Primi su Google

Primi su Google

Una guida completa alla SEO che ti permetterà di far sì che il tuo sito web arrivi primo su Google

 

Hai un sito web ma non hai la minima idea di come lavorarci su per incrementare la sua visibilità e le sue possibilità di guadagno? Bene, sei capitato sull’articolo giusto perché, nelle prossime righe, ti illustrerò una guida completa al posizionamento SEO che ti consentirà di diventare primo su Google e sugli altri motori di ricerca ma, soprattutto, di far decollare il tuo business.

In questo viaggio che compiremo insieme, dunque, scoprirai:

  • Come rivolgerti agli esperti SEO (sia che tu sia un imprenditore o un professionista) e cosa chiedere loro per far sì che il tuo sito web arrivi ad essere primo sui motori di ricerca;
  • Quale approccio scegliere per riuscire a trarre il massimo vantaggio dal mondo del web;
  • Come scoprire chi è un bravo SEO e chi invece è un venditore SEO porta a porta;
  • Come migliorare in maniera semplice e veloce il posizionamento e il ranking del tuo sito web;
  • Le tecniche da mettere in pratica grazie alla così detta “SEO fai da te”.

Sei pronto? Bene: cominciamo!

Perché essere primi su Google?

Il fine principale di questa guida è proprio quello di farti raggiungere le prime posizioni su Google e sui più importanti motori di ricerca. Ma perché questo è così importante? Cominciamo col dire che in questo articolo intendiamo concentrarci sul posizionamento organico e non su quello a pagamento (come quello contemplato da Google Adwords). La tipologia di risultati di ricerca alla quale facciamo riferimento, dunque, sono quelli che derivano in maniera naturale e organica dalle ricerche effettuate dall’utente (e non quelle all’inizio e alla fine della pagina contrassegnate con la scritta Ann.).

Ma perché proprio la SEO? Nel 2018, l’era dei social e dell’instant messaging, non sarebbe invece più furbo investire tutto quanto sui social network? Hanno ragione tutti coloro che danno la SEO come una strategia di web marketing “ormai morta”?

Bè, la risposta a tutte queste domande può essere riassunta in questa breve spiegazione. Cominciamo col dire che, ovviamente, c’è una grande differenza tra un brand già affermato e conosciuto in Italia e un brand che, al contrario, sta iniziando a muovere i primi passi.

Nel primo caso, infatti, si potrebbe anche scegliere (ovviamente con i rischi annessi e connessi) di trascurare il lavoro sui motori di ricerca. In questo caso, infatti, il brand verrebbe comunque trovato dai propri clienti affezionati o estimatori, senza il reale bisogno di un grande lavoro di ottimizzazione SEO.

Nel secondo caso, dunque, laddove il business in questione sia locale o l’azienda non abbia ancora un’immagine vincente e conosciuta in patria o, ancora, si tratti di un professionista o un freelance che desideri essere notato sul web, il posizionamento su Google è assolutamente imprescindibile e richiede tempo, sforzi e soprattutto pazienza. Come pensate che questa attività possa essere trovata dagli utenti senza un lavoro di questo genere?

Ma, torniamo al nocciolo della questione: Perché essere primi proprio su Google? E gli altri motori di ricerca?

Ogni giorno avvengono, nel mondo, circa tre miliardi di ricerche su Google. Analizzando, inoltre, i click sui vari siti web, secondo Moz, oltre il 70 % di questi deriverebbero da risultati posizionati nella prima pagina dei risultati di ricerca, mentre una percentuale nettamente inferiore deriverebbe dalla seconda o dalla terza pagina della SERP (un detto che trovo molto simpatico, infatti, afferma che “se vuoi nascondere un cadavere, il posto migliore è la seconda pagina di Google”, dato che in questo modo nessuno lo vedrà).

Il 70% dei click, dunque, deriva proprio dai primi 5 risultati della prima pagina dei risultati di ricerca. Le pagine che occupano le posizioni dalla sesta alla decima, invece, raccolgono soltanto il 3,73% dei click.

Spero, dunque, che questo breve ma vasto excursus ti abbia aiutato a capire che l’online business equivale prevalentemente al raggiungimento delle prime posizioni dei risultati di ricerca su Google e che questo risultato sia raggiungibile solo attraverso la SEO e la SEM.

La sigla SEO sta, infatti, per Search Engine Optimization, ovvero ottimizzazione per i motori di ricerca. La sigla SEM, invece, sta per Search Engine Marketing, quindi marketing attraverso i motori di ricerca, e contiene, a sua volta, la SEO e la SEA (search engine advertising, ovvero pubblicità attraverso i motori di ricerca).

Perché proprio Google?

Bene, abbiamo, quindi, finalmente risposto a tutti i dubbi sull’importanza della SEO. Ma perché concentrare i propri sforzi in modo particolare per essere primi su Google? Dobbiamo trascurare gli altri motori di ricerca? E se sì, perché?

Risponderò a questi quesiti adducendo un semplice dato: negli ultimi anni, in inglese, il verbo “to google” è diventato sinonimo di cercare qualcosa sul web. Questo dovrebbe, dunque, farti intuire, che, perlomeno in Italia e in Europa, non c’è storia: il re delle ricerche online è Google, con ben il 90% del mercato. La situazione è leggermente differente in America, laddove Google possiede il 60% e il mondo intero dove questa percentuale sale al 77%.

A meno che, dunque, non si punti in maniera particolare e specifica all’America o alla Cina, la Russia, la Repubblica Ceca, etc, località dove non si potranno trascurare i motori di ricerca locali, per il resto del mondo il lavoro su Google sarà sempre quello più efficace.

In poche parole Google è il leader mondiale del mercato dei motori di ricerca ed è questa la ragione per cui gli sforzi principali per un buon posizionamento vanno concentrati soprattutto su questo. Certo, ovviamente, nulla toglie che di pari passo si possa lavorare su Baidu, Yandex, Seznam, Bing, Yahoo, etc.

Primi su Google: raggiungere questo obbiettivo con la SEO o con la SEM?

Alcune agenzie SEO “vendono” la prima posizione su Google per il tuo sito web con estrema semplicità. Proprio per questa ragione, prima che tu ti rivolga a chiunque, è fondamentale chiarire alcuni punti fondamentali.

Per far approdare gli utenti del web sul tuo sito attraverso i search engine ci sono due strade possibili:

  • Grazie alle tecniche di search engine optimization, senza pagare nulla se non l’eventuale lavoro dell’esperto SEO;
  • Grazie a AdWords, ovvero acquistando a pagamento uno spazio pubblicitario all’interno di Google stesso.

La prima strategia è chiamata SEO e il suo compito è quello di aumentare il traffico organico del tuo sito web, attraendo potenziali clienti in maniera totalmente naturale (senza pagare nulla). In poche parole la SEO aumenta le visite sul tuo negozio online dato che potenziali clienti vedono comparire in maniera del tutto naturale la tua pagina per prima nei risultati di ricerca.

Ma questo non è l’unico compito della SEO, perché questa branca si occupa anche di ottimizzare al massimo l’esperienza del cliente che visita il tuo sito web, così che sia incoraggiato a ritornarvi, garantendoti, dunque, un incremento dei profitti.

Un buon lavoro di SEO, dunque, corrisponde all’avere un magnete che, 24 ore su 24, può attrarre potenzialmente sul tuo sito nuovi clienti.

La SEM, invece, o meglio la SEA (search engine advertising), ha il compito di far sì che ogni centesimo speso aumenti la tua visibilità. Il vantaggio di questa seconda strategia, infatti, è che è assolutamente immediato: appena pago, acquisto visibilità. Ma, al tempo stesso, appena finisco di pagare, la perdo.

Questo non toglie che, se ho necessità di visibilità immediata, come quella per una campagna stagionale, la SEA possa risultare assolutamente utile, ma, in linea di massima, è sempre meglio privilegiare la SEO o investire, comunque, su entrambe.

Primi su Google: quanto costa?

Abbiamo, dunque, compreso perché la SEO sia fondamentale e, ancor più, perché dedicare la maggior parte dei nostri sforzi a Google. Ma, entrando nel vivo del discorso, quanto mi costa tutto questo?

