Il PageRank è un algoritmo di analisi che conferisce il valore numerico a un dato elemento all’interno di un insieme di documenti.

In altre parole il PR quantifica il valore di una risorsa web.

Più il PR alto, più Google lo considera autorevole e lo posiziona in alto nelle SERP.

Il Pagerank rappresenta uno dei fattori di posizionamento più importanti presenti sin dal primo documento di ricerca relativo al ranking. Si tratta niente po’po’ dimeno che di una delle metriche che hanno generato l’intero sistema.

In questo articolo ti spiego cos’è il PageRank (d’ora in poi PR) di Google, e i principali errori da evitare.

E’ il PageRank di Google che valuta l’importanza o per meglio dire il valore di una pagina web, in base al tipo di collegamenti che ottiene, sia da esterni che da altre pagine.

Un po’ come le citazioni accademiche anche il PR offre credibilità.

Quindi, più un sito web otterrà deic olelgamenti più solida sarà la sua credibilità. Più sono appropriati e autorevoli ricevi, maggiori saranno le tue possibilità di posizionarti sulla SERP.

Conosciamo un po’ tutti perfettamente l’ importanza di questi. Il peso assegnato a una pagina è in grado di influire pesantemente sul ranking, sia in termini positivi che in termini negativi.

E’ per questo che sin dagli esordi del PR la comunità ha provato ad ottimizzarne le funzioni.

Sebbene si tratti di un fattore oserei dire vitale, il PR è anche avvolto da un alone di idee sbagliate e falsi miti. In questo articolo cercheremo di dissipare le nebbie e smascherare i malintesi più diffusi.

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    1. Il PageRank di Google Non E’ Più Importante per il Posizionamento

    L’algoritmo originale relativo al PR è stato presentato nel lontano 1999.

    Nel 2016 il pubblico non ha più avuto accesso all’aggiornamento senza contare che prima di allora l’ultimo aggiornamento effettuato risaliva al 2013.

    Su internet, si sa, le metriche, così come gli interi strumenti, possono diventare obsoleti nell’arco di poche settimane.

    Perciò, parlare di uno strumento del 1999 fa subito pensare a qualcosa di vetusto e ammuffito.

    In effetti, di solito è così. Ma il PR fa la differenza. Perchè? Beh, innanzitutto perchè rappresenta un pilastro dell’intero sistema.

    Il PR è nato inizialmente con un obbiettivo specifico: aiutare gli utenti a non incappare in risultati spazzatura quando facevano le loro ricerche. E per molti anni ha adempiuto a questa funzione egregiamente.

    Inoltre occorre ammettere che la formula è stata notevolmente aggiornata, quindi non è più come nel 1999.

    Internet è cambiato tantissimo negli anni ed anche il PR si è adattato perfettamente ai mutamenti e alle evoluzioni del world wide web.

    Ma soprattutto, è stato prorogato il brevetto e ciò sta a dimostrazione del fatto che è ancora vivo e vegeto e la sua è una metrica ancora un fattore importantissimo.

    Passiamo al secondo malinteso, strettamente connesso al primo.

    Mi presento: sono Filippo Jatta, sono consulente dal 2007.

    Mi sono laureato e specializzato nel 2007 in Economia, Organizzazione e Sistemi Informativi presso l’Università Bocconi di Milano.

    Per contattarmi usa il form in fondo alla pagina o scrivimi su whatsApp al numero 348 09 06 338.

    2. Google Non Utilizza Più il PageRank per la SEO

    Prima di tutto, ricordiamoci che il PR non è mai stato ufficialmente sospeso. Magari ha smesso di essere pubblicamente disponibile. E Google non aggiorna la versione pubblicamente disponibile da anni, sì questo effettivamente è vero.

    Ma sta di fatto che afferma chiaramente che sta facendo ancora uso del PR. Quindi, gli anni passano, ma quello del PR resta ancora uno strumento essenziale.

    Questo malinteso, come suddetto, deriva dal fatto che non sta più mostrando pubblicamente i punteggi PR.

    All’inizio il PR era una metrica a cui si poteva accedere facilmente e comodamente. Utilizzando Toolbar  bastava un semplice clic e visualizzavi il valore da 1 a 10 di qualsiasi pagina.

    Tutto questo ha poi portato le agenzie malevole all’utilizzo spasmodico dello spam per ottenere delle reazioni dai blog e dai web autorevoli.

    Bisognava in qualche modo fermarle, quindi Google (insieme a un paio di altri motori di ricerca) ha introdotto un tag, “nofollow”, per impedire al PR di prenderne in considerazione determinati.

    In questo modo non si rischiava di vedere alterata la propria autorevolezza per lo spamming.

    Anche in seguito, un’intera economia è cresciuta grazie alle agenzie e alle aziende che ottimizzavano le proprie attività al solo fine di aumentarlo e renderne visibile il valore, al punto da iniziare a danneggiare gli utenti. E così ha deciso di intervenire.

    3. Non si Può Misurare il PageRank di una Pagina

    Da quando il PR ha smesso di essere pubblico non è più stato possibile valutare l’autorevolezza di una pagina.

    E’ un dato di fatto reale e incontrovertibile: da quando è diventato chiuso al pubblico, non è stato più possibile accedere a quella metrica. Fine della storia.

    Nessuna azienda e nessun team di sviluppatori possono effettivamente affermare di sapere con esattezza qual è il PR di una data pagina.

    Tuttavia ci sono anche delle alternative al PR , sicuramente utili e che andrebbero consultate. E’ il caso di strumenti come InLink Rank di PowerSuite, Page Authority di Moz e Rank URL di Ahrefs, oltre che Citation Flow e Trust Flow di Majestic.

