Sebbene sul web possiamo trovare numerose definizioni della Universal Search,  Google stesso, ironia della sorte, non ha mai spiegato cosa sia e in cosa consista esattamente.

Probabilmente la miglior definizione di Universal Search è descritta e contenuta all’interno della documentazione relativa alla Search Appliance.

Tanto per fare un esempio, la Universal Search ti permette di  trovare tutti i contenuti relativi ad un’azienda, attraverso una singola ricerca effettuata sul motore di ricerca.

Dunque, la Universal Search, come giustamente la descrive il mondo SEO, è la capacità di trovare tutti i contenuti possibili su più database attraverso una singola casella di ricerca, in modo perfettamente integrato, sebbene l’origine dei contenuti stessi appartenga a luoghi diversi.

Quindi, nonostante le fonti dei contenuti siano multiple e differenti (ad esempio alcune appartengono alla rete aziendale, altre al desktop, altre ancora al World Wide Web) queste vengono tutte visualizzate in unico insieme integrato all’interno dei risultati di ricerca.

Tanti infatti sono i database da cui vengono estrapolate le informazioni; hotel, calcolatori, meteo, risultati sportivi e via dicendo.

Senza tralasciare poi tutti quei database contenti informazioni generate dall’utente stesso, che vanno dalle recensioni alle ricerche correlate, dal tipo di traffico alle query, passando per le preferenze di dispositivo.

Mi presento: sono Filippo Jatta, sono consulente dal 2007.

Mi sono laureato e specializzato nel 2007 in Economia, Organizzazione e Sistemi Informativi presso l’Università Bocconi di Milano.

Per contattarmi usa il form in fondo alla pagina o scrivimi su whatsApp al numero 348 09 06 338.

Perchè è Nata La Universal Search?

Un tempo, si parla ormai di parecchi anni fa, comparivano sui risultati di ricerca soltanto 10 link blu.

Poi a partire da maggio 2007 Google ha cambiato rotta, si è rinnovato ed ha aperto i battenti alla Universal Search.

Tempo due mesi e con l’espansione della personalizzazione dei risultati di ricerca anche la Universal Search si è affermata.

La missione era chiarissima: organizzare le informazioni del mondo e renderle accessibili a livello universale. Accessibili ed utili a tutti.

Se un tempo i motori di ricerca erano separati tra loro e i dieci link blu nascondevano un’incognita (perchè non si sapeva mai esattamente cosa si celava dietro di essi) con la Universal Search l’utente riceve tutte le informazioni possibili in primo piano. Prima che lo faccia la SERP.

Inoltre i motori di ricerca sono tutti integrati tra loro, come inseriti in un unico organismo.

Con la Universal Search quindi mette a disposizione dell’utente un elenco di risultati diversi, con diversi formati, corredati di link sponsorizzati e link naturali e tutti perfettamente incorporati tra loro.

Lo scopo è quello di fornire una risposta completa alle domande degli utenti. Come si suol dire, a 360°.

La Universal Search è chiara ed esaustiva

Con la Universal Search le congetture che si facevano dopo aver cliccato sui 10 link blu sono definitivamente scomparse.

Sin da subito la ricerca appare all’utente chiara ed esaustiva.

Del resto, quanto più questa risulta ricca e integrata tanto meglio è per Google.

Ogni ricerca oggi è corredata di immagini, link, video, suggerimenti. In altre parole, ogni ricerca è ritagliata in base al tipo di risposta che l’utente si aspetta.

Come Si Presenta la Universal Search?

A livello di root la Universal Search si presenta mostrando delle sezioni contenti le notizie relative alla query, per offrire all’utente il maggior numero di informazioni possibili, già prima dell’elenco dei risultati.

Proviamo a confrontare la Universal Search del 2007 con quella attuale, senza badare alle modifiche puramente estetiche.

Otterremmo lo stesso risultato sulla SERP? Rispetterebbe quella del 2007 gli standard attuali?

La struttura della Universal Search ancora oggi rende più veloce il processo decisionale dell’utente, basandosi sulla diversità dei risultati di ricerca e senza tralasciare i link blu (sebbene oggi siano stati ridotti a un numero inferiore rispetto a prima).

