Di sicuro questo non sarà il primo articolo che ha per argomento le “statistiche di ricerca”, ma se leggerai fino in fondo capirai perchè vale la pena darvi un’occhiata.

L’articolo tratta nello specifico di statistiche di ricerca organica (affrontando gli argomenti relativi a case study di ricerca organica e lettura correlata), statistiche di ricerca a pagamento (e statistiche di ricerca a pagamento per settore), statistiche di ricerca organica vs statistiche di ricerca a pagamento (con relativi casi studio) e vedremo quali sono gli strumenti pertinenti alla ricerca organica e quali gli strumenti relativi alla ricerca a pagamento.

Statistiche di Ricerca Organica

Vediamo quali sono le più interessanti statistiche sulla ricerca organica:

  • Ogni secondo Google conta ben 67.000 ricerche effettuate dagli utenti.
  • Il 93% di quelle che possiamo definire le esperienze digitali online inizia con una domanda sul motore di ricerca.
  • Il 46% di tutte le ricerche di Google sono legate all’ambito locale, alla local SEO.
  • Il 95% degli utenti clicca sempre su uno dei link presenti nella prima SERP.
  • Il traffico di ricerca converte 10 volte meglio del traffico sui social media (sul desktop).
  • La prima posizione sulla SERP ottiene circa il 30% dei clic. Il secondo va calando, raccogliendo il 15%; il terzo ottiene il 10%. La nona e decima posizione contano il 2% di click-through.
  • Le ricerche che presentano quattro o più parole hanno maggiori possibilità di ricevere dei clic, anche se non ti posizioni in cima. Ad esempio i risultati della ricerca long-tail in sesta posizione ottengono il 7% di clic totali; più del doppio rispetto ai risultati sulla SERP media.
  • Il 50% delle query di ricerca è composto da almeno quattro parole.
  • Google conta il 96% tra tutte le ricerche mobile e il 93% delle ricerche su desktop.
  • Yahoo, il secondo motore di ricerca più grande, controlla invece l’1,42% delle ricerche su dispositivi mobili e il 2,83% delle ricerche su desktop.
  • Secondo il 57% dei marketer B2B è il SEO a rappresentare il fattore principale di lead generation.
  • L’82% dei marketer ha dichiarato che l’efficacia della SEO sta aumentando sempre più. Il 42% dei marketer invece ha registrato che l’efficacia della SEO è in aumento significativo.
  • L’aggiornamento e la ripubblicazione dei vecchi post di un blog con nuovi contenuti e immagini permettono di migliorare il posizionamento organico e il traffico organico fino al 111%.
  • Si stima che entro il 2020 metà delle ricerche online sarà effettuata tramite ricerca vocale.
  • Nel 2018 il 25% delle famiglie negli Stati Uniti possedeva uno smart speaker. Nel 2019 c’è stata una crescita del 78%. Oggi si contano 120 milioni di persone con lo smart speaker, ovvero il 41% degli americani.
  • La ricerca più frequente avviene dopo aver ascoltato della musica.
  • La answer box di Google viene attivata dal 25% delle ricerche.
  • Il sito di livello più alto è mediamente del 17% più veloce rispetto ai siti che si classificano nella posizione n. 10.
  • Le pagine di miglior qualità hanno un tasso di rimbalzo più basso dell’8,7% rispetto ai siti che si trovano nella posizione n. 10.
  • Le pagine migliori hanno più link (quasi 6 volte in più) rispetto ai siti che si trovano nella posizione n. 10.
  • La pagina che si classifica in cima contiene, in media, 1.890 parole.
  • Il fattore SEO di maggiore impatto resta quello relativo ai link (29%), seguito immediatamente dai segnali on-page (24%).

