Penalizzazione Google? Scoprila e Risolvila Così! [VIDEO]

Penalizzazione Google? Scoprila e Risolvila!

Hai notato un brusco calo di traffico per il tuo sito?

Potrebbe esserci stata una penalizzazione di Google.

In questo articolo scoprirai come individuare e porre rimedio alle penalizzazioni di Google, continua a leggere!

E Se Non si Trattasse di una Penalizzazione di Google?

Prima di tutto, il calo di traffico potrebbe non essere dovuto a una penalizzazione di Google.

Per esempio il calo potrebbe essere dovuto a:

  • stagionalità: magari sul tuo sito vendi cappotti invernali, e a luglio è legittimo aspettarsi un calo. Tutto normale, no?
  • errori tecnici: potresti aver bloccato la scansione di alcune pagine importanti con una configurazione errata del file robots.txt
  • migrazione del sito: magari sei passato al protocollo https, e non hai seguito le corrette procedure per il passaggio.

Ci possono essere diverse motivi, però a volte… Potrebbe trattarsi effettivamente di una penalizzazione.

Andiamo quindi a scoprire come individuarla e rimediare!

Individua le Penalizzazioni di Google

Google offre sulla Search Console (lo strumento per webmaster che è bene collegare al nostro sito) la sezione “Manual Spam Action”.

Tramite questa voce puoi sapere con semplicità e sicurezza se il tuo sito è stato penalizzato manualmente da Google.

Bisogna comunque precisare un punto: ci sono diversi tipi di penalizzazioni Google.

Il sito può aver subito una penalizzazione di Google algoritmica o manuale:

  • la penalizzazione di Google algoritmica è una penalizzazione dovuta all’aggiornamento dell’algoritmo di Google. Ad esempio le penalizzazioni dovute agli aggiornamenti Panda e Penguin sono di tipo algoritmico. In realtà in questi casi più che di penalizzazioni di Google si dovrebbe parlare di filtri;
  • altre volte invece il sito viene penalizzato manualmente. Quindi un dipendente in carne e ossa controlla siti web e decide se il sito è ok. Se vi sono dei problemi rilevanti applica una penalizzazione, che si traduce in una  perdita di posizioni sul motore di ricerca, e quindi in minori visite e guadagni.

Il nuovo strumento per webmaster avviato da Google ti permette di sapere se il sito web è stato penalizzato manualmente (si tratta della Manual Spam Action, in inglese).

Non ti avvisa quindi in caso di penalizzazione algoritmica.

Andando sulla Search Console, quindi sul tab “Search Traffic” e infine su “Manual Actions” puoi controllare se il sito è stato penalizzato, e il motivo della penalizzazione.

Google comunque afferma che sono pochi i siti che vengono penalizzati manualmente (circa solo il 2%).

Ecco la schermata in cui andare per controllare:

penalizzazione manuale google strumenti per webmaster

Come puoi vedere nell’immagine qui sopra in questo caso c’è chiaramente scritto “No manual webspam actions found.” Quindi il sito non è stato colpito da una penalizzazione di Google manuale.

Altrimenti avresti trovato un messaggio che ti avvisa della penalizzazione e del motivo che l’ha causata.

Esistono 2 tipi di penalizzazioni manuali:

  1. Site-wide matches: vuol dire che tutto il sito presenta un determinato problema, e per questo l’intero dominio viene penalizzato;
  2. Partial matches: vuol dire che il problema riguarda solo una (o alcune) specifiche pagine del sito, e per questo motivo solo quelle particolari pagine sono state penalizzate.

Ovviamente nel caso di penalizzazione troverai un messaggio che ci dice se il sito è stato penalizzato per intero (site-wide matches) o solo per alcune specifiche pagine. (partial matches).

Nello screenshot qui sotto, ad esempio, puoi vedere un messaggio che ti avvisa che il sito web è stato penalizzato a livello parziale.

Quando la penalizzazione è parziale Google, oltre a specificare il motivo della penalizzazione (in questo caso dovuta a spammy user-generated content, cioè a contenuto spammoso), riporta anche una lista di URL affetti dalla penalizzazione.

Questo ti dà la possibilità di intervenire con maggior facilità. In questo caso possiamo leggere nella colonna “Affected” che la pagina colpita dalla penalizzazione è mattcutts.com/forum/.

esempio di penalizzazione manuale partial matches
I motivi di una penalizzazione di Google possono essere diversi, ad esempio dal testo nascosto (hidden text) alla ripetizione spammosa di parole chiave (keyword stuffing).

Un’ultima precisazione: quando il sito è affetto da una penalizzazione (anzi, di un filtro) di tipo algoritmico (Panda, Penguin ecc) non ha senso richiedere una rivalutazione del sito: dato che la penalizzazione è dovuta all’algoritmo e non a un intervento umano non avresti nessun riscontro.

Nel caso invece della penalizzazione manuale invece dovrai:

  1. leggere bene il motivo della penalizzazione;
  2. intervenire per risolverlo, agendo sull’intero sito (in caso di wide-site matches) o sulle pagine specifiche (partial matches).
  3. fare una richiesta di riconsiderazione (reconsideration request), in modo tale da avvisare Google che abbiamo risolto il problema.