Questa è sicuramente una delle domande più usuali e ricorrenti che la maggior parte dei SEO si sono sentiti rivolgere. Pian piano, infatti, chiunque abbia un business, di qualsiasi tipo, ha iniziato a comprendere l’importanza fondamentale di queste tecniche e ha iniziato, dunque, a informarsi in materia.

Per rispondere, però, in maniera appropriata a questa domanda dobbiamo fare le opportune differenziazioni tra SEO e SEA.

Nel caso si voglia ricorrere alla seconda, infatti, acquistando visibilità grazie al pay per click, la cifra sarà determinabile in maniera più certa, per quanto riguarda la SEO, invece, entrano in gioco molti fattori.

I primi posti nella SERP, infatti, sono ovviamente limitati, e riuscire a raggiungere questo risultato rappresenta sicuramente una sfida che, tuttavia, verrà ricompensata dal potere “magnetico” che il tuo sito web acquisterà.

Un buon lavoro di SEO, dunque, dovrà combattere con Google, con la concorrenza e con la SEA.

Come Google può ostacolare la Search Engine Optimization

Google è diventato, ormai, il motore di ricerca per eccellenza. Questo è accaduto, ovviamente, per delle ragioni, tra le quali primeggia il risultato finale offerto al cliente. Questo motore di ricerca si è, infatti, differenziato dai suoi rivali grazie ad una serie di algoritmi che vengono aggiornati quotidianamente per far sì che il cliente abbia davanti a sé risultati realmente soddisfacenti e non condizionati dal lavoro degli esperti SEO.

Questo significa, quindi, che un bravo esperto SEO deve aggiornarsi continuamente e cercare di andare pari passo con ciò che “piace” al motore di ricerca e che Google “desidera”. Solo con un lavoro attento, paziente e creativo, infatti, si può diventare primi su Google.

Come la tua concorrenza può impedirti di raggiungere la prima posizione

Una volta assodato che il primo ostacolo che incontreremo sarà Google con i suoi repentini aggiornamenti e “cambi d’umore”, possiamo passare al nostro “nemico n° 2”, ovvero la tua concorrenza. Ogni azienda e attività, infatti, ha una concorrenza e per arrivare a raggiungere la prima posizione bisogna studiare una strategia SEO efficace per sconfiggere i propri competitor, ovvero coloro che desiderano, quanto te, raggiungere il primo risultato di ricerca in relazione a quelle date parole chiave.

Questo significa che non è detto che i tuoi competitor sul web siano gli stessi del mondo reale. Internet rappresenta, infatti, una vetrina sul mondo intero ed è come se, da un acquario, tu fossi lanciato nell’oceano, dove, ovviamente, non ci sarà la stessa tipologia di pesci e bisognerà, dunque, abituarsi a combattere con essi per la propria sopravvivenza.

Quando si parla di competitor, inoltre, è fondamentale affermare che parte della SEO sta nello scegliere anche parole chiave non eccessivamente competitive, così che le tue possibilità di successo siano aumentate.

Come gli altri SEO e la SEA possono rendere difficile il raggiungimento del tuo obbiettivo

Per quanto riguarda la SEA abbiamo già ampiamente affrontato l’argomento. Ovviamente chi acquista le posizioni a pagamento rappresenta un ulteriore competitor nel raggiungimento dell’attenzione dei tuoi potenziali clienti. Al tempo stesso un’altra categoria con la quale bisogna stare davvero molto attenti è quella dei SEO che “vendono” prime posizioni tanto al chilo, aggirando così tantissimi ignari clienti.

Riuscire a raggiungere la prima posizione in maniera organica dalla sera al mattino è praticamente impossibile e questo risultato, invece, va raggiunto con studio, attenzione, tempo e molteplici strategie. Ti consiglio, dunque, di diffidare da chi ti propone grandi risultati in brevissimo tempo. Rischieresti, così, di perdere soldi e tempo e di cadere nella trappola dei tanti “furbetti” che hanno, purtroppo, individuato nella SEO una grande fonte di business.

Sei scoraggiato? Beh, non esserlo perché è qui che comincia il bello. Ora che sai, infatti, quali sono i tuoi avversari sei sulla buona strada per sconfiggerli e raggiungere il tuo tanto agognato obbiettivo finale. Nelle prossime righe, infatti, ti svelerò il sentiero per aumentare il numero quotidiano delle tue visite sul web, le tue opportunità e, di conseguenza e se sarai bravo, le tue possibilità di guadagno.

Lavorare sulle parole chiave utili

Il primo passo del nostro sentiero, dunque, sta nel comprendere che una buona agenzia SEO non è quella che ti propone di raggiungere il primo posto dei risultati di ricerca in tempi brevi e dietro il pagamento di grosse cifre, ma anzi è quella in grado di garantirti un buon posizionamento complessivo e in relazione a parole chiave realmente utili e strettamente correlate al tuo business.

Ma cosa significa parole chiave “utili”? Cominciamo col dire, intanto, che con parole chiave si fa riferimento ai termini inseriti dall’utente all’interno della barra di ricerca. Quindi, ipotizzando che io stia cercando un ristorante indiano al centro di Roma la mia possibile parole chiave sarà: Ristorante indiano Roma Centro. In che modo, dunque, una parola chiave può essere utile?

Le keyword portano il potenziale cliente direttamente da noi e sceglierle con attenzione, dunque, è estremamente importante. Se per esempio un agente immobiliare sceglierà “vendita case” come parole chiave, ovviamente avrà ben poche possibilità, con qualsivoglia strategia SEO, di raggiungere la prima posizione su Google con il suo sito web. Al contrario se la parola chiave diverrà più specifica, la competitività diminuirà drasticamente, aumentando le possibilità che il sito si posizioni per primo.

Lo stesso vale per le keyword locali, che aiutano a determinare, ancor più, il potenziale target e aumentano le nostre possibilità di “riuscire nell’impresa”, magari anche sfruttando mappe, immagini e video. La SERP, infatti, non è più composta soltanto da link, ma è divisa anche nei settori notizie, immagini, video, mappe e shopping. Gli spazi che abbiamo a disposizione, quindi, da questo punto di vista sono decisamente aumentati.

Come combattere i grandi competitor

Abbiamo, dunque, parlato della concorrenza dei grandi competitor contro i quali dovremo combattere. Ma come? Grazie alle parole chiave e, in particolar modo, con la strategia long tail. Con il termine long tail key word, infatti, si fa riferimento alle parole chiave particolarmente specifiche ed estese.

Sommare le ricerche ottenute dalle nicchie, infatti, porterà maggiori risultati rispetto al puntare ad una sola ed esclusiva parola chiave particolarmente rilevante. In più il lavoro sulle nicchie in SERP è più economico a livello di tempo e di danaro, è più facile perché bisogna scontrarsi con meno concorrenza e porta risultati migliori per quanto riguarda visite e nuovi contatti.

È importante, dunque, che tu tenga a mente che nella maggior parte dei casi nella SEO, keyword meno competitive racchiudono maggiori opportunità.

Molti clienti vengono da me e mi chiedono come fare ad arrivare in prima pagina per le parole chiave che loro ritengono migliori per la loro attività, keyword che nella maggior parte dei casi sono troppo generali e hanno una concorrenza troppo alta da sconfiggere. Questo accade quando non si è svolta una corretta analisi preliminare e quando, dunque, non si hanno chiari i propri obiettivi di Business.

Le parole generiche, infatti, spesso e volentieri sono correlata ad una fase esplorativa da parte dell’utente e non corrispondono ad una concreta volontà di acquisto. Parole chiave più specifiche, invece, vengono digitate da chi sta cercando realmente quello che desiderate offrirgli.

Ti faccio un esempio: l’utente che cerca la keyword “hotel a Roma” ha ancora un’idea abbastanza generale di ciò che desidera, uno che invece cerca “hotel a Roma zona San Giovanni” oppure “hotel Roma vicino piazza di Spagna” sa già quello che vuole e ci sono più possibilità che, una volta arrivato su di un sito web effettui realmente l’acquisto.

