Oggi ti propongo un nuovo case study.

Se precedentemente mi son soffermato sui risultati di un mio blog (trovi l’articolo qui, con tanto di nuovo aggiornamento), questa volta toccherò un argomento ugualmente delicato: le penalizzazioni dei blog. Soprattutto con il nuovo algoritmo, infatti, e in particolare con gli aggiornamenti Penguin e Panda, Google ha iniziato a penalizzare siti che non si attengono alle sue rigide regole.

Come Ho Depenalizzato il Blog del Mio Cliente

Se un sito viene penalizzato perde ranking in maniera drastica. Spesso questo accade per molte parole chiave.

Il blog in questione è http://taurusprime.com/. Son stato contattato dal proprietario che aveva notato un calo drastico del traffico. Successivamente alla penalizzazione, però, i guadagni si sono molto ridotti.
Ho accettato il lavoro in questione e ho quindi iniziato l’analisi che ora vi spiego, passo passo.

Ho creato 4 video gratuiti in cui ti spiego il mio esatto metodo per permetterti di ottenere i miei stessi risultati.

Scaricali gratuitamente cliccando sul pulsante sotto il video, e inizia questo percorso con me. Altrimenti, continua la lettura dell’articolo più in basso.

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    Primo Passo: Capire se il Blog E’ Davvero Penalizzato

    Non sottovalutare questo primo punto mi raccomando! Molto spesso mi son trovato di fronte a blog “presunti penalizzati”, che penalizzati non erano. 3 indizi iniziali suggeriscono se è davvero penalizzato, oppure no. Ci sono anche altri indizi secondari, ma in questo case study ci fermeremo a questi 3, che sono a mio parere i più indicativi.

    1. taurusprime.com non era nelle primissime posizioni quando cercavo su “taurusprime.com”.
      Come puoi immaginare la parola “taurusprime.com” non ha certo una elevata concorrenza. Per questo motivo mi aspetto, cercando esattamente “taurusprime.com”, di trovarlo nelle primissime posizioni. Questo non avveniva però, e i risultati di ricerca lo ignoravano bellamente;
    2. Cercando il nome la pagina che ranka meglio non è la home, ma una pagina “tag” o “contatti”, o comunque una pagina poco rilevante.
      Cercando il nome mi aspetto che la pagina mostrata per prima sia la home, o magari un articolo importante. Se cerco quindi “taurus prime” mi aspetto di trovare come pagina più visibile “taurusprime.com”, o al massimo “taurusprime.com/taurusprime”, ad esempio. Ma se la home viene penalizzata può accadere che la pagina che meglio ranka sia una pagina poco rilevante; nel caso in questione infatti era quella dei contatti.
    3. In una precisa data si passava da 50 visite al giorno circa, a quasi zero. Di colpo, nell’arco di una sola giornata.
      Il calo improvviso e repentino di traffico è un importante campanello d’allarme. Dall’oggi al domani il blog non riceveva più visite.
      Questi fattori, combinati insieme, mi hanno portato a pensare seriamente che il blog fosse stato penalizzato per un qualche motivo, e mi son così messo al lavoro per scoprirlo e porvi rimedio.
      A questo punto dobbiamo capire se ha subito una penalizzazione manuale o algoritmica. E’ molto semplice: segui questa guida per controllare se hai subito una penalizzazione manuale. Se non ha subito una penalizzazione manuale, continua a leggere per vedere come ho risolto la penalizzazione algoritmica che affliggeva il sito in questione!

    Mi presento: sono Filippo Jatta, sono consulente dal 2007.

    Mi sono laureato e specializzato nel 2007 in Economia, Organizzazione e Sistemi Informativi presso l’Università Bocconi di Milano.

    Per contattarmi usa il form in fondo alla pagina o scrivimi su whatsApp al numero 348 09 06 338.

    Secondo Passo: l’Individuazione del Problema

    Tornando a noi, dopo il primo passo ho allora analizzato le caratteristiche principali da avere per essere apprezzato da Google. La SEO non era stato effettuato in maniera troppo aggressiva: i link creati erano relativamente pochi e le anchor text abbastanza naturali (per la maggior parte come anchor text era infatti usato il nome).

    Il problema era per forza all’interno. La mia attenzione si è quindi spostata nuovamente sul blog. Dopo qualche prova e considerazione ho notato che i link presenti nelle pagine erano praticamente tutti affiliati.
    I collegamenti affiliati non sono un problema. Il problema è che… Erano troppi, migliaia.
    Questi evidentemente sono visti come se fosse pubblicità (e in effetti lo è, in fin dei conti). Quindi, così come riempiendo di pubblicità e bannerini un blog, si viene penalizzati dall’algoritmo.

    Terzo Passo: la Soluzione

    Individuato quello che poteva essere il problema son passato quindi all’azione: son stati creati nuovi articoli e contenuti (che non fanno mai male, anzi!!!), e soprattutto la presenza dei collegamenti di affiliazione è stata molto diluita. Il numero è diminuito in maniera drastica, rendendolo meno spammoso agli occhi del motore di ricerca.

    Il risultato? Nel giro di pochi giorni è tornato finalmente a posizionarsi su come prima, ricevendo nuovamente quel traffico giornaliero che aveva prima della penalizzazione!! VITTORIA!!!!

    Cosa abbiamo imparato:
    1) come capire in 3 semplici mosse se un blog è penalizzato;
    2) abbiamo avuto un’idea sugli aspetti da valutare per capire il motivo della penalizzazione (ci fermeremo in seguito, con un articolo approfondito, su altri aspetti che possono causare la penalizzazione di un blog).

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    Filippo Jatta

    About Filippo Jatta

    Filippo Jatta è consulente SEO dal 2008. Dottore magistrale in Organizzazione e Sistemi Informativi presso l'Università Luigi Bocconi di Milano.