Un editore, proprietario di un sito web, ha chiesto a Mueller cosa fare in caso di sospetto attacco di negative SEO.

Cosa conviene fare? Attendere un intervento manuale da parte di Google oppure correre subito ai ripari, magari con il disavow tool?

Il sito web dell’editore pare sia bersagliato da centinaia di link che hanno tutta l’aria di essere spam.

Il dubbio è che un competitor stia facendo di tutto per affondare il suo sito e deposizionarlo.

Come occorre procedere, dunque?

Bisogna continuare col disavowing di questi link, volta per volta, per un tempo illimitato?

Oppure preoccuparsi solo nel caso in cui si subisce una penalizzazione di Google, che sia manuale o algoritmica?

La risposta di Mueller ha rassicurato il web publisher, confermando che l’algoritmo del motore di ricerca ignora a priori i link nocivi.

Tutti i link sospetti o realmente malevoli sono già automaticamente tenuti sotto controllo da Google e ignorati quando si manifestano. E’ un dato di fatto.

Certamente escludendo le dovute, rare, eccezioni.

Tutti quei link considerati spam, secondo il parere di Mueller, sono normali e naturalmente nel tempo capita di accumularne.

Da che abbia memoria, Mueller sostiene di aver sempre visto siti corredati da spam.

Ciò che credono gli spammer è che inviare link nocivi ai siti di alta qualità possa in qualche modo svantaggiarli in termini di posizionamento SEO.

Ma questi mezzucci con Google non funzionano. Il motore di ricerca viaggia a una velocità decisamente più alta rispetto a questi lestofanti.

E’ dal lontano 1998 che Mueller va ripetendo queste cose!

Usa il Disavow Tool se Sei Tanto Preoccupato!

In caso si desideri calmare i propri nervi a fior di pelle o recuperare il sonno perduto per la tanta preoccupazione, allora si può sempre pensare a un placebo: il disavowing.

Ovvero lo strumento Google di rinnegazione dei link malevoli. Così si avrà l’illusione di riuscire a gestire questi link.

Di certo il disavowing non rappresenta un sorta di ammissione di colpa o che, ma, in pratica, informa Google della presenza di certi link malevoli, come detto sopra.

Tuttavia, Google è stato pensato per intercettare automaticamente i link spam. E ignorarli.

Perchè preoccuparsi inutilmente allora? Ad ogni modo, ogni qual volta spuntano link preoccupanti da parte di certi siti basta inserirli nella lista dei file di disavowing e inviarli a Google.

Google Sa Gestire lo Spam

La capacità di Google di gestire e ignorare lo spam non è fantascienza.

Chissà perchè il falso mito dei link nocivi e della SEO negativa continua a persistere nell’immaginario collettivo.

Ogni volta che si presenta l’occasione, Mueller continua a tranquillizzare i web publisher sull’argomento.

I link “spammy” li ritiene un fatto normalissimo e fisiologico del web. Il consiglio è quello di accettarne la presenza e non preoccuparsene più di tanto.

La SEO negativa non è poi così pericolosa come vogliono farci credere.

Disavow Tool Soltanto in Casi di Sospetta Penalizzazione

John Mueller ha concluso ricordando di utilizzare lo strumento disavow soltanto in casi di estrema necessità.

Il disavow tool non è uno strumento che andrebbe ampiamente utilizzato.

Ragion per cui nella Search Console di Google è difficilmente raggiungibile.

Lo hanno volutamente inserito in uno spazio per così dire remoto proprio perchè bisogna ricorrere ad esso esclusivamente in casi in cui se ne sente l’urgenza.

Quindi, nella maggior parte dei casi, essendo Google dotato di un algoritmo capace di stabilire a priori quali siano i link attendibili e quali no, non ci sarà bisogno di utilizzare lo strumento di disavow.

E tutto ciò vale per gran parte dei siti esistenti. Solo se si ritiene che nel proprio sito ci sia un numero eccessivo di spam o se si sospetta che alla base di una perdita di posizionamento SEO ci possa essere una penalizzazione, allora si può ricorrere al supporto del disavow tool.

Google si Concentra sugli Aspetti Positivi

Google, per il posizionamento SEO, ignora quelli che ritiene link irrilevanti.

Al contrario focalizza la sua attenzione sui link che contano. Quelli di qualità, per intenderci.

E’ un modus operandi interessante che sin dall’inizio si è posto come scopo principale quello di concentrarsi sui “segnali positivi”.

Ad esempio, ignora i link “powered by” a piè di pagina, così come  ignora tutti i link sitewide da un sito all’altro, contando semplicemente un solo link e non le migliaia che si presentano.

Tornando all’argomento dei link SEO e degli spam, l’algoritmo di Google ignora tutti quei link che non rientrano in quelli che esso ritiene essere i parametri di normalità.

Davanti ad un sito di alta qualità con contenuti importanti e seguitissimo dagli utenti, Google tende a posizionarlo ai vertici della SERP a prescindere dalla presenza o meno di link di bassa qualità in ingresso.

Del resto, perchè dovrebbe penalizzare un ottimo sito esclusivamente per la presenza di alcuni link di spam?

Ci perderebbero gli utenti, così come anche il motore di ricerca.

Ignorare i link nocivi e giudicare un sito per le proprie qualità positive che dimostra di avere ha molto più senso per Google ne posizionamento dei siti web. Ecco perchè non occorre preoccuparsi della negative SEO e dei link spam.

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Maria Pia Fracchiolla

About Maria Pia Fracchiolla

Maria Pia Fracchiolla è una web writer. Scrive e parla troppo (in quattro lingue diverse, tra queste il giapponese). Custodisce e sostiene una cura maniacale per le fonti, le migliori possibilmente. Prima di iniziare l’attività professionale di scrittura ha conseguito la maturità classica e studiato inglese, tedesco e spagnolo presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università Aldo Moro di Bari, dove si è laureata. Maria Pia scrive per blog, siti e social. Ama la cultura in genere, soprattutto nelle sue declinazioni artistiche, musicali, letterarie e antropologiche, senza disdegnare il piglio “cool&smart” delle tendenze attuali.