Questo non significa che dobbiamo trascurare le parole chiave principali, ma è un dato di fatto che i risultati maggiori derivano dalle keyword secondarie e per cui bisogna lavorare di pari passo su entrambe. Questa strategia si chiama “occupazione delle SERP” e, se applicata nella maniera giusta, può rivelarsi davvero proficua in ogni settore.

Un’altra cosa da aggiungere è che le keyword principali, ovvero quelle “secche” generano solitamente poco traffico utile. Gli utenti del web, infatti, hanno ormai chiaro come utilizzare i motori di ricerca e utilizzano query con quattro o cinque termini di ricerca. Desiderano ottenere, infatti, informazioni precise e per questo inseriscono l’area geografica nella quale effettuare l’acquisto, il modello, la marca, etc. etc.

Un altro significativo cambio di tendenza verrà apportato anche dalla ricerca vocale tramite smartphone o tramite auto, dato che il linguaggio in questo caso sarà più naturale e le parole chiave saranno frasi vere e proprie e non parole secche.

Long tail keyword: Come utilizzarle per una strategia SEO vincente?

Lavorare sulle nicchie è una strategia vincente ma non basta. Bisogna avere un obbiettivo davanti ai propri occhi e aver chiaro come raggiungerlo. È come se tu desiderassi conquistare una nazione: dovrai possederne ogni fiume, ogni stagno, ogni angolo di terra, prima che lo facciano gli altri.

Lavorare sul pensiero strategico sarà quello che ti insegnerà un bravo SEO, spiegandoti come impostare il tuo blog, il tuo sito web, il tuo e-commerce, dopo aver analizzato, ovviamente, i tuoi obbiettivi di business e aver discusso con te del budget da dedicare al progetto.

Come hai, chiaramente, capito, non sei l’unico a voler comparire in prima posizione per le keyword di tuo interesse. Per riuscirci davvero, però, devi:

  • Avere un sito davvero ineccepibile tecnicamente da ogni punto di vista e, soprattutto, SEO friendly;
  • Scrivere contenuti davvero pertinenti e rilevanti rispetto alle parole chiave per cui desideri apparire in prima pagina.
  • Ottenere link in ingresso che rimandino al tuo sito web (questa tecnica si chiama link building e fa aumentare l’autorevolezza del tuo sito web agli occhi di Google).
  • Procurarti un buon sistema di monitoraggio per seguire i risultati raggiunti da te e dalla tua concorrenza, così da permetterti di migliorare continuamente.

Andiamo, dunque, ad analizzare insieme ognuno di questi aspetti.

Un sito web tecnicamente ineccepibile e SEO friendly

Tempo fa era sufficiente conoscere e applicare la tecnica corretta sul web per garantirsi la prima posizione sui motori di ricerca. Oggi, ovviamente, non è più così ed un sito web ben strutturato e ottimizzato non basta per vincere la prima posizione. Tuttavia questo ha ancora una sua grande importanza e nelle prossime righe ti spiegherò perché.

Dopo l’evoluzione subita da Google negli anni 90, non è stato più possibile, infatti, arrivare in prima pagina assicurandosi che agli occhi del motore di ricerca il sito apparisse ben fatto, ma questo appare comunque, anche oggi, il primo passo da compiere per una strategia SEO vincente.

Ecco, dunque, le cose che non puoi trascurare per ottenere un buon risultato:

  • La struttura del tuo sito web: questa deve essere SEO oriented e le classificazioni, le tassonomie, la distribuzione dei contenuti devono essere coerenti e contenere le keyword di tuo interesse;
  • Le singole pagine: le singole pagine del tuo sito web dovranno essere progettate in modo tale da essere esaminate con facilità dai motori di ricerca;
  • Title: i title ovviamente dovranno contenere le keyword per le quali desideri posizionarti ed essere, dunque, SEO friendly;
  • Description e meta description: queste devono essere accattivanti, contenere le parole chiave ed invogliare gli utenti a cliccarci su;
  • Struttura dei contenuti testuali: i contenuti testuali devono essere strutturati in modo tale da essere facilmente leggibili, attraverso titoli (h1) e sottotitoli (h2, h3, etc.). Ovviamente i contenuti testuali devono contenere le parole chiave sia nel corpo del testo che nei titoli;
  • Le Url: le url devono contenere anch’esse le parole chiave ed essere anch’esse SEO friendly;
  • Le immagini: lo stesso discorso vale per le immagini che devono essere opportunamente nominate, ovviamente senza dimenticare di inserire le keywords;
  • Sitemap XML: dovrai creare una sitemap XML grazie agli appositi tools gratuiti così che i crawler che scansionano il web non si perdano nemmeno una pagina del tuo sito;
  • Spider e Crawler: ovviamente dovrai assicurarti che il tuo sito sia anche accessibile da parte degli spider e dei crawler, ovvero dei robot che scansionano per Google il web. Un errore di questo tipo potrebbe portare il tuo sito persino a non essere indicizzato. Controlla inoltre che i contenuti non siano duplicati (altra causa di non indicizzazione) e che la struttura dei link interni funzioni al meglio;
  • Mobile responsive: nell’era degli smartphone, per ottenere un buon posizionamento su Google, è indispensabile avere un sito leggibile da ogni tipo di dispositivo. Questo, prima di tutto, perché il 50% del traffico totale proviene dai cellulari e, in secondo luogo, perché è un criterio di posizionamento utilizzato da Google (dato che il motore di ricerca desidera offrire all’utente la migliore esperienza possibile e un sito non leggibile sicuramente non lo è);
  • Velocità di caricamento: per quanto riguarda la velocità di caricamento vale più o meno lo stesso ragionamento. Google vuole garantire all’utente la migliore esperienza possibile e, ovviamente, un sito che impiega molto tempo per caricare le pagine, porta questo ad abbandonarlo. Più gli utenti tendono ad abbandonare i siti web, più Google peggiora il loro posizionamento. Per una pagina caricare il più velocemente possibile, dunque, è indispensabile.

Contenuti interessanti, pertinenti, rilevanti e che contengano le keyword per le quali si desidera posizionarsi

Dopo aver parlato approfonditamente delle caratteristiche che deve avere la struttura di un sito web per essere SEO oriented e SEO friendly, possiamo passare al secondo punto della nostra lista: ovvero i contenuti.

Dietro ogni ricerca, infatti, si nasconde un utente che desidera ottenere delle informazioni ben precise. Sono proprio i contenuti a dover soddisfare questo desiderio e, per questa ragione, devono essere idonei, accattivanti (magari grazie all’inserimento di foto, video, immagini, etc.), originali ed esaustivi.

I nostri contenuti devono rispondere a tante caratteristiche ma sarà proprio questa la chiave del nostro successo e ciò che differenzierà il vostro sito web dagli altri. Un’altra caratteristica fondamentale dei contenuti, infine, e da non dimenticare assolutamente è la rilevanza: questi devono rispondere esattamente al search intent della query.

Durante l’elaborazione dei contenuti testuali del tuo sito web, dunque, dovrai tenere a mente tutti questi importanti fattori per riuscire, perlomeno, a concorrere al raggiungimento della prima posizione su Google per le key word di tuo interesse.

Link building: la costruzione di link in ingresso che riportino al tuo sito web

Eccoci arrivati, dunque, al terzo punto della lista, ovvero la link building, la costruzione di link in ingresso che riportino al tuo sito web. Questo punto è importante esattamente come tutti gli altri e in alcuni casi può davvero fare la differenza in fatto di posizionamento (in particolar modo per le keyword con elevata competitività e per cui, quindi, la sola ottimizzazione on site non basta per raggiungere la prima posizione).

Fino ad ora, infatti, abbiamo parlato solo delle operazioni da fare sul nostro sito web (la così detta ottimizzazione SEO on page), senza però fare riferimento a quella off page, ovvero a quelle operazioni che, eseguite su altri siti, possono portare ad un miglioramento della nostra posizione su Google.