Quest’ultimo passaggio può essere fatto semplicemente cliccando sul tasto rosso “request a review” che vedi nell’immagine di prima.

Questo strumento è molto utile per risolvere lo spinoso problema delle penalizzazioni di Google manuali.

Manual Spam Action: i Motivi per cui il Tuo Blog E’ Stato Penalizzato (e le Soluzioni!)

Dopo aver rivisto queste nozioni base vediamo ora quali possono essere le cause che portano alla penalizzazione manuale del nostro blog.

Il signor Matt Cutts in persona (capo della sezione anti-spam) ha pubblicato 7 video in cui spiega i 7 motivi per i quali il nostro sito può subire una penalizzazione manuale.

Ecco a te allora i video di Matt Cutts, con la mia libera spiegazione e qualche commento sotto ognuno di essi.

Buona visione!

Pure Spam – Puro Spam

Qui Matt Cutts ha spiegato cosa intende per “pure spam”. La categoria è molto vasta e comprende le tecniche cosiddette blackhat, quelle in cui vengono creati migliaia di link di bassa qualità, e i siti usa e getta, di infima qualità.

E’ raro che i webmaster facciano una richiesta di riconsiderazione in questi casi, perchè si tratta in genere di webmaster che, una volta che i loro siti son stati penalizzati, li buttano e ne creano di nuovi.

Solitamente i siti colpiti da questa penalizzazione di Google sono colpiti interamente, a livello site wide, quindi non viene penalizzato solo un gruppo di pagine, ma l’intero sito.

Molte volte si tratta di siti web con freehost (blogspot, wordpress.com ecc), perchè questo consente ai webmaster di ridurre le spese e creare i siti di spam a zero euro.

Capita che la gente acquisti un dominio precedentemente colpito da questa penalizzazione. In questo caso il nuovo webmaster deve impegnarsi a creare un sito di qualità, che offra buon valore.

Per risolvere questa penalizzazione dovresti cercare di pulire il profilo di backlink rimuovendo i link di bassa qualità. Dopo questo puoi fare richiesta di riconsiderazione. In questi casi è possibile risolvere il problema.

NB: è comunque consigliabile utilizzare siti come Archive.org e MajesticSeo.com per controllare la storia del dominio acquistato, assicurandoti che non sia stato precedentemente usato come spam.

Thin Content With Little Or No Added Value – Poco Contenuto con Scarso Valore

Google penalizza siti che presentano contenuti di scarsa qualità e che non offrono valore al visitatore.

Un esempio di scarso contenuto è questo: immagina di avere un sito web con centinaia di pagine, ciascuna delle quali è molto simile all’altra come contenuti.

Ciò che cambia tra una pagina e l’altra è la semplice modifica di una parola chiave, nel contenuto e/o nell’url, che ha lo scopo di posizionare quella pagina per una determinata ricerca.

Esempio: hai un sito che tratta di studi notarili italiani, e crei centinaia di pagine, ognuna con lo stesso contenuto.

Ogni articolo di queste pagine è quindi moto simile, e differisce solo per l’inserimento di una diversa città nel corpo dell’articolo.

Quindi avrai una pagina che parla degli studi notarili di milano, un’altra degli studi notarili di roma, ecc, per ogni città italiana. Ma queste pagine, ad eccezione della diversa città nominata, saranno uguali tra loro.

Se prendi visione della singola pagina il contenuto può anche sembrare valido, ma già dopo aver visionato 3 o 4 pagine sarà chiaro che il contenuto è di bassa qualità, ed è in buona parte un mero copia-incolla.

Un caso comune di “thin content” è quello relativo ai siti di affiliazione. Fin quando scrivi delle recensioni, esprimi dei pareri, e quindi offri un link affiliato verso il prodotto che consigli, va tutto bene.

Ma se inserisci tanti link affiliati senza esprimere un giudizio, una recensione, un tuo parere, e solo riempiendo di link il tuo sito, magari con brevi recensioni copiate da altri blog, allora la penalizzazione è dietro l’angolo.

Anche riempire il blog con articoli copiati da altri siti (spesso di bassa qualità) o presi da “article banks”, che offrono articoli gratuiti di bassa qualità, può portare a una penalizzazione per “thin content”.

Questo tipo di penalizzazione può colpire sia tutto il tuo sito, che solo la parte incriminata.

Per rimediare, una volta ricevuta la penalizzazione, devi rimuovere il contenuto di scarsa qualità, e inserire del contenuto finalmente valido, originale, qualcosa che renda il tuo sito interessante per i visitatori.

Unnatural Links From Your Site – Link Innaturali dal Tuo Sito

Questo warning ti avvisa che il tuo sito sta linkando verso siti di bassa qualità. Quando sul tuo sito inserisci un link devi esser certo di linkare a qualcosa che offra valore.