    Tutti costruiti con l’obiettivo di sostituirlo ed esattamente come quest’ultimo tentano di offrire ai loro utenti un modo semplice per comprendere il valore relativo a una pagina grazie al numero e alla qualità.

    Ognuna di queste metriche alternative utilizza algoritmi specifici che provano ad avvicinarsi il più possibile alle funzioni del PR.

    4. Il PageRank di Google ha Perso Importanza

    Dicono che il PageRank abbia perso il suo valore, ormai, se consideriamo le centinaia di altre metriche che utilizza per determinare il la visibilità dei contenuti.

    Ora, la domanda sorge spontanea:  con tutte queste metriche alternative inserite e utilizzate, possiamo ancora ammettere che sono importantissimi come un tempo?

    Per rispondere a questo interrogativo bisogna partire da alcune ricerche interne che hanno rilevato una forte correlazione tra i collegamenti e SERP.

    La correlazione tra Domain InLink Rank e SERP fa riferimento a un numero abbastanza alto: 0,128482487. Ciò significa che il profilo di una pagina gioca un ruolo significativo.

    Quindi svolgono ancora un ruolo enormemente importante.

    Poi tocca ai webmaster e agli amministratori fare il resto, garantendo contenuti di qualità in grado di soddisfare gli altri fattori SEO.

    5. Non Puoi Influenzare il PageRank

    Quanto al punteggio del PR, ci si chiede in che misura i webmaster possano davvero influenzarlo. E quanto si può fare per migliorare il proprio punteggio.

    Tutto ruota intorno a quelli che una pagina riceve, quindi definire una strategia di internal linking precisa aiuta molto, così come l’ottenimento da altri di qualità.

    Esegui un’Analisi del Backlink

    Abbiamo già stabilito che sono ancora importanti.

    Usando il software per eseguire l’analisi del profilo avrai modo di constatare che tipo ne ottieni. Così facendo potrai gestire il tuo profilo molto più facilmente.

    E’ Bene che i Contenuti siano Collegati Direttamente alla Tua Home Page

    È importante che le pagine più importanti possano essere cliccate direttamente dalla home page, che resta spesso la pagina più autorevole.

    Più click ci sono per raggiungere una pagina, più la juice sarà diluita, e il PR di conseguenza sarà più basso.

    Ricorda che un utente non dovrebbe mai effettuare troppi (spesso di dice più di tre) click dalla home page per visitare una pagina strategicamente rilevante.

    Usa l’Ancor Text con Keywords Pertinenti

    Crea l’ancor text dei tuoi link interni con le keywords appropriate. Così facendo otterrai due importanti risultati:

    1. Permetterai ai tuoi utenti di orientarsi molto meglio all’interno dei tuoi contenuti.
    2. Ti tornerà utile in termini di ottimizzazione.

    Ricorda che le parole chiave pertinenti inserite in modo organico sono in grado di comunicare meglio ai motori di ricerca il contenuto effettivo della tua pagina.

    Inseriscili con Attenzione

    Più inseriti saranno di qualità, più il PR li considererà preziosi, dunque degni di una pagina autorevole.

    Il numero di interni tra le pagine deve essere ben ponderato per sfruttare tutta la juice al meglio.

    Dà Forma al Flusso Interno del tuo PR

    Utilizza i tag “nofollow” verso risorse che non ti convincono e a cui non vuoi passare link juice.

    Con tool come Screaming Frog puoi prender visione degli interni che ricevono le pagine, e valutare se aumentarne il numero o ridurlo.

    Esegui un Controllo Tecnico

    Con un controllo tecnico è possibile visualizzare la struttura interna ed eliminare quelli inutili, le pagine 4xx e molto altro ancora.

    In altre parole, un controllo tecnico ti permette di verificare tutto ciò che influenza il punteggio del PR.

    Massimizza Più che Puoi le Tue Menzioni

    Google sta cominciando a riconoscere il valore di una menzione e ad utilizzare le informazioni trovate per valutare l’autorevolezza di un dominio.

    Come già sappiamo, gli algoritmi utilizzati dipendono sempre più dalle quelle che sono le intenzioni degli utenti. Si può dire che al giorno d’oggi le ritiene più importanti di qualsiasi altra cosa.

    Quindi i collegamenti diretti molto presto lasceranno il posto a menzioni senza collegamenti. Accrescere il numero di menzioni, anche se senza collegamento, è certamente molto più facile.

    Occorrerebbe utilizzare uno strumento di monitoraggio per questo nuovo fenomeno. A tal fine, puoi usare Alert.

    Per Concludere

    Il PageRank resta ancora uno dei fattori principali. Sono passati 20 anni, ma lo scorrere del tempo non ha influito sul ruolo importante di questo essenziale algoritmo di analisi.

    Certo, dal momento che gli aggiornamenti del PR non sono più accessibili pubblicamente sono nate centinaia di metriche nuove. Tuttavia un buon numero rappresenta ancora un importante fattore.

    Per fortuna oggi abbiamo a disposizione un gran numero di strumenti con i quali è possibile analizzare il proprio sistema e fare in modo che accresca il valore delle proprie pagine e del proprio dominio.

    Nel 2019, è da stupidi ignorare l’importanza delle metriche che influenzano la crescita di un sito, figuriamoci quella del PR .

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    Simona Mastromarino

    About Simona Mastromarino

    Sono una webwriter freelance laureata in comunicazione e specializzata in Luxury Hotel Management. Dall’animo un pizzico wild, ho da sempre una passione non troppo segreta per la scrittura artistica e per la cultura giapponese.