Ma in che modo la costruzione di backlink, ovvero di link di ingresso al nostro sito, può aiutarci a raggiungere il nostro obbiettivo? La risposta è molto semplice: aumentando la nostra popolarità. Google, infatti, non attribuirà la stessa importanza, nei suoi risultati di ricerca al New York Times o ad un giornalino scolastico. Ma come fa a capire quali sono le fonti più attendibili?

Attraverso i link in entrata! È normale, infatti, che le fonti più autorevoli siano quelle più citate, quelle di cui si parla di più, e come? Linkando alla pagina in questione. I link in entrata, dunque, se pertinenti (cioè in linea con il nostro argomento e con il nostro prodotto) possono portare ad un significativo miglioramento del nostro posizionamento.

La link building, dunque, ha lo scopo di aumentare il ranking del nostro sito web, riuscendo ad ottenere link juice (ovvero succo di valore che viene trasferito da un sito web ad un altro). Ma come si fa?

Ecco alcuni consigli per riuscire ad ottenere link in entrata:

  • Cerca di ottenere link da pagine che parlino della tua stessa tematica o dei tuoi stessi argomenti (in caso contrario Google potrebbe ignorare il link in questione che verrà considerato come non pertinente);
  • Non comprare link ed evita di partecipare ad attività illecite di scambio degli stessi: Google è molto attento alle attività black hat e potrebbe penalizzare il tuo sito web. In questo modo otterresti l’esatto risultato opposto rispetto a quello che ti auspicavi;
  • Fai attenzione ai competitor che cercano di infettare il tuo sito web con link in ingresso nocivi.

Monitoraggio dei risultati raggiunti per migliorare di pari passo i tuoi risultati

Il monitoraggio è ciò che fa realmente la differenza. Riuscire a capire a che punto siamo della nostra “scalata” è, infatti, fondamentale per riuscire ad avere maggiori possibilità di successo. Una buona strategia, infatti, non basta: bisogna testare i risultati raggiunti così da orientare in maniera corretta il proprio lavoro.

Per monitorare i risultati raggiunti, dunque, potrai avvalerti di vari strumenti come, ad esempio, Semrush, Seozoom, Spyfu, etc. Questi ti forniranno informazioni utili ma non devi dimenticare che la differenza la farà la tua volontà di impegnarti in un processo di miglioramento continuo per il posizionamento del tuo sito web. Senza lavoro, pazienza e, soprattutto, costanza, le prime posizioni rimarranno per te un miraggio e magari questo non assicurerà il tuo futuro o il successo della tua azienda, ma sicuramente potrà essere un grande portone d’accesso ed una potenziale miniera d’oro per la tua attività.

Guida al posizionamento SEO passo per passo

Adesso che abbiamo un’idea generale delle operazioni da compiere per raggiungere la prima posizione su Google, non ci resta che concentrarci sul da farsi passo per passo.

Abbiamo, dunque, detto che SEO è l’acronimo di Search Engine Optimization e che significa “ottimizzazione per i motori di ricerca”. Questa branca si occupa, in particolar modo, di far piacere un sito a Google, così che ne migliori il posizionamento all’interno dei suoi risultati di ricerca.

Le tecniche SEO si dividono, a loro volta, in due macro categorie: l’ottimizzazione SEO on site e l’ottimizzazione SEO off site. Le prime si occupano principalmente del sito web, migliorandone la struttura, i contenuti testuali, le immagini, etc. Le seconde, invece, sono correlate a tutte quelle operazioni da svolgere al di fuori del sito web in questione, come la link building, ad esempio.

1.      Indicizzazione

La prima cosa da fare, dunque, per migliorare il posizionamento del nostro sito web è inserirlo all’interno dei motori di ricerca. Questa operazione viene definita comunemente indicizzazione e solitamente è automatica. Google, infatti, si avvale di software che scansionano quotidianamente il web, indicizzando i nuovi siti internet nei quali s’imbattono accidentalmente. Questa operazione, però, può richiedere alcuni giorni e, per un risultato più immediato, a volte, è meglio procedere con l’indicizzazione manuale.

Per indicizzare manualmente il tuo sito web, dunque, devi recarti sulla pagina per l’aggiunta e rimozione degli URL di Google, inserire nell’apposita barra l’intero URL (comprendendo anche il prefisso http:// o https://) e facendo molta attenzione a non compiere errori di battitura. Durante questa operazione potrai inserire commenti o parole chiave per aiutare Google ad inquadrare il contenuto della tua pagina.

Per quanto riguarda Bing, invece, la procedura è molto simile: basta creare un account microsoft e inserire l’URL nella pagina dedicata (questa operazione, tra l’altro, ci permetterà di indicizzare il nostro sito web anche su Yahoo, dato che i due motori di ricerca si sono ormai fusi).

In linea di massima, però, a queste operazioni va sempre aggiunta la creazione di una sitemap, ovvero di una mappa del sito in formato XML che ne descriva la struttura così che il motore di ricerca non si perda nemmeno una pagina. I programmi per crearla gratuitamente non mancano. Sono un esempio XML Sitemap Generator o i vari plugin di WordPress.

2.      Ottimizzazione della struttura

Una volta indicizzato il nostro sito web possiamo passare all’ottimizzazione della struttura, che è la prima operazione dell’ottimizzazione on page.

Per un buon posizionamento una buona struttura, coerente, chiara e che permetta all’utente di navigare con facilità da una sezione all’altra del sito web, è assolutamente essenziale. In tal senso, la struttura consigliata è quella “a silo”, una suddivisione di contenuti simile a quella di un libro: le informazioni si dividono in aree semantiche principali (simili ai capitoli di un libro), divise a loro volta in altrettanti contenitori minori (come i paragrafi o i sottoparagrafi).

Il primo a parlare di questo genere di struttura fu Bruce Clay, che ne discute in maniera approfondita sul suo sito. La struttura “a silo” ha davvero tanti vantaggi, tra cui, principalmente quello di essere molto ordinata e funzionale.

Per realizzarla su WordPress basta creare le “silo page” come pagine “parent”, costituendo i sottoinsiemi con pagine “child”. L’alternativa è creare una pagina archivio di una categoria e porre i contenuti dei sottoinsiemi nel livello immediatamente sottostante.

3.      Scegliere le parole chiave

Abbiamo già parlato in maniera approfondita di quanto sia importante la scelta delle parole chiave e il cercare la propria nicchia di riferimento, ma soprattutto riuscire ad occuparla. I motori di ricerca, infatti, sono davvero sovraffollati di contenuti e, riuscire a primeggiare, non è assolutamente semplice.

I contenuti del tuo sito web devono corrispondere ad una query precisa degli utenti ed è proprio qui che entrano in gioco le parole chiave. Ma come fare a scegliere quelle giuste?

Il mio consiglio è quello di partire sempre da quelle più generali, per poi aggiungere aggettivi, località, fasce di prezzo, etc. In questo modo la tua keyword diventerà sempre meno competitiva e più rispondente alla ricerca effettuata dall’utente.

Annota su una pagina, dunque, una lista di parole chiave possibili, che rispecchino, ovviamente, queste caratteristiche e analizza per ciascuna il volume di traffico, ovvero la media di ricerche mensili (ci interessa, infatti, scegliere parole chiave che non siano troppo competitive ma che abbiano comunque una buona media di ricerche, altrimenti lavorare su di esse sarebbe inutile).

Al tempo stesso è importante verificare la concorrenza per ogni parola, ovvero quanti siti sono indicizzati per la stessa. Maggiore sarà il numero più difficile sarà il posizionamento e viceversa.

La specificità della parola chiave, inoltre, corrisponde, di solito, ad un’azione rilevante per noi, come può essere un acquisto, un iscrizione, etc. etc. Per farti un esempio, se cerco su internet “truccatrice matrimonio” è probabile che io stia cercando una truccatrice da ingaggiare per il mio matrimonio, al contrario se cerco “trucco matrimonio” magari voglio soltanto ammirare qualche scatto per farmi un’idea.

Bene. Ma come si misura la competitività e la media di ricerche mensili?

