Il video qui sopra è un po’ provocatorio, ma il punto è che un tormentone che accompagna negli ultimi tempi i discorsi dei SEO (su forum e social) è questo: per portare il nostro sito in prima pagina su Google il contenuto del nostro sito è ciò che conta di più.

Content is king!, il contenuto è il re! Ripetono convinti alcuni SEO.

Abbiamo visto su JFactor che, per portare il nostro sito in prima pagina su Google, dopo aver accuratamente studiare un progetto e valutato i contenuti da offrire in relazioni alle query da noi scelte, dobbiamo ottimizzarne la struttura con l’ottimizzazione SEO on-page per far capire a Google di quali argomenti tratta.

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Una volta che il nostro sito sarà pronto avvieremo la link building.

Se con l'ottimizzazione on-page facciamo capire a Google di cosa parla il sito, con il posizionamento off-page, ovvero con la creazione di link (linkbuilding in inglese, appunto) facciamo capire a Google che il nostro sito è autorevole, importante.

Questo perchè se il sito internet viene linkato da altri siti importanti diventerà importante esso stesso, e quindi raggiungerà facilmente la prima pagina per molte ricerche e parole chiave.

Bene. I contenuti sono importanti, offrire un sito di buon livello e ben fatto è certamente importante. Questo non vuol assolutamente dire, però, che i link non servano più, come certi SEO si ostinano a pensare: senza la creazione di link il sito non raggiungerà la prima pagina di Google per parole chiave con alta concorrenza.

Tutta questa introduzione per dire che in questo video Matt Cutts risponde a un quesito abbastanza curioso:

come fa Google a capire se il nostro articolo è interessante e di valore, e merita di essere messo in evidenza nei risultati di ricerca, se non ci sono link verso l'articolo stesso?

Ti lascio al video, poi alla traduzione (libera) e ai commenti.

Quello che Matt Dice

Se Google non considerasse i link, dice Matt, potrebbe considerare solo i contenuti della pagina, ad esempio quali parole sono contenute nell'articolo. La prima volta che Google vede una certa parola in un articolo, questa viene considerata parecchio; più una parola viene ripetuta, più Google considera il sito rilevante per un determinato argomento, ma il "boost" che ogni ripetizione dà è sempre minore e, se esagerata, può portare a penalizzazione algoritmica oppure manuale per kw stuffing.

Facciamo un esempio: JFactor.it parla di cani volanti in vendita, e voglio posizionarlo proprio per la ricerca "cani volanti in vendita".

Google vede che la parola "cani volanti in vendita" viene scritta nell'articolo, e dice "oh, JFactor nomina i cani volanti in vendita, interessante".

Google vede una seconda volta, nell'articolo, la parola "cani volanti in vendita" e dice "mmm, forse quest'articolo parla di cani volanti in vendita".

Google vede una terza volta la parola "cani volanti in vendita", e dice "ok, quest'articolo parla di cani volanti in vendita, bisogna posizionarlo per la ricerca "cani volanti in vendita", allora".

Google vede 6, 7, 8 volte la parola "cani volanti in vendita" nell'articolo, e dice "sì ok, ho capito che quest'articolo parla di cani volanti in vendita, non sono scemo. Basta però!"

Google vede 20 volte che la parola "cani volanti in vendita" viene ripetuta nell'articolo ed esclama "Ennò, tu mi vuoi fregare! Non ha senso ripetere tutte queste volte la parola "cani volanti in vendita"!  Lo stai ripetendo solo perchè così pensi di portare il tuo sito in prima pagina per questa ricerca! E io sai che faccio?? Penalizzo il tuo articolo e non lo faccio comparire proprio!!".

Beh, non prendere questo esempio e questi numeri per dati ufficiali: se un articolo è lungo può darsi che vi sia la stessa parola ripetuta tante volte e vada bene così; così come è possibile che tu ripeta una parola 20 volte nel tuo articolo senza essere penalizzato. E' un esempio che ho fatto solo per mostrarti, in maniera intuitiva, il modo di ragionare di Google.

Quello che Matt Non Dice

Google utilizza anche altre informazioni, più o meno importanti. Le più importanti sono l'originalità e l'unicità dei contenuti, la durata di permanenza sul sito, il numero di pagine visitate in media da ogni visitatore, e il buonce rate.

Di queste quella più importante è l'unicità dei contenuti: Google controlla se ciò che scrivi nel tuo blog è originale oppure è copiato da altre fonti. Se copi incolli (o modifichi solo in piccola parte) articoli presenti già su altri siti web il rischio è la penalizzazione (ovvero il tuo sito perderà posizioni sulla SERP) o addirittura la deindicizzazione, ovvero la scomparsa totale del tuo sito su Google.

Mi raccomando quindi a proporre un sito scevro da contenuti copiati, e che sia di livello almeno accettabile.

