SEO per immagini: l'Ottimizzazione per Posizionarle su Google

SEO per Immagini: l’Ottimizzazione per Google

In questo articolo ti spiego come posizionare le immagini su Google e ci addentreremo nell’ottimizzazione SEO per immagini.

L’ottimizzazione SEO delle immagini è uno dei punti cruciali dell’attività di posizionamento SEO.

Il lavoro di ottimizzazione SEO di una pagina, infatti, non riguarda solo il testo ma anche tutti gli elementi multimediali contenuti in essa.

Spesso la cura delle immagini viene del tutto ignorata ma in realtà è una pratica estremamente produttiva se correttamente eseguita.

Vediamo come fare, passo passo.

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Ottimizzazione SEO per Immagini

Analizzando numerosi siti web, ho notato come quasi sempre ci siano problemi legati alle immagini come, ad esempio, l’assenza dell'alt tag o una mancata compressione.

Una corretta ottimizzazione SEO delle immagini, invece, offre un duplice vantaggio:

  1. aumenta la rilevanza della pagina stessa per le keyword obiettivo;
  2. permette di posizionarsi anche su Google Image.

Attento però: riempire le pagine del tuo sito di immagini inutili nella speranza di aumentare la visibilità su Google Image non è un modo corretto di fare ottimizzazione.

Innanzitutto devi considerare che l’ottimizzazione SEO delle immagini non riguarda nello specifico solo i motori di ricerca, ma permette di migliorare la fruibilità del tuo sito per l'utente.

Questo punto è estremamente importante perché Google, e di conseguenza anche le nuove tecniche di posizionamento SEO, ruotano sempre più intorno al concetto di intenti di ricerca (search intent) e alla creazione di siti SEO friendly.

Rendere un sito web accessibile e utilizzabile comodamente dalle persone che si desidera raggiungere è un fattore determinante del successo.

In altre parole gli utenti devono poter leggere la pagina nel modo più comodo possibile e a questo proposito l’ottimizzazione delle immagini contribuisce in maniera piuttosto rilevante.

Ricorda che non esiste un numero minimo o massimo di immagini che si possono aggiungere all’interno di una pagina. Diciamo che questo dettaglio dipende dal tipo di query e dalle ipotetiche necessità dell’utente.

Quindi studia bene la SERP di tuo interesse e controlla se Google dà visibilità a contenuti pieni di immagini, oppure no, e regolati di conseguenza.

Ogni pagina propone un determinato tipo di contenuto e non è detto che tutti gli argomenti necessitino di una grande quantità di immagini per funzionare.

Un sito e-commerce ha bisogno sicuramente di più foto (almeno una per ogni prodotto venduto) rispetto a un blog di critica letteraria.

Quindi la domanda che dovrai porti è: “queste immagini sono realmente utili al visitatore?”.

A questo proposito i passi immediatamente precedenti alle tecniche di ottimizzazione delle immagini sono una buona keyword research e un’attenta analisi delle SERP.

Se invece ragioniamo nell’ottica del motore di ricerca in sé, basti pensare alla potenza dello strumento Google Immagini, che permette all’utente di ricercare informazioni sul web attraverso gli elementi visuali.

Il motore di ricerca più usato del web offre tantissime informazioni di contorno alle immagini che aiutano l’utente a contestualizzare il contenuto.

Google ora sta imparando a capire il contenuto delle immagini semplicemente scansionandole, ma gradisce ancora il nostro aiuto per comprenderne in maniera univoca il contenuto.

E' per questo che gli elementi titolo, alt tag, didascalia, nome del file, sono da sfruttare bene.

Dove Reperirle?

Fermo restando che, come anticipavo prima, Google valuta anche l’originalità dei contenuti tra i parametri che portano a premiare o meno un sito, spesso non sarà possibile utilizzare immagini originali, create da noi.

Quindi la domanda che ti starai sicuramente ponendo è: “dove posso trovare delle immagini interessanti, pertinenti ma soprattutto gratuite e utilizzabili legalmente?”.

