Sito Penalizzato? Ecco Come Risollevarlo! [CASE STUDY Livingo.it]

Questo sito è stato penalizzato? Ecco cosa ho scoperto per risollevarlo! Consulenza SEO Livingo.it

Oggi ti mostro il case study riguardante il sito Livingo.it

Questo sito, con il passare dei mesi, ha perso sempre più traffico.

Man mano che Google sfornava aggiornamenti algoritmici e introduceva altre novità, il sito perdeva sempre più posizionamento e visibilità.

Nel contempo, il suo principale rivale, LionsHome.it, continuava a guadagnare posizioni e traffico.

L’obiettivo dell’analisi SEO è stata l’individuazione dei motivi di questo trend negativo, e delle modalità per risollevarne le sorti.

Ora quindi ti mostro cosa ho scoperto con il mio studio, e i rimedi che ho proposto.

Trovi qui il video del case study; se invece preferisci leggere, puoi continuare sotto il video.

Nota: nel momento in cui stai leggendo questo case study non so se i rimedi che ho proposto saranno implementati oppure no.

La situazione attuale

Il sito ha iniziato a perdere traffico a dicembre 2017.

Chiaramente per l’analisi ho utilizzato Analytics, ma qui ti mostro le stime di SeoZoom per 2 motivi:

  1. rispettano abbastanza fedelmente l’andamento;
  2. offrono la possibilità di controllare le date dei principali aggiornamenti dell’algoritmo di Google, e incrociarli con il traffico stimato.

Andamento posizionamento su Google Livingo.it

Ho quindi analizzato il traffico tramite Analytics, e controllato da SeoZoom i periodi incriminati, per trovare il motivo di quanto successo.

Nel frattempo, il suo concorrente LionsHome.it andava a gonfie vele, almeno fino all’aggiornamento algoritmico del 1 agosto 2018, in cui ha avuto una netta perdita di traffico.

L’intento di ricerca

Cosa offre il sito?

Livingo è un grande portale, in cui puoi trovare in vendita migliaia e migliaia di articoli. Almeno, così sembra a una prima occhiata…

In realtà, quando si clicca su un prodotto, si viene rimandati a siti esterni.

Livingo.it, dunque, non vende nulla: propone migliaia di link esterni, guadagnando tramite affiliazioni.

Facendo una ricerca per le keyword più importanti, si può notare come Google preferisca in genere siti che vendono effettivamente i prodotti in questione, o che almeno ne parlino approfonditamente.

Gli intenti di ricerca sono spesso transazionali, e talvolta informativi.

Livingo.it, invece, non permette nè di acquistare i prodotti (intento transazionale), nè di informarsi (intento informativo, e su questo aspetto tornerò in seguito, con un colpo di scena).

Questo, però, non era sufficiente a spiegare il calo di traffico, dato che la SEO del già menzionato competitor andava a gonfie vele.

Perchè il search intent non soddisfatto non basta a spiegare il calo?

La risposta è che il principale competitor (il già citato LionsHome.it) continuava a posizionarsi bene sul motore di ricerca, nonostante neanche lui soddisfacesse davvero l’intento di ricerca.

C’è da notare, tuttavia, che anche il competitor, con l’aggiornamento del 1 agosto 2018, è calato molto. Che questo calo specifico sia dovuto al search intent? Non posso saperlo, servirebbe analizzare nel dettaglio anche questo sito.

Tornando a Livingo.it, posto che la Search Console non rilevava nessuna penalizzazione manuale, la spiegazione del calo doveva essere di tipo algoritmico.

Le date di maggior calo

La perdita di traffico è coincisa con il Maccabees Update, del 14 dicembre 2017.

Un altro calo drastico di posizionamento è arrivato in concomitanza con l’update del 26 marzo 2018, ovvero il Mobile first.

Due grandi indizi da approfondire…

I problemi SEO tecnici

Ho analizzato il sito dal punto di vista tecnico, e questo presenta una montagna di problemi.

Questi problemi hanno a che fare con l’uso improprio delle direttive noindex e canonical.

In particolare, in molte pagine categoria è presente la possibilità di filtrare i risultati con diverse opzioni.

Ad esempio, nella pagina https://www.livingo.it/divano-2-posti/, che presenta divani a 2 posti, è possibile filtrare solo una determinata fascia di prezzo, ad esempio i divani a due posti che costano tra i 100 e i 300€.

A seguito di tale richiesta viene generata la pagina https://www.livingo.it/divano-2-posti/?price=100-500. Questa, però, non offre nuovi contenuti unici rispetto alla pagina precedente: è solo un filtro, e offre una selezione dei contenuti.

Andrebbe quindi implementato il canonical, che serve a dire a Google che questa pagina fa riferimento a quella che mostra tutti i divani a 2 posti.

Cercando nel codice della pagina, però, il canonical non risulta presente, come si può vedere da questa immagine:

Una gran mole di queste pagine, inoltre, non ha (o aveva, se è stato risolto il problema mentre stai leggendo) il noindex.

Il risultato: Google deve digerire decine di migliaia di pagine dal contenuto scarso e inutile, e gli viene anche richiesta l’indicizzazione.

Insomma, una quantità di thin content impressionante.

Il mobile first

C’è però un altro problema da risolvere: perchè il sito ha perso posizionamento in corrispondenza del Mobile First?

Per chi non lo sapesse, con il Mobile First Google ha reso prioritaria e principale la versione mobile dei siti.

Bisogna quindi controllare che la versione Mobile offra la stessa struttura (URL, menu, link interni) e contenuti di quella desktop.

A livello di struttura non ci sono problemi: i menu, ad esempio, sono stati ricreati fedelmente sulla versione mobile, e anche le URL sono identiche.

Esaminando però le singole pagine c’è un problema tanto grave quanto banale: i testi che arricchiscono le pagine categoria nella versione desktop non sono presenti in quella mobile, e infatti non vengono indicizzati!

E’ necessario quindi inserire i contenuti anche nella versione mobile. I contenuti andranno inseriti magari sotto i prodotti, ma in modo tale che siano ben visibili e leggibili da Googlebot.

Altri elementi d’analisi

Ovviamente non è possibile, in un breve articolo, menzionare tutti gli altri elementi emersi con l’analisi, ma ho voluto mostrarti i principali fattori che, a mio parere, influenzano il cattivo posizionamento SEO di questo progetto.

Tuttavia, i 2 grossi problemi evidenziati, di tipo tecnico e contenutistico, sono abbastanza gravi, e possono essere le cause del crollo del sito.

Nel caso in cui verranno applicati rimedi a questi problemi, riaprirò il case study mostrandoti i benefici ottenuti a livello SEO 🙂

filippo.jatta@jfactor.it

<p>Filippo Jatta è consulente SEO per liberi professionisti e imprenditori. Dottore magistrale in Organizzazione e Sistemi Informativi presso l’Università Luigi Bocconi di Milano. Dal 2008 aumenta traffico e visibilità online di blog e ecommerce, posizionando siti web in prima pagina su Google. Offre servizi di posizionamento sui motori di ricerca e corsi SEO, sia base che avanzati.</p>

2 Commenti
  • Ecoweb
    settembre 13, 2018 at 3:12 pm

    Questo tipo do problemi sono riscontrabili in moltissimi siti web, dunque si non si parla molto di aggiornamenti da parte di google ma bensì da carenze strutturali dei siti web.

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