Almeno fino ad ora, dunque, ciò che fa la differenza tra un sito che si posiziona bene e uno che non raggiunge la prima pagina sono l'ottimizzazione on-page e la creazione di link.

D'altra parte, in quest'altro video, viene chiesto a Matt:

I link Perderanno Importanza nella SEO?

Ecco il video, seguito dai miei appunti.

Matt dice che i backlink (ovvero i link) saranno importanti per ancora molti molti anni. Quello che Google cerca (e cercherà) di fare è capire tramite altri fattori quando un articolo, a prescindere dai link in entrata, è davvero rilevante e di valore. Google vuol arrivare a individuare gli "esperti" di vari settori, per dar loro rilevanza anche quando scrivono su siti che non hanno molti link.

Esempio: io sono un affermato specialista di chirurgia estetica, e scrivo un articolo su un sito assolutamente non conosciuto. Dato che però Google riconosce che io sono un esperto del settore darà rilevanza al mio articolo. Questo è comunque qualcosa che Google non riesce ancora a fare, si parla quindi del futuro.

Inoltre Google, continua il buon Matt, sta imparando sempre più a comprendere il linguaggio "umano", riuscendo dunque a capire sempre meglio se un contenuto è di qualità. Hummingbird è un aggiornamento di Google che migliora proprio questo aspetto.

Conclude Matt che più Google capirà chi scrive cosa, e cosa viene scritto effettivamente, più i link perderanno (un pochino) di importanza, ma questo avverrà solo nei prossimi anni. Ad oggi, dunque, la link building è più viva che mai.

 

Filippo Jatta

About Filippo Jatta

Filippo Jatta è consulente SEO per liberi professionisti e imprenditori. Dottore magistrale in Organizzazione e Sistemi Informativi presso l'Università Luigi Bocconi di Milano, dal 2008 è SEO specialist. Aumenta traffico e visibilità online di blog, e-commerce e portali, posizionando siti web su Google. Offre servizi di posizionamento sui motori di ricerca e corsi SEO, sia base che avanzati.

2 Comments

  • Beniamino Altezza ha detto:

    Ma tra i link in entrata sono considerati anche quelli messi quando si commenta un articolo di un blog, come ho appena fatto io, o questi hanno tutti il nofollow e quindi non vanno contati (cioé non sono presi in considerazione da Google ai fini dell’indicizzazione).

    No, lo chiedo giusto per sapere se ogni volta che metto il link nei commenti che mi capita di scrivere, mettere il link abbia una qualche utilità ai fini del posizionamento, o è soltanto un vezzo per far sapere agli altri visitatoridi che cosa mi occupo.

    E le lo mettessi in chiaro nel commento? Tipo: vorrei segnalarti che il mio sito è http://www.scuoladellerinnovabili.it Questo ha una qualche utilità ai fini Panda?

    Un’ultima domanda: come faccio a riconoscere i siti e le directory che invece sono mal viste da Google e che farebber penalizzare il mio sito se inserissi il link in esse?

    • Filippo ha detto:

      I link nofollow non danno grandi vantaggi a livello SEO. A livello teorico non dovrebbero essere proprio considerati per il posizionamento, mentre in pratica hanno comunque una loro limitata efficacia.

      La maggior parte dei link da Wikipedia ad esempio sono nofollow, tuttavia un link da Wikipedia vale sempre la pena ottenerlo.

      Nei commenti anche i link “in chiaro” sono in genere nofollow, quindi la loro efficacia è molto limitata rispetto a un dofollow.

      Per quanto riguarda le penalizzazioni, tu citi Panda, ma è Penguin che colpisce in particolare l’eccessiva ottimizzazione delle anchor text dei link. Per difenderci possiamo utilizzare uno strumento che si chiama disavow tool (ne raccomandao l’utilizzo solo agli esperti).

      Con questo strumento noi creiamo una lista di link che non desideriamo che Google consideri per il posizionamento. Tali link vengono poi considerati “nofollow” da Google.

      Per questo motivo, proseguendo per logica, con i link che sono già di partenza nofollow non dovremmo incorrere in penalizzazioni Penguin. Tuttavia è sempre consigliabile variare le anchor text in maniera naturale.

      Il succo del discorso è: i link nofollow una mano te la danno, ma non puoi basarci la tua link building.

      Riguardo infine le directory, accertiamoci che siano indicizzate dal motore di ricerca innanzitutto. Se sono indicizzate considera che in genere sono di miglior qualità quelle che approvano i link solo in seguito a revisione manuale.

      Per valutarne invece l’autorevolezza possiamo invece usare molti strumenti, quali opensiteexplorer, che trovi qui: https://moz.com/researchtools/ose/

      Basta inserire l’url della directory per valutare l’autorevolezza del suo dominio (DOMAIN AUTHORITY). Mediamente diciamo che un’autorevolezza pari a 30 o più è un buon segnale.