A John Mueller di Google è stato presentato il caso particolare di un sito che non riesce a posizionarsi né per il proprio brand né per i propri snippet.

Mueller ha analizzato la situazione con molta attenzione ed è giunto alla conclusione che il posizionamento del sito, stando così le cose, avrebbe forse richiesto troppo tempo.

Dunque si è offerto di occuparsi personalmente della questione.

Il problema di cui sopra fa riferimento a molti altri casi simili che si sono avuti nel tempo, anche da prima che Mueller cominciasse a lavorare per Google.

In questo caso pare che la penalizzazione di Google di questo sito sia dovuta al fatto che il dominio era stato precedentemente già stato penalizzato da Google.

Anche se il dominio è stato acquistato e registrato da un altro, anni dopo, la penalizzazione è rimasta. Vediamo perchè.

Descriviamo nel Dettaglio il Problema

Il sito in questione, che presenta una penalizzazione a tutti gli effetti, non ha ricevuto avvisi di penalizzazione manuale.

Un fenomeno assai strano. Come può un sito esser penalizzato da Google se Google non lo ha mai ufficialmente penalizzato? Com’è possibile che senza aver ricevuto una palese penalizzazione manuale non riesca a posizionarsi né col suo  brand né con gli snippet?

In realtà, nel caso di penalizzazione algoritmica non si riceve alcune segnalazione in Search Console, quindi il fatto che non sia stato ricevuto alcun messaggio non è sufficiente a escludere tal problema.

Nel corso degli ultimi tre anni, il sito ha ottenuto traffico solo grazie a passaparola e traffico diretto.

Se ci fossero stati dei problemi col contenuto o con backlink di sicuro Google avrebbe informato il proprietario del dominio tramite la Search Console. Ma non è accaduto.

Segno che il problema non è riconducibile né ai link né ai contenuti. Lo sforzo da parte del proprietario di “bonificare” i link non è valso a nulla.

“Abbiamo acquistato il dominio tre anni fa -ha detto il proprietario- per un brand chiamato Girlfriend Collective, che è un’azienda di abbigliamento che usa Shopify. Non abbiamo mai ricevuto ammonimenti né notifiche relative a una qualche penalizzazione da parte di Google. Quindi mi domando se alla base ci siano altri problemi che al momento ignoro. Il dominio è girlfriend.com e il brand sarebbe Girlfriend Collective. Probabilmente la causa del problema risale a prima che noi acquistassimo il dominio.”

La risposta di John Mueller si è limitata a rassicurare il proprietario del sito penalizzato dicendogli che avrebbe controllato con attenzione valutando accuratamente le cause dell’accaduto.

Molti clienti che non sono in grado di posizionarsi tendono a credere che non ci sia nulla di sbagliato nel contenuto del loro sito o nei link.

Tuttavia, uno sguardo più attento può spesso rivelare problemi che il proprietario del sito non è in grado di vedere.

C’è Qualcosa che Non Va col Nome del Dominio?

C’è un modo per controllare la storia passata del nome di un dominio: bisogna visitare il sito Archive.org. che scarica e crea un archivio di siti web su internet.

Per l’appunto su Archive.org la storia di Girlfriend.com evidenzia come esso fosse un sito per adulti prima del 2004.

Successivamente, verso la metà del 2004, il dominio sembra aver cambiato la sua strategia di marketing e si è passati da un sito per adulti a un dominio parcheggiato con annunci pubblicitari.

Un dominio parcheggiato è un dominio che non ha un sito web, ma soltanto annunci pubblicitari.

Questo Dominio Presenta dei Problemi

John Mueller non ha espresso un’opinione ben chiara sull’accaduto. Sicuramente perchè è stato prudente.

Tuttavia bisogna ammettere che alcuni dei domini che hanno ricevuto in passato un tipo di penalizzazione, anche a distanza di anni, pur presentando nuove registrazioni e nuovi contenuti, mantengono la macchia della penalizzazione.

Il dominio in questione ne è una prova evidente. E’ come se Google l’avesse inserito in una sorta di lista nera, estromettendolo da qualsiasi strategia di posizionamento.

La Penalizzazione di un Dominio E’ un Fatto Reale

Un problema simile lo ha riscontrato qualche anno fa ZDNet. Uno dei loro domini era sillabato (CXO-Talk.com). Di questo è stata acquistata la variante CXOTalk.com all’asta.

ZDNet non era a conoscenza del fatto che il dominio fosse stato utilizzato dagli spammer. Subito dopo che ZDNet ha spostato tutti i contenuti da CXO-Talk.com a CXOTalk.com, il loro sito web è stato bannato da Google.

ZDNet ha scritto un articolo in merito a ciò che gli era accaduto (“When Google errs. A Cautionary Tale of Great Power “) ed ha affermato: “Il sistema di bonifica dei problemi da parte di Google manca di trasparenza e reattività. Possono e dovrebbero far di meglio. Ancora non sono venuto a sapere cosa abbia causato il problema, così come ancora non so come risolverlo.”

Purtroppo fatti del genere si sono verificati molte volte nel corso degli anni. Un esperto SEO dovrebbe controllare con attenzione il background di un dominio prima di passare all’acquisto.

La Query di Ricerca

Vediamo ora come mai il sito oggetto di studio non si posiziona.

La Query di Ricerca Potrebbe Essere Troppo Generica

John Mueller ha fatto riferimento alle query di ricerca che il proprietario del sito desidera posizionare definendole “generiche”, ammettendo, quindi, che le query generiche rendono difficile il posizionamento su Google.