Anche in questo caso il web è pronto a soccorrerti, proponendoti diversi siti che offrono la possibilità di scaricare immagini senza alcun costo.

Il più conosciuto è Flick.com. Caposaldo delle Image Community, vanta un altissimo numero di immagini scaricabili gratis. Ma la caratteristica più importante di questo portale è che ti permette di filtrare la ricerca in base alla licenza di utilizzo.

A proposito di licenze, se sei particolarmente attratto da immagini coperte da copyright, cerca almeno di citare sempre la fonte inserendo un link nofollow nel testo della didascalia. E se il tuo sito monetizza direttamente con gli advertising, controlla che sia consentito l’uso commerciale dell’immagine stessa.

Altri portali interessanti per incrementare la tua libreria di immagini sono Visual Hunt, Unsplash, LibreStock, pngtree.

Ognuno di questi portali ha le sue precise caratteristiche, ad esempio pngtree è indicatissimo per png e vettoriali. Quindi, se vuoi addentrarti nel mondo dell'ottimizazione SEO per immagini, ti consiglio di tenerli tutti ben a mente.

Google Image Publishing Guidelines: le Linee Guida Ufficiali

Qui cercherò di riassumere alcune regole suggerite dalle, le linee guida ufficiali per le immagini.

Il primo consiglio che il search engine ti dà, che sintetizza in poche semplici parole i concetti contenuti in un’intera pagina, è quello di “creare una fantastica user experience”.

Per far sì che questo accada il sito dovrà essere SEO e user friendly.

Ecco le principali linee guida.

Contestualizzazione delle Immagini

Il contenuto deve essere sempre pertinente con il senso generale della pagina. No alle foto messe a casaccio per attirare l’attenzione dei websurfers.

Scegli sempre immagini che aggiungano valore e significato alla pagina, possibilmente originali.

Posizione

Cerca di posizionare l’immagine non troppo lontana dal contenuto che la descrive.

Il testo che circonda l'immagine, infatti, è un fattore preso in considerazione da Google.

Contenuti di Qualità

Testo e immagini sono assolutamente complementari. Di conseguenza, curare la parte testuale è importante quanto curare quella visiva.

I contenuti devono sempre essere completi, chiari e di valore, perché Google presta molta attenzione alla qualità del contenuto della pagina durante il processo di classificazione delle immagini.

Compatibilità Mobile

Statisticamente gli utenti preferiscono i dispositivi mobili per svolgere ricerche su Google Image. Per questo è importante che il tuo sito sia compatibile con tutti i tipi di dispositivo.

Avvaliti sempre dell’aiuto degli Speed Test per verificare le prestazioni del tuo sito quando inserisci un qualsiasi contenuto multimediale su una delle tue pagine.

URL delle Immagini

Il nome del file e il percorso URL sono due parametri utilizzati da Google per comprendere le immagini.

Una struttura chiara e logica con URL user friendly darà al motore di ricerca più possibilità di attribuire il giusto significato all’immagine oggetto della sua valutazione.

SafeSearch

Google mette a disposizione degli utenti delle impostazioni che permettono di stabilire se è necessario bloccare delle immagini, dei video e altri tipi di contenuti espliciti in base alle esigenze.

Puoi aiutare il motore di ricerca a capire la natura delle tue immagini e ad applicare eventuali restrizioni se opportuno, adottando dei piccoli accorgimenti.

Quando fai questo, aiuti a migliorare l’esperienza utente evitando che ci si possa trovare di fronte a contenuti indesiderati.

Ottimizzazione SEO per Immagini: la Guida Pratica

Vediamo ora nel dettaglio quali sono gli elementi da tenere in considerazione nel processo di ottimizzazione SEO per le immagini.

Tra questi fattori possiamo distinguere quelli riconducibili direttamente alle caratteristiche dell’immagine (ad esempio il formato e la dimensione) e quelli collegati alla dimensione testuale delle immagini (nome del file, tag title, attributo alt, didascalia).

