Google Penguin è l’algoritmo SEO dedicato alla lotta allo spam. Il suo obiettivo è individuare e filtrare i contenuti che utilizzano tecniche vietate dalle linee guida per posizionarsi sul motore di ricerca.

Insieme a Panda è certamente il più famoso dei filtri applicati dal motore di ricerca.

Google Penguin Update: Cos’è e Come Funziona

Mentre Panda si concentra maggiormente sulle caratteristiche onpage del nostro blog (qui un esempio), però, l’attenzione di Penguin è concentrata prevalentemente sui link in entrata.

A tal proposito sono principalmente due le variabili da tenere in considerazione:

  1. la qualità dei link in entrata, ovvero l’autorevolezza dei domini che ci linkano
  2. le anchor text, che devono essere quanto più naturali possibile

Chiariamo brevemente i 2 aspetti.

Mi presento: sono Filippo Jatta, sono consulente dal 2007.

Mi sono laureato e specializzato nel 2007 in Economia, Organizzazione e Sistemi Informativi presso l’Università Bocconi di Milano.

Per contattarmi usa il form in fondo alla pagina o scrivimi su whatsApp al numero 348 09 06 338.

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    Come Recuperare da Google Penguin

    Ecco gli aspetti da considerare per recuperare.

    Controlla la Qualità dei Backlink in Entrata

    Se il nostro sito viene linkato solo da directory e comunicati stampa di bassa qualità, ottiene migliaia di link di tipo “blog comment” da blog scadenti, magari anche deindicizzati, e non ha nessun autorevole che lo linka, la sua linkprofile può essere considerata scadente e quindi a rischio.

    Il Penguin Update può decidere in sostanza che i collegamenti in entrata sono così scarsi che non si merita visibilità sul motore di ricerca. E applica la penalizzazione.

    Fa un Check delle Anchor Text Ottimizzate

    Facciamo un esempio: “brand.com” deve posizionarsi in SERP per la ricerca “assicurazione automobile”.

    Vengono creati quindi molti link, le cui anchor text sono nella maggior parte dei casi “assicurazione automobile” e simili.

    Usare come anchor text dei backlink la parola chiave per la quale si vuol ottenere più traffico organico funziona molto bene, ma non bisogna esagerare: se esageriamo, infatti, Penguin capirà che non sono spontanei, ma creati ad hoc da noi, per manipolare il ranking.

    Questo può portare a una penalizzazione algoritmica a causa del Pinguino, appunto. Queste non sono riportate nella Search Console come invece avviene per quelle manuali, e sono quindi un po’ più complesse da individuare.

    Per recuperare abbiamo 2 strade principali:

    la prima è quella più nota: dobbiamo analizzare i link in entrata, rimuovere quelli nocivi e per quelli che non riusciamo a eliminare utilizzare il Disavow Tool. Ma questa operazione la sconsiglio a chi non ha abbastanza esperienza.

    Mi presento: sono Filippo Jatta, sono consulente dal 2007.

    Mi sono laureato e specializzato nel 2007 in Economia, Organizzazione e Sistemi Informativi presso l’Università Bocconi di Milano.

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    C’è anche un’altra strada percorribile, e ce la suggerisce John Mueller nel video che trovi in fondo all’articolo.

    Egli ci spiega che, anche senza rimuovere i link cattivi e senza usare il Disavow Tool possiamo uscire dalla penalizzazione.

    Google dà un giudizio complessivo ai nostri link, e se reputa i “buoni” solo una percentuale adeguata rispetto a quelli “cattivi”, il blog tornerà ad ottenere traffico organico.

    In realtà queste 2 strade non sono l’una alternativa all’altra: l’ideale sarebbe fare entrambe le cose, ovvero eliminare i cattivi e crearne di validi.

    Ma quindi qual è la percentuale da mantenere tra link nocivi e di qualità?

    Non lo sappiamo, e in realtà non sappiamo neanche se si tratta di una semplice percentuale. Considerando la complessità dell’algoritmo è probabilissimo che il calcolo sia ben più complesso.

    Ciò che sappiamo e che è importante considerare è che ottenendo link di qualità il nostro sito difficilmente incorrerà in questo filtro.

    L’ottenimento di link di qualità è importante, ma è bene concentrarsi in particolare sulla causa della punizione. Per questo la nostra attenzione deve essere rivolta prima di tutto alla rimozione dei dannosi. Rimuovendoli manualmente o con il disavow tool.

    Oltretutto, dato che la causa dei nostri problemi sono i link di bassa qualità, bisogna stare attenti quando se ne creano di nuovi a non peggiorare la situazione: meglio concentrarsi sulla qualità anzichè sulla loro quantità.

    Sii Paziente, Perchè per Uscire dalla Penalizzazione Penguin è Necessario un Refresh dell’Algoritmo


    8 settembre 2014: John Mueller ha confermato qualcosa che comunque già si sapeva: se un sito viene punito è necessario attendere un nuovo refresh del programma perchè venga depenalizzato [edit: ora Penguin è sempre attivo, e non serve più attendere mesi per il suo riavvio: si può uscire molto più rapidamente del filtro].

    E’  un algoritmo che colpisce i backlink di spam.

    Quindi dopo aver attuato le contromosse necessarie a pulire il nostro profilo bisogna attendere che l’algoritmo venga fatto nuovamente girare. Questo algoritmo tuttavia, contrariamente a Panda, non ha scadenze precise, ed è quindi possibile che passino diversi mesi senza che sia possibile uscire dal castigo, nonostante abbiamo adottato già tutte le contromisure necessarie. Tra l’altro è bene ricordare come gli effetti non sono sempre immediati: dopo che viene lanciato può passare un po’ di tempo prima che venga rivalutato.

    Altro punto che Mueller sottolinea è che un sito web non è mai influenzato solo da un singolo algoritmo. Google usa oltre 200 fattori di ranking.

    Per questo può capitare che, se il tuo sito è colpito da uno specifico algoritmo, e tu risolvi il problema, vedrai miglioramenti già prima del refresh dell’algoritmo in questione, in quanto gli altri fattori di ranking ti premieranno. Quando l’algoritmo che ti colpirà sarà fatto girare di nuovo, il sito verrà rivalutato e otterrà un ulteriore boost nelle SERP.

    Quindi è sempre possibile uscire dai filtri algoritmici, a patto di aver risolto i problemi.

    Mueller conclude dicendo che capisce come i tempi di attesa dei refresh possano essere frustranti, e che il team sta lavorando per rendere tali refresh più frequenti, in modo tale da dar la possibilità di uscire dalle penalizzazioni più rapidamente.

    L’ultima raccomandazione che fa è quella di non focalizzare la propria attenzione su un singolo algoritmo e su alcuni pochi aspetti, ma di puntare al miglioramento e alla qualità generale di quest’ultimo.

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    Filippo Jatta

    About Filippo Jatta

    Filippo Jatta è consulente SEO dal 2008. Dottore magistrale in Organizzazione e Sistemi Informativi presso l'Università Luigi Bocconi di Milano.