Mobile Organic Search

  • Il 2018 è stato il primo anno in cui la maggior parte delle ricerche è avvenuta tramite un dispositivo mobile.
  • Il 72% dei consumatori che hanno effettuato una ricerca locale ha visitato un negozio nel raggio di cinque miglia.
  • Nel 2019, il 59% di tutte le ricerche è stato effettuato tramite cellulare.
  • Si stima che nel 2020 saranno 211 milioni gli americani che utilizzeranno la ricerca mobile.
  • Le vendite al dettaglio sono influenzate dalla mobile search per un importo di circa 1.4 trilioni di dollari (e questo lo si presagiva a partire dal 2016).
  • Anche ritardi di connessione di brevissima durata (di 500 ms) determinano una “peak frustration” del 26% in più e un calo del coinvolgimento fino all’8%.
  • Il 46% degli utenti afferma che la maggiore frustrazione navigando in Internet sui dispositivi mobili è dovuta all’attesa durante il caricamento delle pagine.

Case Study di Ricerca Organica

Di norma, per mostrarti come le aziende riuscirebbero ad ottenere dei buoni risultati di ricerca organica, si dovrebbe prendere in considerazione un case study relativo a un business meno conosciuto.

Ma il fatto è che il case study di Brian Dean sull’ottimizzazione dei siti on-page, offre dei suggerimenti talmente utili per qualsiasi attività commerciale che è inevitabile porlo come esempio perfetto per tutti. Il case study di Dean mostra come l’ottimizzazione della ricerca organica può generare un traffico intenso di utenti.

In passato aveva scritto un post (una checklist SEO) che non aveva funzionato. In seguito ha deciso di migliorarlo concentrandosi sulla modifica di due fattori principali:

Indirizzare l’Intento degli Utenti

Google è il massimo esperto quando si tratta di coniugare l’intento dell’utente con i contenuti ad esso pertinenti, quindi la sua specialità sta nell’offrire ai suoi potenziali lettori esattamente quello che stanno cercando. La chiave del successo sta proprio in questo.

Recentemente ha anche cambiato il contenuto così da renderlo più inclusivo, perché ad esempio è improbabile che tutte le persone che vanno alla ricerca di una checklist siano esperte SEO di prim’ordine.

  • Brian Dean ha aggiunto un sommario (per aiutare i lettori a navigare nel suo post).
  • Ha caricato un video (che ha aumentato il time-on-page di circa 6 volte)
  • Ha accorciato ulteriormente la sua già breve introduzione, poiché sapeva che le introduzioni lunghe aumentano i tassi di rimbalzo
  • Ha aumentato il numero di esempi e aggiunto i sottotitoli (per organizzare meglio il contenuto della pagina).

Le Statistiche sulla Ricerca a Pagamento

  • Google domina sugli annunci della rete di ricerca, generando nel 2018 ben 32,4 miliardi di entrate pubblicitarie. I loro principali concorrenti (Microsoft, Yahoo e Yelp) insieme hanno prodotto 4,8 miliardi.
  • Tecnicamente, YouTube (che è di proprietà di Google) è il secondo motore di ricerca più grande, con oltre un miliardo di utenti unici al mese.
  • La pubblicità rappresenta circa il 97% delle entrate totali di Google.
  • La percentuale media di clic negli annunci della rete di ricerca di Google è pari al 3,17% (rispetto allo 0,46% solo per le display ads).
  • Il CPC medio pagato dagli inserzionisti di ricerca Google per le parole chiave che includevano il proprio marchio nel 2019 è aumentato del 30%.
  • Gli annunci di ricerca a pagamento sono tra i primi tre fattori più influenti di conversione di un sito web.
  • Il 46% delle persone non è in grado di identificare quali risultati di ricerca siano organici e quali invece siano gli annunci a pagamento sulla SERP.
  • Il 62% dei marketer e degli inserzionisti ha dichiarato che nel 2019 ha pianificato l’aumento del budget pubblicitario per la ricerca.
  • Le aziende dell’odore generano 3 dollari in entrata per ogni dollaro e 60 speso per gli annunci nella rete di ricerca.
  • Solo una campagna di sensibilizzazione del marchio, se eseguita correttamente tramite annunci Google a pagamento, può aumentare la metrica del 80%.
  • Il 72% degli inserzionisti di ricerca a pagamento prevede per il prossimo anno un aumento del proprio budget PPC.