“In generale -ha detto Mueller- quando si parla di termini generici come quello del sito in questione, è sempre un po’ complicato. Ma sembra che tu non stia cercando di posizionarti solo per “girlfriend”, ma per “girlfriend collective”, quindi l’ipotesi della parola chiave troppo generica non sussiste.

Il Sito Non E’ Ben Ottimizzato

Quando visiti il ​​sito web, la parola Collective non esiste nel contenuto visibile (da un aggiornamento a partire dal 21 maggio 2011 la parola “collective” ora esiste sulla home page).

Ora: la parola “collective” non spunta da nessuna parte, all’interno della pagina, nemmeno nel copyright.

La parola in pratica risulta soltanto in un’immagine. Deve essere nel testo affinché Google la riconosca  ai fini dei normali risultati di ricerca.

Questa dunque sembra essere una svista importante, e un motivo per il quale il sito non si posiziona per “girlfriend collective”.

Google Non Prevede il Posizionamento per gli Snippet

Peccato che la teoria per cui Girlfriend.com abbia bisogno di una migliore ottimizzazione cade a pezzi se si fa un esame più attento.

Se togli uno snippet di contenuto dalla pagina ed esegui una ricerca con quello stesso snippet  all’interno di Google, vedrai che il nome del dominio non si posiziona neanche per il contenuto.

Il sito è indicizzato, ma sembra che il contenuto non possa essere posizionato.

Quindi, anche se Girlfriend.com  non risulta ben ottimizzato il problema del suo posizionamento non è riconducibile a questo.

In parole povere, Google impedisce palesemente ai contenuti di quel dominio di posizionarsi. La ragione per cui accade tutto ciò potrebbe essere il passato del dominio.

Il controllo di Girlfriend.com tramite Archive.org infatti mostra che il dominio è stato utilizzato per promuovere siti web per adulti prima del 2004. E poi è passato ad essere un dominio parcheggiato con annunci di Google AdSense.

I domini parcheggiati erano in grado un tempo di posizionarsi. Ma a un certo punto dopo il 2004 Google ha smesso di farlo.

Sta di fatto che attualmente non si è ancora in grado di affermare se il dominio in questione sia stato penalizzato da Google per il collegamento a siti per adulti prima del 2004 oppure perchè è diventato un dominio parcheggiato dopo il 2004.

Il Sito Non Può Posizionarsi per il Proprio Brand

Sono molte le ragioni per cui un sito non riesce a posizionarsi.

Fra queste ritroviamo il nome del dominio o le parole presenti nelle pagine. Se sospetti che il tuo sito possa risentire di una qualche forma di penalizzazione da parte di Google, come detto sopra, puoi verificare i contenuti precedenti del tuo dominio con Archive.org.

Archive.org  memorizza le pagine web; è come se scattasse delle istantanee. In altre parole consente di verificare se il tuo dominio è stato precedentemente utilizzato da qualcun altro e se presentava contenuti di bassa qualità.

Purtroppo, ad oggi, Google non fornisce ancora un modo per risolvere un problema come questo.

Bing Posiziona Girlfriend.com per Girlfriend Collective

Bing e Google utilizzano algoritmi diversi.

Tuttavia se Girlfriend Collective avesse rappresentato sul serio un grosso problema, se la qualità del sito fosse stata davvero scarsa e se ci fossero stati problemi tecnici importanti, di sicuro Bing non lo avrebbe posizionato.

Quindi c’è da chiedersi: perchè Google non ha posizionato Girlfriend Collective, mentre Bing sì?  Cosa è successo con Google?

John Mueller si E’ Offerto di Esaminare il Problema con Attenzione

Il proprietario del sito ha sottolineato inoltre che:

  • ha trascorso tre anni in attesa che la penalizzazione di Google si risolvesse in qualche modo;
  • il collegamento a siti per adulti non è più presente;
  • ha fatto offerte su AdWords per il proprio brand.

Ecco come ha risposto John Mueller: “Devo darci un’occhiata più attenta per capire cosa è successo, ma a mio avviso è il vecchio dominio ad essere problematico. Magari fra un paio d’anni si sarà risolto tutto.”

Mueller quindi è stato un po’ vago.

Non ha assicurato una soluzione al problema a breve termine perchè  alle volte sistemare quello che non va apportando i giusti cambiamenti richiede delle tempistiche più lunghe.

Può essere che si tratti di uno di quei rari problemi da risolvere e nel peggiore dei casi non esiste un modo per attirare l’attenzione di Google su questo sito.

Per lo meno questo articolo avrà avuto il compito di far conoscere ai lettori un caso del genere, rendendolo mainstream, e quindi ha reso un po’ tutti consapevoli del fatto che alle volte Google può penalizzare un sito senza delle oggettive e valide giustificazioni.

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Maria Pia Fracchiolla

About Maria Pia Fracchiolla

Maria Pia Fracchiolla è una web writer. Scrive e parla troppo (in quattro lingue diverse, tra queste il giapponese). Custodisce e sostiene una cura maniacale per le fonti, le migliori possibilmente. Prima di iniziare l’attività professionale di scrittura ha conseguito la maturità classica e studiato inglese, tedesco e spagnolo presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università Aldo Moro di Bari, dove si è laureata. Maria Pia scrive per blog, siti e social. Ama la cultura in genere, soprattutto nelle sue declinazioni artistiche, musicali, letterarie e antropologiche, senza disdegnare il piglio “cool&smart” delle tendenze attuali.

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