Compressione delle Immagini e Formati

La corretta scelta del formato e la compressione delle immagini è un aspetto importantissimo dell’ottimizzazione SEO delle immagini perché, anche se non influenza direttamente il posizionamento su Google, influisce sul peso del contenuto e quindi sulla velocità di navigazione e sulla qualità generale dell'immagine e della pagina che la contiene.

Ma come scegliere il formato più adatto?

Sicuramente, se hai necessità di animare l’immagine dovrai optare per un file GIF.

Considera però che questo formato è naturalmente più pesante rispetto agli altri, quindi il mio consiglio e di non abusarne.

Se l’animazione dell’immagine non è poi così necessaria e hai necessità di caricare foto o screenshot, allora potrai puntare su un JPEG.

Questo formato offre infatti un buon equilibrio tra compressione delle immagini lossy e lossless.

Il formato PNG, che non applica compressione e quindi ti permette di ingrandire l’immagine senza comprometterne la qualità, è invece più indicato per grafici e immagini artificiali.

Attento però alla velocità di caricamento perché questo tipo di formato è più pesante.

Ti dò un suggerimento però: salva le immagini in formato per il web: otterrai una buona qualità con un peso assolutamente leggero.

Quando ottimizzo le immagini, infatti, utilizzo sempre il formto per il web.

Dimensioni

La dimensione è un altro punto fondamentale che si traduce con la velocità di caricamento della pagina.

Per evitare tempi di attesa troppo lunghi, che andranno ad influire negativamente sull’esperienza di navigazione, dovrai seguire pochi piccoli accorgimenti:

  • evita immagini troppo grandi. Carica sul tuo sito solo immagini che non superino le dimensioni necessarie. Per comodità puoi modificare e ridimensionare l’immagine prima di caricarla sul sito utilizzando appositi programmi, così non dovrai farlo modificando i codici HTML;
  • se necessario ritaglia le immagini. Se non disponi di programmi per il fotoritocco (come Photoshop) Esistono diversi tools resize image gratuiti e online, ognuno con diverse caratteristiche, che potranno aiutarti nel ridimensionamento, nel contrasto, nelle luci. Alcuni permettono anche il ritaglio a mano o guidato da varie figure geometriche;
  • come suggerisce Google evita l’utilizzo di pixel non necessari che non farebbero altro che sovraccaricare il sito. Se carichi un’immagine troppo grande che occupa più spazio di quel che dovrebbe, si può verificare uno spreco di banda sia da parte del server che da parte dell’utente fruitore del sito. Se parliamo di un blog visualizzato su desktop, in linea di massima, un’immagine non dovrebbe essere più larga di 800px e non più alta di 400px;
  • ricorda sempre di inserire i parametri di altezza e larghezza all’interno del codice HTML (questo aiuta il browser nel caricamento dell’immagine)

Peso del File: la Compressione delle Immagini

Come abbiamo già anticipato la velocità è un piccolo fattore di posizionamento.

Comprimere le immagini per rendere il sito più veloce, soprattutto da mobile, è necessario per la user experience del tuo sito web.

Cerca quindi di trovare sempre un buon compromesso tra dimensione e qualità dell’immagine. Anche in questo caso il web ci offre degli strumenti gratuiti utili a snellire le immagini come Squoosh o Befunky.

Una volta compresse tutte le immagini eccessivamente pesanti, ricordati di verificare il lavoro svolto effettuando uno speed test o utilizzando tool e utility SEO come Screaming Frog, strumento in grado di individuare tutte le immagini di dimensione superiore ai 100 kb dandoti la possibilità di correre ai ripari.

Plugin per la SEO delle Immagini

Per la compressione delle immagini ti segnalo un buon plugin per WordPress che si chiama EWWW Image Optimizer.

Tramite questo plugin puoi comprimere gratuitamente le immagini del tuo sito web, rendendolo più leggero e veloce da caricare.

Sitemap XML per Immagini

Anche le immagini possono essere inserite in una sitemap XML specifica.