In maniera molto semplice, ovvero attraverso tanti tools come SeoZoom, Semrush e simili. Questi strumenti sono molto potenti e ci permettono di analizzare le parole chiave, ottenendo i dati che ci interessano, così da confermare le nostre scelte o trovare nuove keyword per migliorare la nostra strategia.

4.      Ottimizzare gli URL

Con la sigla URL (Uniform Resource Locator) si fa riferimento ad una sequenza di caratteri che sul web localizza una risorsa, come può essere un documento, un’immagine, una pagina, etc. Il lavoro su questi indirizzi è davvero fondamentale per riuscire ad arrivare primi su Google.

Per una buona ottimizzazione, dunque, ti consiglio di creare url discorsivi, che contengano informazioni sulla pagina grazie alla keyword di riferimento.

Facendoti un esempio, una struttura corretta di URL SEO friendly è nomesito/paola-chiave. Nell’URL, quindi, bisogna evitare di utilizzare congiunzioni o preposizioni, ma limitarsi ad indicare la keyword nella maniera più essenziale possibile.

Rifletti, comunque, accuratamente su questa decisione perché il rimuovere congiunzioni e preposizioni dagli URL potrebbe portare a rendere l’url meno leggibile o, soprattutto, ad alterarne il significato (ad esempio “primi su Google” è una keyword con un volume alto di ricerche mensili e leggibile. Al contrario “primi Google” non significa assolutamente nulla).

5.      Ottimizzare il title

Una volta terminato il lavoro sull’URL possiamo passare ad ottimizzare il title, ovvero il titolo della pagina che viene visualizzato nella SERP (la pagina dei risultati di Google). In molti sostengono persino che la metà del lavoro di SEO consista proprio nel title. Diciamo che, in linea di massima, questo dovrebbe contenere le keyword e dovrebbe avere questa struttura:

“Paola Chiave 1 – Parola Chiave #2… | Nome Sito”

È importante che il title inizi con la parola chiave per la quale si vuole apparire primi su Google ma, al tempo stesso, che sia accattivante. La lunghezza del title ideale e raccomandata, invece, è di 35/65 caratteri. Google stesso consiglia 55/60 caratteri, che corrispondo all’incirca a una decina di parole. Fai molta attenzione, però, a non superare la lunghezza massima di 65 caratteri perché il tuo title potrebbe apparire tronco (e quindi incompleto) all’interno dei risultati di ricerca.

Per quanto riguarda la scelta delle keyword da inserire nel title le considerazioni da fare sono simili a quelle del paragrafo precedente. Se, infatti, si è scelta una keyword senza stop words per l’URL, allora sarebbe coerente che questa apparisse nello stesso modo nel title. Ma al tempo stesso questo potrebbe far apparire la frase grammaticamente errata o troppo asettica (nella vita, infatti, le congiunzioni le utilizziamo: non siamo dei robot!). La soluzione sta sempre nel compromesso tra la corrispondenza delle parole chiave e l’obbiettivo, non trascurabile, di accattivare gli utenti.

Google, infatti, non ragiona meccanicamente e un buon lavoro di SEO presuppone l’accontentare sia l’utente che il motore di ricerca. Ad esempio un title con le stop words, farà sì che questo compaia sia nelle SERP che le contiene che in quelle che non le contiene. Il posizionamento non si attiene solamente alla corrispondenza diretta con le parole chiave, infatti, ma segue delle logiche più complesse e legate al fatto che questo motore di ricerca, al giorno d’oggi, ragiona quasi come un utente in carne ed ossa.

6.      L’ottimizzazione delle meta description

Con il termine meta description si fa riferimento, invece, alla porzione di testo che appare nella pagina dei risultati sotto title e URL. È, in pratica, un breve riassuntino che in modo conciso e accattivante (come uno slogan pubblicitario) illustra all’utente ciò che troverà cliccando. Deve, quindi, attirare l’attenzione di chi legge e, al tempo stesso, contenere le parole chiave di nostro interesse.

Il codice sorgente deve avere, all’incirca, questo aspetto:

<meta name=”description” content=”In questo campo devi inserire alcune frasi accattivanti e che indichino all’utente il contenuto delle pagine.”/>

La frase da inserire nella meta description deve avere una lunghezza di 150/160 caratteri massimo. Deve essere d’effetto e contenere le keyword in maniera naturale e non troppo “spammosa”. La meta description, infatti, non influisce in maniera diretta sul posizionamento ma invoglia i clienti a cliccare sul sito e aumenta il click trough rate (ovvero la percentuale di utenti che decide di cliccare sul sito, dato visto comunque in maniera positiva da Google).

Ma se le keyword all’interno delle meta description non servono per l’indicizzazione perché inserirle? In realtà questa operazione è molto importante perché quando si cercano delle parole chiave nella meta description le stesse vengono evidenziate in grassetto e fanno comprendere all’utente che c’è effettivamente una corrispondenza con la ricerca effettuata (il che potrebbe invogliarlo a cliccarvi su).

Per ottimizzare al meglio le meta description una soluzione possibile è il tool Google Webmaster che può risultare estremamente utile al raggiungimento di questo obbiettivo.

7.      Ottimizzazione dei contenuti testuali

L’ottimizzazione dei contenuti testuali è davvero molto importante per aspirare alla prima posizione su Google. Eccoti, quindi, alcune linee guida che dovrai seguire durante la scrittura dei testi presenti sul tuo sito web.

I contenuti testuali all’interno di un sito web sono davvero importanti. Si pensi, infatti, che c’è una branca della SEO che si occupa essenzialmente di questo, il SEO copywriting.

Per dei testi realmente efficaci ricorda di:

  • Inserire le keyword per le quali desideri posizionarti una volta nel titolo, una volta nel sottotitolo e tre volte all’interno del corpo dell’articolo (preferibilmente una volta nel primo paragrafo, una volta al centro e una volta nell’ultimo paragrafo).
  • Utilizza il grassetto per mettere in evidenza le parole chiave. Questo aiuterà Google a capire che si parla di un’espressione rilevante per il contenuto testuale e per l’intero sito web. Fai attenzione, però, a non esagerare e ad utilizzare il grassetto anche per gli altri concetti fondamentali presenti all’interno dell’articolo (ricorda sempre: dobbiamo piacere sia a Google che all’utente in carne ed ossa).
  • Utilizza titoli e sottotitoli (ovvero gli heading tag, quelli che vanno da h1 a h6). Questo aiuterà il lettore a comprendere meglio il testo e, inserendo la parola chiave di cui parla ciascun paragrafo, potrebbe essere utile anche ai fini del posizionamento.
  • Non esagerare con l’inserimento delle parole chiave. Non a caso, infatti, ti ho consigliato di inserirle per un massimo di 3 volte. Inserimenti maggiori potrebbero danneggiare la leggibilità del testo per l’utente e, al tempo stesso, farvi penalizzare da Google (un uso eccessivo di Keyword all’interno dei contenuti testuali è motivo di penalizzazione).

8.      Ottimizzazione dei link

Anche i link sono importanti nel posizionamento SEO. Come ti ho già accennato, infatti, la SEO è un’arte complicata e bisogna elaborare una vera e propria strategia, senza sottovalutare nessun aspetto.

Per essere primo su Google, dunque, devi gestire correttamente anche i link, sia che siano interni (ovvero all’interno del sito web), sia che siano esterni (ovvero quelli che collegano ad altri siti web o che da un altro sito web rimandano al tuo).

Quando all’interno di una pagina è presente un link interno solitamente si parla di cross-linking. Ti basti pensare alle pagine di Wikipedia, ciascuna delle quali rimanda ad un’altra una volta che si incontrano dati nomi o assunti. Questi link, dunque, non fanno altro che collegare più pagine all’interno dello stesso sito.

I link interni hanno grandissima importanza. Non solo perché rendono il sito più navigabile e stabiliscono una vera e propria gerarchia dei contenuti, ma anche perché diffondono il link juice, quella forza che da una pagina si può trasmettere ad un’altra pagina grazie ad un collegamento.

