.

Google sosteneva allora, secondo il Wall Street Journal, di avere penalizzato la società perché gran parte del suo contenuto era stato copiato da altri siti: questo comportamento, come è noto, porta al downgrade nei suoi risultati di ricerca.

Alla fine la Commissione Europea ha scoperto che Google abusava della sua posizione di mercato e per questo motivo ha multato la società di circa $ 2,7 miliardi per aver favorito il proprio contenuto.

Così, Google è stato costretto ad apportare modifiche al modo in cui gestisce e presenta i risultati di Google Shopping nell’UE: i risultati sono stati oggetto di continue polemiche e obiezioni da parte dei motori di acquisto comparativi europei.

Parallelamente, la causa civile è continuata, raggiungendo una sorta di climax con questa disputa.

Foundem ha fortemente voluto come SEO Philipp Klöckner per rivedere i documenti di Google presentati al tribunale come parte della sua difesa nel caso.

Secondo quanto riferito, i documenti spiegano il funzionamento e gli obiettivi degli algoritmi di posizionamento di Google e come questi algoritmi sono stati applicati ai siti di confronto degli acquisti in generale e alla società Foundem in particolare.

Google si oppone a Klockner sostenendo che egli è di parte perché si è consultato con altre società che hanno reso testimonianza alla Commissione Europea in merito alle presunte pratiche anticoncorrenziali di Google.

Le prove documentali di Google a sostegno della neutralità del suo algoritmo sembrano essere fondamentali per la sua difesa.

Tuttavia, il giudice del Regno Unito ha affermato che Google si troverà di fronte ad una scelta: può mostrare le sue evidenze che non si è trattato di una ingiustizia nei confronti di Foundem, oppure permettere che Klöckner veda e analizzi i documenti in merito.

Il giudice del caso (il sig. Justice Roth) ha dichiarato che qualora Google mantenga il suo comportamento attuale, allora il SEO sarà autorizzato ad analizzare questa importante documentazione.

Perché ci preoccupiamo. Google ha combattuto duramente per proteggere la riservatezza del suo algoritmo.

Questa sarebbe la prima volta, a nostra conoscenza, che qualcuno al di fuori dell’azienda avrebbe accesso a queste informazioni.

Sarà interessante vedere come Big G difenderà se stesso da Foundem, e il suo algoritmo da occhi indiscreti.

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    Nicolas Natarelli

    About Nicolas Natarelli

    Estroverso e intraprendente, Nicolas è esperto e consulente in digital marketing e si destreggia con passione nei meandri della SEO, Facebook Ads e Google Ads. Amante di ogni tipo di festa e avventura, si mantiene costantemente aggiornato e gestisce il suo blog con cura e dedizione.