Penalizzazione Google Penguin? Risolvila con Questa Guida!

Penalizzazione Google Penguin? Risolvila con questa guida!

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Google Penguin update: attento ai tuoi link

Ogni SEO navigato conosce bene il Google Penguin Update: si tratta di un filtro di Google che ha l’obiettivo di individuare i siti web spammosi e appioppar loro spesso pesanti penalizzazioni Google. Insieme a Panda è certamente il più famoso dei filtri applicati dal motore di ricerca.

Mentre Panda si concentra maggiormente sulle caratteristiche onpage del nostro blog (qui un esempio di sito depenalizzato), però, l’attenzione di Penguin è concentrata prevalentemente sui link in entrata del nostro sito. Ecco perchè nel mio corso SEO online mi soffermo su entrambi questi importanti aspetti.

A tal proposito sono principalmente due le variabili da tenere in considerazione:

  1. la qualità dei link in entrata, ovvero l’autorevolezza dei domini che ci linkano
  2. le anchor text dei link, che devono essere quanto più naturali possibile

Chiariamo brevemente i 2 aspetti.

Qualità dei link in entrata

Se il nostro sito viene linkato solo da directory e comunicati stampa di bassa qualità, ottiene migliaia di link di tipo “blog comment” da blog scadenti, magari anche deindicizzati, e non ha nessun sito autorevole che lo linka, la sua linkprofile può essere considerata scadente e quindi a rischio.

Il Google Penguin Update può decidere in sostanza che i link in entrata sono così scarsi che il sito non merita visibilità sul motore di ricerca. E applica la penalizzazione.

Anchor text eccessivamente ottimizzate

Facciamo un esempio: il sito “brand.com” deve posizionarsi su Google per la ricerca “assicurazione automobile”.

Vengono creati quindi molti link, le cui anchor text sono nella maggior parte dei casi “assicurazione automobile” e simili. Usare come anchor text la parola chiave per la quale ci si vuol posizionare funziona molto bene, ma non bisogna esagerare: se esageriamo, infatti, Penguin capirà che i link verso il nostro sito non sono spontanei (come Google vorrebbe), ma creati ad hoc da noi, per manipolare il ranking.

Questo può portare a una penalizzazione algoritmica a causa del Pinguino, appunto. Queste penalizzazioni come sappiamo non sono riportate neall Search Console come invece avviene per quelle manuali, e sono quindi un po’ più complesse da individuare.

Allora il questito fondamentale è:

Che faccio se sono vittima di Penguin?

Abbiamo 2 strade principali:

la prima è quella più nota: dobbiamo analizzare i link in entrata, rimuovere quelli nocivi e per quelli che non riusciamo a eliminare utilizzare il Disavow Tool. Ma questa operazione la sconsiglio a chi non ha abbastanza esperienza.

C’è anche un’altra strada percorribile, e ce la suggerisce John Mueller nel video che trovi in fondo all’articolo.

Egli ci spiega che, anche senza rimuovere i link cattivi e senza usare il Disavow Tool possiamo uscire dalla penalizzazione ottenendo link di alta qualità verso il nostro sito.

Google dà un giudizio complessivo ai nostri link, e se reputa che i link “buoni” sono una percentuale adeguata rispetto a quelli “cattivi”, il blog uscirà dalla penalizzazione.

In realtà queste 2 strade non sono l’una alternativa all’altra: l’ideale sarebbe fare entrambe le cose, ovvero eliminare i link cattivi e crearne di validi.

Ma quindi qual è la percentuale da mantenere tra link nocivi e link di qualità?

Non lo sappiamo, e in realtà non sappiamo neanche se si tratta di una semplice percentuale. Considerando la complessità dell’algoritmo di Google è probabilissimo che il calcolo sia ben più complesso.

Ciò che sappiamo e che è importante considerare è che ottenendo link di qualità il nostro sito difficilmente incorrerà in questa penalizzazione.

L’ottenimento di link di qualità è importante, ma è bene concentrarsi in particolare sulla causa della penalizzazione. Per questo la nostra attenzione deve essere rivolta prima di tutto alla rimozione dei link dannosi. Rimuovendoli manualmente o con il disavow tool.

Oltretutto, dato che la causa dei nostri problemi sono i link di bassa qualità, bisogna stare attenti quando se ne creano di nuovi a non peggiorare la situazione: meglio concentrarsi sulla qualità dei link anzichè sulla loro quantità.

Per uscire dalla penalizzazione Penguin è necessario un refresh dell’algoritmo?


8 settembre 2014: Google, tramite John Mueller, ha confermato qualcosa che comunque già si sapeva: se un sito viene penalizzato dall’algoritmo Penguin è necessario attendere un nuovo refresh del programma perchè il sito venga depenalizzato.
Penguin è un algoritmo che colpisce i link spammosi.

Quindi dopo aver attuato le contromosse necessarie a pulire il nostro profilo di link bisogna attendere che l’algoritmo venga fatto nuovamente girare da Google.Questo algoritmo tuttavia, contrariamente a Panda, non ha scadenze precise, ed è quindi possibile che passino diversi mesi senza che sia possibile uscire dalla penalizzazione, nonostante abbiamo adottato già tutte le contromisure necessarie. Tra l’altro è bene ricordare come gli effetti non sono sempre immediati: dopo che Penguin o un altro specifico algoritmo viene lanciato può passare un po’ di tempo prima che il sito venga depenalizzato.

Altro punto che Mueller sottolinea è che un sito web non è mai influenzato solo da un singolo algoritmo. Google usa oltre 200 fattori di ranking.

Per questo può capitare che, se il tuo sito è penalizzato da uno specifico algoritmo, e tu risolvi il problema rendendo il sito fantastico, vedrai miglioramenti già prima del refresh dell’algoritmo in questione, in quanto gli altri fattori di ranking ti premieranno. Quando l’algoritmo che ti penalizzava sarà fatto girare di nuovo, il sito verrà depenalizzato e otterrà un ulteriore boost nelle SERP.

Quindi è sempre possibile uscire dalle penalizzazioni algoritmiche, a patto di aver risolto i problemi che affliggono il sito internet.

Mueller conclude dicendo che capisce come i tempi di attesa dei refresh di Penguin possano essere frustranti, e che il team di Google sta lavorando per rendere tali refresh più frequenti, in modo tale da dar la possibilità di uscire dalle penalizzazioni più rapidamente.

L’ultima raccomandazione che fa è quella di non focalizzare la propria attenzione su un singolo algoritmo e su alcuni pochi aspetti del sito, ma di puntare al miglioramento e alla qualità generale di quest’ultimo.

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filippo.jatta@jfactor.it

<p>Filippo Jatta è consulente SEO per liberi professionisti e imprenditori. Dottore magistrale in Organizzazione e Sistemi Informativi presso l’Università Luigi Bocconi di Milano. Dal 2008 aumenta traffico e visibilità online di blog e ecommerce, posizionando siti web in prima pagina su Google. Offre servizi di posizionamento sui motori di ricerca e corsi SEO, sia base che avanzati.</p>

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