I link esterni, invece, si suddividono in due tipi: quelli che rimandano ad altri siti e quelli che da altri siti rimandano al tuo sito web. Ma a cosa servono? I link esterni del primo tipo migliorano la leggibilità del contenuto testuale, così che l’utente interessato all’argomento, possa approfondire grazie al collegamento da te creato (in poche parole punti in più per il tuo sito web e esperienza più soddisfacente per l’utente). I link del secondo tipo, infatti, sono molto importanti per l’autorevolezza del tuo sito web e sono la base della link building, ma approfondirò questo argomento nei paragrafi successivi.

9.      L’ottimizzazione delle immagini

Una buona guida SEO non può assolutamente tralasciare l’argomento immagini. Queste, infatti, oltre a rendere la lettura più piacevole, arricchiscono il testo e possono, in maniera consistente, migliorare la visibilità del tuo sito internet. Ma in che modo?

Ecco di seguito alcune regole da prendere in considerazione per l’ottimizzazione delle immagini del tuo sito web:

  • Evita immagini troppo pesanti. Queste rallentano il caricamento del sito, alzando il tasso di rimbalzo (come ti ho già illustrato nei paragrafi precedenti, infatti, l’utente tende ad abbandonare quei siti che impiegano troppo tempo a caricare).
  • Nomina i file in modo utile, ovvero con un nome “parlante”. In poche parole anche le immagini contribuiscono al posizionamento e, per questa ragione, le keyword vanno inserite anche nei nomi delle immagini. Se, per esempio, la mia keyword è “hotel ara pacis Roma”, allora dovrò nominare l’immagine in questo modo: hotel-ara-pacis-roma.jpeg.
  • Inserisci il title, ovvero attribuisci all’immagine una frase che appaia quando ci clicchi sopra con il mouse. Questo servirà sia agli utenti che al motore di ricerca.
  • Inserisci una didascalia, che illustri a Google ulteriormente il contenuto e la natura dell’immagine.
  • Non dimenticare, infine, il testo alternativo, ovvero l’attributo alt che “racconta” a Google l’immagine e lo aiuta a classificarla nella sezione Immagini. Questo testo compare anche nell’eventualità che l’immagine, per qualche motivo x, non venga caricata.

Dopo tutti questi consigli, dunque, avrai intuito l’importanza che le immagini hanno nel posizionamento su Google, soprattutto per quello che riguarda la sezione “Immagini” che segue regole a sé stanti. Come ultima dritta sull’argomento, infine, ti consiglio di non sovraccaricare titoli, didascalie e testo alternativo con le keyword: basta una volta sola! Il keyword stuffing, infatti, viene ormai penalizzato da Google, come ti ho illustrato nei paragrafi precedenti.

10.  Ottimizzare i contenuti multimediali

Come le immagini, anche i contenuti multimediali devono essere ottimizzati per un buon posizionamento SEO. Anche in questo caso, dunque, evita file troppo pesanti e che potrebbero rallentare il caricamento del tuo sito web e, soprattutto, fai attenzione a nominare file, title, anchor text, etc. in maniera appropriata (ovvero includendo la keyword o la keyphrase nel modo che ti ho illustrato nel paragrafo precedente).

11.  Crea una navigazione sicura

Uno dei fattori di ranking è la sicurezza del sito web. Google, infatti, vuole garantire all’utente, prima di tutto, una navigazione sicura e questo è garantito dai protocolli https (sigla di Hypertext Transfer Protocol Secure). L’https, infatti, è un sistema di regole per una comunicazione sicura tra due computer (rappresentata dal lucchetto verde che probabilmente ti sarà capitato di notare sulla barra di navigazione del browser).

Acquistare un protocollo https è molto semplice, basta rivolgersi al proprio provider di hosting o si può attivarne uno gratuito con OpenSSL. Se invece il tuo sito ha un protocollo http, lo si può migrare, senza problemi ad https. Non trascurare assolutamente questa operazione perché è davvero molto importante ed influisce in maniera significativa sul posizionamento.

12.  Metti in pratica le tecniche SEO off-site

Una volta terminato con l’ottimizzazione SEO on site, si può passare all’off site, ovvero a tutte quelle operazioni che devono essere effettuate al di fuori del tuo sito web. Queste operazioni, solitamente, hanno l’obbiettivo di migliorare il posizionamento di un sito web, incrementando la link popularity.

Come ti ho già accennato nei paragrafi precedenti, infatti, Google dà un indice di affidabilità e di autorevolezza ad un sito web, in base al numero di fonti che lo citano. Questo fattore influisce in maniera davvero rilevante sul posizionamento.

Le tecniche off-site, dunque, si dividono in link earning (ovvero il cercare di ottenere link da altri siti in maniera del tutto spontanea) e il link building (ovvero le tecniche per ottenere link in maniera artificiale).

Prima di illustrarti, però, i procedimenti con i quali ottenere questi link è doverosa una promessa. Non tutti i link, infatti, sono uguali. Se veniamo citati dal New York Times o da un giornalino scolastico, la cosa non ha assolutamente la stessa importanza. Questo perché il link juice passa comunque da una pagina all’altra e in base al valore della pagina di partenza, viene trasferito. Affinché i link migliorino in maniera consistente il posizionamento, dunque, è importante che questi provengano da siti di qualità.

Ma come facciamo a capire quando un backlink è di qualità? Fino a poco tempo fa bastava calcolare il Page Rank, grazie ad una semplice formula matematica e dati messi a disposizione da Google. Adesso, però, questo valore non è più pubblico e per farsi una vaga idea di questo valore si possono utilizzare i seguenti tools: Moz (per la Domain Authority e la Page Authority), Majestic (per il Trust e Citation Flow) e Ahrefs (per la Domain e Url Rating).

Riuscire a stabilire la popolarità di un sito è così importante, inoltre, anche perché qualora questa fosse molto bassa, il link potrebbe rivelarsi controproducente. Lo stesso vale per la pertinenza: se da un sito di detersivi linko ad uno studio medico, infatti, Google si insospettisce e mi penalizza. Il motore di ricerca, infatti, ormai sa stabilire cosa accade in maniera naturale nel web e quali, invece, sono giochetti messi in atto da alcuni SEO. I link che dobbiamo privilegiare, dunque, sono quelli provenienti da siti che trattino il tuo stesso argomento.

Un’altra cosa da verificare attentamente è che il link non sia inserito in modalità “no follow”. Questo tag, infatti, impedisce ai crawler di seguire il link in questione e rende l’inserimento dello stesso assolutamente inutile ai fini del posizionamento. Questo tipo di link possono essere magari comunque utili per far conoscere il tuo brand ai potenziali utenti, ma in termini di posizionamento puro e semplice valgono zero.

Link earning

Come si mette in pratica il link earning? In maniera molto semplice: basta pubblicare contenuti interessanti, tenerli costantemente aggiornati e, al tempo stesso, lavorare sui vari social nella stessa direzione. Questo porterà gli altri siti web a linkarti in maniera del tutto naturale e il tuo sito web diventerà una risorsa dal quale attingere.

Nelle sue linee guida, infatti, lo stesso Google consiglia di creare contenuti ben fatti, unici e particolare. Questo è, infatti, il primo passo per acquisire importanza nel mondo del web e, di conseguenza, questo migliorerà il tuo posizionamento.

Link building

La link building, invece, comprende tutte quelle tecniche considerate “artificiali”. Per intenderci, una cosa non esclude l’altra e, al contrario, il mio consiglio personale è proprio quello di metterle entrambe in atto, facendo attenzione a non esagerare con questo secondo tipo che potrebbe portarti ad essere penalizzato da Google.

Lo spam sui blog, ad esempio, era una pratica molto diffusa fino a poco tempo fa, come del resto l’iscrizione a directory di dubbia qualità. Queste tecniche, però, sono ad oggi cadute in disuso dato che Google desidera fornire ai propri utenti il miglior risultato possibile e, di conseguenza, aggiorna il proprio algoritmo proprio per combattere tecniche scorrette.

Ma quali sono, invece, le tecniche corrette di link building? Eccole di seguito:

Article Marketing: questa tecnica consiste nel contattare i titolari di un sito web e di chiedere loro di pubblicare un tuo articolo, con relativo link.

