Penalizzazione Algoritmica di Google? Risolvila Così!

Hai una penalizzazione algoritmica? (parola di Matt Cutts!)

Scopri se il tuo sito è penalizzato e risolvi la penalizzazione

Un sito web è penalizzato quando, nonostante sia autorevole (ovvero abbia buoni link) e di buona qualità (con contenuti interessanti e originali) non si posiziona bene sul motore di ricerca per le parole chiave che desideriamo.

Oggi ti mostro alcune le principali penalizzazioni algoritmiche, e delle raccomandazioni per uscirne.

Può capitare che un sito in prima pagina, ad esempio, sprofondi tutto d’un tratto giù nella serp (ovvero nei risultati di ricerca), finendo in decima pagina o oltre.

Ipotizziamo che il nostro bel blog meriti, per i propri valori onpage, offpage, e per altre caratteristiche (ad esempio l’età del dominio o il PR), una posizione diciamo in 1° o 2° pagina. E’ possibile però che a causa di una o più variabili “negative”, Google declassi il blog, portandolo anche oltre la millesima posizione. Quando notiamo che blog con ottime caratteristiche vengono sbalzati via in pagine lontanissime da quella in cui si trovavano, è probabile che vi sia stata una penalizzazione, manuale o legata a un algoritmo.I motivi delle penalizzazioni possono essere 2:

  • Il nostro blog ha subito un penalizzazione manuale, cioè un dipendente di Google ha avviato manualmente una penalizzazione.
  • Il nostro blog ha subito una penalizzazione algoritmica.In questo caso non è stato l’intervento umano a decidere che il sito andava penalizzato, ma l’algoritmo di Google.

E’ di questo secondo caso che ci occupiamo oggi.

Gli algoritmi che prevedono penalizzazioni hanno dei nomi. Ognuno di essi penalizza siti che non rispettano alcune regole e linee guida. Questi sono principalmente:

  1. Panda
  2. Penguin
  3. Above the fold
  4. Pirate
  5. EMD

Nel video qui sotto Matt Cutts risponde a una domanda molto importante:

Sotto il video trovi la mia libera traduzione, e le soluzioni da adottare per non incorrere in penalizzazioni (o porre rimedio a esse!). Come spiego anche ai miei studenti durante il il videocorso di JFactor.it, comunque, è più prudente far decidere e adottare tali soluzioni da SEO con un po’ di esperienza.

Buona visione.

Cosa dice Matt Cutts nel video: Matt Cutts risponde che se il sito è stato colpito da una penalizzazione manuale basta controllare la Google Search Console, come abbiam già detto riguardo le penalizzazioni di Google manuali. Questo ci permette anche di scoprire per quale motivo è stato penalizzato.

Un altro motivo per il quale il sito non si posiziona bene è che i crawler di Google non riescono a indicizzarlo, magari perchè il sito dà errori.

Nel caso invece di penalizzazione algoritmica è più difficile dire se il nostro sito è stato colpito: Google è composto da molti algoritmi, che subiscono centinaia di modifiche e aggiornamenti ogni anno. Matt parla, in ogni caso, un paio di algoritmi particolari: Penguin e Panda.

Il primo colpisce i siti che hanno link spammosi e di bassa qualità (ecco l’articolo che ti spiega come valutare i link). Panda invece giudica la qualità dei contenuti di un sito.

Individuando il problema potremo rimediare alla penalizzazione, e ottenere nuovamente molte visite dal motore di ricerca.

Qui trovi l’articolo in cui ti spiego come ho depenalizzato un blog.

Fine della (libera) traduzione.

Ok, ma in soldoni a cosa devo stare attento? Per mia esperienza ci sono 3 cause piuttosto comuni di penalizzazione, e dobbiamo stare attenti a questi 3 algoritmi:

Panda

Panda penalizza siti di scarsa qualità Dobbiamo quindi utilizzare, per il nostro blog, contenuti unici, ovvero non copiati e incollati da altre fonti. Evitiamo di creare centinaia di articoli di 100 parole l’uno, e puntiamo a creare articoli ricchi, contenenti informazioni utili per i visitatori, e magari ottimizzati a livello on-page.

Se guadagnamo tramite le affiliazioni evitiamo di inondare ogni pagina con centinaia di link affiliati. Badiamo quindi nel complesso che non ci siano contenuti duplicati e che il nostro sito sia di qualità. In questo modo anche Panda non sarà più un problema.

Il caso concreto: un mio blog era in 4° posizione per la sua kw principale. Sto parlando di una kw con 40 mila ricerche esatte mensili. Con la penalizzazione causata da Panda, il blog è scomparso dalla SERP (ovvero dai risultati di ricerca).

Come ho rimediato: il blog utilizzava un template gratuito standard di wordpress (qui info sul corso WordPress), e conteneva una manciata di articoli di puro spam riguardante le varie parole chiavi, con frasi del tipo “vuoi avere informazioni su parola chiave? Se vuoi avere notizie su parola chiave, qui trovi quello che ti serve riguardo parola chiave”.

Bene, è stata allora realizzata una grafica più user-friendly, e son stati soprattutto scritti una quarantina di articoli di buona qualità. Non articoli di chissà quale qualità sia chiaro, ma scritti almeno in maniera decente, senza la ripetizione eccessiva di kw, e con un po’ di contenuto, più o meno utile al visitatore.

Il risultato: il blog è risalito al successivo aggiornamento di Panda, e si è posizionato sempre meglio per sempre più kw (nonchè in prima pagina, 2° posizione per la kw principale), fino a raggiungere le 1800 visite giornaliere!

Più info su Google Panda qui.