Statistiche di Ricerca a Pagamento per Settore

  • La percentuale media relativa ai clic è del 3,17%.
  • Il CTR più alto si trova nel settore degli appuntamenti, al 6,05%.
  • Il CTR più basso invece si trova nel settore della tecnologia, al 2,09%.
  • Mediamente il costo per clic equivale a 2,69 dollari.
  • Il CPC più elevato si trova nel settore legale, a 6,75 dollari.
  • Il CPC più basso si trova nel settore dell’e-commerce, a 1,16 dollari.
  • Il tasso di conversione medio è del 3,75%.
  • I tassi di conversione più alti si trovano nel settore degli appuntamenti, al 9,64%.
  • I tassi di conversione più bassi si trovano nel settore della difesa, a 1,96.
  • Il CPA medio è di 48,96 dollari.
  • Il CPA più elevato invece proviene dal settore tecnologico, a 133,52 dollari.
  • Il CPA più basso proviene dall’industria automobilistica, a 33,52 dollari.

Mobile

  • Quando si tratta di ricerca mobile a pagamento Bing e Yahoo non sono così lontani da Google in termini di condivisione di clic. Il 33% di tutti i clic di ricerca mobile pagati fa riferimento a Bing o Yahoo.
  • Circa il 36% delle ricerche su dispositivi mobili ruota attorno alla ricerca locale.
  • La maggior parte dei clic di ricerca a pagamento (53%) avviene su dispositivi mobili.
  • Meno della metà degli acquirenti di cellulari si converte a clienti tradizionali. Gli acquirenti di tablet, si convertono più frequentemente degli utenti di telefoni cellulari.

Statistiche di Ricerca Organica VS Statistiche di Ricerca a Pagamento

Ecco ora alcuni dati intessanti per traffico e posizionamento organico e ads a pagamento.

Argomenti per la ricerca organica:

  • Il 70-80% di tutti gli utenti ignora gli annunci a pagamento e si concentra solo sui risultati organici.
  • I lead di ricerca organici perdono terreno con tasso del 14,6%, rispetto a solo l’1,7% dei lead di marketing in uscita.
  • Circa il 39% del traffico e-commerce totale (in tutto il mondo) proviene dalla ricerca: il 35% è organico e solo il 4% si ottiene attraverso annunci di ricerca a pagamento.
  • L’utilizzo dei blocker pubblicitari è aumentato da 142 milioni a 615 milioni, tra il 2018 e il 2019.

Argomenti per la ricerca a pagamento:

  • I risultati di ricerca a pagamento guadagnano il 150% delle conversioni dai clic come risultati di ricerca organici.
  • Anche con un budget SEO ortodosso, è estremamente raro vedere un aumento del traffico organico entro i primi tre mesi di ottimizzazione.
  • Il 65% di tutti i clic effettuati da “utenti che intendono acquistare” passano dagli annunci della rete di ricerca.
  • Il traffico a pagamento ha il 50% in più di probabilità di acquistare da te rispetto al traffico organico (perché dipende dall’intento dell’utente).
  • Quando metti in pausa i tuoi annunci, non aspettarti un afflusso di traffico organico. Fino all’89% di tutto il traffico a pagamento non è prevista la sostituzione in organico quando gli annunci sono in pausa.
  • I primi tre spot pubblicitari richiedono il 40% dei clic totali sulla pagina per ricerche di “intento commerciale di alto valore”.

Case Study di Ricerca Organica vs Ricerca a Pagamento

Può risultare estremamente difficile trovare dei case study sulla ricerca ben retribuiti. Questo perchè la maggior parte di essi è effettuata da agenzie PCC che vogliono proteggere le proprie strategie di mercato dallo stesso Google.

Per questo è importante scavare un po’ più a fondo per ottenere le informazioni utili. E proprio nella quarta pagina dei risultati di ricerca di Google abbiamo trovato GrowDigital, un’agenzia PPC, la cui segnalazione è risultata quanto mai preziosa.

La loro campagna ruotava attorno alla questione: è più conveniente per la un’azienda lanciare delle offerte sul proprio marchio oppure no?

Ed è proprio questa la domanda cruciale, al centro della disquisizione sulla ricerca organica contro quella a pagamento.

Ecco i loro risultati:

  1. Fare offerte per il tuo marchio aumenta il totale degli immobili che controlli sulla SERP.
  2. Fare delle offerte sul tuo marchio è estremamente economico.