Guest blogging: questa tecnica, invece, si può mettere in atto su blog o riviste online. Il concetto è abbastanza simile: si deve chiedere a questi portali di pubblicare contenuti che, anche in questo caso, vengono forniti da te.

Digital PR: questa sigla fa semplicemente riferimento alla versione digitale delle relazioni pubbliche, ovvero quelle attività messe in pratica da agenzie pubblicitarie, uffici stampa, etc. Avere un responsabile delle relazioni pubbliche del tuo brand porterà la gente a parlare di te (inserendo così anche il link al tuo sito web).

Commenti nei blog di settore: questa operazione non è utile ai fini del posizionamento, ma può comunque aiutare a far conoscere meglio il tuo brand (ovviamente solo in caso di interventi realmente attinenti e interessanti e di blog che parlino di argomenti pertinenti).

Altre tecniche fondamentali per una buona ottimizzazione off-site sono la broken link building, le infografiche e la tecnica del grattacielo.

Nel primo caso parliamo dello scandagliare il web alla ricerca di link rotti, così da contattare il webmaster, e chiedere, al loro posto, l’inserimento di un link ad un tuo sito web. (N. B. Quando parliamo di link rotti facciamo riferimento a quei link che risultano “not found” e quindi riguardanti pagine eliminate).

Le infografiche aumentano del 12% il traffico del tuo sito web. Contattando un blogger di settore puoi condividerle, fornendo un codice per la condivisione.

Infine la “tecnica del grattacielo” consiste nel cercare vecchi articoli su temi attinenti ai tuoi e nel contattare il webmaster chiedendo di inserire al loro posto un tuo articolo sullo stesso tema ma più aggiornato. Personalmente ritengo questa ultima tecnica estremamente utile e con molte possibilità di successo.

L’importanza dell’anchor text

Ovviamente in tutte queste operazioni non bisogna mai dimenticare l’anchor text, ovvero la porzione di testo sulla quale poggia il link. Nel caso della link earning l’anchor text sfortunatamente non potrà essere controllato, ma nel caso della link building, siamo noi a scrivere i contenuti e a decidere in che punto inserire il link al nostro sito. E questo fa sorgere una domanda legittima: dove dobbiamo inserire il nostro link? E con quale anchor text?

Il mio consiglio è quello di variare il più possibile le pagine linkate e, al tempo stesso, di utilizzare più anchor text. Questo significa, quindi, che non ti devi limitare ad inserire le tue keyword come anchor text, ma potresti utilizzare, ad esempio, il nome del tuo brand. Sii fantasioso e stupisci i tuoi utenti e Google!

22 informazioni che renderanno più semplice il tuo lavoro di SEO

La nostra guida è adesso completa e dettagliata. Questo non toglie, però, che le domande che affollano chi si approccia per la prima volta alla SEO sono davvero tantissime e, per quanto una guida possa essere dettagliata, potrebbero rimanere senza una risposta.

Per questa ragione ho pensato di dedicare una parte della mia guida proprio alle “risposte” alle domande tipo di qualcuno che si avvicina, per la prima volta, al posizionamento SEO. Eccole, dunque, qui di seguito, le risposte suddivise in 22 punti:

  1. Prima o poi Google troverà il tuo sito. Non scoraggiarti: è solo questione di tempo. Anche se questo non toglie che, se non ti va di aspettare, puoi procedere all’inserimento manuale (come illustrato nei paragrafi precedenti).
  2. Per accelerare i tempi di indicizzazione è sufficiente recarsi sulla Search Console di Google (è inutile iscriversi a quei siti che vi promettono l’indicizzazione in milioni di motori di ricerca. Nella maggior parte dei casi questi sono delle grandi truffe).
  3. Google elabora i risultati di ricerca in base alla qualità dei siti in questione. Il suo scopo, infatti, è quello di fornire all’utente la migliore esperienza possibile. La domanda che devi porti, dunque, è: i miei contenuti sono realmente di qualità? Se la risposta è negativa, cosa posso fare per migliorarli?
  4. Le immagini vanno nominate con le keywords, perché questo aiuta il posizionamento nella sezione “Google Images”. Lo stesso vale per i video.
  5. Google valuta per il posizionamento un insieme complesso di cose, come il codice HTML, i tag title, le description, i link, etc. Tutti questi fattori non devono essere assolutamente trascurati per un buon posizionamento.
  6. Se Google rileva nei tuoi contenuti errori grammaticali o ortografici, penalizza il tuo sito (strano ma vero!).
  7. Analizzare il tasso di rimbalzo ti può aiutare a capire cosa non piace ai tuoi visitatori e, dunque, quali parole chiave magari non ti sono utili per il posizionamento.
  8. Siti troppo complessi possono non essere riconosciuti da Google (evita, quindi, di creare un sito con gli “effetti speciali”).
  9. Analisi e statistiche sono fondamentali per qualsiasi attività di SEO. Questo aiuta a correggere gli errori, ad aggiustare la rotta e ad aumentare le tue possibilità di arrivare primo su Google.
  10. La bellezza non è tutto, soprattutto nella SEO. L’estetica, infatti, passa assolutamente in secondo piano agli occhi di Google, rispetto alla completezza dei contenuti, alla loro chiarezza, etc.
  11. Il problema non è essere capaci di fare un sito web. Il problema è essere capaci di fare un sito web interessante, che catturi l’attenzione dei navigatori e che li porti ad interagire con lo stesso attraverso acquisti, iscrizioni, etc.
  12. Spendere 10.000 euro per farsi strutturare un sito da una web agency, senza tenere conto dei criteri di posizionamento SEO, equivale, a mio parere, a buttare questi soldi.
  13. Se il tuo brand non è ancora conosciuto dovrai lavorare davvero sodo e riflettere su una strategia di ferro per migliorare il tuo posizionamento. Ma non scoraggiarti perché riuscire ad arrivare primi è difficile, ma non impossibile!
  14. Diffida dei sistema di posizionamento automatici: sono solo uno spreco di soldi e garantiscono effetti limitatissimi.
  15. Una volta che capirai come ragiona Google, avrai la chiave per migliorare il tuo posizionamento SEO.
  16. Non dimenticare mai la sitemap XML: questo aiuterà Google a non perdersi nemmeno una pagina del tuo sito web.
  17. Scrivere contenuti leggibili e interessanti è assolutamente fondamentale, sia per gli utenti in carne ed ossa che per Google.
  18. Gli aggiornamenti sono vitali. Un sito aggiornato piace di più ai potenziali clienti e al motore di ricerca.
  19. Cercare di guadagnare la prima posizione con trucchi e scorrettezze non garantisce mai risultati duraturi.
  20. Cerca di scegliere bene l’Hosting. Questo è fondamentale sia per la velocità di caricamento che per le performance generali del tuo sito web.
  21. Cerca di inquadrare sempre la tua concorrenza e di monitorare i suoi risultati per migliorare i tuoi.
  22. Non dimenticare mai di mettere in tutte queste operazioni passione e costanza. La SEO è un’arte e, in quanto tale, non esistono regole assolute ma, piuttosto, una strategia che procede per tentativi.

Ricapitoliamo: i passaggi da mettere in pratica

Ora che abbiamo risposto ad ogni eventuale domanda, possiamo passare, invece, ad una breve sintesi di tutto il lavoro da fare per una buona ottimizzazione SEO. Ho pensato, infatti, che una sintesi dei passaggi descritti più ampiamente nei paragrafi precedenti possa aiutarti a rimanere concentrato sul tuo obbiettivo e ad elaborare al meglio la tua strategia. Eccoli, dunque, di seguito e suddivisi in punti:

1.      Includi la SEO in fase di costruzione del tuo sito web

Partiamo proprio dalle basi. Se non hai ancora costruito il tuo sito web, cerca di includere già da subito la SEO al suo interno. In questa maniera le operazioni successive saranno tutte più facili. Se, invece, ha già costruito il tuo sito web passa al punto successivo.