Penguin

Penguin colpisce il link spam. Dobbiamo creare link per rendere il sito autorevole e ottenere molte visite (guadagnando di conseguenza). Questi link devono essere di buona qualità e offrire una variazione di anchor text adeguata.

L’anchor text, come già spiegato, è la parola cliccabile di un link. Queste parole non devono essere sempre uguali. Quindi se vogliamo che il nostro sito, che si chiama JFactor.it, sia in prima pagina per la parola “guadagnare online” non dobbiamo creare troppi link che hanno come anchor text “guadagnare online”: la maggior parte dei link devono avere come anchor text il nostro brand, cioè “JFactor”, o “JFactor.it”.

Come ad esempio questo link: JFactor.it. Penguin colpisce l’uso di anchor text eccessivamente mirate. Inoltre è bene non utilizzare programmi automatici che generano migliaia di link in breve tempo. I link vanno creati manualmente (e gratuitamente). Seguendo le mie indicazioni che qui non avrai difficoltà nel valutare i link.

La penalizzazione dovuta a link di bassa qualità ha dato vita al SEO negativo, ovvero alla possibilità, per i blog, di esser presi di mira e buttati giù nel ranking con un bombardamento di bad links. Un tempo Google semplicemente ignorava i link “dannosi”. Ora invece attua penalizzazioni contro i siti che ne fanno eccessivo uso.

Il caso concreto: Backlinks Genie è un servizio SEO tuttofare (non ti consiglio di usarlo comunque).

Comunque, dicevamo… Ovviamente per la kw “backlinks genie” in prima posizione trovavamo, fino a poco tempo fa, il sito ufficiale, backlinksgenie.com.

Questo fino a quando il sito non è stato preso di mira da “hacker del SEO”, che hanno creato migliaia di cattivi link indirizzati verso questo sito.

Come risultato, come puoi vedere nell’immagine qui sotto, il sito ufficiale di backlinks genie era, per la kw backlinks genie, un tempo presente in prima posizione. Ora non lo è più.

blg-presente-nella-serp1
blg-penalizzato

Come difendersi: se abbiamo creato link di bassa qualità che possiamo rimuovere, è bene farlo. Se invece non ne abbiamo la possibilità (magari perchè tali link son stati creati da altre persone o da programmi automatici) possiamo utilizzare il Disavow Tool, che trovi qui, che ci consente di dire a Google di ignorare i link presenti nella lista che carichiamo. Se abbiamo una percentuale troppo alta di anchor text “esatti” è bene rimuoverne alcuni, oppure creare nuovi link con anchor text molto molto vari e naturali (ad esempio “clicca qui”, “questo link”, “il sito che ho trovato”, ecc…).

Trovi più info su Google Penguin qui.

Above the fold

Above the fold: se vogliamo guadagnare su internet inserendo pubblicità sul nostro sito dobbiamo stare attenti a non inserire troppi banner pubblicitari troppo in alto. In soldoni dobbiamo fare in modo che il nostro sito presenti dei contenuti nella parte alta della pagina visualizzata. Facciamo un esempio: se accediamo da uno schermo 15 pollici alla pagina https://jfactor.it/blog-comment-links-come-usarli-sono-efficaci/, ecco quello che vediamo inizialmente, quando carichiamo la pagina. Come possiamo notare ho inserito un semplice banner pubblicitario.schermata above the fold

[Edit: il banner è stato inserito solo a titolo esemplificativo per mostrare l’immagine qui a fianco, e subito dopo rimosso.]

Per evitare la penalizzazione above the fold è importante che sia immediatamente visibile del contenuto, in questo caso il titolo dell’articolo e l’inizio del corpo dello stesso. Se invece, aprendo il nostro sito, quello che vediamo inizialmente è solo un ammasso di pubblicità, rischiamo la penalizzazione. Tutto qui.

Pirate

Pirate: colpisce siti ripetutamente accusati di non rispettare diritti di copyright.

EMD

EMD (Exact Match Domain): update del 27 settembre 2012, che penalizza blog EMD di scarsa qualità. Cos’è un blog EMD? E’ un blog che come nome del dominio utilizza la kw alla quale punta. Ad esempio, se creiamo un blog per essere in prima pagina per la kw “come dimagrire”, e lo chiamiamo “comedimagrire.com”, questo è un EMD. Non tutti gli EMD ovviamente sono penalizzati, ma solo quelli di bassa qualità.

L’obiettivo di Google appare chiaro: eliminare dalla SERP blog di bassa qualità, che non vogliono davvero essere utili per il visitatore.

La lezione SEO da imparare è che è importante che tu costruisca dei blog di buona qualità, user-friendly, non spammosi. Abbi cura del tuo blog, e il tuo lavoro piacerà anche a Google.

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filippo.jatta@jfactor.it

<p>Filippo Jatta è consulente SEO per liberi professionisti e imprenditori. Dottore magistrale in Organizzazione e Sistemi Informativi presso l’Università Luigi Bocconi di Milano. Dal 2008 aumenta traffico e visibilità online di blog e ecommerce, posizionando siti web in prima pagina su Google. Offre servizi di posizionamento sui motori di ricerca e corsi SEO, sia base che avanzati.</p>

4 Commenti
  • Erion
    febbraio 28, 2017 at 4:25 pm

    Volevo chiederti se tante volte sai qualcosa del aggiornamento di google del 7 febbraio?
    Inoltre volevo chiederti se sai come si può capire da quale algoritmo si è stato colpito???

  • Erion
    febbraio 28, 2017 at 4:21 pm

    Ciao Filippo..
    Complimenti per questo articolo..
    Lo trovo molto utile e preciso…

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