I Link a Pagamento Funzionano? Ecco Come Google li Riconosce

I link a pagamento funzionano? Ecco come Google li riconosce

Paid links: sì o no?

In data 3 marzo 2014 il buon Matt Cutts ci ha offerto un nuovo video riguardante i paid links, ovvero i link a pagamento. Quando un sito di buona qualità e in tema con il nostro ci linka, Google prende questo link come una “raccomandazione”, un giudizio positivo, portando il nostro sito più in alto nelle ricerche.

Su JFactor abbiamo parlato nello specifico dei blog comment links e della pratica del guest posting. Ora vediamo come comportarci con i link a pagamento.

Per Google acquistare i link è contro le regole: al nostro bel motore di ricerca non piace che chi ha tanti soldi da spendere possa liberamente acquistare link da siti importanti, ottenendo visibilità sul motore di ricerca.

Per questo motivo quando lo spam team di Google si accorge che un sito acquista oppure vende link penalizza il sito agendo alternativamente in 2 modi:

  • fa perdere ranking al sito web che vende e/o acquista i link, oppure
  • deindicizza il sito in questione, facendolo scomparire del tutto dai proprio risultati.

Ma perchè Google si affanna a cercare link a pagamento? Semplice: i Paid Link… Funzionano!

Spesso blogger proprietari di siti con alto PR vendono link. E questi link, provenienti da siti autorevoli, che siano a pagamento o meno, funzionano. Portano il nostro sito più in alto nelle ricerche (a patto che il sito web da cui proviene il link sia di qualità, ovvio!).

Ecco come mai Matt Cutts e il suo Spam Team vanno a caccia di venditori e acquirenti di link. E’ un po’ la stessa cosa che succede con il guest posting.

A questo punto ti lascio al video in cui il nostro simpatico amico ci spiega come Google intuisce quando un link non è “naturale”, ma è stato acquistato. Come sempre il video è seguito dalla mia traduzione e dai miei consigli.

Alcune volte il link è palesemente in vendita: il sito, senza vergogna, sponsorizza chiaramente la possibilità di acquistare un link. Ma in altri casi la vendita è più subdola, ed ecco quindi come Matt e il suo team la individua:

  1. Il link è offerto in cambio di un bene, o di un omaggio. In questi casi bisogna valutare quale valore economico ha l’omaggio in questione. Se un sito che viene linkato regala una penna da 1$ al webmaster del sito linkante, questo non può essere considerato un pagamento, in quanto il ben in questione non ha un valore economico significativo. Se però il sito linkato deve offrire una gift card di valore, o un buono, al sito linkante… Beh questo regalo ha un valore economico, e può quindi essere considerato come un pagamento.
  2. Regalo o prestito? Se io presto a qualcuno un laptop in cambio di una recensione (con link annesso) su un sito di informatica, questo non può essere considerato un pagamento. In fondo il laptop, dopo un po’, tornerà da me. Ma se io regalo un laptop in cambio di una recensione (con link al mio sito), questo è da intendersi come un pagamento, e Google penalizzerà i siti in questione.
  3. L’intento: l’importante non è cosa si fa, ma il modo (e l’intento) con cui la si fa. Quando Google regala prototipi di un suo nuovo cellulare Nexus, non lo fa per ricevere in cambio link, ma per far sì che dei beta tester o sviluppatori possano migliorarlo tramite i loro consigli. Quando un sito offre un trial gratuito di un programma non lo fa per ricevere in cambio link, ma per aumentare la popolarità del proprio software e dar modo a potenziali acquirenti di provarlo. Ma se queste stesse azioni vengono fatte allo scopo di ottenere link, Google interverrà.
  4. L’effetto sorpresa: se sei un blogger che scrive recensioni di film, e qualcuno si propone di mostrarti un film gratis, questo è plausibile, non è sorprendente, ed è tutto ok agli occhi di Google. Ma se a un blogger viene offerto in regalo un laptop in cambio di una recensione sul proprio sito, questo è sorprendente e inusuale, la situazione è diversa: si tratta di paid link.

Bene, fine della (libera) traduzione.

Le conclusioni e suggerimenti di Filippo sui link a pagamento per la SEO

Il video è piuttosto noioso, alla fine tutti i casi spiegati si riducono a questo:

quando un sito offre un link (che sia incluso in una recensione, o in un normale post, o nel widget) in cambio di soldi o di un bene/servizio, il link è da considerarsi a pagamento, ed è obiettivo di Google penalizzare sul proprio motore di ricerca sia il sito linkante che quello ricevente.

Tutto qui.

Ma allora… Dovrei usare link a pagamento? E se sì, in che modo?

Se hai proprio necessità di acquistare link è importante non farlo da siti che in maniera esplicita li vendono in cambio di qualcosa (in genere soldi). Più la vendita è “privata”, meno possibilità ci sono che Google la scopra.

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filippo.jatta@jfactor.it

<p>Filippo Jatta è consulente SEO per liberi professionisti e imprenditori. Dottore magistrale in Organizzazione e Sistemi Informativi presso l’Università Luigi Bocconi di Milano. Dal 2008 aumenta traffico e visibilità online di blog e ecommerce, posizionando siti web in prima pagina su Google. Offre servizi di posizionamento sui motori di ricerca e corsi SEO, sia base che avanzati.</p>

2 Commenti
  • Stefano
    giugno 27, 2018 at 4:32 pm

    Ciao Filippo,

    ma esiste un metodo che permetta di avere tanti link in entrata gratuitamente? A parte i soliti di blog, siti amici ecc non esiste qualche metodo alternativo? Dai svelaci qualche tuo trucchetto 🙂
    Bell’articolo, sempre preciso e professionale

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