2.      Minimizza gli errori semantici nei codici o i tag che impediscono ai crawler di scansionare il tuo sito web

Prima di cominciare a lavorare sulla SEO bisognerebbe sempre fare un lavoro di questo genere. Eliminare errori semantici nei codici o tag che impediscono la lettura ai crawler, infatti, è come liberarsi di una zavorra. Poni particolare attenzione a questo punto soprattutto se il tuo sito è un sito “fai da te”.

3.      Ottimizza il sito per dispositivi mobili

Nei paragrafi precedenti ti ho spiegato ampiamente l’importanza della leggibilità da ogni tipo di dispositivo per un sito web. Nel caso in cui il tuo sito web non preveda questa caratteristica poni subito rimedio (l’operazione è estremamente semplice anche per i siti wordpress ormai).

4.      Aumenta la velocità di caricamento

Ormai il web è diventato estremamente rispondente alle nostre esigenze e agli utenti non piace aspettare. Per questa ragione, ma anche per la penalizzazione che ne deriverebbe da Google, ottimizza al massimo le performance del tuo sito eliminando foto, video o file troppo pesanti e che rallentano il tuo sito web. Fai attenzione anche agli sfondi perché questi spesso influenzano negativamente la velocità di caricamento del tuo sito web.

5.      Scegli bene le parole chiave

Non occorre affrontare ulteriormente l’argomento, già sviscerato abbondantemente nei paragrafi precedenti, ma ricorda che questo è uno dei punti di partenza, per cui effettua questa operazione con raziocinio e attenzione.

6.      Evita i broken link

Se il motore di ricerca incappa in un broken link penalizza il sito in questione. Cerca, dunque, di verificare costantemente i link in uscita per porre rimedio, così, a pagine eliminate o che hanno cambiato indirizzo.

7.      Rendi sicuro il tuo sito

Acquista, quindi, un protocollo https. È un’operazione che ti ruberà solo qualche attimo ma che potrebbe davvero fare la differenza in termini di posizionamento.

8.      Inserisci le parole chiave nei posti e nei modi giusti

Lavora all’inserimento delle parole chiave ma ricorda sempre di far tutto questo in maniera naturale e non eccessiva, così da non annoiare l’utente, rendendo il testo poco leggibile, e da non rischiare di essere penalizzati da Google.

9.      Lavora sui link in entrata e sui link in uscita

Questo tipo di lavoro aumenta la tua popolarità e la tua autorevolezza agli occhi di Google. Per le parole chiave con alta competitività un lavoro corretto di link building può davvero fare la differenza.

10.  Guadagnati la fiducia degli utenti

Il web è estremamente vario, questo si sa. Per questa ragione gli utenti, a volte, hanno bisogno di essere rassicurati, se vogliamo anche “coccolati”. Mettere in atto una serie di operazioni per ottimizzare la loro esperienza, come tasti call to action chiari e semplici, può fare davvero la differenza. Ricorda, inoltre, che un cliente soddisfatto tenderà a tornare più facilmente sul tuo sito web.

11.  Monitora i risultati e cambia, di conseguenza, la tua strategia

Questo è un altro punto abbondantemente discusso ma che non si può assolutamente ignorare se si desidera davvero sconfiggere tutti gli avversari e raggiungere la tanto agognata prima posizione.

Come diventare un bravo SEO

Adesso che abbiamo sviscerato l’argomento SEO in maniera completa, probabilmente ti starai ponendo una domanda: tutto molto chiaro… Ma come faccio a diventare un bravo SEO?

Ovviamente, infatti, quella che ti ho fornito è una guida che, per coloro che sono particolarmente predisposti alla materia, potrebbe risultare estremamente utile ma, in altri casi, potrebbe creare serie difficoltà.

In realtà non esiste una ricetta magica per diventare un bravo SEO, però posso affermare con certezza che ci sono più strade a disposizione.

La prima e, forse, la più semplice, è quella di delegare tutto ad un agenzia o ad un esperto di SEO che svolga il lavoro per te. Questa soluzione ha sicuramente il vantaggio di evitarti fatica, ma ovviamente ha un suo costo e non tutte le imprese agli inizi sono in grado di sostenerlo.

La seconda è quella di seguire un corso online che, grazie a lezioni video, possa farti acquisire le competenze professionali richieste (che come avrai intuito, comunque, sono molte, ma in fin dei conti, abbastanza semplici).

Qualora decidessi di ricorrere alla prima soluzione, ti consiglio di fare sempre un’accurata ricerca sul web e di verificare che il professionista al quale decidi di affidarti abbia nel suo curriculum realmente casi di successo. Non farti condizionare da prezzi scontati, dunque, perché un bravo SEO è conscio del proprio valore e non si svende (non farti influenzare dal prezzo, però, nemmeno nella situazione opposta. Il fatto che un SEO sia particolarmente costoso, infatti, non è necessariamente indice di bravura).

Per quanto riguarda la seconda soluzione vale lo stesso discorso: assicurati sempre di metterti nelle mani di qualcuno realmente professionale e che conosca la materia. Per quanto riguarda i corsi online questo è più semplice perché ti basterà seguire le varie lezioni di prova gratuita per comprendere non solo l’insegnante più valido ma, al tempo stesso, quello con il cui metodo ti trovi maggiormente.

Sia in un caso che nell’altro, ad ogni modo, fai sempre affidamento sul buon senso e ricorda che per raggiungere un buon risultato c’è bisogno di molto tempo e lavoro, ma con la giusta determinazione, le probabilità di successo sono altissime.

Conclusione

Se si pensa che Google nasce nel 1988 da due studenti di Standford, appassionati di matematica, possiamo affermare con certezza che in 25 anni i progressi fatti dal motore di ricerca sono davvero sconcertanti. Ormai, infatti, il 90% degli utenti non digita più gli indirizzi nel bowser delle pagine, ma lo immette nel campo di ricerca su Google e questo ci dà un’idea orientativa di quanto sia assolutamente importante, per stare al passo con i tempi, ottimizzare al massimo il nostro sito web e raggiungere la tanto agognata prima posizione per le keyword di nostro interesse su questo motore di ricerca.

Ora che siamo giunti al termine della nostra guida spero che ti siano chiari tutti i passaggi da mettere in pratica, nonché le varie alternative per raggiungere il tuo obbiettivo. Ricorda che ognuno di noi può diventare un bravo posizionatore SEO e che, come in ogni cosa della vita, ci vuole solo un po’ di perseveranza e pazienza.

Diventare primi su Google non significa solo guadagnare maggiore visibilità, ma anche stare al passo con i tempi. La tecnologia e il web, infatti, diventano sempre più protagonisti all’interno delle nostre vite, giorno dopo giorno, e per qualsiasi attività commerciale, dal libero professionista alla grande azienda, ignorare Google è un grandissimo errore.

Laddove, dunque, buoni risultati possono essere ottenuti da chiunque, senza spendere un grande ammontare di denaro, perché non tentare?

Non ti resta altro che metterti al lavoro, seguendo questa guida passo per passo, e raggiungendo, con il giusto lavoro e il giusto sforzo, la tanto agognata prima posizione, che ti aiuterà ad avere un posto privilegiato nella vetrina di Google e che invoglierà gli utenti a cliccare sul tuo sito web piuttosto che su un altro.

Non dimenticare, però, di puntare anche alla qualità dei contenuti e di aggiornare continuamente il tuo sito web. Ciò che, infatti, ho cercato di trasmetterti in particolare con questa guida e che spero ti sia rimasto particolarmente impresso, è che più piacerai all’utente in carne ed ossa, più piacerai a Google. Un cliente soddisfatto è sempre una buona pubblicità, anche nel mondo reale, e questo vale in maniera uguale nel mondo dei motori di ricerca.

filippo.jatta@jfactor.it

<p>Filippo Jatta è consulente SEO per liberi professionisti e imprenditori. Dottore magistrale in Organizzazione e Sistemi Informativi presso l’Università Luigi Bocconi di Milano. Dal 2008 aumenta traffico e visibilità online di blog e ecommerce, posizionando siti web in prima pagina su Google. Offre servizi di posizionamento sui motori di ricerca e corsi SEO, sia base che avanzati.</p>

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