Per intenderci, se sei alla ricerca di un articolo, la Universal Search con i suoi risultati variegati ti aiuterà a filtrare le informazioni che desideri da quelle che non ti interessano.

Inoltre lascia liberi i professionisti ed i proprietari dei siti di ottimizzare le risorse web e concentrarsi sul posizionamento per scalare la SERP.

Come Fa Google a Scegliere Le Sezioni?

Beh, non è un mistero che i sistemi sono assai complicati. Non è semplice trovare il bandolo della matassa.

Ma è probabile che per la scelta delle sezioni si focalizzi su due fattori imprescindibili:

  1. Gli utenti
  2. I dati della query

In linea di massima sono queste le due aree principali entro le quali si aggira quando deve effettuare degli  aggiustamenti.

Gli Utenti

Okay, lo sappiamo già. Google non usa le metriche dell’utente per gestire i risultati di ricerca, tuttavia se prendiamo in considerazione le parole di Mueller quando rispose ad una domanda circa i segnali degli utenti, notiamo che l’algoritmo usa i dati.

Ogni giorno guarda costantemente attraverso milioni di query diverse, milioni di pagine diverse, senza concentrarsi su di esse singolarmente. Non ne vale la pena.

Passa in rassegna una gran quantità di dati, suddivisi in blocchi, in base ai diversi tipi di query e così facendo determina il modo in cui gli utenti pensano, agiscono ed interagiscono con essi.

I Dati Di Query

E’ un dato di fatto ormai. Ogni motore di ricerca utilizza i propri query data per determinare quali saranno le sezioni da inserire nella SERP.

E questo giustifica il fatto che alla maggior parte degli utenti alla ricerca ad esempio di un ristorante la Universal Search non mostrerà subito i link blu nei risultati di ricerca, ma un elenco variegato di risultati con tanto di link sponsorizzati, recensioni, mappe e così via.

L’obbiettivo di un motore di ricerca è quello di fornire un’unica risposta comprendente tutto ciò a cui un utente possa ambire.

Un unica risposta che permetta quindi all’utente di accedere a tutto ciò che sta cercando.

Anche con YouTube i sistemi capiscono quali video sono più popolari rispetto ad altri e quali al contrario vengono subito chiusi, skippati e cose del genere.

E’ così che sa quali saranno i video da proporre all’interno dei risultati di ricerca perchè già a priori ne ha compreso ed approfondito i contenuti, tanto da considerarli supplementari alla ricerca dei suoi utenti che in quel dato momento stanno facendo magari una ricerca più generica.

Quindi, l’impatto degli altri database non influisce semplicemente sui layout, ma rappresenta una sorta di fil rouge che collega insieme argomenti ed informazioni e così facendo influenza lo stesso ranking di ricerca.

Per Concludere

Cosa significa tutto questo?

Prima di tutto che oggi è possibile pensare a delle strategie di sviluppo dei contenuti utilizzando i sistemi di apprendimento automatico dei motori di ricerca.

Le sezioni della Universal Search sono eloquenti in merito ai tipi ed ai formati dei contenuti di cui gli utenti vanno alla ricerca.

Considerati i cambiamenti in atto è molto probabile che anche la Universal Search subirà ben presto una trasformazione significativa.

In parte ciò sarà dovuto all’influenza della ricerca vocale, ma anche alla spinta costante a fornire agli utenti un’unica soluzione piuttosto che una serie di opzioni.

Può succedere anche che si arriverà a fornire un unico risultato con diversi filtri applicati ad esso automaticamente, per assecondare ancor di più le preferenze degli utenti, anche quelle ad essi sconosciute!

Magari questo non accadrà nell’immediato, ma ben presto alcune domande vedranno una soluzione simile perchè in fondo è questo il futuro della Universal Search.

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    Filippo Jatta

    About Filippo Jatta

    Filippo Jatta è consulente SEO dal 2008. Dottore magistrale in Organizzazione e Sistemi Informativi presso l'Università Luigi Bocconi di Milano.