I tuoi concorrenti potrebbero anche fare offerte sul tuo marchio (di solito con un “Perché il tuo marchio non è buono come il loro marchio” – digitare la pagina), ma il tuo annuncio di ricerca apparirà sopra il loro, e avrai un PPC più economico rispetto a loro, semplicemente per il punteggio di qualità raggiunto.

Risultati

GrowDigital ha eseguito un test. Ha provato a rimuovere gli annunci di ricerca del brand di un cliente per un periodo di due settimane: una settimana senza annunci di brand e una settimana con annunci di brand.

Una settimana prima di chiudere gli annunci, la campagna aveva raggiunto la cifra di 1,268 dollari di entrate giornaliere mentre le ricerche organiche con il marchio incluso hanno portato a un magnifico risultato di 241 dollari al giorno. Durante la seconda settimana, dopo aver interrotto la campagna di brand sul Google Adwords, i risultati di ricerca organica sono migliorati fino ad ottenere un fatturato di 757 dollari. Questo a dimostrazione del fatto che gli annunci a pagamento hanno cannibalizzato i risultati di ricerca organica. Ma una volta guardato il quadro complessivo, si sono resi conto della triste realtà dei fatti: quell’enorme miglioramento non poteva sostituire ancora per molto le prestazioni del canale a pagamento.

In altre parole, senza annunci di brand su AdWords si era registrata una perdita di 750 dollari al giorno (una perdita significativa), ovvero c’era stato il 50% in meno delle entrate per il cliente.

In questo consiste il valore degli annunci sulla rete di ricerca, anche se ci si sta posizionando bene.

Gli strumenti di Ricerca a Pagamento Più Pertinenti

  • Ahrefs, SEMRush oppure Moz sono gli strumenti che offrono una visione approfondita delle parole chiave da utilizzare, sia con le strategie SEO che con quelle a pagamento.
  • SpyFu invece ti offre delle informazioni sulle strategie dei tuoi concorrenti, sia per PPC che per SEO.
  • Google Trends e Keyword Planner sono strumenti gratuiti essenziali per ogni ottimizzatore di ricerca organico e per ogni esperto PPC. Ti danno un’idea di quelle che sono la concorrenza, i costi e la probabilità di posizionamento di cui il tuo marchio sarà in grado (a pagamento o organico).
  • Unbounce, Instapage oppure Wishpond ti torneranno utili se pubblichi degli annunci di ricerca a pagamento, se devi indirizzare gli utenti che cliccano su una pagina di destinazione (altrimenti perderai il budget pubblicitario). Questi tre fornitori di landing page rendono il tutto più semplice.
  • Optimizely, VWO o Google Optimize, utili per ottimizzare il proprio sito in termini di traffico organico o pagato. Ottimi strumenti di test A/B.
  • Woopra o Mixpanel: senza alcuna analisi effettuata ogni strategia di marketing è un salto nel buio. Questi due strumenti sono leader nel settore.

Per concludere…

Speriamo che queste statistiche di ricerca organiche e a pagamento siano servite a fornire una migliore comprensione del potere della ricerca.

Del resto, né la ricerca organica né quella a pagamento sono a priori una migliore dell’altra. Se hai un’azienda farai bene a provare entrambe le strade. Con l’ottimizzazione della ricerca organica dovrai attendere per almeno sei mesi prima di poter vedere dei risultati.

Provale entrambe e scopri  quale delle due funziona meglio, sia per te che per la tua attività. E se sorgono dei dubbi, puoi sempre chiedere il parere degli esperti.

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Maria Pia Fracchiolla

About Maria Pia Fracchiolla

Maria Pia Fracchiolla è una web writer. Scrive e parla troppo (in quattro lingue diverse, tra queste il giapponese). Custodisce e sostiene una cura maniacale per le fonti, le migliori possibilmente. Prima di iniziare l’attività professionale di scrittura ha conseguito la maturità classica e studiato inglese, tedesco e spagnolo presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università Aldo Moro di Bari, dove si è laureata. Maria Pia scrive per blog, siti e social. Ama la cultura in genere, soprattutto nelle sue declinazioni artistiche, musicali, letterarie e antropologiche, senza disdegnare il piglio “cool&smart” delle tendenze attuali.