Puoi farlo creando una mappa specifica oppure implementandone una già esistente.

Le sitemap di immagini, però, offrono la possibilità di inserire URL di altri domini, opportunità che in una nomale sitemap non è contemplata.

Questa operazione, se eseguita con la giusta attenzione, può comunicare ulteriori informazioni relative alle immagini e portare a grandi risultati.

Considera che se usi WordPress SEO by Yoast la sitemap XML sarà già ottimizzata automaticamente.

Qui ti scrivo un elenco dei principali tag della sitemap:

  • <image:image>: tutte le informazioni relative all’immagine;
  • <image:loc>: l’URL dell’immagine;
  • <image:caption>: didascalia dell’immagine;
  • <image:geo_location>: ubicazione geografica dell’immagine;
  • <image:title>: il titolo dell’immagine;
  • <image:license>: laURL che rimanda alla licenza dell’immagine.

Rinominare il Nome delle Immagini per la SEO

Rinominare il nome delle immagini per la SEO è mediamente importante e il nome dovrebbe in maniera chiara e coerente il contenuto dell’immagine stessa.

Un errore abbastanza comune è quello di non modificare il nome del file immagine lasciando, ad esempio, il file name impostato dalla fotocamera.

In questo caso Google farà più fatica a comprenderne il contenuto e a ricollegarlo al significato generale della tua pagina.

Nel rinominare il nome delle immagini per la SEO il tuo obiettivo deve essere proprio quello di spiegare in maniera quanto più chiara possibile all’utente e a Google cosa stai inserendo nella tua pagina.

Il nome del file è l’elemento fondamentale che permetterà ai web surfers che si imbatteranno nella tua pagina di capire che cosa stai comunicando.

Assolutamente vietate le serie di lettere e numeri incomprensibili e senza senso! Bisogna utilizzare un titolo ben studiato per l’ottimizzazione SEO.

Molti CMS, tra cui anche WordPress, non offrono la possibilità di modificare il nome dell’immagine dopo l’upload.

Quindi, prima di caricare le immagini sul server e inserirle nella pagina web al quale stai lavorando, ti conviene rinominare il file con delle keyword quanto più possibile attinenti al testo.

Le parole chiave più importanti, che aggiungono maggior carattere e significato, vanno scritte nella parte più a sinistra del nome secondo il principio di prominenza.

Usa solo keyword mirate, elimina articoli e preposizioni e tutto ciò che riguarda la punteggiatura e i caratteri speciali.

Se all’interno di una pagina hai delle immagini simili che vanno a toccare più aspetti della query utilizza i dettagli per segnalare la differenza a Google.

Esattamente come per il testo,  Google capterà la presenza di immagini così dettagliate come completezza di informazione.

Attento però a non sovraottimizzare il nome del file riempendolo forzatamente di parole chiave.

L’overoptimizing è una pratica non molto gradita a Google e spesso punita grazie all’esistenza di algoritmi penalizzanti, come il famigerato Panda, che regola la qualità dei contenuti.

Tag Alt delle Immagini per la SEO con WordPress

Il tag alt dell immagini, o alt text, è un testo che spicca come uno degli elementi fondamentali dell’ottimizzazione SEO delle immagini.

Questo perché aiuta in maniera importante Google a decodificare l’informazione e a contestualizzare il contenuto ricollegandolo all’elemento visivo.

A livello tecnico si tratta della stringa di testo che viene visualizzata quando non è possibile per il browser stampare a schermo l’immagine, per esempio perché si sta utilizzando un browser text only o un browser per persone non vedenti, che di norma “leggono” le pagine web e utilizzano il tag alt per leggere le immagini all’utente affetto da disabilità.

Il tag alt delle immagini è per la SEO il più importante degli elementi testuali delle immagini, e fornisce una soluzione diversa alle immagini che non appaiono sulla pagina, contribuendo, di conseguenza, all’accessibilità della pagina stessa.

È per questa ragione che il W3C lo considera un elemento indispensabile.