Inserire un link sul tuo sito è come dare un voto, dire ai tuoi visitatori “ehi guardate questo sito, visitate questa pagina!”.

Se mandi i tuoi lettori verso siti di bassa qualità il motore di ricerca non gradirà i suggerimenti che dai, e penalizzerà il sito.

Spesso i siti colpiti da questa penalizzazione son quelli che vendono i propri link, attività che va contro le Quality Guidelines.

Se ricevi questo avviso puoi rimuovere questi link (questa è la soluzione preferita di Matt Cutts), oppure rendere i link in questione “no follow”, oppure ancora reindirizzarli verso una URL intermedia che è bloccata nel file Robot.txt del tuo sito con il comando disallow.

Unnatural Links to Site – Link Innaturali Verso il Tuo Sito

Questo è il più tipico degli avvisi: il il motore di ricerca ha individuato link di bassa qualità diretti verso il tuo sito. Questi possono essere link provenienti da blog networks, blog-comments spammosi, link a pagamento, scambio di link, eccetera.

Quando vede un sito con link spammosi lo penalizza sia tramite il suo algoritmo, che tramite azione manuale. Per approfondimenti riguardo i link a pagamento guarda qui.

Come risolvere questa penalizzazione: devi eliminare i link di bassa qualità, magari contattando i proprietari dei siti che linkano al tuo e chiedendo la rimozione del link o l’aggiunta dell’attributo “no follow”.

Va pulito il profilo di link il più possibile; può essere un’operazione piuttosto lunga e difficile, ma è necessaria.

Una volta che hai eliminato i link nocivi che potevi eliminare puoi utilizzare il Disavow Tool. Questo strumento dice al motore di ricerca che non sei riuscito a elimianare alcuni link, e chiedi a Google direttamente di non considerarli.

Una volta che hai eliminato i link incriminati dovrai fare una Reconsideration Request in cui documenti che hai eliminato tutti i link possibili e assicuri che non ne farai più uso.

Dovrai in sostanza riconquistare la fiducia del motore di ricerca.

Unnatural Links to Site – Impacts Links – Link Innaturali Verso il Tuo Sito – Impact Link

In questo caso hai un sito con buoni contenuti, valido, con dei buoni link in entrata, ma presenti anche alcuni link di bassa qualità, come ad esempio:

  • eccesso di scambio link;
  • guest posting sospetto;
  • troppi link in sidebar e footer con anchor text esatte.

In questo caso Google non permetterà al sito in questione di posizionarsi bene per queste kw particolari, e penalizzerà le singole pagine incriminate.

Come nel caso precedente la soluzione migliore è eliminare, se possibile, i link e le pagine di bassa qualità presenti nel sito.

Prima di inviare la richiesta di riconsiderazione, come nel caso precedente, utilizza il Disavow Tool per i soli link che non siamo riusciti a eliminare.

Hidden Text And/Or Keyword Stuffing – Testo Nascosto e/o Ripetizione Eccessiva di Keyword

Il testo invisibile è quello visibile a un computer ma non all’uomo: se scrivi con un carattere rosso su uno sfondo rosso, questo testo è invisibile all’occhio umano.

Spesso un tempo i webmaster scrivevano paragrafi pieni di parole chiave (keyword stuffing, appunto), nascondendo il testo utilizzando un carattere dello stesso colore dello sfondo.

Questo per posizionarsi sui motori di ricerca per quelle parole, senza mostrare il contenuto (spesso senza senso) ai visitatori.

Rimediare a questa penalizzazione è semplice: basta rimuovere il testo invisibile (o la ripetizione eccessiva di kw) dal tuo sito. Aggiungere nella richiesta di riconsiderazione un’assicurazione che questo problema non si ripeterà ti aiuterà a salvarti dalla penalizzazione.

User-Generated Spam – Spam Generato dall’Utente

Tipicamente questa penalizzazione di Google colpisce il tuo sito quando hai un blog pieno di commenti spammosi che non moderi, oppure se il tuo forum è pieno di contenuto spammoso, di bassa qualità, non moderato.

Generalmente la penalizzazione colpisce solo la parte del tuo sito affetta da questo problema, e non l’intero sito.

Per rimediare devi pulire la parte del tuo sito colpita, ad esempio rimuovendo tutti i commenti spammosi con cui gli spammer hanno sommerso il tuo sito.

Per prevenire questo problema puoi usare plugin come Akismet, o dei sistemi di captcha. Inoltre è buona cosa aggiungere a questi tipi di link l’attributo “no follow”.

Come sempre con la reconsideration request documenta come hai risolto la situazione, e assicura Mr. Google che tale problema non si ripeterà.

filippo.jatta@jfactor.it

Filippo Jatta è consulente SEO per liberi professionisti e imprenditori. Dottore magistrale in Organizzazione e Sistemi Informativi presso l'Università Luigi Bocconi di Milano. Dal 2008 aumenta traffico e visibilità online di blog e ecommerce, posizionando siti web in prima pagina su Google. Offre servizi di posizionamento sui motori di ricerca e corsi SEO, sia base che avanzati.

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