I Segnali Social Funzionano per la SEO? Ecco la Verità!

I segnali social funzionano per la SEO?

Se ho tanti “mi piace” sulla mia pagina, o tanti “tweet” Su Twitter, le pagine si posizioneranno meglio su Google?

A inizio 2014 il buon Matt Cutts (voce ufficiale di Google) ha proposto un nuovo video su YouTube, riguardante l’importanza dei segnali social per il posizionamento del nostro sito/blog sui motori di ricerca.

Lasciamo la parola a Matt Cutts. Sotto il video trovi la mia libera traduzione, le mie conclusioni personali e i suggerimenti, che approfondisco all’interno del corso SEO.

La domanda è: i segnali social di Facebook e Twitter sono considerati in maniera particolare da Google?

Ovvero: se la mia pagina riguardante la “cucina Giapponese” ha 100 mila “mi piace”, si posizionerà meglio su Google per le ricerche relative alla cucina Giapponese?

Matt dice che le pagine che noi creiamo su Facebook e Twitter sono considerate come tutte le altre pagine sul web, non hanno una corsia preferenziale quando devono essere scandagliate da Google.

Attualmente, dice sempre Matt, Google non considera il numero di “mi piace”, di followers, di tweet, nè gli altri segnali social che una pagina ha. Quindi se si spera di raggiungere la prima posizione su Google per una parola chiave semplicemente creando una pagina Facebook e riempiendola di like, followers, ecc, si perderà tempo.

Ma perchè attualmente Google non considera tali segnali social nel suo algoritmo?

Google rank segnali social

I motivi sono sotanzialmente due:

  1. tempo fa Google aveva investito molto denaro e tempo per crawlare, cioè per studiare a fondo e scandagliare, le pagine di Twitter, e valutarne anche i segnali social, quali il numero di follower ecc. Google è però stato bloccato dal popolare social, e il lavoro è andato perso. Stiamo parlando del vecchio progetto “Google Real Time
  2. è difficile considerare tutti i dati degli account, ad esempio le situazioni sentimentali, che sono in rapidissima evoluzione. Google si troverebbe, davanti a una mole di dati così enorme e in continuo cambiamento, in difficoltà, perchè rischierebbe di lavorare con dati obsoleti.

Matt suggerisce di usare i social per diffondere il proprio sito, rendere noto il proprio business, ma di non aspettarsi che i segnali social, per quanto positivi, possano influenzare i risultati sul motore di ricerca.

Capita che business con segnali social su Facebook, Twitter, Google+, eccetera siano anche ben posizionati su Google, ma questi fattori sono indipendenti. Il motivo per cui si posizionano su Google è che questi business, essendo di qualità, ricevono link. Sono i link tra i fattori principali per il posizionamento su Google.

Essendo di qualità, al contempo hanno anche buoni segnali social. Ma questo è indipendente.

D’altra parte un buon marketing a livello social porterà molti nuovi link spontanei, e questi influenzeranno il posizionamento del sito. L’effetto non è dunque diretto, ma c’è.

Matt conclude dicendo che gli piacerebbe che Google fosse in grado di comprendere quando una celebrità, o comunque una persona autorevole, scrive qualcosa su un forum, per poter mettere in risalto il contenuto sul motore di ricerca. Ma attualmente questo non è ancora possibile.

Le mie conclusioni

Non sono sorpreso da quanto affermato da Matt Cutts, tanto che nel mio blog non menziono i segnali social tra i fattori utili a migliorare i risultati.
D’altra parte, ovviamente, una buona esposizione social porterà, oltre che traffico e visitatori, anche eventuali link spontanei che aiuteranno la nostra SEO.

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filippo.jatta@jfactor.it

<p>Filippo Jatta è consulente SEO per liberi professionisti e imprenditori. Dottore magistrale in Organizzazione e Sistemi Informativi presso l’Università Luigi Bocconi di Milano. Dal 2008 aumenta traffico e visibilità online di blog e ecommerce, posizionando siti web in prima pagina su Google. Offre servizi di posizionamento sui motori di ricerca e corsi SEO, sia base che avanzati.</p>

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