Le immagini che non presentano un tag alt potrebbero essere quindi causa di problemi per l’accessibilità e per il posizionamento SEO.

Attento però a non esagerare inserendo parole chiave inutili perché Google potrebbe in tal caso penalizzarti e otterresti l’effetto esattamente contrario di un buon posizionamento.

A livello tecnico non servono grandi competenze per aggiungere l’attributo alt delle foto.

Tutto ciò che dovrai fare, in pratica, è riportare la stessa stringa che hai già utilizzato nel nome del file, ma questa volta utilizzando articoli e preposizioni che nel nome del file non c'erano.

Nel caso del blog WordPress, ad esempio, potrai inserire tutti i dettagli testuali legati ad un’immagine (didascalia, titolo e tag alt) nello stesso momento in cui avrai terminato di caricare il file, compilando l’apposita finestra del testo alternativo.

Oppure potrai farlo tranquillamente in seconda battuta utilizzando la funzione “modifica”.

Titolo dell’Immagine o Tag Title

Si tratta di quella piccola frase che viene visualizzata quando ci si ferma con il puntatore del mouse sull’immagine, generando il cosiddetto tooltip.

Spesso non si sfrutta pienamente questa risorsa perché si tende a replicare il testo contenuto nel tag title.

In realtà, sebbene non abbia la stessa valenza del title, è sicuramente uno spazio in più che possiamo sfruttare per descrivere il contenuto dell’immagine e quindi per espandere il significato del contenuto nel browser utente durante la navigazione.

La costruzione del tag title è il momento in cui ci si può sbizzarrire inserendo frasi di effetto a livello commerciale che rendano l’immagine più interessante e accattivante agli occhi del visitatore della pagina.

Oppure, perché no, potresti sfruttare il titolo anche per una call to action o per fornire delle indicazioni all’utente.

Ad esempio se hai caricato sulla tua pagina l’immagine dello spartito della Nona Sinfonia di Beethoven e desideri che l’utente clicchi per visualizzarla a schermo intero, puoi inserire nel campo del title la dicitura: “clicca per leggere lo sparito”.

Come per il tag alt è possibile modificare questa voce in qualsiasi momento su WordPress.

Sfrutta Testo e Contesto

Puoi sfruttare a tuo vantaggio anche il testo che si trova intorno all’immagine per posizionarla su Google Image.

Il motore di ricerca può utilizzare il testo che circonda l’immagine per captare delle informazioni utili per la rilevanza e il posizionamento.

Didascalia

Anche se non si trova tra i fattori diretti di posizionamento, l’inserimento di una didascalia (caption) è un altro elemento interessante.

Essa aiuta a contestualizzare il file immagine caricato e fornisce un supporto sia al search engine che al tuo visitatore

Non dimenticare le buone regole base della scrittura online: il testo della didascalia dovrà comunque sempre essere pensato per l’utente e mai per il motore di ricerca.

Usa i Tag Exif

Gli exchangable image file format sono dei dati che caratterizzano le immagini e che forniscono quindi ulteriori dettagli su di essa.

Pensa ad esempio, per citarne alcuni, alla data, all’ora, alle impostazioni della fotocamera, al copyright. Attraverso queste informazioni Google può restituire i risultati in base a determinati filtri.

Di conseguenza non possiamo affermare che i Tag Exif siano strettamente collegati al posizionamento, almeno per il momento.

Google, infatti, si riserva di utilizzare queste informazioni aggiuntive come fattori di posizionamento diretto in futuro.

 

filippo.jatta@hotmail.it

<p>Filippo Jatta è consulente SEO per liberi professionisti e imprenditori. Dottore magistrale in Organizzazione e Sistemi Informativi presso l’Università Luigi Bocconi di Milano, dal 2008 è SEO specialist. Aumenta traffico e visibilità online di blog, e-commerce e portali, posizionando siti web su Google. Offre servizi di posizionamento sui motori di ricerca e corsi SEO, sia base che avanzati.</p>